"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Elezioni 2014: nessuno stupore

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di Lorenzo Lipparelli

Guardando il mondo al contrario, come sarebbe giusto scrutarlo sempre in quest’epoca, i risultati delle elezioni non stupiscono. In un mondo cui tutto si è trasformato da natura a contra natura, in cui la guerra è diventata pace, la dittatura oligarchica democrazia, la giustizia sopraffazione, la libertà costrizione piscofisica, la patria bandiera tricolore, l’amore sesso, l’amicizia interesse, l’economia finanza, nulla può analizzarsi su un piano logico.

L’operazione-Renzi, colmata oggi dal primo obiettivo raggiunto (sgonfiare-attenuare il M5S) ne è l’esempio altisonante. Evidenzia la manipolazione del pensiero cui i cittadini sono oggetti inanimati.

Tali elezioni dovevano corrispondere ad un voto di giudizio e di merito sulle misure “economiche” applicate dall’Europa (tralasciamo la vera natura finanziaria del progetto-euro) dall’inizio della crisi a oggi da parte della popolazione europea, si sono palesate, invero, come competizione sterile tra personaggi il cui dibattito è risultato privo di idee, almeno in Italia. Lo stesso M5S che pure aveva i sette punti (alcuni inattuabili dal Parlamento europeo) si è lasciato trascinare, sopratutto a causa di Beppe Grillo, dal giogo Mass-mediatico renziano-berlusconiano – che al contrario non avevano e non hanno alcun punto o programma, dicendo in maniera complementare la stessa cosa, da sempre – convinto di essere in totale ascesa ha perso di vista l’obiettivo, i contenuti, ha cominciato a partecipare ignaro allo stesso gioco del sistema, arrivando a rappresentare il “Terrore di Robespierre” per i poveri anziani e lo strillatore di professione per l’elettorato medio-adulto.

Ciò viene dimostrato dal risultato della Lega che non lasciandosi influenzare dalle beghe interne a tirato dritto sull’unico punto – “no euro” – ed è stata premiata.

Oltre a sbagli prettamente politici e comunicativi, c’è da sottolineare il totale asservimento della stampa e della tv nazionale al neo premier. Sin dall’insediamento hanno più volte mentito, mascherato, modificato, sviato su quelli che erano i fatti (dalle province, ai tagli, alle riforme strutturali entro certe date, e via dicendo) incanalando l’attenzione sullo ‘psicologico’, che si è manifestato nell’aspetto-immagine; ossia Renzi che impersonifica il nuovo, la speranza, la costruzione e Grillo che impersonifica il cattivo, la rabbia, la distruzione (andando da Vespa per dimostrare di non essere un “mostro” ha dimostrato esattamente il contrario, non tanto per l’intervista che di per sé era abbastanza superficiale e confusionaria, quanto per il fatto stesso di esserci andato).

Ma il sistema è questo, funziona così, non stupisce affatto. Stupisce semmai che la maggior forza d’opposizione, anti-sistema, se ne sia dimenticata, illudendosi di cavalcare il corsiero vincente prima di oltrepassare il traguardo.

Ma la questione da analizzare con preoccupazione è: dopo venti anni di regime Berlusconiano-democratico, dopo tre governi non eletti da nessuno, dopo una crisi che acuisce sempre più le diseguaglianze sociali e non vede miglioramenti, dopo manovre finanziarie che hanno azzerato qualsiasi diritto, dagli esodati ai senzatetto, dopo scandali di ogni tipo, 18 Regioni inquisite, più di 500 consiglieri regionali inquisiti, una classe politica-imprenditoriale collusa e omertosa, che vanta una lista eterna di condannati, imputati e indagati che tra frodi, segreti di Stato, scudi fiscali, condoni, trattative, ha svilito l’Italia di tutte le sue bellezze e grandezze, facendola divenire piccola colonia americana (uno dei tanti negozi del centro commerciale europeo) derisa dall’intero globo, sperperando risorse, soldi e tempo per grandi opere inutili, distruggendo paesaggi meravigliosi solo per saturare l’ego di chi ne concepisce lo scempio, dopo tutto ciò, la risposta della massa italica votante è: credere e sperare. Ma in cosa e in chi? O meglio, perchè? Massimo Fini ricorda spesso le seguenti parole di Gaetano Mosca: “Cento che agiscono sempre di concerto e di intesa gli uni con gli altri trionferanno sempre su mille presi uno a uno” .

Fonte: L’intellettuale Dissidente

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