"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Educazione omosentimentale’: la Francia blocca il programma in asili e scuole, l’Italia va avanti

gay allegro

Avanza inarrestabile l’ideologia relativista  dalla TV alle scuole  per “educare” le nuove generazioni al “pensiero unico” dominante

Roma/Parigi,  – L’allievo ha superato il maestro: mentre in Francia l’iniziativa di boicottaggio dei programmi di socializzazione di massa all’ideologia gender  innestati nelle scuole, ottiene i suoi risultati con il ritiro dei suddetti programmi, che non procederanno oltre la sperimentazione, in Italia la fiaba gay-friendly per gli asili “Il segreto di papà” è già diventato un best seller.

L’ex militante dell’estrema sinistra francese di origine algerina Farida Belghoul, oggi leader del Movimento Antigender e promotrice del progetto “Journée de Retrait de l’Ecole” che prevede di tenere i propri figli a casa senza scuola un giorno al mese per protesta, si ritiene soddisfatta di questa prima vittoria. Farida inoltre esorta tutti gli europei a mobilitarsi contro questo tentativo dei governi, a livello mondiale, di «destrutturazione dell’identità sessuale» dei bambini che, secondo lei, porterebbe alla barbarie provocando nei bambini la perdita di tutti i punti di riferimento.

In effetti, nelle scuole di mezza Europa è in corso una rivoluzione silenziosa antropologica, che i più stanno trascurando: col pretesto di prevenire bullismo e discriminazione sessuale, come se negli asili e nelle scuole ci fossero violenti atti di stampo sessista o omofobo, si è arrivati alla messa a punto e all’esecuzione del programma di strategia nazionale ‘anti-omofobia’. Il documento, approvato all’epoca del governo Monti da Elsa Fornero, allora ministro del Lavoro con delega alle Pari Opportunità, prevede una serie di «percorsi innovativi di formazione e aggiornamento per dirigenti, docenti e alunni sulle materie antidiscriminatorie, con particolare focus sul tema Lgbt» con la collaborazione di 29 associazioni del mondo Lgbt finanziate dai contribuenti.

In un periodo storico in cui gli alunni devono portarsi la carta igienica da casa, il governo Renzi-Alfano promuove e finanzia la cultura del Gender per una spesa pari a 10 milioni di euro. Tra i punti focali espressi nel documento c’è il compito di esortare bambini e ragazzi al “coming out” – ovvero dichiarare apertamente la propria omosessualità – e quello di introdurre il concetto di identità di genere lasciando che siano i bambini stessi a scegliere a quale sesso appartenere in base a come si “sentono” e non più sulla base di un dato naturale e imprescindibile come il sesso biologico.

Un altro punto è anche l’introduzione della letteratura omosessualista a scapito della letteratura classica “sessista”. Tutto ciò per superare gli stereotipi educativi che, come scriveva Mario Mieli, filosofo omosessualista e icona gay, “educastrano” i bambini non permettendo loro di “amare” e fare sesso con qualsiasi creatura animata e inanimata presente sulla terra.

Un luogo comune ci porta a pensare che “questo in Italia non avverrà mai perché noi abbiamo il Vaticano”. Tutto questo non solo è già successo producendo danni e vittime incolpevoli, ma, senza una mobilitazione nazionale, a breve, dopo il biennio di sperimentazione 2013-2015, tutto ciò diventerà legge. In Italia sono numerose le scuole di ogni ordine e grado che hanno iniziato a sposare questi progetti e molte inizieranno nel nuovo anno scolastico 2014-2015.

In un istituto tecnico in provincia di Reggio Emilia, l’Arcigay ha sostenuto un’ora di lezione durante il normale orario scolastico contro l’omofobia distribuendo dei volantini a tutte le classi, dalla prima alla quinta,nei quali col pretesto di educare alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, vengono descritte e disegnate le pratiche sessuali degli omosessuali. In una scuola elementare di Roma invece, alcune maestre hanno dato il via a delle lezioni in cui si insegna ai bambini la masturbazione. A questo punto, è lecito parlare di pornografia e nel secondo caso di pedopornografia?
E ancora, in alcuni asili si stanno facendo giocare i bambini con le bambole e le bambine con giochi prettamente maschili. In altri invece i bambini si scambiano i vestiti, indossando quelli dell’altro sesso e sperimentando giochi di ruolo di genere.
Ma tra gli accadimenti più eclatanti spicca quello avvenuto ad aprile in un noto liceo della Capitale, il Giulio Cesare, dove ai ragazzi del ginnasio sono stati letti alcuni passaggi del libro “Sei come sei” di Melania Mazzucco con il compito, da parte degli insegnanti, di leggere tutto il libro e svilupparne poi un tema. Nel libro vengono descritte esplicitamente scene di sesso come ad esempio un rapporto orale omosessuale nel bagno di uno spogliatoio: omissis

Un’altra scena affronta invece il tema della procreazione assistita, descrivendo il momento in cui l’omosessuale si trova in clinica : omissis
Questo racconto in particolare ha provocato repulsione in una ragazzina che non è riuscita a proseguire la lettura. L’avvocato Gianfranco Amato, presidente di Giuristi per la Vita, si è occupato di questo caso e della sensibilità violata di questa ragazza, proponendo tramite il senatore Giovanardi un’interrogazione parlamentare per chiedere conto di quanto avvenuto, recitando nell’aula di senato alcuni passaggi scabrosi del libro in esame. Ciò non solo non è stato possibile ma al senatore non è stato permesso neanche di presentare l’interrogazione parlamentare in quanto negli uffici preposti gli è stato contestato il linguaggio utilizzato, non consono all’articolo 146 del Regolamento del Senato per l’utilizzo di termini sconvenienti e osceni. Ciò significa che un contenuto e un linguaggio osceno per un’aula di Senato, non lo è per un’aula di ginnasio, tuttavia lo stesso Senato ha avallato questo progetto del quale allo stesso tempo si vergogna e per il quale prova sdegno. C’è qualcosa che non va.

E la cosa ancora più grave è che i genitori non sono stati messi al corrente di queste iniziative quando invece il Patto di corresponsabilità educativa tra genitori e famiglia, recita proprio che gli insegnanti hanno l’obbligo di “rendere noto agli alunni e ai genitori il proprio progetto formativo e riferire relativamente alle diverse attività che si promuoveranno nel corso dell’anno scolastico” e che i genitori hanno la priorità educativa sui propri figli rispetto allo stato.
Inutile dire che questi progetti favoriranno l’emergere di danni e traumi psicologici tra le nuove incolpevoli generazioni e che è necessaria a questo punto la presa di consapevolezza da parte di tutti in uno Stato in cui “la realtà non è quella che accade ma è quella che il potere vuole che tu pensi che accada”.

Marta Stentella*
*psicologa clinica e forense

Fonte: Il Primato Nazionale

 

 

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