"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Eva Golinger denuncia l’offensiva mediatica contro la Russia

CNN estudios

L’avvocata, scrittrice e ricercatrice statunitense Eva Golinger, ha qualificato oggi come molto preoccupante il fatto che il governo del presidente Barack Obama abbia destinato migliaia di milioni di dollari negli sforzi per combattere e contenere  la Russia. Secondo la Golinger, una delle priorità strategiche di Washington è quella di “contenere e combattere” l’influenza del canale televisivo russo , Russia Today (RT).

L’affermata professionista, la quale ha analizzato la previsione del budget federale nordamericano per il 2016, ha considerato molto preoccupante l’inserimento in questo di una spesa corrispondente a più di 750 milioni di dollari , tra le altre questioni, per contro arrestare quella che gli Stati Uniti considerano la propaganda della Russia.

La significativa partita contabile si include nel budget della Giunta dei Governatori di Trasmissioni degli Stati Uniti, il cui direttore poco tempo fa ha attaccato direttamente la RT, ha comunicato  la Golinger in dichiarazioni fatte al mezzo televisivo.

Gli USA stanno destinando molte somme di denaro per diverse iniziative con il fine di combattere l’influenza a livello mondiale di questo canale e di altri media russi, ha sottolineato.
La Golinger ritiene che il budget statunitense per il 2016 possiede “un tono abbastanza bellicista rispetto alla Russia”, cosa che mette in evidenza che Mosca è “una delle priorità delle operazioni nell’estero” della Casa Bianca, ha detto.

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All’inizio di Febbraio, l’Obama ha presentato al Congresso la sua richiesta di budget per l’anno fiscale 2016- che inizia il 1° di Ottobre di quest’anno-, cosa che ascende a quasi quatto milioni di milioni di dollari ed include riaggiustamenti nella politica tributaria.

Per il Dipartimento della Difesa Obama ha richiesto 534 mila milioni, più altri 51 mila milioni aggiuntivi destinati a sovvenzionare le attività nei conflitti armati in cui gli USA sono coinvolti, come nel caso della campagna contro lo Stato Islamico, il cui costo supera i 200 milioni di dollari.

Da notare che poco tempo fa, nello scorso mese di Gennaio, in una nota informativa, lo stesso direttore della Giunta delle Trasmissioni, Andrew Lack, aveva paragonato la stessa RT ad “organizzazioni terroristiche come Boko Haram o lo Stato Islamico”.

In realtà, come hanno notato alcuni analisti indipendenti, fra i quali Paul Craig Roberts, il canale televisivo RT, che trasmette in varie lingue, dimostra una visione molto più obiettiva degli avvenimenti che non i principali media degli Stati Uniti.

Questa crescita di audience dell TV russa ha destato molta preoccupazione negli ambienti di Washington che pretendono di avere il monopolio dei grandi media nell’informazione. Ultimamente la fiducia del pubblico statunitense nei media ufficiali (mega media) è venuta meno a causa della evidente parzialità nelle informazioni.

RT e pochi altri media (russi, iraniani, venezuelani e di altri paesi non subordinati agli USA) rischiano di incrinare quel monopolio nell’informazione che ha permesso fino ad oggi a Washington ed ai gruppi di potere dominanti, di trasmettere la loro propaganda e la manipolazione delle notizie a proprio piacimento, propaganda e manipolazione ripresa poi in tutti i paesi sotto influenza USA, dall’Europa al Giappone, all’Australia, grazie ad un sistema dei grandi media che risultano di proprietà dei grandi gruppi finanziari ed industriali collegati con gli interessi delle elite di potere filo atlantiste.

Da qui si spiega  l’iniziativa di Washington di mettere sotto pressione RT e di lanciare una campagna di criminalizzazione contro il canale televisivo che sta divenendo sempre più popolare, in diversi paesi, come alternativa alla fabbrica di informazioni “made in USA”.

Niente di nuovo, era già successo con PressTV, il canale iraniano di informazioni che trasmette in inglese, le cui trasmissioni sono state oscurate in diversi paesi occidentali.

La libera informazione negli Stati Uniti, al di là dei loro proclami sulla “libertà e democrazia”, già da tempo viene fortemente condizionata dai superpoteri delle lobby economiche e finanziarie e dalla sottile imposizione del “Pensiero Unico” dominante.

Fonti:   Contrainjerencia            RT Actualidad

Traduzione e nota: Luciano Lago

Nella foto sopra: gli studi della CNN, uno dei “megamedia” degli USA

Nella foto al centro: Eva Golinger, analista che trasmette per la RT

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