"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Enrico Letta “il sognatore”

European Commission President Jose Manuel Barroso welcomes Prime Minister of Italy Enrico Letta

Enrico Letta si sente investito della fiducia dell’eurocrazia di Bruxelles e procede spedito e sicuro nella sua missione di  eseguire le direttive delle centrali finanziarie  per  “stabilizzare” l’Italia  assicurando i crediti delle grandi banche tedesche e francesi, esposte con i i paesi del sud Europa. Forte di questa sua fiducia  assume anche una atteggiamento sprezzante nei confronti di coloro che osano criticare o mettere i dubbio le politiche economiche della Troika europea o peggio ancora che manifestano l’idea di voler uscire dall’eurosistema  per risolvere il problema drammatico dell’attuale crollo economico italiano.

Così Letta, nel corso di un convegno a Milano, due giorni fa in presenza di Manuel Barroso, ha affermato con spavalda sicurezza: “A Bruxelles diremo che l’unione bancaria deve essere raggiunta:  lo so non evoca un sogno ma deve essere indispensabile. …C’è un sogno condiviso per l’Europa fra dieci anni”, parlando della prossima campagna per le elezioni europee, ovvero ha aggiunto “quale è l’obiettivo dell’Europa, il sogno europeo fra dieci anni”. Non contento ha proseguito:”… .Fermarsi a guardare la pagliuzza della differenza che c’è fra noi ed i tedeschi rispetto alla grandissima sfida globale che ci attende, è pura miopia. Farlo può servire a vincere una campagna elettorale ma alla fine costruirà solo macerie”.

Così Enrico Letta, l’uomo che ha scritto “Morire per Maastricht” , si riferisce alla miopia dei “populisti” quelli che, secondo lui, “disseminano solo macerie” con le loro critiche al sistema dell’euro che, guarda caso, risulta proprio quello che sta si disseminando macerie reali (non quelle immaginarie che Letta evoca) nelle economie di paesi come Grecia, Spagna, Italia e Portogallo, con i milioni di disoccupati, con l’annullamento dei diritti, con la chiusura di migliaia di aziende strozzate dal cambio dell’euro, dalle super imposte e dalla concorrenza con le imprese multinazionali dislocate i Asia ed in paesi dai bassi costi, con zero tasse e salari cinesi.

Sono queste  le “macerie sociali” della miseria che avanza e dello sgretolamento di quello stato sociale che una volta differenziava l’Europa dai paesi asiatici, produttori emergenti e sfruttatori di mano d’opera. Adesso grazie all’euro, alle politiche di immigrazione favorite dall’Europa, il terzo mondo dello sfruttamento ce lo abbiamo in casa, come dimostrato ad esempio dalla tragedia del rogo di Prato nella fabbrica dei cinesi.

Tuttavia Letta dimostra di credere che il “sogno europeo si avvererà fra dieci anni”, probabilmente quando l’Italia, con questi ritmi,  sarà un paese totalmente saccheggiato dei risparmi dei suoi cittadini,  senza più proprie industrie (tutte chiuse, fallite o de localizzate), senza una sua agricoltura, preda delle grandi multinazionali, indebitato e sotto usura bancaria.  Più che un sogno un incubo, grazie all’euro ed alle politiche di austerità dettate dalla Troika europea, tanto cara al nostro entusiasta e sognatore Letta.

La domanda che sorge spontanea è: Letta ci crede veramente in quello che dice o sta sostenendo una recita per conto terzi?

Letta pensa davvero ingenuamente che i tedeschi accetterebbero l’unione bancaria per farsi poi trovare i loro “scheletri negli armadi” con i miliardi investiti in titoli tossici dalle banche tedesche, quando la Merkel  mantiene un controllo statale di partecipazione nelle circa 3.000 banche regionali (Sparkassen e Landesbanken) in deroga alle norme europee (valgono per gli altri ma non per la Germania)?

Letta potrebbe ad esempio spiegare agli italiani che la Germania, approfittando della sua posizione di forza in Europa, ha dettato una dura politica  di rigore verso paesi come la Grecia, la Spagna, Irlanda e  Portogallo per consentire alle proprie banche di rientrare dei crediti concessi  a questi paesi nell’allegra gestione immobiliare e che la stessa Italia sta partecipando al salvataggio con i miliardi assegnati al “fondo salva stati” (MES/ESM) che in realtà è un fondo salva banche.  Sono 52 i miliardi già versati dai governi Monti e Letta a questo fondo e l’Italia sarà obbligata a versarne altri 73 per arrivare alla soglia dei 125 miliardi stabiliti nel trattato che i governi al servizio del cartello bancario hanno sciaguratamente firmato impegnando l’Italia a versare questi fondi. Si tratta dello stesso governo che sta procedendo da mesi alla vergognosa commedia dell’IMU dove dichiara di dover reperire i 2 miliardi necessari alla copertura. Nessun problema invece quando si sono dovuti trovare 52 miliardi per le banche, forse Letta era ispirato dal “sogno europeo” ed ha versato questi fondi in “stato di sonnambulismo”.

In aggiunta il “sognatore” Letta potrebbe spiegare agli italiani quale sia il significato vero del “Fiscal Conpact”, altro trattato firmato dal governo italiano che obbliga l’Italia a rispettare il vincolo del 3% sul deficit di bilancio ed a effettuare manovre per riportare questo a zero nei prossimi 4 anni, il che significa  manovre di circa 40 miliardi all’anno con altre tasse e tagli di spese, una vera  follia in tempi di recessione che finirà per annientare definitivamente il sistema economico italiano.

Possiamo augurarci che Enrico Letta possa presto essere svegliato bruscamente dal suo sogno, magari trovandosi una massa di disoccupati, di ex piccoli imprenditori, commercianti, trasportatori, agricoltori, allevatori, con tanto di forconi,  sotto le scale del suo ufficio in un momento in cui la sua scorta si sia temporaneamente assentata per andare a prendere il caffè.

 

http://it.finance.yahoo.com/notizie/esm-italia-versato-60-miliardi-di-euro-152802750.html

 

http://www.economy2050.it/banche-tedesche-deutsche-bank-derivati/

 

 

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