"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Giornalisti del NYT, della Reuter e dell’Economist autocensurano i propri articoli da Israele in modo da non essere “brutalmente presi di mira”

di Philip Weiss

Negli USA la lobby israeliana viene citata di rado in modo critico sui media più importanti. Ma controllate questo brano del programma politico ” Drum ” [“Tamburo” in inglese] della ABC australiana di due giorni fa: i corrispondenti, veterani del Medio Oriente, Antony Loewenstein e John Lyons descrivono le incessanti pressioni da parte di Israele e della sua lobby su giornalisti che sono critici nei confronti di Israele.

La conduttrice del programma Ellen Fanning ha notato che nel nuovo libro di Lyons (“Balcony Over Jerusalem: A Middle East Memoir” [ “Balcone su Gerusalemme: ricordi del Medio Oriente”]) egli ricorda di essersi incontrato con un importante corrispondente dell’agenzia di stampa France-Presse e di avergli chiesto: “Quanti corrispondenti dall’estero si autocensurano? “

Lyons:
“Ha risposto: ‘Tutti’, e lui è uno dei più duri capi redazione in circolazione. Come parte del libro ho intervistato The New York Times, the Economist, Reuters, AFP, ed ho scoperto una caratteristica comune. La Reuters [agenzia di stampa inglese, ndt.] ha persino proprie parole specifiche che si possono utilizzare per non far arrabbiare gli israeliani. Sono andato là con l’idea che se fossi stato a Washington e a New York avrei raccontato quello che vedevo. Ma ogni volta che avessi voluto parlare di colonie, qualcosa di reale, sarei stato preso di mira, in quanto giornalista.”

Se racconti la verità su quello che vedi davanti a te in Israele e in Cisgiordania, sarai brutalmente preso di mira.”

Lyons è un giornalista di grande esperienza. E’ stato corrispondente per sei anni da Gerusalemme per “The Australian” [principale quotidiano australiano, ndt.] ed ora è co- direttore editoriale del giornale.

Corrispondente da Israele John Lyons

Gli attacchi non vengono solo da Israele, ma dalla lobby filo-israeliana globale. Lyons:

“Beh, nel libro ho scritto un capitolo intitolato ‘La lobby”, che riguarda essenzialmente la lobby australiana, prende in considerazione i numerosi viaggi che ogni sorta di politici e giornalisti e tutti quanti fanno. Incessanti carovane che attraversano Gerusalemme, che è una parte ridotta di ciò…Ma posso dire…in base alla mia esperienza personale nell’ “Autralian”, che è un giornale molto filo-israeliano, eppure i miei direttori, la pressione su di loro, di cui hanno parlato per il libro – la pressione c’è, è chiaro che non sono contenti di quello che hai fatto, e delle infinite lamentele

Due o tre anni fa ho fatto un reportage per “Four Corners” [“Quattro angoli”, importante programma televisivo australiano di attualità politica, ndt.]. E allora ho dovuto difenderlo per mesi e mesi. Alla fine ci siamo difesi da ogni obiezione…Ancor prima che “Four Corners” andasse in onda, uno dei gruppi di Melbourne ha fatto circolare: ‘Questo è il link per le proteste, clicca qui, e invia una protesta automatica alla ABC’.”

Per cui i viaggi sono solo la parte “delicata” di ciò!”

Ecco il reportage di “Four Corners” del 2014: documenta il fatto che l’esercito israeliano stava prendendo di mira ragazzini palestinesi per arrestarli e incarcerarli e “minacciando i bambini di violentarli”, nel tentativo di rendere insopportabile la vita ai palestinesi in Cisgiordania. Queste pratiche ovviamente non sono terminate ( e ricordate che su “60 minuti” [programma televisivo statunitense di notizie della CBS, ndt.] cinque anni fa il defunto Bob Simon [giornalista americano della rete televisiva CBS, ndt.] ha protestato contro Michael Oren [politico, diplomatico, scrittore e storico israeliano nato negli USA, dirigente del partito centrista “Kulanu”, ndt.] perché si era rivolto ai suoi superiori nel tentativo di interferire sul suo reportage a proposito dei cristiani che lasciano la Palestina).

Anche Antony Loewenstein è un giornalista con molta esperienza. Ha pubblicato vari libri sulla Palestina e su altre questioni internazionali, e recentemente ha concluso una missione di un anno e mezzo a Gerusalemme.

Egli afferma:

“Quello che dice John è vero. Ho scritto di questo per 15 anni. Il modo in cui spesso funziona è che un giornalista che è critico – ebreo, non-ebreo, musulmano, palestinese, cristiano, qualunque cosa sia – se è critico contro le colonie, contro l’occupazione, contro il governo israeliano, contro il modo in cui la lobby israeliana in Australia, secondo me in modo dannoso e disonesto, fa pressione sul sistema dei media, ABC ed altri, e sui governi, sarà preso di mira in privato e in pubblico.”

Cosa dire della lobby palestinese? Chiede Fanning. Loewenstein:

“Esiste una lobby, è ridotta ma in crescita. Ha influenza ma è relativamente insignificante. E’ più che altro il modo in cui penso funzioni il potere politico in questo Paese.

Chiunque passi del tempo in Israele o in Cisgiordania o a Gaza, che, come dice John, sono state occupate per 50 anni…Secondo me ora è permanente. Ci dobbiamo chiedere perché così tanta gente nei media e nelle elite politiche rifiuta di parlare della realtà. Un’occupazione permanente è un orrore…

Occorre essere molto più sinceri con i nostri politici ed essere giornalisti che non cedono alle intimidazioni della lobby israeliana, cosa che succede continuamente.”

Occupazione israleiana della Palestina

Però Loewenstein in seguito osserva che l’opinione pubblica si è spostata in modo evidente, nonostante i media siano decisamente a favore di Israele.

E conclude:

“La lobby ha il diritto di esistere. La questione è che gruppi come AIJAC (Australia/Israel & Jewish Affairs Council [Consiglio Australia/Israele e delle questioni ebraiche]) sono così bellicosi e di estrema destra, stanno appoggiando le politiche del governo israeliano che sono a favore delle colonie, dell’occupazione, anti-arabe e profondamente razziste.”

La lobby israeliana in Australia ha già attaccato Loewenstein per i suoi commenti durante il programma.

Non c’è neanche bisogno di dire che la lobby israeliana continuerà ad esercitare un potere spropositato finché giornalisti e politici si rifiuteranno di parlarne apertamente. Cosa che non sta succedendo negli USA.

Grazie ad Ofer Neiman [probabilmente si tratta di uno dei leader del movimento BDS israeliano “Boycott from Within”, “Boicottaggio dall’interno”, ndt.]

(traduzione di Amedeo Rossi)

Fonte: Zeitun

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  1. Giorgio 4 mesi fa

    I “padroni” NON accettano nessun tipo o modalità di detrazione. altrimenti che padroni sarebbero?

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  2. lister 4 mesi fa

    Ma, se quelli sono stati capaci di convincere il Mondo che sei milioni(!) di loro sono “passati per un camino”,
    sono sicuramente in grado di fare di tutto per convincerci che loro sono “i buoni” e gli altri mentono.

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    1. Giorgio 4 mesi fa

      Cos’hanno 6 milioni di befane?
      Sai quanti “meravigliosi” regali!
      Forse noi siamo troppo creduloni.

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  3. lister 4 mesi fa

    La foto del soldato tedesco che tiene a bada un bambino col suo mitra, è diventata un simbolo dell’infamia tedesca;
    questa foto in cui un bambino palestinese si trova nelle stesse condizioni con un soldato ebreo, non conta…

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    1. Giorgio 4 mesi fa

      Per forza!!!
      Quella del soldato ebreo è un falso.

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      1. lister 4 mesi fa

        Ah, ecco!… 😀 😀

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  4. Aldus 4 mesi fa

    Trovatemi un solo giornaletto locale italiano che non si autoconsumi per paura di pestare i piedi a qualcuno.

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    1. Aldus 4 mesi fa

      AUTOCENSURI : ma come si fa ad eliminare il correttore automatico?

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      1. animaligebbia 4 mesi fa

        Il “popolo eletto” (ah ah ah )vuole convincere il mondo intero che il cornuto e’ l’asino e non il bue.Ma i tapini non capiscono che cosi’ facendo ottengono l’effetto contrario:personalmente conosco molti ebrei che non sopportano la politica del loro paese come noi non sopportiamo la nostra,ma non hanno voce in capitolo.Moltissimi il 27 gennaio ,giorno del vittimismo mondiale,tengono spenta la tv perche’ battendo troppo sullo stesso tasto si ottiene prima l’indifferenza,poi l’insofferenza e infine il fastidio.Le vittime del mondo intero sbagliano i loro conti ed alla fine e’ meglio cosi’.

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  5. Renè 4 mesi fa

    Questa è la nuova frontiera della propaganda: ammettere di essere vigliacchi, non complici e voler farci credere che la vigliaccheria è solo una strategia di sopravvivenza è un “qualcosa” d’inevitabile a cui dobbiamo rassegnarci, come nella subcultura nordafricana/levantina…
    La viglaccheria insieme con la menzogna, la slealtà ed il tradimento, sono i crimini più infami per la nostra cultura europea, invece questi traditori, questi ingannatori del popolo, vorrebbero passare come vittime, come dei “poveriniiii…” che non hanno potuto fare altrimenti, sennò avrebbero perso il loro lauto stipendio di infami prezzolati.
    Vorrebbero convincerci che essere vigliacchi non è una cosa così spregievole, è una necessità… per arricchirsi.
    Non provo empatia verso questi schifi, provo solo disprezzo.
    Comnque il “nostro” Lyons è riuscito ad arrivare con passo felpato ad essere vicedirettore di un giornale che lui stesso definisce filoisraeliano… chiunque non sia uno scemo ne dedurrebbe che Mr Lyons è filoisraeliano. Ma tanto per andare sul sicuro ecco lo schemino della proprietà: L’Australian è pubblicato dalla News Limited, controllata a sua volta dalla News Corporation di Rupert Murdoch.
    Visto che i giornalisti sono il quarto potere di uno stato democratico ed è fondamentale per i cittadini il “conoscere per deliberare” questi vigliacchi sono anche dei traditori dello Stato e della Democrazia, questi schifi meritano solo l’ergastolo… a Gaza, magari.
    PS
    The New York Times, the Economist, Reuters… sono tutti media in mani “filoisraeliane”.
    “Lobby” è una parola anglosassone che si traduce con “corruttore” (legalizzato).
    Loewenstein è un infame contaballe: scarica tutta la colpa dei massacri sionisti sulla “destra” questo mitico capro espiatorio, radice di tutti i mali… la “destra” …ma sono tutte balle. Gli israeliani sono per la stragrande maggioranza favorevoli al genocidio dei palestinesi, li vorrebbero ammazzare tutti, spazzare via, infatti rielessero lo stupido Netanjau soltanto perchè fece massacrare 4.400 civili palestinesi ed i cittadini israeliani danzavano, ballavano sulle colline sopra a Gaza e s’inebriavano dell’odore dei corpi dei palestinesi arsi vivi dalle bombe al fosforo… a stragrande maggioranza Netanjau fu rieletto. Dunque non è come il menzognero propagandista Loewenstein vorrebbe farci credere, che la “destra” sia la causa della follia genocida israeliana… è la maggioranza del popolo d’Israele che vuole sterminare i palestinesi.

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  6. annibale55 4 mesi fa

    Da quando sono stato quasi per caso in Palestina una decina di anni fa e che ho visto come sono trattati i palestinesi mi sono ripromesso che mai avrei comprato un prodotto di Israele. Israele è la vergogna per il mondo occidentale!

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