"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Erdogan, il “neosultano” turco, tradito dagli USA

di  Rai al Youm

Il detto “testa di turco” è un termine che si adatta perfettamente al presidente turco , Recep Tayyip Erdogan. Sei anni dopo di essersi impegnato con corpo ed anima a promuovere il conflitto in Siria ed appoggiare i gruppi terroristi, questo sforzo non ha apportato nulla di concreto alla Turchia, ad eccezione della insicurezza, sfiducia da parte dei suoi vicini, e decrescita dell’economia nazionale.
Erdogan deve affrontare la dura realtà: l’alleato nordamericano ha deciso di puntare non su di lui ma piuttosto sulle formazioni curde, i suoi acerrimi nemici.

In Siria gli statunitensi hanno annunciato che appoggeranno saldamente i curdi ed hanno già iniziato a fornire loro  le armi pesanti.
Le Unità di Protezione del Popolo curdo (YPG) dispongono dell’aperto appoggio di Washington per “conquistare la città di Raqqa dalle mani dei terroristi dell’ISIS”. Tutto questo presuppone un “coltello avvelenato piantato nel cuore di Erdogan”. Tanto lui, il neo sultano, come i suoi ministri, hanno energicamente condannato la decisione di Washington ed hanno chiesto che questa venga annullata, ma invano.

Il giornale Rai al Yum si riferisce alla decisione dei nordamericani di optare per i curdi, non per la Turchia, e sull’importanza che riveste il fatto di dotare quelle formazioni curde con armi pesanti, creando così una indiscutibile minaccia per i militari turchi. Queste armi sono carri armati, veicoli blindati, artiglieria pesante e Bulldozers, a cui si aggiungono missili anticarro ed armi leggere. Nessuno può avere dubbi sul significato di questo e tanto meno i turchi. Questo arsenale non è destinato ad una semplice milizia ma piuttosto a creare un “esercito regolare”. Si tratta di un esercito che dovrebbe appoggiare la costituzione di uno “stato curdo” che nascerebbe sulla zona di frontiera siriana-turca.
Il giornale vede questa come “una vera sfida lanciata contro Erdogan”, il quale si dispone a visitare Washington il 16 di Maggio ed ha puntato molto su questa visita. Erdogan ha dovuto sopportare una umiliazione quando i blindati ed i carri armati delle forze USA si sono interposti tra le sue truppe e le milizie curde, alcuni giorni fa, ed ha visto pattuglie congiunte curdo-USA lungo la frontiera turca con la Siria.

Forze curde dell’YPG

Il neo sultano si sente quindi frustrato, amareggiato e, soprattutto tradito dall’alleato statunitense che ha scelto chiaramente i curdi a sfavore della Turchia, che è un membro della NATO, come segnala il giornale.
Tuttavia ci si chiede perchè Washington ha puntato sui curdi invece della Turchia di Erdogan? Rai al Yum risponde: “esistono due ragioni che spiegano questa scelta: i curdi, come tutti sanno, sono combattenti duri e sperimentati. Tuttavia la cosa più importante è la volontà degli USA e dei suoi soci occidentali di provocare lo smembramento dei paesi del Medio Oriente ridisegnando le frontiere dei vecchi accordi che risalgono a Syke-Piccot del 1920 e dividere la regione per cercare di assicurare l’egemonia del regime di Israele. Si tratta quindi di applicare il piano sionista di dividere gli Stati della regione su base etnica e confessionale (progetto di balcanizzazione del Medio Oriente). Gli USA e l’Europa vogliono adesso realizzare il progetto di uno Stato curdo, un progetto cui queste potenze lavoravano da tempo.

In quanto ai curdi della Siria, loro stessi hanno definito come “storica” la decisione degli USA di armarli e di aver investito su di loro invece che sui turchi. “Per quello che si riferisce alla lotta contro i terroristi, i nordamericani fanno meglio a confidare nei curdi che non negli arabi e nei turchi”, segnalano le fonti curde citate dal giornale.
Da questo momento, Erdogan si trova in profonda collera.Non soltanto non ha ottenuto di coronare il suo sogno di risuscitare l’Impero ottomano, tentativo che i suoi vicini rifiutano e condannano, ma si troverà di fronte forse con quello che più temeva, l‘apparizione di uno stato curdo alle frontiere turche, tanto in Siria come forse anche in Iraq, dove i curdi volgiono organizzare un referendum di autodeterminazione.

Poco potrà fare ormai Erdogan per impedire l’apparizione di uno stato curdo, che sarebbe certamente una minaccia per la sicurezza nazionale della Turchia, dove un terzo del territorio è popolato dai curdi, molti dei quali aspirano all’indipendenza. La prospettiva di una lunga guerra contro i curdi, dotati di un esercito, terrorizza il “neo sultano”.

Sei anni di appoggio cieco ai piani degli USA nella regione ed il suo sostegno alle orde terroriste, non hanno prodotto, per la Turchia e per lo stesso Erdogan, altro che disastri politici ed economici , includendo in questo bilancio l’abbandono degli USA.

Nota: Una dura lezione per la Turchia di Erdogan e la conferma dell’inaffidabilità dell’alleanza con Washington, una superpotenza che si serve degli alleati per i suoi fini geopolitici ma che è pronta a scaricarli quando non gli tornano più utili, non è questa la prima volta e non sarà l’ultima. Una lezione che forse altri paesi potranno memorizzare per evitare di trovarsi nella medesima scomoda situazione.

Fonte: Al Manar

Traduzione e nota: Luciano Lago

*

code

  1. Manente 2 mesi fa

    L’ennesima conferma del fatto che essere nemici degli americani è pericoloso, ma esserne amici è mortale !

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Alessandro 2 mesi fa

    Marco De Benedetti, figlio di Carlo, è amministratore delegato della ONG save of children, attiva sul mare Libico con due navi.
    Piece of shit.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. lister 2 mesi fa

      “Save the children” (con gli introiti del “salvataggio di migranti”?), sovvenziona la fabbrica di aborti “Planned Parenthood”: Kill the children

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. Giorgio 2 mesi fa

    Desidererei sapere chi nella storia alleandosi, escluso Israele, con gli yankee ha ottenuto qualcosa?
    Gli eredi di Sion più che alleati sono i padroni.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. nessuno 2 mesi fa

    C’era da aspettarselo da parte degli ameri-cani, comunque, troppe strategie,
    troppi inganni, troppe menzogne, troppi interessi differenti, troppe armi,
    troppe ingerenze, troppi ameri-cani e i loro simili sul territorio del M. oriente,
    israele non ha niente da guadagnare dalla formazione di uno stato Curdo.
    Andare in america ad elemosinare cosa? Altre promesse? Altre bugie?
    Farsi prendere in giro? Farsi ridere dietro?
    La sola azione di un certo rilievo che ha a disposizione è di mandare fuori
    dal suo Paese i soldati della coalizione, ma senza materiale bellico, sequestrato,
    comprese le bombe atomiche, o almeno la minaccia di farlo, matto com’è
    forse lo prenderanno sul serio….essendo il “tradimento”una prerogativa u$a
    forse forse……

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  5. Mardunolbo 2 mesi fa

    “Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino” recitava un proverbio popolare un po’ truce verso la povera gatta…
    La Turchia ha aderito a rompere la Siria, ed ora si ritrova “fregata” ! Ben gli sta !
    Dice una profezia che della Turchia, dopo una invasione d’Europa, avrà tali batoste che non rimarrà traccia e dei suoi abitanti ne resterà un terzo, disperso in Medio Oriente.
    Il grave è che l’invasione d’Italia è assicurata “da un popolo duro proveniente dal medio Oriente” ,ma poi ….
    Sono profezie recenti che sarebbero state fatte al sig. Cornacchiola. Tutto c’è da aspettarsi da un personaggio come Erdogan, visto che , tipi come lui, se perdono cercano di rifarsi in ogni modo !
    Ah, dimenticavo,indovinare chi annienterà la Turchia !Non gli Usa, ma una nazione nemica da secoli….

    Rispondi Mi piace Non mi piace