"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Engdahl: Lo straordinario rinascimento della Russia

manifestazione-antimaidan

La pressione dell’Occidente ha rafforzato maggiormente la Russia

Qualche cosa di notevole si sta verificando in Russia, molto diverso da quanto ci si potrebbe aspettare: invece di sentirsi umiliato  e messo in ginocchio dalle pressioni dell’Occidente, il paese sta vivendo un momento di revival. Questa e’ l’opinione del politologo americano Frederich William Engdahl *.

“La pressione sulla Russia da parte di Washington e della Nato ha avuto un risultato paradossale: gli abitanti di questo paese hanno ritrovato le forze per ridare alla Russia la gloria passata”, ha scritto il politologo sulle pagine di New Eastern Outlook. “In Russia sta accadendo una cosa sorprendente, e non è forse quello che ci stiamo aspettando.  Questo avviene nonostante il fatto che l’Occidente, guidato dai cosiddetti neo-conservatori di Washington, stia tentando di tutto, incluso la guerra alle sua porte in Ucraina, per portare al collasso l’economia russa, per umiliare Putin e dipingere i russi in generale come il male.

Invece di sentirsi umiliato e messo in ginocchio, nel paese si è sviluppato un processo in cui i russi stanno riscoprendo i valori positivi della propria identità nazionale, della propria cultura, della propria gente, valori che erano stati a lungo trascurati o soppressi. La Russia  sta vivendo quello che io chiamerei momento di “revival”, di “rinascita della nazione”, sottolinea Engdahl.

Secondo il politologo, il fattore più rassicurante di questo processo sono appunto le persone. Engdahl ricorda che nel 1994, quando è venuto per la prima volta in Russia, invitato da un simposio economico (“un think tank”) per fornire le sue impressioni sullo stato dell’economia, aveva visto le persone, quelle che una volta erano un grande popolo, che si sentivano “umiliate fino all’ultima oncia della loro energia vitale”. Questo mentre Gangster mafiosi sfrecciavano lungo i grandi viali di Mosca nelle loro fiammanti nuove Mercedes 600 limousine, con finestrini oscurati e senza targhe. L’ Illegalità era all’ordine del giorno per le strade , sostenuta dagli USA, quando c’era il presidente Eltsin al Cremlino .

I “ragazzi di Harvard”, come Jeffrey Sachs o lo svedese Anders Aaslund o il finanziere George Soros, si aggiravano per la città, intenti a pianificare nuovi modi di sfruttamento e saccheggio delle risorse della Russia sotto il logo della “terapia d’urto” e della “riforma orientata al mercato”, un’altro pretesto per farsi consegnare dalla Russia i suoi ” gioielli della corona”.
Il costo umano di quel periodo ed il trauma per il crollo totale del livello di vita, dopo il novembre 1989 in Russia, è stato sconcertante.

Oggi, a distanza di 20 anni, nel momento in cui la Russia deve contrastare, ancora una volta nella sua storia, una minaccia esterna che arriva dall’Occidente, la NATO, che cerca non soltanto di umiliare la Russia ma anche di distruggerla come Stato potenza, visto che la Russia è l’unico Stato in grado di scompigliare i piani delle elite occidentali che sono dietro le guerre (dirette o per procura) scatenate in Ucraina, in Siria, in Iraq, in Afghanistan e ben oltre in Africa ed in sud America.

I russi che Engdahl  ha avuto modo di incontrare  ultimamente, nel corso dei suoi numerosi colloqui, piuttosto che la depressione, stanno dimostrando un sentimento di orgoglio e di determinazione, una sorta di rinascita di un qualcosa che era stato a lungo sepolto.

Considerando la guerra economica scatenata da Washington, prima con le sanzioni, fatte adottare anche dai paesi europei contro Mosca, poi con la pressione finanziaria contro il rublo, diretta da Wall Street attraverso le agenzie di rating collegate alle entità finanziarie che hanno declassato il debito dello stato russo, poi con la manovra sul petrolio, fatta in combutta con i sauditi per far crollare il prezzo del barile, la guerra in Ucraina ed il sabotaggio del gasdotto South Stream che avrebbe dovuto portare il gas russo verso la UE, tutto questo avrebbe dovuto mettere la Russia in ginocchio e così invece non è avvenuto.

Come abbiamo precedentemente descritto, Putin e un numero crescente di influenti industriali russi, alcuni dei quali, qualche anno fa, sarebbero stati gli stessi che avrebbero preso la via di fuga per rifugiarsi nelle loro eleganti case di Londra, hanno deciso di resistere e combattere per il futuro della Russia come stato sovrano. Oops! Questo non sarebbe dovuto accadere in un mondo dove regna il sistema della globalizzazione, della dissoluzione degli Stati-nazione. L’orgoglio nazionale doveva essere una reliquia come l’oro. Non lo è invece nella Russia di oggi.

Nel primo anniversario dell’avvenuto colpo di Stato a Kiev, quello che ha installato in Ucraina un regime dominato da gruppi neonazisti, con un governo fantoccio di Washington, c’è stata a Mosca una grossa manifestazione che ha portato in piazza dai 35.000 ai 50.000 cittadini di tutti gli strati sociali che hanno manifestato contro il palese intervento degli USA e della UE in Ucraina, in appoggio alla politica del Cremlino e contro le ingerenze straniere e le minacce ai confini della Russia, una manifestazione denominata “anti Maidan”.
Tutti i tentativi fatti dal Dipartimento di Stato USA e dal suo portavoce, la ridicola Jan Pascky, con la complicità dei media occidentali, di manipolare l’opinione pubblica russa, incluso l’episodio dell’omicidio di Boris Nemtsov (una evidente “false flag” ) non hanno avuto successo. Tutti i trucchi dei media occidentali e dei servizi di intelligence di Washington e di Londra, per creare un clima di paranoia ed influenzare i russi, sono caduti nel vuoto.

Le stesse sanzioni applicate dagli Stati Uniti e dell’Unione europea, invece di indebolire la popolarità di Putin, queste hanno determinato molta parte dei russi a stringersi attorno al loro presidente, Vladimir Putin, il quale  gode ancora di popolarità con un feedback stimato oltre l’80%. Una recente indagine indipendente della “Levada Center”, ha rilevato l’81 per cento dei russi si sentono negativamente orientati verso gli Stati Uniti, questo risulta il dato più alto dall’inizio degli anni 1990, quelli della “terapia d’urto” dell’era di Eltsin.  Ed  il 71 per cento dei russi si sente negativamente orientato verso Unione europea .

La rinascita del popolo russo è molto più evidente di quanto raccontino i sondaggi e le manifestazioni di protesta in piazza. La guerra in Ucraina, istigata dagli USA, ha causato una catastrofe umanitaria che i media occidentali filo atlantisti hanno per lo più oscurato e messo sotto silenzio. Sono affluiti in Russia più di un milione di cittadini ucraini, rifugiatisi per la paura di perdere le loro case o di rimanere vittime nella folle carneficina istigata dagli USA che sta investendo tutta l’Ucraina. Sono stati accolti come fratelli così come attestato da tutte le fonti informative. Questa è stata una risposta umana che ha delle risonanze incalcolabili. I russi grazie anche, a You Tube ed alle informazioni che arrivano, sono molto informati sulla verità della guerra istigata dagli USA in Ucraina (a differenza dell’opinione pubblica occidentale), hanno acquisito una maggiore sensibilità e sono consapevoli che alcuni ambienti occidentali vorrebbero distruggere la Russia perchè questa resiste a diventare un vassallo di Washington impazzita. Anche la popolarità di Vladimir Putin ne esce rafforzata.

I Russi si rendono conto, inoltre, che i loro leader si stanno muovendo in un modo senza precedenti per costruire un’alternativa a quello che vedono come un mondo americano moralmente degradato e fallito.

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Questa nuova generazione di russi ha un senso dello sviluppo, del progresso, di un cambiamento nella loro vita che si sta rivelando prezioso per plasmare il futuro della Russia. Sono anche, attraverso le loro famiglie, già dalla prima infanzia, radicati nella tradizione della vecchia Russia , come lo è Vladimir Putin, e sono consapevoli della realtà in cui vivono.
Ora, a causa della sfacciata ferocia delle politiche di Washington contro la Russia, questa generazione sta guardando a tutto ciò che era prezioso. Si rendono conto che l’insensibilità burocratica mortificante del patrimonio sovietico di Stalin era mortale negli anni URSS. E si rendono conto di avere un’occasione unica per modellare una nuova, dinamica Russia del 21 ° secolo, non sulla base del modello in bancarotta della ormai morente Secolo Americano, quello che fu di Henry Luce e FD Roosevelt.

* F. William Engdahl è consulente di  rischio strategico e docente, laureato in scienze politiche alla Princeton University ed è autore di best-seller sul petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online “Nuovo Outlook orientale”.

Tratto da Journal-Neo

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

Nella foto sopra: manifestazione anti Maidan a Mosca

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