"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Fonti statunitensi: il voto di Beirut un successo strategico per la Siria

Votantes Sirios en Beirut

Il flusso di votanti siriani a Beirut, in occasione delle elezioni in Siria, ha sorpreso il mondo intero, cosa che ha portato alcune fonti statunitensi ad affermare che i rifugiati siriani in Libano ed in Giordania hanno consegnato al governo siriano un potere strategico, segnala il giornale libanese Al Binaa.
Queste fonti segnalano che la perdita del controllo di certe aree del paese non priva le autorità siriane del loro ruolo strategico in Medio Oriente ed aggiunge che i rifugiati siriani in Libano e Giordania hanno dato alla Siria una influenza nelle altre aree della Regione.

Il sottosegretario generale dell’ONU per le questioni politiche, Jeffrey Feltman, ha informato le autorità saudite circa la necessità di arrivare ad un accordo politico in Siria quanto prima sia possibile dovuto ai successi strategici  sul campo che il governo siriano sta ottenendo.
L’ambasciatore degli Stati Uniti in Siria parla con personalità vicine ad Assad.

Media arabi hanno rivelato, d’altra parte, dettagli circa un incontro avvenuto nella capitale libanese, Beirut, questo fine di settimana, che include  varie personalità vicine al governo siriano ed oppositori e compreso l’ambasciatore statunitense a Damasco, Richard Murphy.

Secondo il giornale siriano Al Hayat, esistono sforzi da parte di Murtphy e di altri responsabili statunitensi per riunirsi con personalità vicine al governo siriano, imprenditori ed oppositori, con il fine di presentare proposte circa una politica alternativa per risolvere la crisi siriana rispetto alla linea sostenuta fino ad oggi dal presidente USA Barack Obama.

L’incontro formerà parte di una serie di contatti ad alto livello. Si spera che le future riunioni ed il numero dei partecipanti si possa incrementare per includere altre personalità, incluso ad alcune statunitensi.

Di fatto è la prima volta che avviene nella storia moderna della Siria una elezione democratica invece di un referendum su di un solo candidato, come era avvenuto negli ultimi 40 anni. Le comunità minoritarie in Siria, come quella cristiana, vedono in queste elezioni una opportunità per votare per la Nazione e non soltanto per uno dei politici che si sono candidati.
Questo perchè  il voto in Siria sarà un voto contro l’intervento straniero, voluto dalle potenze occidentali e da quelle regionali, che sta proseguendo da diversi anni in Siria.

Stati Uniti, paesi occidentali come Francia e Gran Bretagna, come anche Arabia Saudita e Turchia, sono i responsabili di aver infiltrato ed armato in Siria migliaia di terroristi di varie nazionalità con l’obiettivo di disintegrare e destabilizzare il paese. Queste elezioni sono l’ooportunità per il popolo siriano per affermare che questo è totalmente contrario all’ingerenza straniera e si pronuncia per conservare il proprio ordinamento nazionale che è sempre stato quello di uno Stato laico e tollerante con le varie minoranze confessionali, al contrario di altrri stati arabi della regione come Arabia Saudita e Qatar.

In queste elezioni si presentano vari candidati di diverese tendenze e fra loro anche l’attuale presidente Bashar al-Assad il quale, per molte comunità, inclusa quella cristiana, rappresenta il simbolo dell’unità nazionale e della resistenza contro l’aggressione straniera alla Siria. Anche l’altro candidato, Maher Haijar, nativo di Aleppo, parlamentare di un partito di tendenza filo comunista, ed Assan al Nouri, ex ministro di precedente governo, anche lui schierato contro l’ingerenza straniera nel paese.

Il conflitto in Siria,che è con il tempo divenuto una guerra d’aggressione che vede partecipare terroristi provenienti da 83 nazioni diverse (incluso nazioni europee) ha prodotto in più di tre anni oltre 160.000 vittime e milioni di rifugiati, con immani distruzioni. I terroristi, integralisti islamici fanatici ed ispirati dalla monarchia saudita, hanno distrutto nella loro furia moschee ed altri luoghi di culto, chiese cristiane ed incluso reperti archeologici preziosi che erano parte della storia millenaria della Siria.

La popolazione ha rigettato in massa la loro visione integralista e fanatica e si è stretta attorno al proprio Esercito Nazionale per respingere l’aggressione, costituendo gruppi di autodifesa territoriale dove sono state arruolate anche donne e persone anziane.
Naturalmente i media occidentali ignorano  o distorcono il significato di queste elezioni e cercano di screditare coloro che partecipano negandone la legittimità. Particolarmente irritate dallo svolgimento delle elezioni sono le televisioni arabe finanziate dagli emirati come Al Jazeera che cerca di insinuare il dubbio circa lo status di rifugiati di quanti sono i siriani che si trovano in Libano ed incita il governo libanese all’espulsione di quanti si rechino a votare.
Alcuni paesi occidentali, come in particolare la Francia, che hanno pesantemente interferito nel conflitto siriano fornendo armi ed assistenza ai terroristi, hanno proibito ai residenti siriani di poter votare presso la loro ambasciata manifestando la propria contrarietà allo svolgimento di libere elezioni in Siria.
La popolazione siriana con quest elezioni manifesta la propria volontà di eleggere i propri rappresentanti politici e di non far dipendere il proprio destino dagli interessi delle potenze straniere.

Fonti: Al Manar           Al Ahednews

Traduzione di Luciano Lago

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