"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Esperto ONU critica le misure economiche dell’UE per il loro impatto sociale

Nazione Unite,  (Prensa Latina) – L’esperto indipendente delle Nazioni Unite Juan Pablo Bohoslavsky ha fatto notare oggi che l’economia dovrebbe essere in funzione di fare del bene gli esseri umani, non di pregiudicarli, a proposito delle recenti misure varate dall’Unione Europea (UE).

In una nota di stampa relazionata con la sua visita alle Istituzioni europee a Bruxelles, lo specialista argentino si è detto preoccupato per l’impatto che le nuove politiche di austerità produrranno alle fasce sociali ed alle persone più vulnerabili del blocco di 28 paesi europei.

Si tratta di azioni economiche (taglio di servizi pubblici, privatizzazioni, riduzioni di spese sanitarie, ecc.) che colpiscono i più poveri, con un impatto nei loro diritti economici, sociali e lavorativi, ha precisato Bohoslavsky che ha assunto l’incarico di analizzare gli effetti del debito estero nei diritti umani, quale esperto designato in tale ruolo nel 2014.

D’accordo con Bohoslavsky, le misure dirette alla stabilità economica preventiva rappresentano un cambiamento di posizione molto negativo per la necessaria ricerca di un equilibrio tra la stabilità economica, l’equità e la coesione sociale.

La povertà e le disuguaglianze sociali crescono informa esponenziale in una delle regioni che dispongono di maggiori ricchezze e possibilità del pianeta, ha detto, preoccupato .

Bohoslavsky, esperto dell'ONU
Bohoslavsky, esperto dell’ONU

Le statistiche, citate dall’esperto del Consiglio dei diritti umani dell’ONU, riflettono il fatto che circa 121 milioni di persone corrono il rischio, nei paesi dell’UE, di soffrire per la povertà e l’esclusione sociale. Un effetto questo dovuto alle politiche monetaristiche dirette dalla Commissione Europea, dalla BCE e dagli altri organismi comunitari in funzione della stabilità dei mercati, della riduzione del debito dei paesi del sud Europa, nonchè dell’adeguamento delle legislazioni sociali dei vari paesi alle direttive della UE.
Pertanto, sembra poco probabile che il blocco comunitario compia nel 2020 il suo obiettivo ufficiale di ridurre in 20 milioni la quantità di esseri umani colpiti da questi flagelli, ha sottolineato.
Inoltre, Bohoslavsky ha ricordato che nell’UE, il numero di disoccupati supera i 21 milioni, quasi cinque milioni in più che quelli registrati nel 2008, prima della diffusione della crisi finanziaria.
A suo giudizio, urgono cambiamenti che portino alla necessità di agire in sintonia con gli impegni presi in materia di rispetto dei diritti umani.

Nota: Sarà molto difficile che l’Unione Europea possa cambiare le sue logiche dettate dalla necessità di salvaguardare gli interessi dei grandi potentati finanziari e molto meno di assicurare sviluppo economico e progresso per le fasce deboli della popolazione.
Per fare questo cambiamento di linea, la UE dovrebbe innanzi tutto licenziare e mettere alla porta l’oligarchia tecno burocratica che occupa le poltrone delle massime istituzioni comunitarie e che si arroga il potere decisionale in funzione della sua subordinazione agli interessi dei grandi potentati finanziari sovranazionali, dai quali vengono prescelti.

Gli oligarchi al servizio di interessi esterni dovrebbero essere sostituiti da persone elette dai popoli che si occupino dei loro reali interessi e delle loro esigenze che sono inconciliabili con quelli delle grandi banche e delle multinazionali.

Si aspetta il prossimo banco di prova dell’approvazione del TTIP, il Trattato Transatlantico studiato per favorire gli interessi delle grandi Corporations USA che vogliono prendersi il mercato europeo a danno delle produzioni locali e della salulte dei cittadini e del loro diritto di non essere inondati da prodotti contenenti OGM (alimenti geneticamente modificati) glisolfati, carne agli antibiotici e polli schiariti con la candeggina e altri veleni. L’oligarchia tecnoburocratica della UE è già schierata a favore del trattato, visto che la lobby delle grandi multinazionali retribuisce molto bene coloro che  opera per i suoi interessi.  Non si potrebbe dubitare del contrario.

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