"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

False Flag: Sotto Falsa Bandiera

L’Occidente è precipitato in una nuova epoca di terrore.

La strage di Charlie Hebdo e gli attacchi di Parigi hanno sprofondato l’Europa nella morsa della paura, spingendo le nazioni ad adottare misure estreme com’era successo agli USA all’indomani dell’11 Settembre. Gli attentati lasciano però una scia di anomalie e dubbi, di coincidenze inspiegabili e quanto meno ambigue, che riecheggiano drammaticamente la strategia del False Flag.

Cosa sono i False Flag? Per ottenere il consenso dell’opinione pubblica e l’accettazione di gravi sacrifici, l’unico modo è che si palesi una «minaccia estrema e globale». I False Flag sono operazioni belliche “sintetiche” ideate per fare credere che l’attacco sia stato effettuato da gruppi diversi rispetto ai reali esecutori, al fine di addossare loro la responsabilità di quanto accaduto, legittimando così eventuali rappresaglie.

La storia come strumento di manipolazione. Le menzogne diventano così “storia” per giustificare spirali di violenza e nascondere gli interessi delle oligarchie. I mass media entrano in scena a questo punto per veicolare la propaganda bellica e per promuovere come giuste le rivendicazioni del potere.

Nell’universo editoriale italiano, fatto di soggetti che per vendere una copia in più ucciderebbero a sangue freddo la madre e che, per pubblicare, non esitano a scrivere tutto e il contrario di tutto, purché piaccia al padrone di turno, la figura di Enrica Perucchietti si staglia per anticonformismo e prolificità. Non so quanti libri questa giovane studiosa riesca a pubblicare in un anno, ma so che sono sempre numerosissimi e – ed è la cosa che vale di più – mai banali.

Questo è il caso di un agile saggio, uscito nel mese di giugno per i tipi di Arianna Editrice, dal titolo False Flag – sotto falsa bandiera. Strategia della tensione e terrorismo di Stato. In circa 250 pagine, l’Autrice delinea un sintetico ma non superficiale quadro delle False Flag Operations, vale a dire di quelle operazioni che vengono concepite da un soggetto A affinché, una volta portate a compimento, la colpa delle medesime venga fatta ricadere su un soggetto B e non su colui che le ha concretamente realizzate e portate a termine. Si tratta di operazioni la cui genesi affonda le sue radici nel più lontano passato, ma ovviamente la Perucchietti parte dalla fine dell’Ottocento, in particolare dalle modalità con cui gli Stati Uniti diedero il via al conflitto inteso a smantellare gli ultimi resti dell’impero coloniale spagnolo (1898), per arrivare fino ad oggi.

Lo studio è estremamente documentato, ricco di riferimenti bibliografici e sitografici che tendono sempre a supportare concretamente le affermazioni fatte dall’Autrice, la quale, dando spazio alla narrazione di eventi diversi (dall’affondamento del “Lusitania” all’incendio del Reichstag, da Pearl Harbour all’11 settembre 2001), traccia un’accurata e molto attendibile descrizione delle “operazioni sotto falsa bandiera”.

Uno dei meriti maggiori dell’opera è il suo impegno a mantenersi il più possibile lontano dai pregiudizi, dalle tesi preconfezionate, per lasciare parlare gli eventi e tutta la documentazione che sugli eventi stessi è stata raccolta e che, sulla maggior parte di essi, getta ombre che è eufemistico definire altamente inquietanti, dalla controversa questione dell’attentato alle Torri Gemelle di New York alle modalità con cui da tempo i servizi di intelligence di vari Paesi commissionano e fanno eseguire a manovalanza di soggetti terzi atti che vengono poi definiti come terroristici, consentendo una facile gestione delle opinioni pubbliche di Paesi che – a ben guardare – avrebbero molto di più da preoccuparsi dei loro governi che dei cosiddetti (molto cosiddetti…) terroristi.

In particolare, la Perucchietti dedica una grande attenzione alla formulazione di quella che è la domanda fondamentale su eventi del genere, che è la seguente: cui prodest, cioè “a chi giova”? E, con grande talento anche di scrittura, ci mostra come, all’interno di queste peculiari operazioni, i vantaggi conseguiti dalle dirigenze politico-burocratico-finanziarie sono di gran lunga superiori, in termini di consolidamento del loro potere, dei danni che dovrebbero o potrebbero avere subito.

In definitiva, siamo di fronte a un libro la cui lettura suggerisco a chiunque voglia tenere conto di un fatto fondamentale: la guerra mediatica è da tempo la maggiore realtà bellica del mondo contemporaneo e, al suo interno, la virtualità reale ha preso di gran lunga la prevalenza sulla realtà virtuale. Esserne consapevoli, tenerne conto, imparare a leggere la realtà sulla base di queste nuove categorie interpretative, è fondamentale per chiunque desideri non adagiarsi in un’interpretazione dell’esistente da talk show di prima serata, quelli dove c’è sempre una tesi falsa da sostenere e un capro espiatorio da sacrificare alla (scarsa) intelligenza del pubblico.

Come vecchio studioso di queste problematiche, mi permetto di consigliare a tutti la lettura di questo libro, che non fornisce tesi preconfezionate, ma sollecita l’intelligenza e le capacità speculative del lettore per indurlo a riflettere più in profondità su eventi che gli sono stati presentati in un modo, e magari – in realtà – sono diversissimi da come gli sono stati presentati. La storia e la politica sono eventi da sottoporre a revisione continua, per approfondirne la conoscenza, e l’Autrice lo fa con professionalità e maestria. Forse scrive con tanta prolificità perché immagina che, presto, su certi argomenti si potranno sostenere solo tesi consentite: le altre saranno MESSE AL BANDO. E’ la democrazia totalitaria, signori miei, dovremo farcene una ragione: saremo “liberi” di dire tutti la stessa cosa…

Fonte: Circolo La Torre

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  1. Tania 7 mesi fa

    Lo comprerei sicuramente se non fosse che sono talmente prevenuta da pensare che tutto ciò che di brutto succede sul pianeta è opera indiscussa degli Usa/israeliani & amici di merende, conoscendomi semmai penserei che ha tralasciato qualche cosa.
    Ritengo gli USA maestri indiscussi dei False Flag, hanno Hollywood mica per niente.
    Dirò solo di 2 episodi, il primo, l’11 settembre 2001, ero in ufficio, la radio trasmette la notizia, tutti corriamo nell’ufficio del Presidente che ha un grande schermo, vediamo il primo aereo che entra nel grattacielo, io ero come ipnotizzata dall’orrore e da cos’altro? Cosa provocava quell’inquietudine che mi dilaniava? Era la perfezione delle riprese.
    La seconda, Parigi, a parte l’assurdità della mancanza della polizia francese che è stata davvero sporca, bastava ascoltare e leggere con la mente libera da preconcetti, che si sarebbe sentito e letto della ragazza che disse, mi chiedeva di recitare il Corano, ero terrorizzata, vedevo solo i suoi occhi, aveva splendidi occhi azzurri…
    E poi, ma quanto sono scemi, deficienti, ritardati mentali, idioti, dementi, questi “terribili” terroristi che dimenticano sempre, dico sempre, sempre, i documenti sui luoghi del misfatto?
    L’inferno, le torri crollate, il CAOS, una montagna di detriti, miracolo, trovano i documenti (puliti) degli attentatori, io credo che questo sia stato il momento peggiore per noi, umanità intera, la DERISIONE DEL POTERE verso di noi, io trovo questo trattarci palesemente da idioti pur sapendo che non lo siamo molto avvilente, da il senso della nostra impotenza e del loro potere, deriderci per il potere è moto di orgoglio e di senso del potere assoluto, che lo inebria…
    Se poi pensiamo al Pentagono, lì siamo all’apice della Falsa Flag…

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    1. Anonimo 7 mesi fa

      Avevo già sentito la storia degli occhi azzurri (i capri espiatori kouachy li avevano ovviamente neri) ma non sono riuscito a trovare la fonte. Potresti gentilmente segnalarla? grazie, a nome mio e di tutti i lettori.

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    2. ramo 7 mesi fa

      Signora Tania, prego leggere una mia risposta a te specificamente data su altro articolo precedente, qui. Visto la tua irruenza e fiumi di parole per ogni argomento come questo e in particolare sul tuo essere Dio.

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      1. Tania 7 mesi fa

        Ho cercato la risposta, non l’ho trovata e mi dispiace moltissimo, ci tenevo a leggerla.

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        1. ramo 7 mesi fa

          si trova fra i commenti ad: “Alienazione” Gli aberranti limiti degli adoratori della “religione dei diritti umani”… in viaggio ecc.

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  2. Vittoriano 7 mesi fa

    … a proposito di U.S.A. e false flag

    segnalo :

    Mario Quaranta – ATTENTATI FALSE FLAG/HOAX: UN FORMAT …
    https://it-it.facebook.com/marioquarantaautore/posts/1828999610657044
    ATTENTATI FALSE FLAG/HOAX: UN FORMAT MEDIATICO LEGALIZZATO

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  3. ramo 7 mesi fa

    E’ da anni che la defunta e brava antropologa Ida Magli avvisava circa tutte queste strategie del terrore…
    E pure Francois Asselinau dell’ UPR, Union Populaire Republicaine ha scritto tali cose interessanti da anni e anni, sul suo sito.
    Infine, il famoso art. 50 per uscire dall’UE c’è da anni e anni, nitido e chiaro…

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    1. Tania 7 mesi fa

      Sei tu che mi hai consigliato Ida Magli, Gesù di Nazaret? L’ho comprato, bellissimo, superlativa, bravissima, non sapevo chi ringraziare.

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