"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

GDF E GICO SMANTELLANO ORGANIZZAZIONE TUNISINA CHE FACEVA ARRIVARE IN ITALIA TERRORISTI ISLAMICI E CLANDESTINI

JIHADISTI ARRIVATI IN ITALIA

”Da tre anni i Governi del Pd e il ministro Alfano ci ripetono che non ci sono terroristi tra le decine di migliaia di immigrati che sbarcano ogni mese sulle coste italiane. Sappiamo che non e’ cosi’, sono gia’ stati individuati nei vari centri di accoglienza diversi soggetti radicalizzati, senza contare che l’attentatore di Berlino era giunto in Italia nascosto tra gli immigrati sui barconi.

E proprio oggi, dall’operazione della Procura di Palermo, che ha smantellato una rete di trafficanti uomini che portavano clandestini dalla Tunisia a Marsala in appena tre ore, emerge che su quei gommoni avrebbero trovato ospitalita’ anche jihadisti”.

Lo afferma Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e responsabile organizzazione e territorio della Lega Nord. ”E ancora una volta ci domandiamo cosa aspettano a svegliarsi a Palazzo Chigi, al Viminale e alla Farnesina e a fermare gli sbarchi, ma da subito, perche’ tra gli oltre 60mila immigrati sbarcati da inizio anno – aggiunge – potrebbero nascondersi decine di terroristi, venuti qui per colpire, in Italia o in Europa. Chi sta aprendo la porta di casa nostra all’invasione si sta rendendo complice, e’ responsabile, di un eventuale attentato e delle vittime che ne seguiranno”, conclude Calderoli.

Smantellata organizzazione tunisina che faceva sbarcare gli Jihadisti in Italia su barche veloci

PALERMO – Dall’alba di questa mattina i Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo, con la collaborazione degli uomini della Compagnia della Guardia di Finanza di Marsala, stanno eseguendo in tutta Italia, al termine di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, 15 provvedimenti di fermo di indiziato di delitto nei confronti di altrettanti soggetti di nazionalita’ tunisina e italiana, appartenenti ad un’associazione per delinquere transnazionale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e al contrabbando di tabacchi lavorati esteri. In corso di esecuzione anche il sequestro di dieci autovetture e di due imbarcazioni utilizzate dal sodalizio per i traffici illeciti. I fermi sono da inquadrarsi nell’Operazione “Scorpion fish”, eseguita dal Gico di Palermo in sinergia con la compagnia di Marsala.

Il sodalizio investigato, capeggiato da pericolosi pregiudicati tunisini e con elementi italiani in posizione subordinata, e’ risultato particolarmente attivo nell’effettuare una serie di traffici illeciti tra la Tunisia e le coste del trapanese.

Grazie all’utilizzo di veloci gommoni d’altura condotti da esperti scafisti, capaci di percorrere il tragitto anche in meno di 4 ore, sono state trasportate in Italia persone in grado di pagare il rilevante costo della traversata e introdotte in Italia sigarette di contrabbando. In prossimita’ delle spiagge e delle calette di approdo e’ stato fornito ai clandestini un vero e proprio servizio shuttle fino alle basi logistiche dell’organizzazione, dalle quali gli immigrati clandestini hanno potuto liberamente raggiungere le destinazioni desiderate senza essere identificati.

L’organizzazione si e’ mostrata pronta a svolgere la propria illegale attivita’ anche a favore di soggetti ricercati dalle autorita’ di polizia tunisine per la commissione di gravi reati o per avere connessioni con organizzazioni armate del terrorismo jihadista.

Il sodalizio, infatti, aveva programmato l’illecito approdo sulle coste trapanesi, tra gli altri, di soggetti pericolosi in corso di individuazione, uno dei quali temeva, oltre che di essere arrestato dalla Polizia tunisina, anche di essere respinto dalle Autorita’ di Polizia italiane (una volta giunto nel nostro Paese) per terrorismo.

Le indagini hanno svelato un vero e proprio sistema illecito transnazionale, stabilmente operante tra la Tunisia e l’Italia, in cui ogni membro dell’organizzazione rivestiva un ruolo ben preciso occupandosi, a seconda dei casi, del reperimento delle prenotazioni dei clandestini e della raccolta degli importi dovuti per il viaggio, della movimentazione e della custodia del contante, del reperimento e dell’approntamento dei natanti utilizzati, della loro conduzione nelle traversate e, infine, del primo collocamento dei clandestini e delle sigarette contrabbandate sulle coste siciliane, in luoghi nella disponibilita’ dell’organizzazione.

Nel corso delle investigazioni e’ stato possibile ricostruire analiticamente l’organizzazione e l’esecuzione di 5 traversate. In un caso, anche grazie alla stretta cooperazione tra gli investigatori e la componente aeronavale della Guardia di Finanza (Gruppo di Esplorazione Aeromarittima di Messina e Reparto Operativo Aeronavale di Palermo), e’ stato possibile monitorare in diretta lo sbarco sulle coste trapanesi, riuscendo ad intercettare i 14 clandestini sbarcati e a sequestrare oltre un quintale di sigarette di contrabbando.

Sono stati inoltre documentati ulteriori viaggi programmati – ma non andati a buon fine per impedimenti derivanti da concomitanti e ordinarie attivita’ di controllo del territorio e in mare svolte dal Corpo – che, se ultimati, avrebbero portato nelle casse dell’associazione criminale oltre 100.000 euro di guadagni.
Si ritiene che le sigarette, per lo piu’ di marche estere, siano state smerciate nei mercati rionali trapanesi e palermitani, al prezzo di non piu’ di 3 euro a pacchetto, con guadagni di oltre 17 mila euro ogni quintale contrabbandato, commercio ovviamente gestito dalla mafia. Ancora piu’ lucrosa l’attivita’ di favoreggiamento dell’illecito ingresso di soggetti tunisini sul territorio nazionale: ogni clandestino pagava in Tunisia all’organizzazione, per arrivare in Italia, non meno circa 2-3.000 euro.

Ogni viaggio, quindi, poteva generare complessivamente profitti anche fino a 40.000 euro, al netto del costo per lo “scafista” e il “navigatore”, generalmente ricompensati, rispettivamente, con circa 5.000 e 3.000 euro. Allorquando necessario, come riscontrato nel corso delle indagini, il denaro raccolto in Tunisia veniva portato in Italia per “rifornire” di contanti i promotori dell’associazione criminale, perfezionando cosi’ vere e proprie operazioni di riciclaggio. L’organizzazione smantellata, con l’estate ormai alle porte, sarebbe stata in grado di compiere almeno due traversate alla settimana tra la Tunisia e l’Italia.

Il pericolo, tuttavia, non è scongiurato: non si sa esattamente quanti terroristi islamici possono essere arrivati in Italia attravrso questa organizzazione. E se oltre le sigarette di contrabbando siano stati introdotti in Italia esplosivi e armi.

Fonte: Il Nord

Nota: Alfano, Miniti e Gentiloni sono “tranquilli” mentre l’invasione continua e nessuno la ferma.

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  1. Daniele Simonazzi 3 settimane fa

    Qui da me se LA polizia ti trova senza visto ti arresta ti fa pagare una multa 500-600euro e ti caccia indietro nel paese di origine e non puoi piu tornare per un tot di anni,e sono nel sud-est asiatico una delle zone piu povere del mondo,li da voi fanno il contrario,aiutano gli immigrati e se ne infischiano degli italiani,come fate a subire ancora questa situazione io non lo capisco,mi sa che le scie chimiche stiano facendo effetto.Per non parlare del gay- pride a reggio Emilia ,con il discorso del sindaco,NO COMMENT

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  2. Giorgio 3 settimane fa

    “Da tre anni i Governi del Pd e il ministro Alfano…” si possono definire tali degli illegittimi?
    Non sono io a chiedermelo ma il generale dei carabinieri Antonio Pappalardo che non si limita a porsi questo quesito ma va oltre, infatti si chiede perché nessun magistrato si è attivato finora ed ha arrestato i suddetti abusivi per alto tradimento?
    Perplessità che l’alto ufficiale dell’Arma ha palesato pubblicamente e non in spazi angusti e segreti e tra sé e sé, interventi che si possono trovare nel TuoTubo.
    Perché i vertici dell’Arma non sono interveniti se Pappalardo vaneggia e sproloquia?
    A mio avviso non esiste più uno stato con la esse maiuscola e quindi è giunto il momento di: “rompete le righe!”. Questa dichiarazione trova maggiormente conforto anche nel contenuto dell’articolo quando si parla dell’attività della GDF, chi garantisce che sia solo nella tratta tunisina che si invera il contrabbando di merci e persone? Forse il generale Minervini, od il generale Mango, od altri generali che sarebbe ridondante nominare?
    Ma fatemi il piacere!!!!

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  3. Daniele Simonazzi 3 settimane fa

    Bravo giorgio per LA chicca . Digitate: “generale pappalardo lo stato non c’e’ piu” video perfetto Pappalardo GUIDACI !!

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