"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Gaza potrebbe esere la Stalingrado dell’Esercito israeliano?

Milicianos de Palestina con casco

A Gaza si prospetta il fallimento dell’esercito israeliano

Mentre i sionisti continuano a Gaza il loro massacro di civili, donne e bambini in particolare, la resistenza ed il popolo palestinese si mantengono determinati a combattere ed a infliggere il maggior danno possibile alla struttura dell’Esercito israeliano ed attaccarne i suoi soldati, i veicoli e le loro concentrazioni. Nell’adottare la tattica dei bombardamenti incessanti e terroristici, l’Esercito israeliano cerca di bruciare la volontà della popolazione di Gaza, ma i palestinesi hanno capito molto chiaramente che, siano quelli che siano i sacrifici di sangue, l’era del blocco non deve ritornare.

I  militanti palestinesi hanno mostrato la loro capacità di lanciare razzi e missili che arrivano adesso a raggiungere la totalità del territorio palestinese occupato da Israele ed hanno creato la formula della rappresaglia che non esisteva in precedenza. Tuttavia loro dispongono di missili più potenti e di maggiore impatto che non sono stati ancora utilizzati e che obbligherebbero la popolazione israeliana a rimanere nei rifugi causando un danno elevato alla loro economia. Questo porterebbe a mantenere chiuso lo spazio aereo dello Stato di Israele e causerebbe ingenti danni all’Aeroporto Internazionale Ben Gurion, che costituisce una autentica via di respiro per Israele.

I palestinesi sono riusciti a portare a termine operazioni di infiltrazione dietro le linee nemiche, come avvenuto con la base di Zikkim, provocando così importanti crepe all’interno dell’organizzazione di sicurezza di Israele.  Questo processo di riuscire ad operare dietro le linee nemiche ha creato confusione ed inquietudine nelle file israeliane, tanto più quando alcuni resistenti che parlano l’idioma ebraico hanno attuato  travestiti da soldati israeliani.

In vari scontri a fuoco a Beit Hanun, Sofa e Nahal Oz, in cui hanno partecipato  palestinesi infiltrati, l’esercito sionista ha avuto perdite per oltre 30 militari ed ufficiali.

Contrariamente a quello che sperava  il nemico, il bombardamento di edifici da terra, dall’aria e dal mare,  può trasformare le rovine in un terreno ideale per la guerra urbana e la guerra di guerriglia allo stesso modo di come accadde nelle battaglie avvenute durante la seconda guerra Mondiale a Stalingrado ed in altre zone.

gaza-rockets-terror

I palestinesi so sono preparati per lungo tempo per una operazione via  terra degli israeliani  di questo tipo ed  hanno predisposto varie sorprese che apparirebbero una dopo l’altra . Diversi  soldati israeliani sono morti, ad esempio, nell’entrare in edifici minati che erano stati fatti saltare con loro dentro.

Alcuni media presenti durante le cerimonie dei funerali di caduti israeliani, hanno registrato l’opinione dei familiari, degli esperti e degli analisti militari, in base alle quali, si indica che si sta producendo un importante cambio psicologico nell’entità sionista in questi  giorni.

Fino a questo momento, 53 soldati israeliani sono morti e varie centinaia sono rimasti feriti. Queste perdite potrebbero incrementarsi fino a raggiungere varie migliaia molto presto.

Molti analisti israeliani confessano apertamente che la resistenza palestinese a Gaza ha riscontrato di fatto una vittoria ed avvertono che Israele deve fermare questa guerra a qualsiasi prezzo, questo  perchè l’Esercito israeliano potrebbe avere di fronte una situazione di disgregazione ed un possibile collasso se dovrà affrontare una guerra prolungata ed estesa in forma di guerriglia urbana a Gaza e forse anche in altri punti della Palestina che non terminerebbe neppure procedendo a rioccupare la totalità della Striscia di Gaza.

Questa battaglia costituisce quindi un capitolo di una lunga serie e non c’è dubbio che nel futuro si potrebbero produrre risultati che saranno nell’interesse del popolo palestinese e dell’asse della resistenza nel suo insieme.

Fonte: Al Manar

Traduzione: Luciano Lago

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