"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Franceschini: Campi da golf meglio dei siti archeologici

Golf club

Quando i politici si dimostrano indegni del patrimonio culturale d’Italia

di Luciano Lago

Se qualcuno poteva ancora avere dei dubbi su quale sia la apertura mentale dei nostri governanti attuali, le ultime dichiarazioni fatte dal ministro Dario Franceschini ci forniscono uno spaccato illuminante: “Penso che in Italia ci sia un gran bisogno di campi da golf e che ci sono alcune regioni, in particolare del Mezzogiorno, che ampliando l’offerta di campi da golf riusciranno ad attrarre il turismo straniero, che oggi non si riesce ad attirare”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, nel corso di una conferenza stampa al Mibact. “Penso per esempio – ha precisato Franceschini – a un turismo statunitense di un certo livello che verrebbe volentieri in Sicilia ma non lo fa perche’ non trova una rete di grandi alberghi ne’ campi da golf”.


Quindi un ministro che dovrebbe occuparsi dei “Beni Culturali”, ovvero di valorizzare e difendere quelle enormi risorse potenziali di cui dispone il nostro paese e che sono attualmente pessimamente amministrate , per nulla difese, lasciate all’incuria ed alla camorra (come nel caso degli scavi di Pompei), aggredite dalla speculazione selvaggia (come ad esempio i Templi di Agrigento), dai vandali, dall’incuria, dalla incapacità degli amministratori locali propensi solo ad utilizzare soldi pubblici per realizzare rotonde stradali, pale eoliche e strutture architettoniche di dubbio gusto e di poca utilità (vedi il ponte di Calatrava a Venezia), se ne esce con delle affermazioni che avrebbero forse un senso in paesi come il Guatemala, l’Honduras o il Messico. Paesi desiderosi di attrarre il turismo dei ricchi nord americani, con il realizzare confortevoli e moderni resort con campi da golf annessi.

Probabile invece che ci sbagliamo e che non accetterebbero neppure in quei paesi di produrre l’enorme devastazione dell’ambiente e del territorio, il saccheggio delle risorse idriche che deriva dalla realizzazione di un campo da golf per far divertire i ricchi “gringos” nordamericani in vacanza. Non lo accetterebbero perché anche in quei paesi si sta facendo strada un coscienza nazionale della valorizzazione delle proprie risorse e del rifiuto del modello di sviluppo nord americano. Di sicuro non in Venezuela dove il compianto Hugo Chavez, un socialista “bolivariano”, a suo tempo nazionalizzò i campi da golf esistenti nelle zone ricche di Caracas, come il Country club, dove si trastullavano gli esponenti della ricca borghesia venezuelana, realizzando in questi “canchas recreativas para el pueblo”. Tanto meno in Bolivia, in Ecuador o in Nicaragua dove hanno ripudiato il modello nord americano.

Dario Franceschini vorrebbe attirare i turisti americani in Sicilia realizzando campi da golf, magari ad Agrigento, vicino alla Valle dei Templi oppure vicino ai templi dorici di Selinunte, o in alternativa a Siracusa elle vicinanze dell’Ortigia. Tutti posti che il mondo intero ci invidia, dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, lasciati quasi sempre nell’abbandono e nel degrado dalle amministrazioni locali, troppo intente a dividersi posti clientelari. Amministrazioni che non sono state neanche in grado di far realizzare un minimo di infrastrutture stradali, ferroviarie, di collegamenti per facilitare l’arrivo dei turisti.

Speravamo che comunque sarebbe rimasto inalterato il magnifico paesaggio di quelle zone,  non avevamo però fatto i conti con la mentalità “americanoide” e tardo borghese degli esponenti piddini del governo attuale.

Franceschini
Avevamo  supposto che un ministro dei Beni Culturali avrebbe dovuto studiare il modo di valorizzare il patrimonio archeologico ed artistico, facilitare il turismo d’arte, la diffusione della cultura rappresentata dalle opere d’arte e dai musei presenti in tante città italiane, rendere efficiente la gestione dei musei  stessi e dei siti archeologici, diffondere l’insegnamento della Storia dell’Arte, invece di abolirlo  come si paventa attualmente.
Questo pensavamo ma non dobbiamo meravigliarci più di tanto: nello sforzo di compiacere gli esponenti della grande finanza anglo americana, per i cui interessi lavorano, niente di meglio che offrire stage di vacanza in Sicilia per ricchi finanzieri con incluso tornei di golf vicino ai siti archeologici, in forma strettamente esclusiva.

Magari un domani, una volta  realizzati questi “golf club” ,potrebbero invitare anche Obama e signora e ripetere la  penosa sceneggiata fatta da Matteo Renzi in occasione dell’ultima visita a Roma:   Franceschini  potrebbe dirgli che anche lui  si è ispirato a loro, non solo al “Yes we can” ma anche al modo di vita degli americani , all’”american way of life” che prevede il golf per pochi e Coca Cola e panini Mac Donald per tutti.

Ci sarebbe da ridere ma anche da piangere nel pensare a come  si è ridotto questo paese, culla delle antiche civiltà della Magna Grecia, a scimmiottare il sistema americano dimenticandosi del patrimonio di ricchezza e di civiltà accumulato nei secoli, un patrimonio snobbato e sostituito dai politici al governo con i campi da golf, quei politici per i quali esiste una sola ed unica definizione: INDEGNI.

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  1. Piero61 3 anni fa

    salve
    detesto, a ragion veduta, la Rivoluzione Francese (da dove sono nati i prodromi di tutte le nefaste “ideologie” sinistrorse) ma una bella “riga” di ghigliottine la farei funzionare a pieno regime…e che il Signore mi perdoni per questi turpi pensieri…
    saluti
    Piero e famiglia
    _____________________
    con la Russia e con Putin

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  2. Werner 3 anni fa

    L’ignoranza sta uccidendo questo nostro paese, per cui non mi meraviglio affatto delle sparate di uno come Franceschini, messo lì ai Beni Culturali, non perché abbia competenze in materia (se non sbaglio è un penalista), ma per ragioni di rappresentanza politica.

    I politici di oggi sono il risultato dell’antimeritocrazia sessantottina, fenomeno che ha contribuito a distruggere la scuola pubblica, che invece di formare culturalmente gli studenti – ovvero la futura classe dirigente – ha sfornato una massa di ignorantoni raccomandati.

    Il fatto di trascurare il patrimonio culturale e artistico immenso di cui l’Italia non é dovuto solo all’ignoranza, ma anche alla sempre più evidente assenza di orgoglio patrio da parte dei politici, ma più in generale dell’italiano contemporaneo.

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