"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Gli aberranti limiti degli adoratori della “religione dei diritti umani”… in viaggio verso il nulla

di Roberto Pecchioli

La deriva nichilista dei diritti umani
Oltre Sodoma

Roma – di Roberto Pecchioli – Barack Obama, il beniamino di tutti i progressismi del pianeta, ha affermato di essere orgoglioso di avere allargato i “diritti” delle cosiddette comunità LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali – 1). In occasione della promulgazione della legge sul matrimonio per tutti – così lo chiamano, con una pericolosa torsione semantica – affermò che aveva “vinto l’amore”. In Italia, Matteo Renzi si è detto orgoglioso che il suo governo abbia realizzato le unioni civili, ossia il matrimonio omosessuale sotto mentite spoglie, dotato di una sorta di nome d’arte per chiamare “formazioni sociali” i soggetti uniti civilmente e bypassare l’art. 29 della costituzione con la sua antiquata definizione di famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

La signorina Maria Etruria Boschi e la senatrice Cirinnà, madre surrogata della legge, parlano di “avanzamento di civiltà”. Strano davvero che durante millenni di culture umane la più diverse non ci avesse pensato nessuno, nemmeno Semiramide, e neppure a Sodoma, dove Dio distrusse la città “omofila” (oh, i bei neologismi della neomorale aperta e postmoderna!). La verità è, ovviamente, diversa e ben più prosaica:

la civiltà in cui viviamo,
una delle tante che l’umanità ha costruito nella storia,
si fonda sulla sacralizzazione della (grande) proprietà privata
(nelle mani di élite statali o grandi multinazionali – Ndr)
e sull’assolutizzazione dell’individuo definito libero.
La società di oggi si fonda sulla forma-merce, sul monoteismo del mercato e sull’individualismo. Si è quindi data una sua nuova religione, frutto della secolarizzazione e della manipolazione delle religioni trascendenti:
si tratta della religione dei diritti umani e della Democrazia Rappresentativa.

In assenza e proibizione di principi condivisi, regnano il soggettivismo erto a unica verità indiscutibile ed il più ampio relativismo morale, che vira rapidamente in nichilismo. Una somma aritmetica di individui non è una comunità, che per natura possiede un’etica condivisa e prescrive comportamenti sulla base di un’idea di bene e di male, ma a rigore non è neppure una società, che ha bisogno comunque di regole minime introiettate, almeno una deontologia, e di un sistema di norme codificate che definiscano il perimetro dei patti tra i soggetti partecipanti, atomi desideranti interessati esclusivamente all’utile individuale. E’ la società liberale (ma anche quella socialista – Ndr), disinteressata a qualunque criterio veritativo diverso dalla Proprietà, dal Mercato e dal Consumo.

(1) vedi qui Usa: nozze gay imposte in tutti gli stati

Del dio della religione dei diritti umani…

Le leggi sulla famiglia ed il matrimonio non possono fare eccezione alla religione dei Diritti Umani in fondo, altro non si tratta che registrare, a fini di burocratica distribuzione di talune prestazioni pubbliche dette “diritti sociali”, delle volontà soggettive presupposte libere (i diritti umani divinizzati) di natura contrattuale, pattizia.

Sotto questo profilo, appare davvero intollerabile ad un cervello progressista che l’istituto matrimoniale sia limitato a questioni secondarie o del tutto irrilevanti in termini astratti, come il diverso sesso dei contrenti, ma anche eventuali legami di parentela (incesto) e, in prospettiva assai vicina, anche il numero dei contraenti (2). Desta addirittura orrore interpretare il matrimonio alla luce dell’apertura a nuove vite (nel passato si chiamavano figli) ed alla regolazione della paternità e della maternità – genitorialità in neolingua. Quel che conta, l’unico elemento accettato, di cui la legge liberale (positivismo giuridico) prende atto senza commenti o valutazioni è “l’amore”, ovvero l’esistenza (per la persistenza, l’amore è eterno finché dura), ad insindacabile giudizio delle parti, anche di una sola di esse, del più indicibile, instabile, non descrivibile né razionalizzabile dei sentimenti umani, derubricato a contratto con clausole e diritti di recesso. Hanno quindi ottime ragioni i sostenitori del matrimonio omosessuale ad esultare perché “vince l’amore”, o la sua versione volgarizzata nello spirito del tempo, ma non vi è nulla di più lontano dal matrimonio e dalla famiglia della semplice e provvisoria protezione giuridica dell’amore basato sull’intesa e la pratica sessuale.

Pure, omnia vincit amor, et nos cedamus amori, canta Virgilio nelle Bucoliche, ma il mantovano era un poeta, non un giurista. Il punto che spesso sfugge anche ai settori critici dei nuovi pseudo diritti della modernità terminale è che il matrimonio non fu istituito per rendere omaggio all’amore, né ad esso si riferisce la constatazione cosmogonica del Genesi “maschio e femmina li creò”, nella cornice colpevolmente limitata ai due sessi ( oops, generi canonici conosciuti in quei tempi primitivi).

(2) vedi qui Sodoma-Olanda e Contraddizioni – Matrimonio a tre e…

L’atavico scopo del matrimonio

L’uomo, una volta uscito dalla primitività, ha dato un senso alla propria presenza nel mondo e si è costituito come creatura nel modo che Ugo Foscolo, un ateo, sintetizzò nei “Sepolcri” con i grandiosi versi “Dal dì che nozze e tribunali ed are/ diero alle umane belve esser pietose/di se stesse e d’ altrui, toglieano i vivi/all’ etere maligno ed alle fere/i miserandi avanzi che Natura/con veci eterne a sensi altri destina.”

Il matrimonio nacque per stabilizzare la società attraverso la monogamia,

regolarizzare e legittimare la filiazione,

istituendo doveri precisi a carico dei padri e dei mariti,

inserire la sessualità e l’istinto alla procreazione nel circolo della comunità e della sua riproduzione.

Contestualmente, gli uomini presero a onorare i propri morti, tanto che di molte civiltà ci restano soprattutto le necropoli e le vestigia del culto dei defunti. L’uomo si rese conto di possedere un logos, una ragione del tutto speciali ed imparagonabili alle altre creature e volse lo sguardo in alto, verso la trascendenza e l’infinito. Il suo logos gli impose di porre regole collettive di comportamento, munite di efficacia etica non meno che di strumenti pratici di applicazione e sanzione.
In viaggio verso il nulla

La civilizzazione postmoderna è ampiamente fuoruscita dal quadro che abbiamo tracciato, e viaggia imperterrita verso il nulla.

Indifferente alla trascendenza ed all’attribuzione di un senso qualsiasi alla vita dell’essere umano, ha pressoché abolito non solo il culto, ma il rispetto minimo per la morte. Se al tempo di Foscolo, alba della modernità borghese e mercantile post 1789, l’editto giacobino di Saint Cloud imponeva la sepoltura lontano dai centri abitati, il senso comune contemporaneo espelle il cimitero dal panorama urbano e suburbano. Meglio bruciare i corpi, disperderli nell’aria o in mare o, per i più sentimentali, tenere presso di sé le ceneri dei propri cari (3). La morte non è più il grande mistero, ma una sbrigativa pratica da affidare ad “esperti” o operatori specializzati.

Eutanasia, testamento biologico, le insopportabili campagne per espropriarci persino dei nostri resti, dei quali, come per il maiale, “non si butta via niente”, per cui dobbiamo “donare” – ma in una società di mercato nulla è dono ! – gli organi in buona condizione. Forse occorrerebbe un habeas corpus non solo a tutela della libertà personale dei vivi dagli abusi legali, ma a difesa estrema della dignità delle salme. Desacralizzata la morte è desacralizzata la vita; non a caso l’aborto è banalizzato come intervento di routine che espelle come un rottame, un escrescenza ed un fastidio la vita che si sviluppa nel ventre materno. Di più: settori importanti del femminismo bollano come “ingiustizia” della natura il fatto che la gravidanza si svolga nel modo che la Natura o Dio hanno previsto.

Un politico omosessuale di sinistra come Nichi Vendola, per soddisfare il suo capriccio di paternità ha pagato una donna povera, nuova schiava, per essere fecondata artificialmente e poi cedere il frutto dell’inseminazione. All’uomo moderno, tutto questo sembra normale, anzi si ingegna a trarre profitto personale dalle nuove opportunità della tecnica.

(3) vedi qui Vaticano – Apertura alla pratica ( pagana ) della cremazione e qui La Massoneria vuole cremarci tutti e qui Europa, un cimitero che ha rimosso la morte

Unioni poligamiche negli Usa

Come poteva uscire indenne il matrimonio da una follia tanto potente? La vulgata odierna pensa, anzi prescrive che quel che conta è solo la volontà immediata e momentanea, postulata libera, di una o più persone. Due, tre, quattro, poco conta, tanto è vero che negli Stati Uniti, autonominatisi patria della libertà, si cominciano a regolarizzare unioni poligamiche: semplice diritto civile privato. Una grande conquista di civiltà, le nozze monogamiche come evento pubblico dinanzi alla comunità che accoglie la nuova famiglia, viene quindi rovesciata nel suo contrario, ristretta nel recinto privato, ma sempre in nome della libertà e, naturalmente, dell’amore! Anche per il cognome – il nome di famiglia – tutto deve cambiare: basta con l’antiquata, ingiusta ed non egalitaria patrilinearità, ognuno si chiamerà come preferisce, due fratelli potranno portare due diversi cognomi (4). Nel tempo e nel nome dei Trottolini amorosi, sembra vicina l’ultima spallata, quella che farà superare, con un ultimo salto mortale all’indietro, anche l’antichissimo tabù dell’incesto, quello che Claude Lévi Strauss individuò come elemento comune di tutte le comunità civili umane. Ma questo è il punto: comunità che si fa civiltà.

Quella che viviamo è la fase febbrile e convulsiva

di una civiltà estenuata,

una sorta di epilessia collettiva che abbiamo chiamato libertà.

Non ci importa di avere figli e non vogliamo padri, due fastidi uguali e contrari, responsabilità e limitazione di diritti e libertà, non riconosciamo più il dato naturale che qualunque società, per sopravvivere, deve riprodursi e “trasmettersi” attraverso la filiazione e l’educazione dei nuovi membri della comunità, non sopportiamo né il dolore né la malattia, molto meglio una igienica morte assistita, già sperimentata nei disinfettati obitori a cielo aperto degli Stati dell’Europa settentrionale ex protestante. Non c’è motivo alcuno per credere che il matrimonio, parola che presto sarà sostituita da qualcosa come libera unione, unione civile o simili, debba essere limitato ad un uomo ed una donna interessati ad un progetto di vita comune, tendenzialmente valido per la vita intera, aperto alla nascita ed all’educazione dei figli secondo le regole della natura ed i principi di una specifica comunità umana. Se la nostra religione è quella dei “diritti”, nessuno deve essere escluso da nulla.

Fonte: Qui Europa

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  1. Mardunolbo 9 mesi fa

    MAI LETTO DA ALCUNA PARTE, UN COMMENTO PIU’ ADEGUATO DI QUESTO ALLA ROVINA DELLA SOCIETA’ ATTUALE ! COMPLIMENTI VIVISSIMI ALL’AUTORE ED ALLA REDAZIONE CHE LO HA FORNITO !

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  2. Citodacal 9 mesi fa

    Basta derubricare l’amore a istinto di bramosia. Ciò che amo, lo voglio e lo desidero; a questo punto perfino lo sterminio di chi non mi va a genio diventa atto d’ “amore” – amo togliere la vita a chi m’infastidisce, l’impedirmelo sarebbe un gesto liberticida: l’assioma “basta l’amore” dunque è pienamente rispettato! Pensare che la Babele si riferisse soltanto alla confusione dei linguaggi profani mostra ora d’essere la speculazione d’una mente ingenua: è invece il perdere la capacità di comprendere il “linguaggio”, inteso come tramite tra coscienza individuale e realtà primeva sovraindividuale.
    (ed ecco perché alcuni eremiti taoisti affermino essere l’epoca attuale quella del desiderio, in cui le menti della media umana siano piuttosto dure e ottenebrate a indirizzarsi verso la luce della conoscenza saggia: figurarsi poi su tutto il resto…)

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    1. Riki 9 mesi fa

      Citodacal lo conosci Giannetto? – pensare che il corpo dove ho vissuto vada sottoterra mi da i brividi (o in loculo a mummificare) preferisco il fuoco! come fanno in India.

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      1. Riki 9 mesi fa

        cos’è la mente illusa egoista e materialista confronto all’anima? Nulla: voglio il fuoco! io volerò via (finalmente)

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      2. Citodacal 9 mesi fa

        Si è già stranieri adesso, in un corpo che muta continuamente, come lo stesso animo (animo, perché “anima” attiene a qualcosa di sovraindividuale che occorre conoscere direttamente, e non per supposizioni, pensieri, o affermazioni: questi, piaccia o no, fanno ancora parte dell’ “animo” psichico). È dunque l’anima – com’è palese dal significato intrinseco – ad “animare” in ultimo quello che in sé è già un cadavere (la sentenza di Epitteto, ripresa poi da Marco Aurelio: “Tu sei una fragile anima, che regge e trasporta un morto”), corpo morto mosso superficialmente dall’animo terreno e transeunte, ovvero l’ “animula vagula blandula” dell’imperatore Publio Elio Adriano, anch’essa destinata a decomporsi nell’Ade della “secunda morte”, a cui fa cenno anche frate Francesco nel Cantico.
        Opterei anch’io per la cremazione, perché il supporto materiale si dissolva nel tempo più breve possibile, senza lasciare appigli ai sostrati psichici – come abbiamo detto anch’essi destinati a dissoluzione – lasciando ritornare intonso Ciò ch’è già libero da sempre (ma cosa sarà mai davvero? È qui che bisogna indagare incesantemente…).

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        1. Riki 9 mesi fa

          se tu fossi una donna mi innamorerei delle tua voce sublime ..e di tutto il resto

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          1. Citodacal 9 mesi fa

            E’ capitato anche a me il dire la stessa cosa nei confronti di altri soggetti: purtroppo non erano donne loro, come non lo sono io. Non ci resta (forse) che il rintracciare la parte genuinamente “femminile” (Yin) nascosta interiormente (e quella giammai delude, giammai va persa, giammai perisce).

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  3. Giorgio 9 mesi fa

    Noto con soddisfazione che Pecchioli sta via via prendendo sempre più piede infatti molti siti lo stanno proponendo.
    Ma in questo elaborato, a mio avviso, ha preso una cantonata, infatti basa tutto il suo ragionamento sull’individualismo che a detta di Google veicola tutt’altro significato: “individualismo
    in·di·vi·dua·lì·ṣmo/
    sostantivo maschile
    Tendenza a svalutare gli interessi o le esigenze della collettività.
    Atteggiamento filosofico volto ad affermare l’autonomia del singolo.
    Ed io propongo sempre da Google il significato di anarchia. “anarchia
    a·nar·chì·a/
    sostantivo femminile
    1.
    Dottrina sociale e politica che propugna l’abolizione dell’autorità costituita e accentrata, nonché di ogni forma di costrizione esterna.
    2.
    generic.
    Assenza di ordine, governo, autorità; estens., confusione, disordine caotico.
    Riconoscendomi in quest’ultima filosofia vi associo obbligatoriamente anche il senso dell’individualismo e quindi contesto alla radice l’elaborato del Nostro che ho già avanzato anche in altre sedi e finora non ottenendone riscontro.
    L’unione civile o matrimonio omosessuale ha cercato ed ottenuto avallo collettivistico giusto l’opposto dell’individualistico.

    Condivido in toto il commento di Citodacal.

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  4. Riki 9 mesi fa

    non serve scervellarsi dietro alla stupidità dei terrestri. Adesso viviamo nella fase yin acuta. Tornerà lo yang, poi tornerà yin – l’equilibrio non c’è su questa terra di stupidità assoluta poveri noi

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  5. Vincent 9 mesi fa

    Già leggendo apocalisse al versetto 13 S.Giovanni Apistolo parla delle due bestie la prima rappresenta la società moderna che impone il liberismo come concetto economico e libertario come religione, da contrapporre alla religione trascendente. La seconda bestia quella con aspetto di agnello con voce di drago rappresenta i moderni banditori mainstream che urlano ed impongono la nuova ideologia liberista inclusa la nuova religione libertaria e chi si oppone è massacrato sui nuovi patiboli e gogne mediatiche. Non si accettano voci dissenzienti al nuovo ordine e alla nuova religione imposte dalle bestie di cui apocalisse (il significato è rivelazione) ci parla..

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  6. ramo 9 mesi fa

    Caduta l’idea dell ‘ “uomo nuovo” della religione marxista, ha da cadere anche l’idea dell’uomo “evoluto” della religione nihilista e tecnologica anglosassone espressione dell’altro contendente dell’URSS rimasto in piedi. Sta per crollare, a meno che non cambi in pieno e si corregga da cima a fondo. Tanta ignoranza è alla base di questa ideologia, tanta mancanza di studio dei testi classici greci e latini e della religione e della storia (dove sono i testi di storia contemporanea obiettivi e davvero scientifici?). Ma soprattutto, la perdita del buonsenso, ed è proprio perché è alla sua fine, che si sbraca ogni giorno di più, mentre il promesso benessere che doveva rincretinire gli occidentali è pure scomparso e quindi la rivolta serpeggia nel suo seno. E allora, una risicata minoranza di ricchi vive come su un’isoletta erosa tutt’attorno, illusa e marcia, odiosa e odiata, cattiva, malvagia, tarata psichicamente e fisicamente, e manda i suoi mercenari prezzolati attorno per il mondo a fare da gendarme. Ma fino a quando?

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  7. Tania 9 mesi fa

    “L’UOMO NUOVO.”

    Dopo molto riflettere ho deciso di raccontare la mia esperienza.
    Avevo 17 anni, il mio futuro marito era già apparso nella mia vita pur non essendo ancora importante, era uno che mi stava dietro come altri, ero carina, allegra, timidissima eppure estroversa e con molte amicizie specie quelle del liceo, leggevo moltissimo davvero, i libri li divoravo, libri di ogni genere, non filosofia, qualche saggio, diciamo letteratura “per la maggiore”, i soliti insomma, tipo Cent’anni di solitudine, Il Rosso e il Nero, e via discorrendo, le mie caratteristiche principali: ero atea, di sinistra super impegnata politicamente, ed ero ignorante, talmente ignorante e stupida che più ignorante e stupida di me in matematica non c’era nessuno in classe, la prof un giorno mi disse “ti ho dato 2 perché hai scritto bene il testo”, e appunto quel pomeriggio dovevo fare il compito di algebra per il giorno dopo, ero sempre a ridurmi all’ultimo minuto…
    Mi sistemo comodamente sul letto dei miei genitori dalla parte di mamma, 3 cuscini, e i fogli con le espressioni, la penna, 2 espressioni per pagina, con lo spazio libero per la risoluzione, ero scocciatissima, pensavo agli amici, odiavo quei fogli da riempire, quelle espressioni 1/2+1/8 chiusa parentesi tonda aperta parentesi quadra bla bla bla, insopportabile, e ho cominciato a chiedermi da dove nascesse quel bisogno demenziale di frazionare l’1, che ci faceva il numero 1 sopra altri numeri? Senza che me ne rendessi conto all’improvviso nel mio cervello è partita una successione vorticosa di domande e subito relative risposte, un uragano di domande e risposte, una sequenza straordinaria di numeri, filosofia, concetti, algoritmi, che nemmeno sapevo cosa fossero, era la mia mente che faceva tutto, un computer…
    Poi, improvvisamente, come tutto era partito, la PACE. La quiete. La soluzione dimostrata attraverso quel percorso.

    “Ah, ecco, l’1 è l’assoluto”
    “E lo zero?”
    “Semplice, lo zero è niente”
    “E il 2?”

    Non faccio in tempo a formulare nemmeno un primo pensiero sul 2 che mi trovo in una dimensione fuori dal tempo, dallo spazio, dalla materia, IO, non il corpo : IO.

    “IO sono l’Universo”
    “IO sono DIO”

    quel grigio senza materia, quell’INFINITO/NULLA/TUTTO/DIO, ero IO.
    quella nebbia chiara senza limiti, infinita, ero io. DIOL’INFINITONIENTECHEE’TUTTO. Non si può descrivere, no, davvero.

    E poi mi sono ritrovata nella stanza, mi sono alzata, tremavo come una foglia, sono andata in cucina dove c’era mamma, avevo bisogno di vedere la mia mamma, non ho detto una parola, mi sono messa a sedere su una sedia e mi sono messa a guardarla, avevo bisogno di guardarla, mi sono sposata, dopo 6 anni ho trovato il coraggio di dirlo a mio marito che non ha fatto un solo commento, poveretto, che poteva dire? A 32 anni ho voluto fare una Tac per vedere se avevo un tumore al cervello, no, niente, dopo i 50 anni ho cominciato a raccontarlo agli amici ma con molta vergogna che mi sentivo pazza, o mi facevano sentire pazza, solo UNO mi ha chiesto la cosa giusta, “come lo dimostri?”
    Se potessi scrivere nero su bianco “quel percorso” anche a un deficiente succederebbe quello che è successo a me, solo che, finito tutto, non mi ricordavo più quel percorso non pensato, non meditato, indipendente da me, troppo veloce, troppo consequenziale. E non ci sono mai più riuscita, ma mi ha segnato la vita, non sono come gli altri, ogni parola su Dio per me prende un significato particolare, le religioni, la Bibbia, tutti quello che si è detto e che si dice, inesorabilmente io subito cerco un legame con quello che mi è capitato, a me, sulla mia pelle, non il passaparola che da millenni subiamo, senza che alcuno ci dica mai “è questo, lo so perché è capitato a me”!
    Gli Elohim, o Geova, o di qualunque altro si dica, mi chiedo : che posto occupano?
    Se riassumo le mie impressioni direi :
    A- Per ignoranza ho aperto una porta che non andava aperta
    B- Materia e “quella cosa” non possono convivere, quando sei una non hai coscienza dell’altra, o meglio, come essere umano ho coscienza di ciò che mi è capitato ma non ci devo pensare che porta alla disintegrazione del cervello, che per noi è troppo troppo davvero… Quando sei “quella cosa” non esiste materia, niente casa, madri, stelle, pianeti, NULLA, non hai sentore altro che dell’infinito che è Dio, cioè TU. Punto.
    C- Mi sono sempre chiesta cosa è successo al mio corpo in quel frangente, e se fosse entrato qualcuno a parlarmi? Brrrrrr
    D- Ho avuto il terrore mi potesse succedere ancora, e se non fossi più tornata? Certo del mio essere materia “essere umano”, in quel viaggio astrale contava niente, meno di zero.
    E- Era la morte? E’ la morte? Cos’è per noi esseri umani? Chi siamo?
    F- Dio esiste, e ci aiuta quando abbiamo bisogno, io credo che si sia messo dentro di noi, ma solo nella consapevolezza di questo noi da questo traiamo vantaggio: ne dobbiamo avere la consapevolezza! Dio esiste, dico Dio perché quello ho detto ben chiaro nel viaggio astrale : io sono Dio, io sono una consapevolezza dell’Universo, e da questo, cioè da me, traggo forza.

    Ecco, questo è l’uomo nuovo che tutti siamo.
    Noi siamo Dio, e allora chi comanda? In che modo ci organizziamo se siamo tutti divini? E’ chiaro che le proposte attuali ci farebbero scompisciare dal ridere…
    Oggi chi è questo piccolo essere pieno di paturnie che abita questo pianeta e lo distrugge senza nessuna vergogna? Noi non siamo questo orrore!
    Traete da tutto questo quello che credete sia meglio per voi, spero di esservi stata utile, questo si, lo spero… Se i tiggì stasera, tutti, dicessero, siamo esseri divini, come reagireste?

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    1. Tania 9 mesi fa

      Come devo pormi di fronte ad un popolo intero, gli ebrei, che dice di essere un “popolo eletto”, e che chiama il resto del mondo “gentili” o goy?
      Dove porta una dichiarazione simile? Il loro creatore chi è se è il creatore di un popolo che fa simili affermazioni?
      Come mi devo porre di fronte a pochi che decidono quanti dobbiamo essere, se siamo troppi andiamo eliminati?
      Come mi devo porre di fronte a chi dice troppo comodo dire che li dobbiamo aiutare a casa loro per non prenderli qua, questo è egoismo, meglio bombardarli a casa loro poi prenderli qua che allora si che siamo buoni!

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      1. Tania 9 mesi fa

        Che differenza corre tra gli ebrei che si definiscono popolo eletto e i leghisti che si dicono popolo padano, o i comunisti che si dicono compagni, o gli americani che si dicono democratici quando sono solo i bulli del pianeta e di che specie… o i nazisti che si dicevano anche loro popolo eletto?
        Dove finiscono i diritti dell’uno nei confronti dell’altro? Ecco perché siamo per forza poi solo dei tifosi, che essere coerenti è parecchio difficile.

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      2. Giorgio 9 mesi fa

        Il popolo ebreo giustamente si dichiara “popolo eletto”, eletto da chi? Da Geova.
        Il popolo padano è stato eletto dal Senatur, se le sembra la stessa cosa!
        Non parliamo poi dei comunisti eletti da Levi.
        Sui nazisti stendiamo un velo pietoso.

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        1. Tania 9 mesi fa

          Giorgio, chiedo scusa per il mio volgarissimo materialismo, e tengo conto del rispetto che devo al mio prossimo, ma come impostazione mentale trovo più logico un leghista che vota Salvini, un comunista dell’URSS di uno che parla di un sogno fatto sotto effetto presumibilmente di droghe…
          Geova? Chi è, lo conosco? No. Mi si dice che è un Dio uguale spiccicato ad un popolo di fanatici, meglio i leghisti, sono molto più onesti, ancorché so benissimo che tutti meritano rispetto.

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          1. Giorgio 9 mesi fa

            Tania quand’è che cambia bar?
            A quale segno zodiacale appartiene? Bilancia, Pesci o Gemelli?
            Le chiedo ciò perché mi è particolarmente periglioso seguirla dal momento che alternativamente sostiene di essere atea ed un momento dopo si prostra difronte a Dio.
            Per quanto riguarda Geova vale la stessa risposta che le ho offerto a proposito dei miei amici americani, quando lo incontrerò nuovamente, Geova, mi farò un selfie.
            Ma non credo che il piccolo Guardiano della soglia le permetterà di vederLo.
            Leggendola, naturalmente questa è la mia impressione, le letture che dice di aver fatto non le sono state granché d’aiuto.
            Se invece di leggere Levi avesse dedicato un po’ di quel tempo agli autori citati da Citodacal certamente sarebbe un po’ meno obnubilata.
            Tanto le dovevo.

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          2. Tania 9 mesi fa

            Vediamo, per essere apprezzata da te cosa dovrei dire, come dovrei essere? Più sensibile meno impietosa di come sono?
            Intanto andiamo per punti :
            A- il mio segno zodiacale non rientra tra quelli da te ipotizzati, ma ci hai preso sull’ascendente, uno dei 3 effettivamente è il mio ascendente, il bar è sempre quello.
            B- Sono atea, anzi, più che atea nei confronti delle divinità TUTTE di cui gli abitanti della Terra narrano, perché ho una mente troppo semplice, fin infantile, lontanissima dalla complessità della mente adulta come potrebbe essere ad esempio quella di Citodacal, tutto fumo e niente arrosto, ma bellissima comunque, intrigante al massimo, il canto della sirena… come può essere monoteista un Dio multiplo? O tutti parlano dello stesso, oppure sono tanti e ognuno ha il suo popolo un popolo affidato e fidato…
            Stando alle dichiarazioni di intenti, questi Dei “unici” sono in tanti, rimane chi li ha creati, ecco, io credo al Dio supremo, chi è? Cosa è? Rispondi tu se sei capace, io non sono in grado di farlo, io so che anche se non sono vera, se sono solo il sogno di qualcuno, un suo gioco, un suo progetto, qualunque cosa, se questo è matrix, allora c’è l’inventore di tutto questo, e mi fermo, non voglio fondere il cervello in domande troppo grandi per me, conosco i miei limiti e li accetto.
            C- Geova, io non lo conosco, tu lo conosci? Benissimo, finito il problema. Ma non rubarmi la casa, la terra, in suo nome, che allora io rubo la tua in nome di Babbo Natale. Lo conosci?
            D- Dopo la morte fammi entrare o vietami qualunque soglia, sono morta, che me ne fotte di ciò che dici ora, vediamo dopo che succede…
            E- Mi piace leggere, ho letto di tutto, credevo di aver letto un oceano di libri ma entrare in una biblioteca, in una buona libreria mi rendo conto che si e no ho letto un laghetto… Mi sono stati d’aiuto? In che senso? Alcuni mi sono piaciuti da morire, altri mi hanno annoiata a morte, sono 20 anni che tento di leggere Proust, non ce la faccio. Leggere un libro che piace rimane uno dei momenti più intensi della vita, per una come me che è come fosse dentro il libro , non leggo per cambiare ma per stare bene, un libro è davvero una medicina miracolosa, assieme alla musica.
            F- E adesso arrivo sempre allo stesso punto, da quando avevo 17 anni me lo trovo sempre davanti : quello che so, quello che penso di sapere, quello che non so, ci metto quello di cui parla Citodacal, tutti i filosofi, teologi, scienziati, saltimbanchi del sapere, TUTTO, ci metto tutto niente escluso, davanti a questo che siamo, agli Dei che veneriamo, in cui abbiamo fede, che ci chiedono di essere loro servi ubbidienti, quello che io so come lo colloco? Dove lo colloco? Lo scienziato ha una idea in testa, prende gli alambicchi e procede per tentativi, scrive tutto, procede per fortuna o sfortuna, scrive tutto, il pittore avanza con i pennelli, il musicista scrive le note, lo scrittore vede pagine riempirsi… tutti hanno traccia di ciò che sarà la loro opera finale, io mi sono ritrovata all’opera finale, e che opera, senza sapere neppure esistesse!!!!!!! Avevo 17 anni!!!!!!!!!! Che vuoi da me, Santo Iddio! Ti rendi conto che qualunque cosa tu dica, non cambia niente, quello è e quello è. Punto. Te ne rendi conto? Io devo farci i conti, non tu, beato te!
            Solo il Dio supremo, il Dio a cui credo, solo lui mi può dire perché io sono l’universoinfinitonientecheètutto, IO, DIO. Cioè lui…
            Cioè noi…
            Nessuno di voi, nessun Geova, nessun Budda, nessun “divinità” è in grado di darmi una risposta, solo il SUPREMO può farlo, ti è chiaro? So con assoluta certezza che morirò senza risposte perché così deve essere.
            Escluso LUI, che amo senza me lo chieda, a cui credo ciecamente, io sono atea.
            Una cosa è certa, su questo pianeta noi ora siamo sprecati…

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    2. keki 9 mesi fa

      Non devi temere te stessa o quel momento di coscienza assoluta che hai assaporato, annullando per un attimo l’ imperfezione della nostra condizione umana. L’esperienza che hai vissuto non capita certo frequentemente. Tesla aveva delle “illuminazioni” costanti. Lui diceva di essere in contatto con una entità aliena. La nostra vera dimensione è quella che tu hai visitato per quegli attimi. La realtà che ci circonda è il riflesso del nostro pensiero. Da piccola, osservavo i miei simili e la mia terra tutto attorno e non era mai un’osservazione sterile e superficiale. Mi chiedevo che cazzo stessimo facendo su questo pianeta, avevo l’impressione che ci fosse un segreto impronunciabile dietro a tanta finzione di meccanica quotidianità. Ho letto i libri di Sitchin e ho realizzato che tutto ciò che avevo sempre pensato combaciava con quanto sostiene questo archeologo e sumerologo. Credo che il sentire più profondo debba guidarci nelle nostre scelte e ricerche. Un abbraccio.

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      1. Tania 9 mesi fa

        Grazie per la risposta, è la prima volta che qualcuno mi si rivolge umanamente, semplicemente accettando, senza nessun tipo di stupore, o altro, sto piangendo, proprio non riesco a bloccare le lacrime.

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        1. ramo 9 mesi fa

          Sei spesso un fiume di parole…Vuoi esprimere qualcosa che non riesce ad uscirti del tutto, mai. Forse cerchi di definire in parole ciò che può solo essere raffigurato simbolicamente o allusivamente indicato. Forse, e non mi permetto di affermarlo categoricamente, ti sei fermata, spaventata per la dissociazione quando l’ hai sperimentata, cosa implicita nel distacco dal comune modo di appercepirti, ma se andavi avanti un poco di più, avresti conosciuto una serena visione del “tutto” che ti avrebbe liberato a futura memoria dalla visione materialistica. Dico a futura memoria, perché queste visioni oltre la soglia lasciano la loro traccia e sono poi nella nostra memoria sottile come un tesoro di conoscenza che verrà fuori al momento buono. Insomma, forse ti sei ritratta appunto spaventata dal primo momento dissociativo. Se tu, così, giovane, ti fossi posta a immaginare e anelare ad un mondo pieno d’amore e magia come quello delle fiabe, dove regna l’amore e il bene che un bambino può desiderare come massima cosa, insomma se tu avessi guardato all’amore per l’amore che ha un’adolescente, forse ciò avrebbe iniziato un’esperienza liberatoria. Dico “amore per l’amore”, amore senza oggetto, come lo sperimentano i bambini e gli adolescenti ancora puliti dentro. Chissà….

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        2. ramo 9 mesi fa

          Signora Tania, aggiungo due cose: le forme di “Risveglio” sono esperite in base alla limpidezza del nostro riflettore interiore. O meglio: la tua energia basale è una esperienza che si cala rivestendo le vesti della forma mentis di ognuno. Comunque, se ciascuno è un Dio, è comunque un Dio o Angelo imprigionatosi in questa dimensione. E allora, l’umiltà che nasce da questa constatazione, libera da ogni ubriacatura di senso d’onnipotenza, detto “luciferico”, ed è un inizio di purificazione. Bisogna Amare come detto prima, per essere protetti da eventuali successivi travisamenti.

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    3. Giorgio 9 mesi fa

      Ha assaporato per un momento la vita del suo corpo energetico che viaggia 4 milioni di volte più veloce di quello fisico, pensi a chi si droga.

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    4. Mardunolbo 9 mesi fa

      Anche Lucifero ha fattola tua spessa esperienza , Tania ! Riflettici sopra ! Ognuno di noi nell’assoluto è solo Se’ stesso e nessun altro e questa assolutezza ci spinge a crederci Unico e quindi, Dio. Lo sbaglio COLOSSALE è proprio questo…Hai sentito la tua anima unica ed immortale ed hai creduto, essendo ignorante, di essere tu stessa Dio,invece sei creatura che può sentirsi Dio essendo perfetta nella sua unicità. Questo hai sentito . E’ esperienza bellissima ma gravissima nelle sue conseguenze. Simile esperienza fu provata da Eva e poi da Adamo nell’assaggiare e conoscere ciò che non potevano ancora conoscere. Conobbero l’unicità ed ebbero conoscenza della capacità divina dell’Uomo della libertà di fare Bene/Male. L’immaturità li spinse al Male e da allora soffriamo tutti fino alla speranza nata dall’Immacolata , colei che nacque senza quella tara ereditaria perchè così sta scritto anche nella legge di Mendel(1/un miliardesimo di miliardi di possibilità, ma è possibile!).
      Tu sei diventata atea e ti sei creduta Dio…Peccato, anche tu hai fatto esperienza che non eri pronta a fare…Santi e beati, ben preparati prima, esperimentano nelle estasi la stessa sensazione e sentono di immedesimarsi in Dio che concede loro quella sensazione. Ma loro sono preparati prima dalla preghiera. Ahi,ahi se uno prova senza la stessa preparazione spirituale: finisce con Lucifero a dire “NON servirò !”

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      1. Tania 9 mesi fa

        Siamo 7 miliardi di esseri umani.

        Io non mi sento affatto Dio, tra l’altro sono atea, io mi sento ciò che sono, e sono 1/7.000.000.000 degli esseri umani presenti sul pianeta, questa cosa mi è capitata tanti anni fa, da allora ho vissuto come miliardi di altri nelle mie condizioni economiche, sociali, politiche, la mia vita è quanto di più normale la società intende, non cercavo niente, avevo altro per la testa, a conoscermi son fin banale tanto sono nella media, rimane questo che mi è successo, come faccio a cancellarlo? Solo questo mi sono sempre chiesta, cosa significa! Ci sarà pure una spiegazione, si? Conseguenze gravissime? Per cosa? Mica ho chiesto niente, cercato niente, non avevo nessuna qualità, interesse, capacità, per una cosa simile, ero una adolescente! E neppure sopra la media per intelligenza…
        Mi dispiace, Mardunolbo lei attribuisce a me molto di più di cio’ che sono, e molto meno a ciò che è successo.
        Soprassediamo come è successo, perché è successo, ignoriamolo, freghiamocene, rimane COSA E’?
        Ecco, ha una risposta? Se non ce l’ha, nessun problema, ci sono cose che noi umani non potremo mai mai mai mai spiegare, ecco la differenza tra me e Lei, io so che non c’è risposta, nessun umano logicamente è in grado di darla, come fa, poveretto? Quindi accetto di non sapere, mi piego…
        Ma non posso cancellarlo, no?
        Mardunolbo, chiediamoci perché un umano ha avuto questa possibilità, che allora subito si è autorizzati a pensare che se è capitato una volta può capitare 7 miliardi di volte, no?
        Chi siamo noi?
        Non vorrei però invadere uno spazio comune, per me può finire tutto qui, speravo solo di poter in qualche modo essere d’aiuto a chi condivide questo pianeta con me, ecco, questo è ciò che mi ha fatta parlare.

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      2. Citodacal 9 mesi fa

        L’aver trascurato, o dimenticato del tutto, l’ambito proprio dell’anima/psiche e quello dello Spirito, rendendoli equivalenti ed assimilandoli alla stessa realtà ontologica, ha condotto irrimediabilmente a una confusione non priva di pericoli. La corretta delineazione si ritrova in Patanjali quanto in Giovanni della Croce (peraltro stimato nell’induismo genuinamente tradizionale), ovvero in qualsiasi sentiero che appartenga a una tradizione autentica; i cosiddetti “siddhi”, o poteri psichici – quelli che Gesù respinge nel deserto – sono stati definiti “spazzatura” dai più autorevoli swami indu (al merito, Ramana Maharshi disse: « Non rendendosi conto d’essere mossi da un’energia che non è la loro, certi sciocchi sono tutti affaccendati nella ricerca di poteri miracolosi. Queste pagliacciate sono come le vanterie di uno storpio che dica ai suoi amici: “Se mi aiutate a reggermi, quei nemici fuggiranno di fronte a me.” »).
        Anche Rumi distingue i prodigi di natura psichica, che i maghi compiono davanti al Faraone, da quelli di Mosè, il quale si fa tramite per l’agire di Dio stesso, che dunque opera in lui “come se” Mosè fosse Dio (ma quel “come se” fa una certa differenza…).
        Guénon preconizzò come la fase avanzata della manovra contro-tradizionale sarebbe stata quella inerente all’aspetto psichico, ovvero come le fratture nel materialismo insostenibile (non esiste una dimensione meramente quantitativa nell’universo) si sarebbero create “verso il basso”, dunque verso lo psichismo, il misticismo sentimentalistico, la deviazione di pratiche spirituali tradizionali, l’uso di droghe e l’insorgere d’allucinazioni, che possono portare l’ego empirico e transeunte alle cosiddette esperienze dello stato intermedio, al punto di provare il “ritenersi Iddio”, essendo tutt’al più un demiurgo di determinate regioni dell’essere – laddove non sia in atto un mero disturbo psichico -, ma non l’Essere medesimo. Oltremodo, tutto ciò comporta una maggior possibilità di subire la manipolazione – peraltro potendo infliggerla in certe modalità ad altri -, poiché manca un vero radicamento in pratiche d’ordine realmente spirituale: e l’illusione della conoscenza è peggiore dell’ignoranza stessa.
        I maestri zen dicono spesso d’aver praticato zazen quotidianamente almeno per una diecina d’anni e oltre (anni interi in silenzio innanzi a un muro spoglio; Kodo Sawaki dichiarò in modo spiritoso: “Vorrei esser ricordato come quel tale che ha sprecato l’intera sua vita facendo zazen”), e senza garanzia alcuna d’un “successo” che, più si ricerca volutamente, più sfugge come un pesce dalle mani. Analogamente vale per monaci esicasti che recitano la Preghiera del Cuore e Sufi che salmodiano il “dhikr”.
        Se non ci si può improvvisare – se non in casi d’emergenza estrema -, nel visibile (ne vediamo maturare certe drammatiche conseguenze), men che meno nell’Invisibile!
        Sono stato prolisso, ma certi distinguo ormai sono doverosi a ribadirsi per indicare in qualsivoglia sede, almeno a chi ne sia davvero intenzionato, come poter evitare di soccombere al caos interiore, che rispecchia ed è rispecchiato in quello “esteriore”.

        Grazie per la sua esposizione, che mi è stata di stimolo.

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        1. Riki 9 mesi fa

          Citodacal ti esprimi in modo fichissimo – vorrei scrivere quello che hai detto su un pezzo di carta e rileggerlo ogni giorno. (Vedo di fuori carovane di ignoranti guidare le loro auto ignoranti). Stupefacente quello che scrivi, incanti chi ti ascolta

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  8. Paolo 9 mesi fa

    Credo che un’epoca cosi, storicamente non c’e’ mai stata, dittature, a di regime, lager, gulag, tutto e di piu’ , ma un sovvertimento totale dei Valori a livello planetario come adesso, trascende ogni logica squisitamente umana. L’ uomo pensa al potere al denaro, non si e’ mai preoccupato di scardinare i fondamenti della natura umana o di far apparire disvalori, quelli che sono Valori da sempre. Questo a mio avviso e’ veramente inquietante

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    1. Tania 9 mesi fa

      Cosa intendi per scardinare i fondamenti della natura umana o di far apparire disvalori, quelli che sono Valori da sempre?
      Sarei interessata a capire se quello che intendi è ciò che ho in testa.
      A grandi linee, se ti va di dirlo, ovvio.

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      1. Tania 9 mesi fa

        Paolo, ho letto tutto ì’articolo introduttivo di Roberto Pecchioli, esemplare! E’ tutto chiaro.

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  9. Tania 9 mesi fa

    Tu sei diventata atea e ti sei creduta Dio…Peccato, anche tu hai fatto esperienza che non eri pronta a fare…Santi e beati, ben preparati prima, esperimentano nelle estasi la stessa sensazione e sentono di immedesimarsi in Dio che concede loro quella sensazione. Ma loro sono preparati prima dalla preghiera. Ahi,ahi se uno prova senza la stessa preparazione spirituale: finisce con Lucifero a dire “NON servirò !”
    ______________________________________________
    Mi sembra di sognare… ma che stai a dì? Invece è molto preoccupante la conclusione, non mi piace proprio per nulla.
    Cioè è vietato non diventare servi?

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    1. Mardunolbo 9 mesi fa

      Tania, ogni creatura ha il compito di lodare e servire il suo Creatore. ogni altra cosa è sbagliata ! Lucifero non volle “servire” il suo Creatore e per questo, essendo puro spirito ed intelligenza libera da condizionamenti ormonali ,quindi mutevoli, la sua decisione fu in eterno ed eterna la sua condanna. Finchè l’essere umano vive può cambiare, ma quando arriva ad essere solo spirito appartiene solo a quel mondo immutabile e la sua posizione diventa immutabile. La decisione in vita condiziona la vita futura che arriverà. Il deliberato proposito di non servire il Creatore, impedisce di adempiere aL proprio ruolo di creatura e quindi la liberazione vera di Se’ stesso al momento del “passaggio” Meglio convertirsi prima: dopo diventa difficile, faticoso e più doloroso…
      Per il resto,grazie della confidenza che ha aperto la porta a commenti che faranno riflettere e grazie dell’aprirsi ad un’esperienza personale importantissima e gravissima nelle sue conseguenze. Che ti aiuti ad un cammino di fede e non a recepire il “sè” come Dio !

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      1. Mardunolbo 9 mesi fa

        …infatti non è importante perchè è successo. nessuno lo può sapere ora. Ma è importante sapere che quel che è successo quella volta E’ importante come indizio e come monito insieme. Sta a noi, raccogliere gli indizi e cercare la strada di verità, che non si manifesta mai apertamente ! Non capiremmo,immersi come siamo in un mondo di sensazioni provocate da un movimento di particelle atomiche.Il nostro corpo è fatto per percepire questi movimenti, o meglio “vibrazioni” . Tutto il resto ,formato dagli indizi lungo la nostra vita, sono “sensazioni” che seguono la logica della nostra anima immortale,il nostro SE’ divino, che anela a ritrovare il SE’ che è TUTTO, cioè il nostro Creatore.
        Ma bisogna saper ascoltare e vedere gli indizi, mettendosi a guardare la vita con gli occhi di un bambino, con un po’ di fantasia e speranza. Altrimenti si vede solo la materia e le vibrazioni davanti a noi…che non è un poi un gran “vedere” recepire soltanto con i nostri sensi adattati solo ed esclusivamente alle vibrazioni atomiche.Spero di essermi spiegato. Ormai sono parecchi quelli che hanno fatto esperienze di pre-morte e raccontano allo stesso modo che incontrano un Essere di luce che li ama di un’intensità mai conosciuta prima. ma sono esperienze così vive che cambiano completamente il modo di vivere. Io ho conosciuto persone che hanno provato ciò e me lo hanno raccontato ed ho creduto sia successo.
        Ma se non si ritorna bambini a vedere con occhi diversi, non si vedranno mai le “tracce” che troviamo davanti a noi !

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        1. Tania 9 mesi fa

          Chiedo scusa, ma più vi leggo più mi confondo quando invece ho bisogno di semplicità, di luce, alcuni di voi parlano un linguaggio forbito che non porta a nulla, è solo un esercizio di bravura, bellissimo, intrigante, ma sterile, mentre Mardunolbo è mosso da una fede bellissima per un Dio che non riconosco nel Dio a cui credo, io sono certa che Dio esiste, e sono certa che non ha affatto bisogno di essere servito da noi, non credo sia questo il suo bisogno, e non vuole amore da noi, vuole connessione… è come una forza che vuole essere assorbita ed usata, una forza buona, positiva, bellissima, che ci da forza ed energia, vuole che noi ci connettiamo con il bottone per metterla in moto, altri modi sono di figure troppo simili a noi, io non riesco a provare nulla per queste figure che per quanto potenti possano essere non sono quello che i o so esiste, eccome se esiste, e da tanta forza, solo che il nostro limite sta nell’aver bisogno di individuare specificatamente una forza a cui dare un nome, noi abbiamo bisogno di credere in un Dio che sia pure onnisciente, onnipresente, eterno, tutto quello che volete, ma deve essere ritrovabile in luoghi fisici, le chiese, un altare, un simbolo, noi non siamo capaci di chiedere al nulla di aiutarci, abbiamo bisogno di rivolgerci a qualcuno, è questo che ci frega.
          Io so che Dio esiste, noi ne siamo la prova, solo che non ho la più pallida idea di che cosa sto parlando, ma so che se lo prego una risposta mi è sempre arrivata, ho sempre avuto fiducia assoluta, totale, senza se e senza ma, e se penso cosa sono state certe risposte mi si riempie il cuore di gratitudine, non prego Geova o come si chiama, io prego Dio, dico mio signore creatore, lo so che è difficile da capire, perché se non conosciamo, se non ci è familiare, se almeno uno ce ne avesse parlato…
          Più comodo pregare ciò di cui sappiamo per sentito dire, nessuno che io sappia può mostrare il suo Dio.
          E’ solo la fede che ci guida, io ho fede nel grande Dio che mi ha permesso di connettermi, io sono molto felice, potrei quasi dire che lo amo, lo so che non è questo il punto, ma sono pur sempre un essere umano, per noi amare è un impulso primario. Io non amo Geova. Troppo simile a….
          Vale per tutti gli altri Dei che i popoli del pianeta amano, ognuno con il suo così simile a loro, rispetto per tutti, ci mancherebbe altro, ma mi fermo a questo.
          Fossi l’imperatrice del pianeta con poteri assoluti non cambierei una sola virgola della religiosità attuale dei popoli perché ritengo sia un bisogno primario imprescindibile ciò che vedo.

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          1. Tania 9 mesi fa

            L’umanità serva sottomessa al Dio non è amore, il Dio che vuole questo non è un Dio d’amore, un Dio non può temerci, è inaudita una cosa simile, per me inaccettabile . L’umanità non potrà mai per logica paragonarsi a Dio, ma se si connette, se lo “sente”, ne trarrà amore, beneficio, divinità… Dio è una fonte cristallina, perfetta… Non è da temere.
            Se non c’è connessione c’è ciò che siamo, che vedete ogni giorno, l’umanità disconnessa, eppure si nutre di Dei ogni giorno, ad ogni parola, allora?

            Dov’è l’inghippo?

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  10. Riki 9 mesi fa

    A Citodacal: infatti l’amore è elevazione, il sesto senso. Grazie!

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    1. Riki 9 mesi fa

      la virtù è la conoscenza e la consapevolezza, non ..vivere in una dimensione sola e non preoccuparsi del resto, come se non ci appartenesse. I 5 sensi funzionano benissimo, quando si usano

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      1. Riki 9 mesi fa

        L’elite, i guardiani, e noi negli scompartimenti della prigione a vita

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  11. Mardunolbo 9 mesi fa

    Il Dio Creatore che è Uno e Trino, e che non è + il dio degli ebrei e mene che meno il dio dell’islam, non ha bisogno del nostro amore, ma gioisce del nostro amore perchè amando Lui adempiamo il nostro fine:tutto qui ! La Sua esigenza di amarlo e servirlo è solo per adempiere la nostra missione e quindi essere + felici poichè ci vuole così: aderenti alla nostra essenza di creature che riconoscono il Creatore. Il cane od il gatto che riconoscono il loro padrone/benefattore lo amano ed adempiono ad una regola generale non scritta, ma innata in ogni essere vivente. Riconoscere i propri limiti ed immaginare che un Creatore ci ami e non ne abbia è già un passo avanti verso la Conoscenza reale della vita.
    Quando si ammette un Creatore e si ha il coraggio di accettare il Figlio che si è dichiarato tale + di una volta ed è il Risorto per eccellenza ed ha sconvolto dei poveri pescatori molto materiali e terreni al punto da lasciarsi mettere a morte od al supplizio convinti di andare Lassù, allora non possiamo fare altro che riconoscere la Chiesa che Lui ha lasciato sulla terra per guidare i nostri passi, generazione dopo generazione. Il guaio terribile dei nostri giorni è che la chiesa che sembra cattolica non lo è più avendo un amico dei massoni sulla cattedra e da 50 anni si susseguono mistificatori che rinnegano quanto la chiesa disse per secoli. Ma era tutto scritto ed ammonito attraverso i santi, che sono gli “illuminati” secondo la filosofia buddista.La vita è un passaggio: tutto sta a riconoscerlo e riconoscere per tempo il nostro fine. Dopo diventa un po’ tardi….!

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    1. Riki 9 mesi fa

      Io non credo in Dio, ma ho rispetto in te. Personalmente non vedo l’ora di trapassare per andare da qualche altra parte. Stare qui su questo pianeta è una noia pazzesca

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      1. Citodacal 9 mesi fa

        Stavolta mi tocca disilluderti, ma lo faccio lasciando la parola a chi ne possiede l’autorevolezza; tra i sufi circola questo aneddoto: « Strada e destinazione a parte, com’è il viaggiatore? Lo Sceicco Saadi ce lo ricorda: “Temo che non raggiungerai mai la Mecca, o viaggiatore, perché la strada che segui conduce al Turchestan!” » (Abu Muhammad Muslih ibn ˁAbd Allāh, conosciuto come Sa’di, fu un sufì persiano vissuto tra il 1184 e il 1291).
        Senza un metodo rigoroso e conoscenze certe, che non siano l’arbitrio personale, si gira e rigira in tondo; si visitano i mille paradisi e i mille inferni, ma la noia si fa più sottile e pericolosa, penetra maggiormente i pori fino a occluderli: e poi ci si ritrova disperati al punto di partenza, con un senso dell’ego ancor più ingombrante; inoltre, a dispetto dell’imperfetta concezione modernista di “reincarnazione” (non ne parlò Gautama Siddharta in questi termini, non ne parlano le Upanisad, la rinnegò perfino Nisargadatta Maharaj), non è detto che la coscienza si perpetui così com’è ritenuto dal senso dell’individualità, il quale essendo illusorio, proietta un’immagine altrettanto illusoria di sé: dunque vagare nei mille mondi è anch’essa illusione, perché il mozzo della Ruota è Uno soltanto – ed è Immobile.
        Non sono il capriccio, né l’insoddisfazione, né la noia i migliori moventi. Bisogna ricercare qualcosa di più fondo e in quello venire riassorbiti: questa è la Morte vera, il resto è un faticoso e perpetuo vagabondaggio ove, come Narciso innamorato della propria immagine riflessa, si annega in continuazione, e con grande rinnovata pena, nella stessa. Verrà un tempo in cui anche Yama, il dio della morte, dovrà morire: perché ambire dunque a diventare simile a lui?

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        1. Riki 9 mesi fa

          L’ho detto apposta per farti scrivere

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        2. ramo 9 mesi fa

          Fai troppa filosofia…Un giorno, il gran generale di una confraternita Sufi, andò a visitare una sede del suo ordine su un’isoletta di un lago. Arriva e comincia ad interrogare i “discepoli”…Li vede far scena muta alle sue domande, li sente balbettare come tanti idioti circa le questioni “più importanti”, insomma li scopre dei grandi ignoranti e allora li rieduca e insegna loro i punti fondamentali. Mamma mia, ma che razza di ignoranti che sono questi! si diceva fra sé e sé, e ricominciava daccapo a rispiegare le cose di fronte alla loro zucconeria o scarso acume, e di nuovo doveva ricominciare. Infine riprese il suo viaggio e salì sulla barchetta che lo doveva portare al di là dell’isoletta. Naviga e naviga, il braccio di lago non era poi così ampio, stava per attraccare alla riva che subito sente battersi sulla spalla. Si gira di scatto e vede uno di quelli che stavano sull’isoletta, ora in piedi sull’acqua appena oltre il legno della sua barca: “Ci perdoni se la disturbo ancora, ma io ed i miei confratelli non abbiamo capito l’ultima cosa che ci ha spiegato. Potrebbe per favore dircela ancora?”.

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          1. Citodacal 9 mesi fa

            Come potrei farti vedere in questa sede che ora sto fluttuando nell’aria…?
            (ma soprattutto, quale utilità avrebbe il sollevarsi da terra?)

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          2. Tania 9 mesi fa

            Citodacal, che belloooooo! Lo insegni anche a noi? Anche se non è utile, e lo è, che non serve nemmeno più la scala quando si devono spolverare le librerie in altro e sopra gli armadi, deve essere comunque uno sballo cosmico!
            Tu insegnaci, poi ognuno di noi decide se gli è utile o meno.

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          3. Tania 9 mesi fa

            Citodacal, avevo un amico ai tempi della contestazione anni ’70/’80, intellettuale raffinatissimo, mi incantava, veramente incantava tutti, così preciso contro il consumismo, per l’acquisto intelligente, questo si, questo no, questo è bene, questo è male, un grande maestro, citava nomi su nomi, fatti su fatti, davvero devo dire era impossibile non ascoltarlo, io dico che si nasce con certe qualità, intanto si beveva tutte le coca cola e si mangiava ogni cosa il mio frigo contenesse, non era povero, la sua famiglia era se non ricca parecchio benestante, quando ci invitava a casa sua ci mostrava che razza di prosciutti, prodotti vari, i suoi compravano da contadini che conoscevano, roba davvero genuina, era molto soddisfatto, metteva via tutto, e in tavola metteva un piatto di cous cous senza nessun sapore, e niente altro, è da quei tempi che guardo con sospetto gli intellettuali.

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          4. Tania 9 mesi fa

            Citodacal, tu sei perfetto come sei, tutti apparteniamo a qualche categoria, tu a quella dei retorici, se mancassi si sentirebbe la tua mancanza, davvero, non lo dico per dire, è bellissimo ascoltare chi sa ben parlare, anche se potrebbe sembrare che non serve a nulla invece è una gioia per la mente, solo non bisogna prendervi troppo sul serio, tutto qui.

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          5. Citodacal 9 mesi fa

            Parafrasando Joshu: “Povero me, non mi fanno nemmeno più scherzare”.

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          6. Tania 9 mesi fa

            Anch’io ti ho votato, ci tenevo a dirtelo.

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  12. PieroValleregia 9 mesi fa

    salve
    questo articolo, mirabile, di Pecchioli (che seguo da parecchio anche su altri lidi) ha ampiamente spiegato una massima
    di Gesù Cristo che ho fatto mia ragione di vita: siate nel mondo ma NON DEL mondo…
    Non è difficile, basta volerlo.
    saluti e buon pomeriggio
    Piero e famiglia

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  13. Salvatore Penzone 9 mesi fa

    Bisogna semplificare, il che vuol dire avere il coraggio di non volgere lo sguardo altrove e guardare all’essenziale, altrimenti si finisce per girare in tondo e perdiamo le occasioni che le esperienze ci danno, dato che è la vita l’unico vero maestro. E’ lei che alla fine ci mette sempre difronte a noi stessi. Questo essenziale siamo giustappunto noi, o meglio la differenza che passa tra la realtà profonda del nostro essere in tutta la sua innocenza (in un bellissimo vangelo apocrifo dio viene descritto come innocenza assoluta) e l’immagine che di noi ci siamo costruiti. Guardarci dentro significa cercare questa innocenza. Un’innocenza però che si presenta inevitabilmente ricoperta da tante maschere, fatte delle piccolezze delle nostre reazioni emotive, dei limiti della nostra visione delle cose, delle paure… Il non giudizio e la benevolenza aiutano a rendere le maschere meno pesanti.

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  14. Giorgio 9 mesi fa

    Tania 12 sono i segni zodiacali e 12 gli ascendenti possibili per ognuno, quindi 12×12=144, io ho sparato 3 colpi ed uno l’ho imbroccato.Mica male!?

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    1. Tania 9 mesi fa

      Non male davvero… caspita! bravo, davvero.

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  15. Citodacal 9 mesi fa

    A coloro che si sono cimentati nel dialogo “teologico”, propongo il seguente aneddoto sufi (chi ha orecchie per intendere, avrà già inteso):

    Si racconta che un giorno due studenti della via sufi stavano discutendo dell’essere umano.
    Il primo diceva: “L’uomo perviene alla Verità attraverso la ricerca e gli sforzi personali. Dalla sua ignoranza iniziale, egli si eleva per gradi fino alla conoscenza”.
    Il secondo diceva: “L’uomo perviene alla Verità solo se è guidato da maestri esperti”.
    I due uomini vennero quasi alle mani, ed erano ben lontani dall’aver trovato una soluzione alle loro divergenze, quando passò un vero Sufi. E così decisero di sottoporre il loro litigio al suo arbitrio.
    “Volete che mi pronunci su questo problema?”, chiese il Sufi.
    “Sì, per favore!”, lo esortarono.
    “Va bene… avete mai visto due cani litigare per un osso?”.
    “Sì, naturalmente!”, dissero all’unisono.
    “E avete mai visto l’osso prender parte alla disputa? Pensateci”.

    Buona serata a tutti.

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    1. Giorgio 9 mesi fa

      Non era un Sufi vegetariano!!! Ah ah ah!!

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    2. Tania 9 mesi fa

      Il destino dell”osso è finire mangiato

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