"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Elezioni Europee: opporsi all’Eurocrazia prima che sia troppo tardi

Renzi scende treno

di Luciano Lago

Si avvicina la data delle elezioni europee e inevitabilmente riscontriamo sui principali media la crescita impetuosa e sistematica dell’opera di manipolazione e disinformazione attuata per conto del partito unico dell’euro e della BCE. Questo partito annovera come suo esponente di punta il nuovo personaggio politico di facciata Matteo Renzi, propinato per 4/5 ore al giorno su tutti i teleschermi, il fiorentino saltella instancabile da un canale all’altro delle TV, ora per una conferenza stampa, ora per una inaugurazione, talvolta per una visita a qualche scuola , altre volte per una riunione di partito ma senza disdegnare di essere ripreso dalle TV mentre viaggia, mentre pontifica sul “nuovo corso “ della politica italiana, mentre sale su un treno e promette tagli alle spese eccessive, nuove prospettive, e nel frattempo “tuitta”, manda messaggi, parla, esorta, assicura che manterrà le promesse, lancia scommesse, ecc.. Sembrerebbe quasi un personaggio uscito da un film di Pieraccioni tipo “un fiorentino al governo” e non mancherebbero le attrici di immagine tra le affascinanti figure femminili del suo staff come la Boschi , la Moretti, la Picerno , la Madia, ecc.. Belle e brave anche a recitare il loro ruolo nel cast del film commedia italiana.


Dimenticatevi della Rosy Bindi o della Finocchiaro, adesso il palcoscenico della politica dell’immagine richiede figure femminili telegeniche ed accattivanti, per impressionare positivamente l’opinione pubblica. Lo richiede il marketing ed il consulente di Renzi della Mc Kinsey , l’israeliano Yoram Gutgeld, era stato molto chiaro: “devi darti un’aria giovanile “american style”, gli aveva detto, ecco quindi i jeans indossati sotto le giacche, l’abbigliamento casual, belle ragazze di contorno, immagine giovanile dinamica ed accattivante.

Sembrerebbe una delle tante commedie all’Italiana o “cinepanettoni” che ci vengono proposti dal cinema nazionale ma purtroppo non si tratta di un film, anche se così sembrerebbe, si tratta della realtà della politica italiana ridotta a sceneggiata mentre altri, al di fuori di questo paese, prendono le decisioni che contano.
Gli argomenti che vengono utilizzati per appoggiare la campagna pro euro e pro BCE sono tutti i soliti luoghi comuni che enfatizzano “l’Europa come ineluttabile destino” e fattore di progresso, indifferenti al fallimento evidente delle ricette politiche europeiste, piuttosto puntano a terrorizzare gli italiani per la possibilità che prevalga lo schieramento degli euroscettici e dipingono scenari foschi, per una eventuale uscita dall’euro, quali svalutazioni dl 60/70 % della moneta, dei risparmi, pensionati alla fame, inflazione tipo argentina, ecc.. In pratica le solite argomentazioni del terrorismo ordoliberista che predica la preminenza dei mercati e della globalizzazione sugli interessi nazionali e sui diritti dei popoli.

Tutte falsità smentite da economisti ed analisti internazionali di chiara fama, quali Jacques Sapir in Francia, dal prof. Nino Galloni, Antonio M. Rinadi in Italia, procedura di uscita dall’euro consigliata persino da uno dei padri fondatori dell’euro come l’ex commissario della UE Fred Bolkestein, il quale parla di un evidente “fallimento dell’euro”, per non parlare di alcuni premi nobel per l’economia come Joseph Stigliz o il greco C. Pissarides ed una quantità di altri personaggi qualificati che sarebbe lungo elencare.

Certamente i problemi per una procedura di uscita esisterebbero ed il percorso non sarebbe agevole, meglio però del disastro in cui la moneta straniera imposta ai paesi europei ha gettato Nazioni una volta prospere come la Spagna e l’Italia e la stessa Francia. I propagandisti del partito unico dell’euro e della BCE dimenticano di informare il pubblico che l’Italia, paese della piccola e media industria manifatturiera, ha già perso il 25% delle sue aziende, chiuse, fallite o localizzate con grande vantaggio per l’industria tedesca concorrente. Queste imprese non torneranno più a produrre in Italia.
I telegiornali delle televisioni di regime si guardano bene dall’informare gli italiani che, mentre il fiorentino saltella da un programma all’altro promettendo 80 euro in busta paga, una generazione di giovani ha perso qualsiasi prospettiva di lavoro, mille aziende al giorno continuano a chiudere ed il potere d’acquisto delle famiglie italiane è tornato indietro di venti anni, grazie all’euro ed alle politiche folli di austerità imposte dalla troika di Bruxelles attraverso i suoi fiduciari.

D’altra parte chi vive nelle zone degli ex distretti industriali di Vicenza, di Pordenone, di Sassuolo o di Treviso, queste cose le sa bene, basta gettare lo sguardo sul panorama circostante delle centinaia di capannoni industriali chiusi e sarà difficile che si lasci incantare dalla propaganda. Quindi vi è una possibilità concreta che, nelle elezioni europee prossime, possa prevalere una ondata di euroscettici e questo preoccupa non poco l’oligarchia tecno finanziaria che gestisce le istituzioni europee.
Questo spiega la massiccia campagna di propaganda con spot in TV e trasmissioni fatte apposta per diffondere i concetti del conformismo europeista e del “pensiero unico” con in prima fila come sempre gli esponenti del partito unico trasversale tra destra e sinistra e gli intellettuali impegnati ed i presentatori compiacenti.
Per quanto riguarda il valore effettivo di queste elezioni, bisogna considerare che In realtà il Parlamento Europeo, una istituzione prestigiosa quanto dispendiosa, con due mega sedi a Bruxelles e Strasburgo, non è che abbia delle funzioni incisive poiché i veri poteri decisionali spettano al Consiglio ed alla Commissione europea, non eletti da nessuno (guarda caso) ed il Parlamento E. può esclusivamente fare interrogazioni ed interpellanze a questi organismi che prendono però le loro decisioni autonomamente ed a porte chiuse.
E’ la Commissione Europea quella che impone le direttive sulle politiche economiche e di bilancio dei vari Stati e supervisiona le manovre finanziarie (in particolare dei paesi indebitati come l’Italia, la Spagna, il Portogallo e la Grecia) mentre le politiche monetarie sono decise dalla BCE, una banca il cui capitale è di proprietà di altre grandi banche internazionali (guarda caso). E’ sempre la Commissione Europea quella che può decidere la politica estera dell’Unione e con la sua politica avventata può persino trascinare in guerra i paesi europei, come si è visto nel caso dell’Ucraina.
La stessa Commissione europea può decidere le politiche agricole e quelle della pesca e, con le sue decisioni avventate, come ad esempio quella di aprire il mercato europeo alle importazioni agricole da Marocco e Tunisia, può mettere in ginocchio l’agricoltura di paesi mediterranei come l’Italia e la Spagna. Cosa che sta puntualmente avvenendo nel disinteresse dei media con gravissime conseguenze per gli agricoltori del sud Italia.

L’Unione Europea risulta un meccanismo ben congegnato e predisposto per sottrarre qualsiasi sovranità agli Stati nazionali e quindi ai popoli. Un bell’esempio di democrazia autoritaria guidata da interessi esterni.
Tuttavia sarebbe un segnale importante se un grosso gruppo di eletti fossero di appartenenza al fronte euroscettico che va dalla Marine Le Pen in Francia al Winders in Olanda, allla Lega di Salvini o al 5 Stelle di Grillo (?) in Italia ed altri gruppi simili in Austria ed negli altri paesi.
Un forte gruppo anti eurocrazia nel Parlamento europeo potrebbe forse mettere in questione le decisioni della Commissione europea e potrebbe richiedere ad esempio una revisione dei trattati europei come Mastricht, Lisbona, il Fiscal Compact ed il MES/ESM, approvando delle mozioni e delle interpellanze. In caso di rifiuto della Commissione, allora quanto meno il gioco antidemocratico e di subalternità ad interessi esterni della Commissione Europea sarebbe palese e la propaganda del fronte del partito unico dell’euro non basterebbe a nascondere l’essenza autoritaria di questo mostro burocratico che si chiama U.E., paragonato a ragione da un intellettuale russo ex dissidente, Vladimir Bukowskij, come la nuova Unione Sovietica in Europa. Vedi dall’URSS all’Unione Sovietica Europea

Tuttavia siamo convinti che l’alternativa al sistema dell’euro ed alla eurocrazia di Bruxelles e Francoforte, venduta agli interessi del grande capitale finanziario, non passa da una possibile opposizione all’interno del Parlamento Europeo ma si può realizzare nelle piazze, nelle lotte sociali, nelle realtà locali, nel sabotaggio delle decisioni dei governi succubi dell’eurocrazia, con la disobbedienza civile, fiscale e con lo sciopero di tutte le maestranze contro la privatizzazione dei servizi pubblici.
Se i popoli vogliono sottrarsi ad un avvenire di paesi neo colonizzati, di società multirazziali grazie all’arrivo di masse di manodopera africana per rimpiazzare quella europea che non accetti il regime imposto dei bassi salari, quelli da terzo mondo, dello sfruttamento della mano d’opera, della miseria generalizzata per il profitto dei gruppi finanziari e delle multinazionali, allora si deve prendere coscienza che è necessario avviare una lotta dura e senza quartiere, smascherando il piano di asservimento delle centrali di potere dominanti, prima che sia troppo tardi.

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  1. Werner 3 anni fa

    L’articolo (il cui contenuto condivido appieno) dice chiaramente che andare a votare per le europee é inutile in quanto a sua volta é il parlamento europeo ad essere inutile – ma soprattutto dispendioso – in quanto a decidere le politiche criminali dell’UE é la commissione europea, cioè un gruppo ristretto di burocrati legati ai poteri forti internazionali.

    Quindi la vittoria a queste elezioni di un determinato fronte anziché un altro, sarà solo un mero dato statistico, nonché irrilevante per quel che concerne le politiche comunitarie. Questi europarlamentari (la gran parte dei quali sono persone che di politica non capiscono una beata mazza, Zanicchi docet), sono lì messi per votare tutte le decisioni prese dalla Commissione europea.

    L’unico modo per far cadere l’Unione Sovietica Europea, é quella di una rivoluzione dal basso all’interno dei singoli paesi europei che consenta ai cittadini di prendere il potere, e solo una volta giunti al potere possono sovvertire la situazione.

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    1. Luciano Lago 3 anni fa

      Ribadisco il concetto che, a mio avviso, le elezioni europee, qualunque ne sia l’esito, non potranno cambiare comunque l’assetto di potere dell’Unione Europea poichè di fatto preventivamente “blindato” per non essere sottoposto ad un giudizio dei popoli. Chiarito questo aspetto, non nego che un risultato eclatante del fronte anti eurocrazia ( in particolare del FN della Marine Le Pen e di altri) potrebbe essere un segnale forte della contrarietà dei popoli alle politiche della UE e questo aumenterebbe il distacco dei vertici dell’eurocrazia dal sentire popolare con un chiaro effetto di delegittimazione. Come già affermato nell’articolo, un vero cambiamento o, meglio ancora, una rottura con l’equilibrio esistente, dovrebbe partire dal basso, da un fronte sociale che si organizzi in forme antagoniste o rivoluzionarie, partendo da realtà locali.

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  2. Piero61 3 anni fa

    salve
    concordo in gran parte con Werner e, aggiungo, dovreste vedere la falsità, la sfrontatezza e l’ipocrisia criminale dei manifesti del PD: gigantografie con foto di “persone comuni” e lo slogan. ce lo chiede Giovanna…ce lo chiede Franco…ce lo chiede Alvaro…quanta malafede

    saluti
    Piero e famiglia
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    con la Russia e con Putin – in BOD we trust

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