"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Elezioni politiche regionali in Emilia Romagna e Calabria: la Lega di Salvini lancia un sasso nello stagno

matteo_salvini_alan_fabbri

di Luciano Lago

Oggi abbondano i commenti e le analisi sui risultati delle elezioni, come sempre accade ognuno, fra i commentatori politici,  rivendica i suoi risultati e si sottolinea la bassa partecipazione al voto (meno del 40%) , giustificando la disaffezione dei cittadini con varie argomentazioni.

C’è però qualche accenno di novità, oltre alla disaffezione e sconforto del 60% degli elettori che, per la prima volta nella storia, neppure si sono presentati ai seggi. Naturalmente ha vinto il PD di Renzi seppure con una grande perdita di elettori (rispetto al passato)e  non poteva essere altrimenti, visto l’apparato mediatico mobilitato per la propaganda a favore di Renzi e del “riformismo” del PD.

Tuttavia c’è stato anche l’affossamento del Partito di Berlusconi e l’inaspettato successo della nuova Lega di Salvini. Di sicuro nella piatta situazione politica italiana Salvini e la sua Lega hanno lanciato un sasso nello stagno producendo l’effetto di smuovere alquanto le acque putride dove sono immersi i politicanti navigati, impegnati nell’abituale gioco di finte schermaglie, di patti e di accordi manifesti o sottobanco mentre il paese affonda.

Il linguaggio chiaro e basato su dati concreti ( no euro,no all’immigrazione clandestina, no alla riforma Fornero, Si alla regolamentazione della prostituzione, ecc.) ha permesso a Mateo Salvini di imporsi sulla scena e di accogliere il consenso di molta gente, delusa ed esasperata dalla inconcludenza e dalla vacuità politica dei partiti.

Una certa parte della gente ha iniziato ad avere consapevolezza della truffa a cui è stata sottoposta dai governi nominati (non eletti) che si sono succeduti fino ad oggi ed alla corruzione manifesta delle classi politiche regionali (e nazionali) e cerca qualche appiglio nel programma di personaggi relativamente nuovi come Salvini, non compromessi con il governo, che propongono delle soluzioni antagoniste rispetto alle demenziali politiche economiche, asservite ai dettami delle oligarchie di Bruxelles, attuate dal governo italiano.

Si registra la caduta dell’effimero Movimento 5 Stelle, inefficace, inadeguato e deludente rispetto alle aspettative, non riesce più apparentemente ad intercettare e mantenere la protesta che monta dalle piazze e dalle periferie delle città italiane, scivolate sempre più nella crisi e nel degrado.

Salvini,con la sua linea politica che si discosta nettamente da quella tradizionale della Lega, riesce ad intercettare nuovi consensi non soltanto nel nord Italia ma anche in altre regioni del Centro e del Sud Italia e questa è la vera novità che emerge sulle macerie del vecchio centro destra di Berlusconi ormai ridottosi a sopravvivere nei compromessi e negli accordi sottobanco con il PD di Renzi, il partito “piglia tutto”, nettamente posizionato su posizioni di subordinazione totale ai centri finanziari di potere sovranazionali.

Il successo della nuova Lega segna il rigetto di una buona parte dell’ elettorato delle tematiche dell’eurocrazia di Bruxelles imposte all’Italia, dal primato della finanza e dei mercati alle porte spalancate all’immigrazione di massa, ormai percepite come lesive degli interessi delle categorie economiche e degli interessi generali del popolo italiano.

Non a caso alcuni analisti conformi al sistema, già da oggi iniziano a paventare il pericolo di una formazione politica di tipo Lepenista che intercetti le proteste dei cittadini e si sostituisca al Movimento 5 Stelle che era considerato (a ragione) come argine ad una protesta che poteva essere canalizzata e resa ininfluente se non per aspetti folcloristici. Questa analisi rivela quanto il movimento di Grillo fosse funzionale al sistema come valvola di sfogo per la protesta ma priva di efficacia politica.
Non potevamo dubitare di questo e, non a caso, avevamo notato come il movimento di Grillo fosse rimasto sempre assente nelle piazze ed estraneo dalle proteste sociali serie, quelle dei disoccupati, dei senza lavoro, degli espulsi dai processi produttivi che si erano rabbiosamente manifestate in questi ultimi mesi. Molto singolare tale atteggiamento per un movimento di protesta contro il sistema. Vedi: Casaleggio getta la maschera

Al contrario la Lega di Salvini si era ben inserita nelle proteste contro la mancanza di lavoro, contro l’annientamento delle categorie di lavoro autonomo (tasse record e studi di settore), contro l’immigrazione incontrollata ed i campi rom con il conseguente degrado, tanto che esponenti della Lega come Mario Borghezio si sono visti anche nelle proteste delle periferie degradate nell’area urbana di Roma.

Nei prossimi mesi la Lega deciderà come presentarsi a livello nazionale, superando la vecchia roccaforte padana ed impadronendosi dei temi del riscatto dell’economia del sud (dell’agricoltura in particolare), della difesa dell’identità nazionale, del rigetto dell’invasione clandestina ed altri complementari.

Salvini però dovrà guardarsi da un pericolo di sabotaggio interno, per una parte da coloro che , all’interno della Lega , sono collegati ad interesssi con l’establishment bancario e finanziario che preme per un” fronte dei moderati” e cercherà di mettere i bastoni fra le ruote di Salvini, per l’altra parte dalla macchina mediatica a cui si è sottoposto Salvini (con disinvoltura ed abilità ) ma che, inevitabilmente, cercherà di stritolarlo qualora  dovesse divenire  scomodo e non abbastanza accomodante con i detentori del potere economico.

Sarà una scommessa e se il movimento di Salvini riuscirà ad aprire uno spiraglio autentico nella piatta situazione politica italiana, imperniata sulle chiacchiere ed le cortine fumogene create dal fiorentino Renzi, pupillo della Merkel e dei potentati finanziari, tanto da creare nell’altro Matteo,” il milanese”, forti aspettative anche in settori di opinione pubblica sempre rimasti ai margini della politica ufficiale.

Nella Foto: Matteo Salvini con Alan Fabbri candidato della Lega alla Regione

*

code

  1. Anonimo 2 anni fa

    non è vero che grillo era assente dalle proteste di piazza. grillo era allontanato e cacciato dalle proteste di piazza come ad esempio durante gli scioperi e i cortei degli autobus di genova dove gli era stato intimato di allontanarsi dalla testa del corteo che non volevano politici tra i piedi. io stesso che son grillino sono sceso a roma coi forconi e tra di essi c’era scetticismo verso grillo e non avrebbero voluto lui o i 5stelle tra i piedi . non diamo a grillo colpe che non ha

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Redazione 2 anni fa

      Egregio amico,
      capisco il tentativo di voler giustificare Grillo ed il suo movimento ma a noi sembra evidente che non c’è stata da parte dei 5 S. una azione incisiva e diretta di protesta contro la dittatura di Bruxelles e dei potentati finanziari, in sostanza contro i veri poteri che stanno annientando l’Italia con la complicità della casta politica al governo. Al contrario l’atteggiamento di Grillo è stato ondivago e contraddittorio (vedi la tardiva posizione sull’euro). Ad esempio il 2 Ottobre c’è stata a Napoli la riunione di tutti banchieri centrali d’Europa,cioè di coloro che rappresentano le banche private che hanno il monopolio della creazione del denaro. Quale migliore occasione di essere in piazza e manifestare la propria opposizione? I 5 stelle non si sono visti. Troppo comodo e scontato manifestare soltanto contro la casta politica, in pratica i “camerieri” dei poteri forti.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. AlbertoMedici 2 anni fa

        Applausi a questo intervento, redazione.

        Rispondi Mi piace Non mi piace
        1. Redazione 2 anni fa

          Grazie Alberto per il tuo apprezzamento.
          Saluti

          Luciano Lago

          Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Werner 2 anni fa

    Non so se si può parlare davvero di successo elettorale per la Lega Nord, che in Emilia-Romagna ha certamente raddoppiato in termini di voti, ma almeno la metà di questi li ha sottratti a Forza Italia, che come abbiamo visto ha preso appena l’8%. Va detto soprattutto, che l’affluenza alle urne è stata del 37,67%, dunque molto meno della metà degli elettori emiliano-romagnoli é andata a votare.

    Indubbiamente, in una regione come l’Emilia-Romagna, da 70 anni dominata dal tumore politico rosso, il 20% dei voti per un partito come la Lega, é abbastanza ragguardevole. E comunque, se proprio vanno fatti dei confronti, tali confronti vanno fatti con le elezioni regionali del 2010.

    In detta competizione elettorale, l’affluenza alle urne fu al 68%, ed emerge come alle elezioni del 2014 il PD ha vinto col 44% dei voti, ma é come se ha subito una sconfitta, perché rispetto al 2010, ha registrato un calo di voti in valori assoluti enorme, da 857 mila a 535 mila, e su questo in una regione “rossa” ha certamente influito l’astensionismo di massa. Ma attenzione, anche la Lega ha avuto qualche calo: è vero che é passata dal 13% al 20%, ma in valori assoluti ha subito una contrazione di voti da 288 mila a 233 mila, dimostrazione di come essa ha beneficiato dell’enorme astensionismo e che ha strappato voti a Forza Italia, che quando era ancora PDL prese il 24% dei consensi che in valori assoluti furono 518 mila voti, e oggi si ritrova con l’8% pari a 100 mila voti.

    Sembrerà strano, ma in realtà il vero vincitore delle elezioni regionali in Emilia-Romagna é stato il M5S, che é cresciuto nei consensi sia in valori percentuali che in valori assoluti: dal 6% (126 mila voti) del 2010 al 13% (159 mila voti), non risentendo dunque della bassa affluenza alle urne, e che evidentemente ha strappato un paio di consensi al PD.

    Dunque la Lega ha aumentato i consensi solo perché la maggior parte dei cittadini non é andata a votare, e che a quanto pare sono in pochi in realtà ad abboccare al bluff salviniano, ma continuano a crescere coloro che abboccano al bluff grillino. Quel che é certo, é che comunque la Lega si appresta a diventare il primo partito della coalizione di centrodestra, e che a quanto pare Berlusconi dovrà mettersi da parte e lasciare il posto a Salvini nella leadership di tale coalizione.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Ares 2 anni fa

      Dunque vediamo un po di capire cosa intende il nostro caro Werner
      1) Visto che il M5S è l’unica voce fuori dal coro ovvero opposizione, la loro opera è ininfluente visto che SEL e LEGA fanno parte di una finta opposizione, perchè è un bluff ?
      2) Non mi pare che Grillo e Casaleggio siano al parlamento, hanno solo creato un movimento che in così poco tempo ha raggiunto traguardi impensabili visto la melma in cui opera.
      3) Alla fine credo che nessuno abbia da rimproverare l’operato di Di Maio, Di Battista, Taverna ecc…
      4) Tutti sempre a criticare o brontolare ma che soluzione proporrebbe lei ?

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. nessuno 2 anni fa

    Condivido pienamente l’analisi di Redazione, ho votato Grillo, ma mi ha deluso, non condivido la scelta di non partecipare ai dibattiti televisivi,dove quasi sempre le sparano grosse e denigrano il Movimento dicendo
    falsità e si guardano bene dal dire quello che veramente fanno,propongono,io sono informato perchè seguo
    il suo Blog, senza contradditorio si può dire o affermare tutto quello che vuole,

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Anonimo 2 anni fa

      io non capisco..deluso perchè i parlamentari 5s non vanno in TV?…ma sono pagati per andare in TV o per lavorare all’interno del Parlamento (cosa che sanno fare benissimo) ? Quì veramente siamo fuuori di testa!!!

      Rispondi Mi piace Non mi piace
    2. grazia 2 anni fa

      Quì siamo fuori di testa…..i parlamentari sono pagati per lavorare in Parlamento (cosa che il M5S fa alla grande) non per andare nei Tolk show, non capisco la delusione!

      Rispondi Mi piace Non mi piace