"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Francia, si prospetta un trionfo per il partito della Le Pen

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di Luciano Lago

In Francia si prevede un boom del partito anti eurocrazia, mentre l’impopolarità del presidente socialista Hollande ha raggiunto l’apice, la destra tradizionale si presenta frammentata e divisa: nel paese transalpino sono presenti tutti i presupposti per determinare, con il voto europeo del 25 maggio, un terremoto politico, con una pesante sconfitta per i socialisti al governo e, da questa situazione, potrebbe emergere quale grande vincitore il Front National di Marine Le Pen.
In effetti, a distanza di pochi giorni  dal voto, tutti i sondaggi concordano nel dare il Front National di Marine Le Pen in testa, con il 23,5% dei consensi, davanti all’Ump, la destra tradizionale, e con il partito socialista addirittura in terza posizione con il 16-18%. Questo mentre si profila una possibile scarsa partecipazione dei francesi al voto, con un astensionismo previsto attorno al 60%.  Il probabile trionfo della Le Pen sarà un forte segnale nei confronti dell’oligarchia di Bruxelles e Francoforte.

Un altro sondaggio rileva che meno del 40% dei francesi ritiene che il Paese abbia qualcosa da guadagnare nell’appartenere all’Unione europea (nove anni fa i francesi bocciarono il trattato costituzionale europeo), nonostante ci sia ancora una maggioranza di persone che si dichiara favorevole all’appartenenza del paese nella zona euro ed si augura che la Francia segua a mantenersi nell’eurosistema.


Il partito della Marine Le Pen ha scelto come suo principale tema quello della riconquista della sovranità nazionale sottratta dagli organismi dell’Unione Europea che, secondo la Le Pen costituiscono una ristretta oligarchia di burocrati non eletti da nessuno. A questo fine chiede con forza l’uscita della Francia dall’euro sistema e la rescissione dei trattai europei vincolanti.
L’altro tema fondamentale cavalcato dalla Le Pen è quello della lotta contro il fenomeno dell’immigrazione di massa, della costruzione di nuove moschee e della perdita della identità culturale del popolo francese.
Per promuovere il suo programma la Le Pen si dissocia dal vecchio schema destra e sinistra ed afferma che la vera distinzione è quella verticale fra coloro che detengono il potere ed i patrimoni finanziari e gli altri che sono esclusi.

Nei discorsi della Le Pen sull’Europa e sulla sovranità monetaria, sull’immigrazione e sugli altri  temi fondamentali,  ci sono posizioni nette e precise, prive di ambiguità e di soluzioni del  “dopo vedremo” a differenza di altri movimenti di protesta qualificati come “euroscettici”  in altri paesi  europei.

Per dare un’idea precisa di quale siano le argomentazioni e le tematiche proposte dalla Le Pen, vogliamo pubblicare uno stralcio del suo discorso importante fatto in occasione del 1° Maggio

(…….) “Miei cari amici, che cosa è la sovranità se non la libertà dei popoli? Che cosa è la sovranità francese se non la libertà della Francia e del popolo francese? Possiamo noi rimproverarci di render gloria e di batterci per una Francia libera, per LA Francia libera? Credo di no.
Certo, i trattati di Maastricht e di Schengen, come dicono i nomi stessi, non sono stati firmati a Troyes. Ma avrebbero potuto esserlo benissimo. Del resto, come non fare oggi il paragone con l’azione antirepubblicana con la quale i nostri governanti di sinistra e di destra hanno consentito la rapina e l’abbattimento della sovranità francese ai danni del nostro popolo? La sovranità è prima di tutto la libertà di determinare le proprie leggi. La sovranità è quanto dichiarato nella Costituzione della nostra Repubblica: «Il governo del popolo, esercitato dal popolo, a favore del popolo».
È un fatto che non deteniamo più la matrice della nostra sovranità perchè tutto quello che è il lavoro legislativo consiste ormai in una servile trascrizione delle direttive europee. Il parlamento non fa che seguire pedissequamente il cammino che gli viene indicato dal suo nuovo padrone.
Dove è la democrazia quando non abbiamo più né libertà legislativa, né libertà giuridica, né libertà monetaria, né libertà di bilancio?
Oggi, milioni di francesi – operai, impiegati, disoccupati, agricoltori, artigiani, commercianti e pensionati – si rivolgono a noi per dire: «Liberateci dalla schiavitù, rompete le nostre catene, liberateci!».
Amici miei, la Francia deve liberarsi da una Unione Europea che non ha smesso di indebolirla e di ridurne le libertà. Le istituzioni sovranazionali che hanno fatto tanto male al mondo, la prima delle quali è il Fondo Monetario Internazionale, non detteranno più legge in Francia.
L’era dei tecnocrati, dei gruppi di pressione, della potenza corruttrice, dei giudici anonimi, degli esperti venduti e dei recidivi del conflitto di interesse, quell’era avrà fine.
Non c’è cessione di sovranità più pericolosa della cessione di sovranità territoriale, perchè mette il Paese alla mercè degli occupanti, delle esazioni e delle invasioni.
Oggi non abbiamo più il controllo delle nostre frontiere perchè, dopo aver soppresso le nostre frontiere nazionali, abbiamo ceduto l’integrità territoriale francese ed europea ad un organismo europeo denominato Frontex. E siccome ho appena parlato di anonimato, faccio una domanda : I francesi sanno cosa sia il ’Frontex’? No, non lo sanno di certo.
La casa è aperta e noi abbiamo dato le chiavi del giardino ad uno sconosciuto, un incapace, un assente per giunta verosimilmente desideroso di vedere altri installarsi in casa a nostra insaputa.
Come Fantomas, Frontex è invisibile. Vengono distribuiti dei permessi di soggiorno provvisori che di fatto diventeranno definitivi perchè immediatamente prevengono qualsiasi ritorno nel Paese d’origine. Chiunque può scomparire nel territorio europeo, facendo rotta per la Francia, la nazione più attraente di tutte per le sue politiche sociali.

Questa perdita di sovranità, cioè questa perdita di libertà, non è solo a livello legislativo o territoriale. Essa infesta tutti i settori dato che la nostra classe dirigente vuole avere il potere solo per gli onori e non per gli oneri né per le responsabilità legate alle loro prerogative.
Il servilismo garantisce un certo tipo di tranquillità che la libertà non permette. Il servilismo è spesso tranquillità, la libertà è sempre esigente.
Che cosa non mi sono sentita dire per aver sostenuto che bisognava anticipare, e non subire, l’uscita dall’euro, l’uscita da una moneta, scusatemi… da un dogma, che porta dentro di sé troppe contraddizioni per essere fattibile e che è fallito ormai anche agli occhi dell’intero pianeta e di economisti sempre più numerosi.
Di volta in volta, sono stata accusata dai sapientoni, dai professoroni della morale pubblica, dagli espertoni che si sono sempre sbagliati, sono stata accusata di debolezza, avventurismo, incoscienza nel scegliere la libertà, la libertà di avere una moneta nazionale.
Forse le nostre élites sono così sovvertite, subordinate od in malafede da non poter ipotizzare quella stessa sovranità monetaria che Svizzera, Inghilterra – e con loro il 95% delle nazioni del mondo – vivono con soddisfazione?
La verità è che oggi la zona euro vive completamente isolata dal mondo, discostata dalla crescita mondiale, essendosi bloccata in una politica assurda, una politica suicida. La Francia rientrerà nel novero delle nazioni grazie alla libertà monetaria!
Questi bei signori, per così dire illuminati, si sono forse dimenticati che la Francia è stata definita nella sua storia la «grande nazione» e che il genio del suo popolo l’ha fatta risplendere nel mondo intero? Bisogna forse ricordare loro che durante i secoli, il nostro Paese ha gestito l’intera emissione della propria moneta nazionale con il più grande beneficio per la sua economia e la sua prosperità? Si sono forse dimenticati che alla fine della guerra, c’è stata l’indipendente determinazione del Generale de Gaulle di rifiutare di vedersi imporre una valuta USA che i liberatori americani avevano importato insieme ai loro mezzi militari?
Scommetterei per certo che gli odierni euromaniaci avrebbero applaudito una tale paternalistica colonizzazione monetaria del nostro Paese. Come in campo militare, dove la Francia è stata dotata, per la propria indipendenza, dell’arma nucleare ed aveva preso le distanze dalla NATO, il rifondatore della Francia moderna ha così testimoniato in ogni momento la propria sana ed esigente determinazione all’indipendenza nazionale.
La tranquillità della schiavitù la si ritrova in ogni epoca ed è giunta a noi fin dai tempi di Giovanna d’Arco. Da parte mia, traggo inspirazione da quelli che hanno osato, perchè lungi dall’aver dubbi, credo nel genio francese ed ho fiducia in una Francia legittimamente fiera di se stessa ed orientata verso il proprio futuro.
Mi metto nel novero degli storici combattenti per la libertà, dei milioni di combattenti anonimi morti per essa, da Bouvines a Chemin des Dames, le battaglie del grande destino repubblicano, da Victor Schoelcher a Charles de Gaulle, le battaglie di tutti quelli che hanno difeso la libertà a dispetto delle pressioni, a dispetto degli inviti suadenti a rinunciare!
Credo nella predisposizione del nostro popolo, nella nostra capacità collettiva di farsi carico del proprio destino e, ad un livello più ampio, nella vocazione dei popoli – di tutti i popoli del mondo – di disporre di se stessi.
Miei cari amici, oggi ve lo dico con un tono grave: la libertà dei popoli non è collocata nella testata di un missile NATO!
Si trova nel genio nazionale, nell’educazione e nella diplomazia!
Inoltre, io non vedo chi meglio di noi, che siamo il popolo francese, possa sapere cosa sia buono, utile e giusto per noi stessi. Non vedo chi ami i nostri figli più di noi, chi possa trasmettere loro con maggior premura – e senza manometterlo – lo straordinario patrimonio che abbiamo ricevuto.
In una parola, non se ne abbiano a male il signor Von Rompuy od il signor Barroso, ma tocca a noi decidere di noi stessi!
Ecco perchè, con una tale perseveranza, il Fronte Nazionale difende da decenni un sistema elettorale totalmente proporzionale, un sistema che permetta a tutti i francesi e ad ognuno di voi, di essere ascoltato e rappresentato. È la ragione per la quale noi reclamiamo da sempre, con lo scopo di una democrazia ritrovata, una repubblica referendaria che si rivolga al popolo ogni volta che sono in gioco aspetti essenziali.
Perchè a differenza della sprezzante casta al potere da oltre 30 anni, io credo nell’intuizione e nell’intelligenza del popolo ed alla sua vocazione ad innalzarsi un po’ ogni giorno.
Questa intelligenza, questa intuizione, questo buon senso, io li ritengo infinitamente superiori a quelli delle élites autoproclamatesi, le quali non abitano nella stessa nazione nella quale abitiamo noi!
Ecco perchè, quando sarò eletta, io chiederò ai francesi, per via referendaria, quale impostazione vorranno dare alla nostra politica di libertà in Europa. Un tema che non permetteremo, agli altri partiti, che sia messo a tacere.
La sovranità – cioè la nostra libertà collettiva – sarà, io credo, una delle grandi scommesse delle presidenziali.
Voglio ricordarvi subito i grandi insegnamenti della vicenda militare epica di Giovanna d’Arco. Questa epopea, che ha cambiato la faccia dell’Europa, Europa che per l’epoca equivaleva al mondo, fu breve: un anno. Un anno durò anche il martirio di questa giovinetta diciannovenne venduta agli inglesi, incarcerata, controllata da dei codardi, e giudicata in un processo nel quale, sola contro una muta di bestie, impressionerà ancora di più per la sua opposizione ad ogni arbitrio.
Dunque, un periodo così breve, tumultuoso e di sofferenze, che precedette il terribile supplizio del rogo, è un’ode magnifica e terribile alla libertà: la libertà di un popolo in lotta per la propria sovranità, per la libertà dell’uomo contro ogni oppressione.
Noi soli possiamo restituire al popolo francese la sua sovranità e quindi la sua dignità e fierezza. Noi siamo anche i difensori delle libertà pubbliche ed individuali meno visibili! Perchè le nostre libertà non sono un’acquisizione certa, non basta inorgoglirsi per l’essere la patria della libertà perchè ciò resti vero per l’eternità.

La realtà è che la difesa della libertà è un combattimento impegnativo e quotidiano! Infatti è nel vissuto quotidiano dei francesi che le nostre libertà si sono spente, affievolite e sono state barattate dalle élites autoproclamatesi con lo scopo di consolidare il proprio potere e di difendere gli interessi personali e le proprie prebende».

Marine Le Pen
…«Ed è dunque per questo che la libertà di discussione è stata totalmente annichilita. Il dibattito è ridotto, condizionato o addirittura palesemente proibito.
– L’affondamento annunciato dell’euro? Proibito parlarne…
– Il fallimento dell’Europa?… proibito
– L’immigrazione… proibito…
– L’arretramento dei nostri valori sociali… proibito…
– Il dramma del libero scambio… proibito…
Noi, difensori della libertà di pensiero e di opinione senza le quali democrazia non è che una parola morta, noi obblighiamo al dibattito… e la cosa da fastidio.
Un grande rivoluzionario l’aveva già previsto: «L’uomo geniale che rivela delle grandi verità ai propri simili è quello che ha superato il modo di pensare del proprio secolo. L’ardita novità delle sue idee spaventa sempre le altrui debolezze e l’altrui ignoranza. I pregiudizi si legheranno sempre con l’invidia e lo dipingeranno od in modo odioso o ridicolo».
Jean-Marie Le Pen, che ha subìto tutto ciò per oltre 40 anni senza mai arrendersi e che per questo ha meritato la nostra immensa ammirazione e la nostra eterna riconoscenza, ci ha mostrato il cammino. Ed il cammino è quello della verità e della libertà. Certo, la libertà di discussione fa loro paura perchè da tale libertà escono una verità ed una speranza per il popolo francese. All’opposto, devono camuffare la verità e soprattutto le loro responsabilità nella terribile crisi che sta vivendo il nostro Paese.
Somma del fallimento della destra e della sinistra confuse fra di loro da oltre 40 anni: non si discute, non si discute oppure parlano gli esperti, nel qual caso questi ultimi saltano in prima linea ed infestano tribune e platee. Esperti.
Ma, Esperti di che? Esperti di cosa?
Perchè se c’è una crisi è quella dovuta alla pseudo-esperienza ed alla pseudo-competenza!
Esperti in disoccupazione, questo è sicuro, perchè ne hanno prodotti quasi 5 milioni.
Esperti in diminuzione del potere d’acquisto, certo, perchè una categoria sociale dopo l’altra – agricoltori, pescatori, operai, piccoli funzionari – sono state colpite tutte.
Esperti in debito pubblico, non c’è dubbio: ne hanno prodotto uno da 1.700 miliardi di euro.
Esperti in deficit, altrochè.
Ed Esperti in delinquentocrazia che prospera.
Esperti nella proletarizzazione della classe media.
Esperti nell’incultura avanzante.
Esperti nell’indebolimento dello Stato.
In una parola: Esperti sì, ma Esperti del caos!
Quotidiani dopo quotidiani, programmi televisivi dopo programmi televisivi, finti dibattiti dopo finti dibattiti, una volta certi di aver soffocato la discussione, gli Esperti possono allora prendersi il lusso di cantarci l’inno della libertà… ma non è né Verdi né il Nabucco!
Il loro inno è un de profundis cantato nei cimiteri: i cimiteri delle loro promesse non mantenute, i cimiteri delle loro menzogne, delle nostre speranze ammazzate, del nostro avvenire fatto a pezzi. E moltiplicano il loro starnazzare come galli spiumati che raspando nel concime pensano di esser loro a far uscire il sole!
Avete votato ieri per l’UMP (Unione per un Movimento Popolare), o per il PS (Partito Socialista), avete accettato senza brontolare la vostra diminuzione del potere d’acquisto, la vostra disoccupazione, una crescente insicurezza, un triste futuro personale che immaginate ancora più difficile per i vostri figli? Allora siete dei bravi elettori: molto educati, per nulla imbarazzanti, intenti a cercare di sopravvivere, impegnati ad aggiungere altri lavoretti per compensare la riduzione del potere d’acquisto, con il massimo di aiuto e solidarietà famigliare.
Ma ecco che la crisi colpisce più forte, la vostra sofferenza diventa insopportabile e malgrado le preghiere e le omelie di tutti questi nuovi sacerdoti della mondializzazione, voi vi rendete conto di come stiano veramente le cose, perchè vi rendete conto che vi hanno mentito, vi hanno mentito ancora una volta, vi hanno mentito sempre, ed allora comprendete il nostro progetto di speranza, iniziate a rivolgervi verso una speranza nuova, quella che gira le spalle alla mondializzazione, quella che vi protegge da essa; perchè la mondializzazione è l’appiattimento del mondo.
È Coca-cola e Nike per tutti, in un universo che diventa un’unica periferia disseminata di ipermercati intasati da prodotti provenienti dal mondo intero e frutto dello sfruttamento – condotto senza il minimo imbarazzo – di produttori che si trovano qui, od in qualunque altra parte del mondo.
Questa è la distruzione voluta e programmata delle nazioni, dei popoli, delle identità culturali e la mercificazione di tutto e di tutti.
È la schiavitù dei tempi moderni: popolazioni che si spostano da un continente all’altro a formare l’armata di riserva del capitalismo, armata che permette ai grandi proprietari di sfruttare i lavoratori francesi; che permette di abbassare i salari grazie a questa delocalizzazione interna e che frantuma il potere d’acquisto, ma che è così vantaggiosa per i super profitti degli azionisti.
E questa presa di coscienza vi spinge a votare per il Fronte Nazionale e per i suoi candidati, rendendovi conto che non vi hanno mai mentito, che siamo stati sempre fedeli alle nostre convinzioni e che le nostre analisi vengono confermate ogni giorno, basta osservare la terribile realtà quotidiana.Ogni giorno sempre più numerosi, vi accorgete che il Fronte Nazionale propone delle soluzioni e delle risposte concrete ai problemi che vi assillano.
Ogni giorno sempre più numerosi, comprendete che le vostre libertà dipendono dalla salita al potere dell’unico movimento capace di difenderle.
Perchè noi siamo i soli ad osare dire la verità. Gridiamola!
Dove è la libertà sindacale se gli operai sindacalizzati sono inseguiti ed esclusi se la pensano in modo diverso, semplicemente perchè pensano?
E quando dei dirigenti sindacali tradiscono i lavoratori conducendo col potere politico od economico dei negoziati alle loro spalle?
Quando la corruzione impera e l’UIMM [Union des Industries et Métiers de La Métallurgie, Sindacato dei metalmeccanici, ndt], tacita le rivendicazioni con valigiate di soldi?
Quando i grandi sindacati non devono nemmeno rendere conto dei propri bilanci e non esiste alcun controllo sulle loro finanze che derivano dai soldi usciti dalle tasche dei contribuenti?
Allora sì, noi ristabiliremo la libertà sindacale, quella vera! Esigeremo che i finanziamenti ai sindacati siano oggetto di controlli come i finanziamenti ai partiti politici. Esigeremo che si metta fine alla totale opacità in materia.
Noi contribuiremo a far emergere un sindacalismo finalmente rappresentativo, permetteremo ovunque la creazione di sindacati realmente liberi che raccoglieranno quei dipendenti, funzionari, impiegati, operai ed agricoltori che, a milioni, si rivolgono a noi.
Dovrà analogamente essere ristabilita la libertà di stampa. Possiamo ancora parlare di vera libertà di stampa – sia scritta che radiofonica od audiovisiva – quando questa è finita nelle mani di grandi gruppi industriali o finanziari?
La vera domanda che si pone è: la stampa può essere davvero libera senza essere indipendente? Può agire liberamente quando gli stessi gruppi che la possiedono dipendono essi stessi dagli enormi contratti concessi dai poteri pubblici? La libertà, è compatibile con i monopoli?
E voi, giornalisti, dov’è la vostra libertà quando è la paura a guidarvi? Quando la tirannia del pensiero unico fa sì che voi stravolgiate la lingua nella vostra bocca o la penna con la quale scrivete, per la paura di essere accusati di «dire come Marine Le Pen» [e cioè] che quando siamo in agosto siamo in estate o che Parigi è la capitale della Francia, due palesi mostruosità!
Dove è la vostra libertà d’informazione quando il totalitarismo del pensiero vi porta a denunciarvi l’un l’altro, a compilare delle liste di devianti come ancora di recente ha fatto il Nouvel Observateur, accusando di eresia questo o quello la cui analisi o giornale è tacciato di compiacenza quando spesso altro non è che descrittivo od oggettivo?
Qual è la vostra libertà, voi che non osate alzarvi contro questo nuovo maccartismo temendo di fare la fine di Elisabeth Lévy, Robert Ménard, Eric Zemmour, Philippe Cohen, Natacha Polony, Luc Ferry o di Ivan Rioufol, temendo di essere il prossimo sulla lista delle vittime di queste piccole Torquemada dei tempi moderni che sono però [fatte] di vostri confratelli!
Ah, la libertà di stampa è fondamentale perchè fa parte della democrazia. Avere la libertà di infilare una scheda nell’urna va bene, ma dobbiamo ancora sapere perchè ed a vantaggio di chi, ed essere informati nella maniera più obbiettiva possibile.
Ed affermo anche questo: anche la stampa dovrà essere liberata dalla dittatura dei benpensanti e dalle pressioni degli interessi politici e finanziari.
Parallelamente, e per le stesse ragioni, veglieremo gelosamente per la libertà su internet lottando in modo risoluto contro la scandalosa legge Hadopi; un tentativo totalitario di sorveglianza e di tracciamento degli internauti che nemmeno il Grande Fratello di Orwell si sarebbe mai sognato ed il cui scopo evidente è quello di tentare di fare tacere questa dssidenza, questo ribollire d’intelligenza che ha trovato rifugio nella rete.
Ristabiliremo la vera libertà economica, perchè la libertà è tutto tranne che l’ultraliberismo. Gli europeisti si vantano di difendere la libertà accampando che l’Europa è ultraliberista. Ma questa è una manipolazione perchè in realtà non difende che la libertà di quelli che hanno già tutto ed opprimono gli altri, quelli che non hanno niente.
Questa cosiddetta libertà è quella della volpe nel pollaio, è la legge della giungla, la legge del forte contro il debole. Perchè, alla fine, qual è la libertà di un piccolo commerciante schiacciato dalla forza della grande distribuzione che gli ha imposto una concorrenza insostenibile e mortale?
Qual è la libertà del piccolo produttore, dell’industriale, dell’agricoltore? Davide contro Golia, schiacciati da ogni parte, col ricatto delle garanzie da dare e l’obbligo a ridurre sempre più i propri margini di guadagno, fino alla miseria e talvolta il fallimento?
Qual è la libertà dei piccoli e medi imprenditori, dei commercianti, dell’artigiano, schiacciati da una burocrazia sempre più insopportabile, da tasse sempre più pesanti, di fronte alle multinazionali del CAC 40 [indice di Borsa che raggruppa le 40 aziende francesi più capitalizzate, ndt], che sfuggono alle tasse a colpi di vantaggi fiscali ottenuti grazie ai propri eserciti di avvocati e consiglieri fiscali?
Quale è la libertà per il contribuente se non quella di pagare le perdite dei banchieri – unica vera doppia pena – perchè hanno giocato con la nostre economie e se le sono perse, ed hanno dedotto le perdite d’imposta che non hanno versato allo Stato e si sono intascati le sovvenzioni ed oggi realizzano dei guadagni esorbitanti senza precedenti?
Non c’è nessuna libertà in questo liberismo che impedisce allo Stato programmatore, di intervenire, di regolamentare, di proteggere il debole contro il forte, di fermare la speculazione, di lottare contro gli intrallazzi, di sopprimere i paradisi fiscali, di garantire la giustizia fiscale e di limitare i bonus indecenti.
Non c’è nessuna libertà in questo ultraliberismo che soffoca i talenti, scoraggia l’iniziativa, rovina la buona volontà ed uccide gli indipendenti. Non c’è nessuna libertà in questo sistema iniquo di disoccupazione di massa e di costante spinta verso il basso dei salari.
Dov’è la libertà quando non ci si può più guadagnare onestamente di che vivere grazie ai frutti di un lavoro giustamente retribuito?
Dov’è la libertà quando non ci si può più creare un patrimonio frutto del proprio risparmio, al riparo dall’avidità delle banche?
Dov’è la libertà quando non ci si può più garantire un avvenire per i propri figli né ricevere una pensione decente?
Dunque, l’imperativo per restituire ai francesi la libertà di costruirsi il proprio futuro passa attraverso un progetto economico ambizioso che ritrovi la strada per creare dei posti di lavoro a tempo indeterminato. Noi libereremo i nostri imprenditori della piccola e media industria [PME, ndt], i nostri artigiani, ed i nostri commercianti. Li libereremo dai pesi amministrativi e fiscali che legano la loro creatività e soffocano la vita economica.
Affinchè non siate abbindolati, miei cari compatrioti, [sappiate che] il vostro essere impoveriti è un mezzo per asservirvi. Infatti, il tempo che dovete usare per sopravvivere, non lo potete passare a combattere, nè a pensare, né a costruire. Allo stesso modo bisogna rendersi conto della distruzione della nostra libertà individuale quando delinquenza e barbarie esplodono nelle nostre campagne e città.
In questa battaglia per la sicurezza – la prima delle libertà – i poteri che si sono succeduti si sono gravemente incagliati, incastrati fra lassismo e cultura delle giustificazioni, hanno permesso che si moltiplicassero le aree prive di leggi, lasciando interi quartieri alla legge della mafia ed i francesi che vi vivono in balìa dell’oppressione del disordine.
Dunque, aveva ragione Charles Péguy quando sosteneva che «è l’ordine e solo l’ordine che in definitiva determina la libertà, il disordine crea la schiavitù».
(………………………..=
Ma nulla è perduto.
(………………………..)
No, dobbiamo essere esigenti con tutti e credere nelle capacità di ognuno e non cedere mai alla demagogia: il prestigio dell’autorità è il miglior servigio che si possa rendere ad uno scolaro che si è perso.
Una simile scuola esigente sarà la sola e vera scuola della libertà!
Francesi, rendetevi conto che il Fronte Nazionale è l’unico partito che rispetti, e che farà rispettare, tutte le vostre libertà individuali!
Fra un anno noi ci ritroveremo qui, nel mezzo dei due turni delle presidenziali. Il popolo di Francia avrà iniziato a disfarsi delle catene che lo imbrigliano. Ma il meglio dovrà ancora venire. Io ve lo dico, miei cari amici, fra un anno ci ritroveremo a pochi giorni dalla primavera francese! Il nostro magnifico Paese, ricco di così tanti talenti, ha immense riserve di coraggio e di patriottismo. E questo coraggio è essenziale, come ha già detto così giustamente Pericle: «Non c’è felicità senza libertà, nè libertà senza coraggio!».
Vi chiedo di aiutarmi e di aiutare il popolo francese a scegliersi un nuovo destino. Un vero destino, a respingere i sentimenti tristi ed a costruire insieme un avvenire per i francesi!
Miei cari compatrioti, usciremo presto dalle tenebre! Il popolo sta facendo ritorno! La Francia sta facendo ritorno!
Viva il Fronte Nazionale, viva la repubblica, viva la Francia!»

Marine Le Pen

Traduzione discorso a cura di Appello al popolo

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  1. Werner 3 anni fa

    Mi azzardo a fare una previsione: alle prossime presidenziali in Francia, vincerà la Le Pen, in particolare al ballottaggio, qualora affronterà i socialisti li schiaccerà alla grande, perché tanti elettori neogollisti daranno il proprio voto al Front National.

    Se davvero la Le Pen vincerà, diventerà la presidente della repubblica e attuerà il suo programma, la Francia sarà il primo paese che uscirà dall’euro e dall’Unione Europea, la quale comincerà a scricchiolare, e tanti paesi (soprattutto quelli che non adottato l’euro come la Gran Bretagna, la Polonia e l’Ungheria, o quelli massacrati dall’euro come Grecia e Portogallo) seguiranno l’esempio, portando dunque l’UE alla sua dissoluzione, peggio di quella dell’URSS dei primi anni novanta.

    Speriamo bene.

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