"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

ESAME DI ECONOMIA POLITICA

Assemblea nazionale del Partito Democratico, seconda giornata

di Marco Della Luna

Alla luce dei fallimenti sistematici degli ultimi governi rispetto alle loro promesse, ogni premier dovrebbe pubblicamente svolgere questo compito in classe di economia politica:

Dica il premier con quali misure sia possibile mantenere l’equilibrio finanziario di uno Stato avente le seguenti condizioni:

-rifinanziamento del debito pubblico sui mercati speculativi;

-debito pubblico oltre il 130% e in costante crescita, da rifinanziare sui mercati speculativi;

-spesa pubblica oltre il 50% del Pil;

-pressione fiscale oltre il 50%; Disoccupazione oltre il 12%;

-situazione di declino economico pluriennale in accelerazione;

-costo dell’energia e della p.a. superiore ai paesi concorrenti;

-impossibilità di aggiustamento del cambio valutario, bloccato a livelli alti.

Spieghi il premier: come mai da molti anni lo Stato stringe la cinghia e che da un paio d’anni beneficia di bassi rendimenti sul suo debito pubblico e che per giunta realizza costanti aumenti del gettito tributario, eppure vede il debito pubblico costantemente crescere?

Quali sono le voci di spesa che crescono molto e fanno aumentare questo debito pubblico nonostante tutto il resto? Sono forse le spese assistenziali (accoglienza, vitto, alloggio, sanità, scuola, assegni) per di centinaia di migliaia di immigrati? Sono le spese per le indennità e le mini indennità di disoccupazione, generosamente concesse per mettere una toppa (che può reggere solo nel breve termine) alla scelta di lasciar costantemente aumentare la disoccupazione per effetto della deindustrializzazione e della desertificazione economica, frutto della indiscriminata apertura delle frontiere commerciali nonché del blocco dell’aggiustamento dei cambi?

Spieghi infine il premier come in questa situazione si possa rilanciare abolendo l’elettività del senato e dei consigli provinciali, nonché di quel poco che resta dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori (già sostanzialmente svuotato da Monti), o con la ventitreesima riforma del processo civile in 23 anni, o togliendo ai magistrati qualche settimana di vacanze.

Al punto in cui siamo arrivati, l’unico modo per fermare il disastro in tempi brevi e far ripartire l’economia nazionale realmente, sarebbe che lo Stato (con l’Eurozona se ci sta, senza se non ci sta) si mettesse a stampare moneta senza indebitarsi, per far lavorare la gente e le imprese, per fare gli investimenti utili a innescare gli investimenti privati e la domanda interna, nonché per dimezzare la pressione fiscale e contributiva subito.

Chiunque dica di voler rimettere in corsa il Paese senza fare ciò, non merita alcuna fiducia, ma calci nel sedere, perché o è un bugiardo o è uno stolto.

Fonte: Marco Della Luna.info

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  1. Werner 2 anni fa

    Ma Renzi é un bugiardo, uno stolto, un ciarlatano, e chi più ne ha più ne metta, e va necessariamente preso a calci nel culo, ma non solo lui, ma anche Alfano, Boldrini e tutto il Sistema che lo ha messo dove si trova.

    La deindustrializzazione dell’Italia e il suo declino generale sono pilotati dall’alto, e Renzi & co. sono burattini dei poteri forti.internazionali che vogliono l’annientamento del nostro paese.

    Comunque, nemmeno all’opposizione va meglio. Martedì sera hi visto un po’ di Ballarò – che grazie al suo nuovo conduttore é diventata la versione televisiva del quotidiano Repubblica – e il nano Brunetta si é messo a dire una stronzata pazzesca: che la crisi economica italiana é da attribuire al fatto che il nostro tessuto produttivo é formato per gran parte dalla piccole e medie imprese.

    Il nostro sistema delle piccole e medie imprese, prima dell’abbattimento delle frontiere commerciali del 2001 – di cui il governo Berlusconi del quale Brunetta fece parte fu complice esattamente come gli altri – era un fiore all’occhiello ed era invidiato da tutto il mondo. E pensare che piccoli e medi imprenditori sono stati per anni un importante serbatoio di voti per Berlusconi & co., e poi arriva Brunetta e sparla di loro.

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