"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Europeismo e Renzismo: manovra a tenaglia

di Marco Della Luna

Nell’articolo La pseudo costituzione renziana spiegavo come l’Italicum e la riforma costituzionale renziana, combinati tra loro, abbattono i tre pilastri del costituzionalismo, ossia la scelta dei rappresentanti da parte del popolo elettore, la separazione e autonomia dei tre poteri dello Stato (legislativo, esecutivo e giudiziario), e la possibilità di una concreta opposizione nel parlamento rispetto all’esecutivo e nelle altre assemblee elettive. Inoltre pone nelle mani del premier il finanziamento, cioè il controllo, dei mass-media e di tutta la spesa pubblica o quasi. La linea editoriale? È che tutto è sotto controllo, sta migliorando, solo che per accorgersene ci vuole più tempo, più riforme, più Europa.

Questa demolizione renzifascista dello Stato costituzionale sostituito con un regime autocratico, fa sinistramente il paio, fa manovra a tenaglia, con la struttura altrettanto autocratica dell’Unione Europea, che è caratterizzata anch’essa dalla concentrazione dei poteri, anche legislativi, nelle mani di organi non elettivi e non responsabili, essenzialmente autoreferenziali (o meglio, responsabili solo verso la lobby della grande finanza internazionale), cioè il Consiglio dei Ministri e la Commissione, mentre il parlamento europeo è essenzialmente un organo proforma, privo quasi di potere, che ad esempio vota il Presidente della Commissione ma senza sceglierlo, perché gli viene proposto un candidato unico; e che avrebbe il potere di costringere la Commissione al rendiconto, ma non lo esercita mai, sicché la Commissione agisce e spende senza controllo.

Non parliamo della Banca Centrale Europea, che non solo non è elettiva e non è responsabile, accountable, in senso politico democratico, ma è addirittura sottratta al controllo giudiziario e prende le sue decisioni in regime di segretezza tecnocratica totale. E sono le decisioni più importanti per i paesi sottoposti all’Unione.

L’effetto di questa autocrazia li vediamo da tempo: essa impedisce di prendere atto della realtà e degli errori, poiché nonostante i disastri sul piano economico e sociale, nessuno è chiamato rispondere, nessuno viene rimosso, e la strategia viene riconfermata ad ogni fallimento, ad ogni sopruso del paese egemone: il rimedio è rafforzare e portare avanti la medesima strategia e accettare le regole tedesche. Non si discute. Germania kapò. Soprattutto adesso che il Regno Unito è scappato e che quindi bisogna essere ancora più integrati.

Ecco dunque che appare la manovra a tenaglia, sull’Italia, tra l’europeismo e il renzifascismo, una manovra chiaramente diretta a istituire innanzitutto e soprattutto in Italia un regime autocratico e totalmente elitario, sotto il pretesto della tecnocrazia necessitata dall’emergenza di salvare l’economia, di salvare le banche svuotate dai banchieri che fanno e disfanno i governi (soprattutto italiani), di salvare il sublime progetto europeo minacciato dei populismi indipendentisti britannico, austriaco, ungherese, italiano, francese; di salvare l’Ucraina e le repubbliche baltiche dall’espansionismo russo; di salvare e sistemare i sempre crescenti milioni di profughi in arrivo, e chi più ne ha più ne metta. Tutte le risorse, dai redditi al risparmio all’informazione alla polizia (Eurogendfor) dovranno essere acquisite, coordinate, mobilitate. Tutti i dissensi saranno delegittimati e giustamente privati di spazi di comunicazione. Renzi e chi e dietro di lui, in vista dell’esplosione dell’emergenza banche, e/o dell’emergenza immigrazione, e/o dell’emergenza debito pubblico, vogliono costruire al più presto una struttura statuale, un regime, che garantisca il loro potere e i loro interessi anche nel disastro nazionale e nella riduzione dell’Italia al ruolo di terreno di conquista e discarica per i paesi euroforti e i loro capitali.

Godremo però di diritti compensativi, di nuove, invidiabili libertà e progressi: matrimonio omosessuale, cambiamento gratuito di genere, possibilità di comprare ovocellule e spermatozoi e coltivarle in uteri affittati, naturalmente anche di drogarci, ma soprattutto di essere tutti traders on-line, in forex, di giocare tutti in borsa e fuori borsa, di comprare e vendere titoli finanziari di ogni genere, scegliendo almeno questi, e dimenticando I tempi superati e rottamati in cui potevamo scegliere deputati e senatori.

Fonte: Marco Della Luna

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  1. giannetto 1 anno fa

    Come al solito, Della Luna eccellente! Prendetelo sul serio, a contrappasso delle reazioni che può suscitare la foto, messa dalla redazione in testa al suo articolo: un italiotello che gioca a fare il “piacione” (chi-s-se frega del Montepaschi? Io sto-s-sempre in seggetta lo stesso!) e la sua druda politica che gioca a fare la Circe con noi, naufraghi da Troia (chi-s-se frega de Banca Etruria? Io sto-s- sempre in seggetta lo stesso!’). – Finito il tempo di veder in ste megatruffe lo zampino di Berlusconi! Ma non importa… Se c’è di mezzo il PD, ossia i pédé (nel senso francese della parola) della politica italiotarda, la consegna è : “moderare e sopire”…. come si diceva tra Cardinale e Conte-zio in un famoso capitolo dei Promessi Sposi, libro misterioso per le nostre istruitissime “masse democratiche”, grazie alle progressive “riforme” della nostra scuola di merda, colonizzata dai pédé.

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