"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Focus Francia. De Benoist: “Macron è un algoritmo. La Le Pen dà voce al popolo escluso”

di Michele De Feudis

Descrive Emmanuel Macron come “un algoritmo”, un politico dal carattere fragile, “manipolabile e incapace di decisioni” e rileva che Marine Le Pen nel secondo turno ha poche chance, ma potrebbe sorprendere trasformando la sfida in “un referendum pro o contro la globalizzazione”. Alain de Benoist, filosofo e fondatore della Nouvelle Droite, il più influente pensatore dell’area identitaria europea, ha commentato sul periodico bretone “Breizh-info” il primo turno della corsa per l’Eliseo.

Per il direttore della rivista “Nouvelle École“, “Macron è l’uomo del mondialismo, dei flussi migratori e della precarietà universale” e segna una svolta del mondo capitalista che ha scelto di difendere il proprio orizzonte con un esponente “interno”, “uno di loro”, invece di esercitare come in passato la delega verso un leader dei partiti tradizionali.

Emmanuel Macron

L’analisi sulle potenzialità della piattaforma “Marine presidente” è realista: “Le chance della Le Pen nel secondo turno sono a priori piuttosto basse, dal momento che tutti i sondaggi la indicano come sconfitta”. Tuttavia anche se “i principali concorrenti hanno formulato un invito a votare per Macron”, “non è automatico che le indicazioni siano seguite da tutti gli elettori”. Da qui l’opportunità per la candidata sovranista, già apparentata con il post-gollista Nicolas Dupont-Aignan e sensibile ai temi dell’area ecologista: “L’unica possibilità di vincere verrebbe dal far comprendere alla maggioranza dei francesi che il secondo turno non sarà un voto a favore o contro il Fronte Nazionale, ma un referendum pro o contro globalizzazione”.

In merito all’exploit del candidato della sinistra radicale Jean-Luc Mélenchon, de Benoist ritiene che sia stato fondato su una svolta lessicale: “Ha iniziato a salire nei sondaggi non appena non ha più parlato della “sinistra” nei comizi ma di “popolo”. E’ dettaglio rivelatore”.

De Benoist considera superata la vecchia distinzione destra-sinistra: “Macron e la Le Pen hanno in comune il cavalcare la stanchezza popolare” per tutto ciò che rappresenta “il sistema”. “L’asse sinistra-destra è stato sostituito – puntualizza – da una contrapposizione tra chi è in alto e chi in basso. Le persone contro le élite, il popolo contro i potenti”.

Infine il pensatore anti-mondialista evidenzia come la contrapposizione tra la leader nazionalpopulista e il candidato di En Marche! fotografi l’opposizione tra la “France périphérique”, “le classi lavoratrici umiliate, ignorate, che si sentono giustamente vittime un’esclusione in campo politico, sociale e culturale, e i francesi delle città urbanizzate, dove vivono le classi elevate e i “bobo”, che approfittano della globalizzazione e aspirano a ulteriori aperture”. Lo scenario è per il filosofo in divenire e inquadra “una opposizione spaziale”, per certi versi anche di classe, dietro cui si cela lo scontro tra una “visione universalista che non crede né nello Stato né nella nazionale” e una alternativa “sovranista che vuole ripristinare i confini statali e il senso di comunità dopo le devastazioni della globalizzazione”.

Fonte: Barbadillo

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  1. PieroValleregia 7 mesi fa

    … è una lotta tra gente normale, la Le Pen e pervertiti elitari senza un briciolo di dignità, senza Dio, senza Patria, senza famiglia.
    saluti
    Piero e famiglia

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  2. Giorgio 7 mesi fa

    Dopo aver letto l’articolo concludo che la Francia sia una specie di “paradiso in terra” e che giustamente il timone sia affidato ad un esponente della società che vive con agiatezza, contro alcuni sparuti contestatori particolarmente tendenziosi, quindi che vinca Macron dopo capiranno, come gli austriaci, che errore madornale hanno realizzato.
    Abbasso l’area politica di En Marchè.

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  3. Eugenio Orso 7 mesi fa

    Queste presidenziali per la Francia sono l’ultima possibilità, prima di essere ridotta, negli anni della futura presidenza Macron, come l’Italia e poi come la Grecia.
    La cosa più agghiacciante è che è molto facile comprendere che Macron è il burattino subpolitico dell’alta finanza sovrana, ma molti milioni lo sosterranno, inconsapevoli che i padroni di Macron così li faranno a pezzi …
    Un po’ come il piddì che sta riducendo alla fame gli italiani, togliendogli tutto per conto delle élite che lo manovrano, ma è votato dalla massa imbecille.
    Qui sta il vero problema, il principale dramma, in Italia come in Francia.
    Un problema che è antropologico, culturale e manipolatorio, non tanto economico, patrimoniale e finanziario.

    Cari saluti

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  4. Daniele Simonazzi 7 mesi fa

    E’ illusorio sperare nella le pen ,una che ha espulso il padre jean marie le pen (fondatore del partito) per aver fatto una battuta sul popolo eletto . Meglio Macron almeno sai da chi arriva LA messa in c…prima tappa ,riaggiustamento del prepuzio tra un po’ lo faranno anche I nostri politici venduti

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  5. scommettiamo che in caso di vittoria del fn (secondo me molto improbabile), gli immigrati arriveranno comunque?

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