"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Elezioni siriane ed ipocrisia occidentale

Elecciones-en-Siria

di Yusuf Fernandez

Le elezioni presidenziali in Siria hanno già raggiunto un importante traguardo: le immagini di migliaia di persone che affollano le ambasciate di diversi paesi, come il Libano, sono un riflesso della chiara volontà dei siriani di parteciparvi e denunciare, tra l’altro, la brutale aggressione perpetrata ai danni del Paese dagli Stati Uniti, Francia, Arabia Saudita, Qatar, Turchia e altri.
Di fatto, c’è stata una divisione internazionale tra i paesi, la maggioranza, che hanno permesso le votazioni e quelli , una dozzina della sfera occidentale e del Golfo Persico, dove il voto è stato impossibile perché le ambasciate siriane sono state chiuse e per il rifiuto di riconoscere la legittimità delle elezioni politiche in Siria.  Tra questi ultimi troviamo la Francia, la Gran Bretagna, gli USA, la Germania, il Belgio e l’Australia, che spesso si vantano, a parole, della difesa della “democrazia”, ma che hanno adottata la più antidemocratica delle misure: impedire il voto a cittadini di un altro Stato sovrano.


In realtà, è interessante notare lo scandaloso “due pesi e due misure” che questi paesi utilizzano sulle elezioni.
Nel caso di quelle recenti in Ucraina, il fatto che quel paese fosse in guerra e il governo centrale non controllasse una parte del suo territorio, il sud-est del paese ha dichiarato la sua indipendenza, non ha costituito alcun impedimento alla legittimità delle elezioni. Gli Stati Uniti e i suoi alleati della NATO lodano le autorità filo-occidentali e anti- russe di Kiev per il “successo alle elezioni presidenziali “, che costituiscono, secondo loro, “una lezione per la Russia”. Tuttavia, questi stessi argomenti sono stati utilizzati da quegli stessi governi occidentali per negare la credibilità delle elezioni siriane.
In occasione dei referendum a Donetsk e Lugansk a favore dell’indipendenza, che hanno registrato una vittoria di oltre il 90 % per l’opzione indipendenza, l’argomento del mancato riconoscimento da parte di Kiev di tali consultazioni è stato utilizzato dai paesi occidentali per negarne la legittimità. Tuttavia, i paesi occidentali hanno riconosciuto il referendum per l’indipendenza del Kosovo, respinto dalla Serbia, il paese a cui apparteneva quella provincia…e potremmo continuare.
Gli argomenti occidentali contro le elezioni siriane corrispondono a quelli proposti da Al-Qaeda, in particolare dallo Stato Islamico d’Iraq e Siria (IIE), che, in un comunicato, ha negato il voto ai siriani. In realtà, ci sono molti esempi di come, nonostante l’opposizione verbale, al Qaeda e i gruppi ad essa affiliati hanno sempre servito gli interessi degli Stati Uniti in ogni conflitto.
Le elezioni siriane hanno anche coinciso con una rivelazione apparsa sul Wall Street Journal: il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, vuole aumentare la fornitura di armi e addestramento ai militanti dell’Esercito siriano libero. Questo ben descrive la politica degli Stati Uniti: crimini e spargimento di sangue in quei paesi che non si sottomettono ai suoi dettami. Questo può essere visto oggi in Siria, nella Repubblica della Nuova Russia e anche, su scala più ridotta, in Venezuela.
Altro interessante aspetto è quello dell’assoluta mancanza di fiducia dei paesi occidentali nei confronti del loro animale addomesticato, la Coalizione Nazionale Siriana, che alcuni riconoscono, senza arrossire, come “rappresentante del popolo siriano”. Infatti, se davvero lo avessero considerato tale, hanno sprecato un’occasione unica per dimostrarlo. Quale migliore pubblicità per la CNS sarebbe stata l’autorizzazione dei paesi occidentali allo svolgimento di elezioni sul proprio territorio per comprovare che non ci sarebbero stati elettori nelle ambasciate siriane? Questo avrebbe raggiunto lo scopo di affermare che il presidente siriano Bashar al Assad manca di credibilità.

Syria's President Bashar al-Assad and his wife Asma vote during a referendum on a new constitution at a polling station in Damascus
Tuttavia, i governi occidentali hanno temuto che si ripetesse nei loro paesi l’immagine di lunghe code presso le ambasciate, come accaduto in altre parti del mondo, come a Beirut, ad Amman, Mosca e Pechino. A Beirut, il massiccio afflusso di elettori ha riempito le strade adiacenti all’ambasciata siriana e costretto a prolungare le operazioni di voto.
La debolezza e la mancanza di rappresentatività del CNS hanno determinato il fallimento di Ginevra-2. In realtà, l’errore della Siria e dei suoi alleati è stato quello di consentire che questo gruppo si arrogasse il diritto di rappresentare l’opposizione siriana in quel processo.
Questo falso ruolo è diventato ancora più evidente dopo la comparsa di un altro polo di opposizione, rappresentato dall’ex leader della coalizione, Moaz al- Khatib, Haytham Manna e altri siriani, che hanno dato la loro disponibilità di dialogo costruttivo con lo Stato siriano per porre fine alla guerra e sostenere la lotta contro il terrorismo con il quale CNS e ESL sono alleati.
D’altra parte , “l’importanza” che i paesi occidentali attribuiscono alla “democrazia” in Siria risulta ben chiara analizzando il tipo di alleati che ha cercato: fanatici criminali che saccheggiano e ammazzano crudelmente (crocifissioni , decapitazioni , sgozzamenti) i prigionieri dell’esercito siriano e i civili, compresi i bambini, distruggono siti religiosi che non gradiscono e impongono una dittatura insopportabile a tutti coloro che vivono sotto il loro controllo.
Da menzionare tra questi alleati, paesi come l’Arabia Saudita, dove non c’è costituzione o elezioni e dove le leggi penali impongono punizioni crudeli come la fustigazione e la decapitazione, per “crimini” gravi come la critica al governo o la partecipazione a manifestazioni pacifiche. In questi paesi, dove le donne subiscono discriminazioni inenarrabili, una famiglia reale impone la sua volontà su base discrezionale ai suoi sudditi e non vi è alcuna distinzione tra patrimonio dello stato e quello personale.
A questo dobbiamo aggiungere il trattamento riservato ai lavoratori immigrati che, come nel caso del vergognoso “World Blood” del Qatar, sono sottoposti ad abusi continui (mesi di ritardo nella ricezione dei salari, maltrattamenti, mancanza delle più elementari norme di sicurezza, ecc).
Questi sono grandi alleati “democratici” di Stati Uniti e Francia. Il fatto che questi governi del Golfo sostengono la politica estera dettata dalle potenze occidentali, investono i proventi del petrolio in banche degli Stati Uniti, Regno Unito e Francia, comprano enormi quantità di armi da questi paesi e acquistano, ogni tanto, alcuni club di calcio europeo, invece di aiutare con quegli ingenti capitali i propri cittadini che vivono in gran parte in una situazione di povertà, è qualcosa che rende questi scriccioli in “modello democratico” agli occhi di americani, inglesi o francesi.
Ma questo non è il caso, né lo sarà mai, della Siria.
Va segnalato, inoltre, che le elezioni presidenziali sono la logica conseguenza delle riforme che il governo siriano ha messo in atto dal 2011 e finora hanno incluso una riforma della Costituzione, la legalizzazione di nuove forze politiche e l’istituzione di elezioni con molti candidati e partiti . Questi risultati, in evidente malafede, sono stati ignorati dai governi occidentali perché in realtà non sono mai stati interessati alla “democrazia” in Siria, il loro unico interesse è farla finita con il ruolo che questo paese ha nel Vicino Oriente, prenderne il controllo politico, fargli accettare l’egemonia di Israele e danneggiare l’Iran, la Russia e gli altri alleati.
I siriani, al contrario, apprezzano queste riforme che sono il risultato di un consenso nazionale e non di una imposizione straniera.
Le elezioni presidenziali siriane hanno stabilito una realtà che nessuno può ignorare: il presidente Bashar al Assad è immensamente popolare tra i suoi cittadini. E’ considerato come un baluardo nella lotta per la sovranità della nazione contro il terrorismo.
La questione della presidenza è rimasta fuori da qualsiasi negoziato politico e le capitali occidentali sono consapevoli di questo. Allo stesso tempo, queste elezioni contribuiranno ad aumentare il sostegno degli amici veri della Siria – in particolare dell’Iran, della Russia e della Cina – che sanno di essere l’obiettivo finale della campagna anti-siriana.
La resistenza di Assad, dell’Esercito Arabo di Siria e del Popolo Siriano ha un innegabile valore per la creazione di un nuovo mondo multipolare. Un mondo dove non ci sarà più spazio per l’egemonia degli stati predatori, soprattutto per gli USA che hanno seminato morte e conflitti ovunque siano intervenuti.

Traduzione a cura di: Nando de Angelis per Rinascita.eu

Fonte: Al Manar

 

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