"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Francois Hollande: “l’inflessibile” difensore dei diritti dei gay

Hollande con i sauditi

 

Sosteneva un vecchio refrain:  “mi  notano  di più se vado e me ne sto in disparte o se non vado per niente?”

Francois  Hollande ha risolto lo psicodramma decidendo  di non andare e di far pesare la sua assenza all’inaugurazione dei giochi olimpici di Sochi.

Un assenza significativa motivata dalla protesta della presunta repressione dei diritti dei gay attuata dal regime di Putin in Russia.

Francois  Hollande vuole sostenere la battaglia delle associazioni pro Gay e le relative denunce di queste contro il regime autoritario e retrogrado di Putin che, secondo tali associazioni, viola in modo  costante i diritti dei gay ed in particolari quelli di contrarre matrimonio legalizzato ed adottare bambini, diritti riconosciuti o in fase di riconoscimento in molta parte d’Europa.

Hollande ha deciso di  inviare un messaggio forte e chiaro a Putin ed ha voluto marcare il suo isolamento internazionale dalla comunità dei “paesi che contano “, Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, visto che anche Obama e Cameron hanno scelto di disertare l’avvenimento. (I giochi di Putin perdono anche Hollande)

In realtà Putin si è guardato intorno ed ha visto partecipare all’inaugurazione 44  capi di stato di paesi come la Cina, il Giappone, la Turchia, l’India, il Brasile, l’Argentina  e molti altri importanti  paesi del mondo tanto che non ha avuto alcun motivo si sentirsi isolato. Probabile invece che a rimanere isolati , nella loro spocchiosa pretesa di dettare le regole morali agli altri, siano rimasti isolati gli Obama, i Cameron e lo stesso impagabile presidente francese Francois  Hollande.

Tuttavia si mormora  che Hollande sia uno statista di un certo livello e quando decide di abbracciare una battaglia morale non può avere tentennamenti di sorta.

In effetti Hollande nelle sue battaglie per il rispetto dei diritti umani si è dimostrato inflessibile con la Russia di Putin quanto invece aperto, bonario e conciliante con il monarca dell’Arabia Saudita, Abd Allah della dinastia dei Saud che regna su un paese, integralista e totalitario  che, quanto a violazione dei diritti umani, in tema di pene capitali e torture, sembra non abbia concorrenti, in particolare con le donne, con i dissidenti e con i gay che vengono direttamente  impiccati, per non parlare delle torture a cui viene sottoposto chiunque sia sorpreso in possesso di una Bibbia.

Tuttavia si sa che l’odore dei petroldollari fa superare qualsiasi “pregiudizio” anche ad uno statista così “inflessibile” come Hollande il quale si è recato recentemente Ryad dove, in una pausa dei colloqui, ha preso parte ad uno spettacolo folkloristico con tanto di scintillio di spade e numeri di abili giocolieri. Questo gli è bastato, dopo la stipula di importanti e vantaggiosi contratti per l’industria francese, per proclamare il re  Abd Allah come persona di “grande saggezza”.

Certamente un re considerato “molto saggio” da Hollande anche perchè risulta un alleato di ferro di Parigi che ne appoggia anche il sostegno diretto e palese ai gruppi terroristi che combattono da circa  anni  in Siria e che dilagano anche adesso in Irak ed in Libano dove lo stesso presidente irakeno, Nuri al-Maliki,  ha denunciato l’Arabia Saudita come mandante dei sanguinosi attentati avvenuti negli ultimi mesi nel paese.

La Francia non si pone di questi problemi ed appoggia totalmente le politiche avventuriste e destabilizzatrici della monarchia dei Saud, anche se queste sono mirate a rinfocolare la guerra confessionale contro gli sciiti con il fine di creare il nuovo califfato in Medio Oriente sotto influenza saudita.

I vantaggi per la Francia in termini di forniture militari e petroldollari sono troppo importanti e tali da poter sorvolare sulle violazioni di diritti umani che avvengono in quel paese, tanto meno il presidente Hollande si pone il problema di alimentare il terrorismo integralista, con l’appoggio della Francia,  visto che il problema non se lo pone neanche Obama, perchè dovrebbe porselo lui?  Riferiscono che abbia  confidato Hollande ai suoi più stretti collaboratori. Un atteggiamento scaltro e smaliziato che ha procurato ad Hollande, quando è stato in visita a Roma, l’appellativo di           “il paraculo di un francese” sussurrato da un diplomatico della Farnesina che segue le vicende francesi.

Nonostante tutto questo, i servizi di intelligence  francesi segnalano che alcune centinaia di terroristi che operano in Siria sono di nazionalità francese e la sicurezza si preoccupa di quando questi o quanti di questi non saranno massacrati dall’Esercito siriano, torneranno in Francia indottrinati ed addestrati per la Jihad (guerra santa).

Ma Hollande  non da peso a questi problemi, anzi piuttosto si preoccupa di mostrarsi solerte e deciso come alleato dei sauditi e degli USA ed avrebbe voluto ripetere la sua figura di “primo della classe” nello scagliare l’offensiva contro la Siria, come era avvenuto con la Libia di Gheddafi. Fermato all’ultimo momento dagli americani e probabilmente messo sull’avviso dall’avvenuta intercettazione da parte della contraerea dei primi missili di prova lanciati da Israele o dalle US Navy, fatto questo che  ha mostrato il livello di efficienza delle difese Siriane con assistenza russa.

Inflessibile anche l’atteggiamento di Hollande sul negoziato di Ginevra con l’Iran: “più realista del re” minaccia di far saltare il tavolo della conferenza se l’Iran non rinuncerà totalmente al suo programma nucleare, questo perchè totalmente allineato sulle posizioni di Israele.  Tanta intransigenza si spiega con il fatto che nel governo Hollande, a partire dal suo ministro degli esteri Laurent Fabius, ben cinque ministri possiedono un secondo passaporto israeliano in tasca ed i rapporti con di Hollande con Netayahu  sono di totale allineamento con le tesi israeliane.  (Francia blocca negoziato a Ginevra)

 

L’opinione pubblica francese non sembra invece gradire eccessivamente la politica di Hollande ed in particolare quella economica, visto il livello di disoccupazione e di crisi causato anche dall’appiattimento sulle direttive dell’Unione Europea.

Ma Hollande non demorde e lancia le sue minacce  a Putin se non cambierà il suo atteggiamento nei confronti dei Gay, ad Al Assad se non deciderà di dimettersi (come vorrebbero i sauditi e gli americani) ed aprire ad un governo di transizione in Siria, lasciando campo aperto ai tagliagole delle milizie ribelli, minacce all’Iran se non rinuncerà all’arricchimento dell’Uranio. Visto però che le sue minacce non producono effetti si rivolge all’interno e minaccia il comico Dieudonnè di bloccare tutti i suoi spettacoli per le battute anti sioniste. Questa si che risulta una minaccia efficace ed il comico si vede costretto a ripiegare su spettacoli fatti in casa. Un “successo per Hollande: il pericolo di una marea anti israeliana viene arginato con soddisfazione degli ambienti filo israeliani che sono i soli ad essere entusiasti della politica di Hollande.

La Francia è un paese importante in Europa ed è comprensibile che cerchi di ritagliarsi un ruolo anche se appare discutibile il tipo di ruolo che si è scelto Hollande. Le imprese francesi sono concorrenti rispetto a quelle italiane e spesso hanno prevalso con importanti acquisizioni  di aziende del made in Italy, mentre nel vino o negli spumanti spesso la produzione italiana ha superato quella francese; esiste però un campo in cui la Francia, grazie ad Hollande, ha superato l’Italia:  nel ridicolo.

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  1. Piero61 3 anni fa

    salve
    la Francia ha prodotto qualcosa di buono nella sua storia: i Vandeani, la Divisione Charlemagne, la loro nazionale di rugby ( è poesia pura vederli giocare, spesso hanno battuto gli All Blacks) e il movimento anti-pervertiti e qualche scrittore…per il resto
    saluti
    Piero e famiglia

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