"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Ecco quello che sta succedendo in Yemen

La foto mostra la protesta svoltasi tre giorni fa  a Sana’a, capitale dello  Yemen, fatta da circa 1 milione di persone contro la guerra che Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti stanno conducendo contro di loro da due anni.
New York Times e Washington Post non hanno riportato la cosa  (tanto meno i giornali e le TV italiane). Entrambi però (giornali USA e media italiani) hanno ampiamente riportato una dimostrazione di 8.000 persone a Mosca, guidata dal ultra-razzista ultranazionalista antisemita Alexey Navalnyy . Navalny, che ha meno dell’1% dei consensi in Russia, è la loro grande e vana speranza di sostituire Putin.

La guerra allo Yemen è stata lanciata come atto di forza saudita: non può esserne la ragione ufficiale ma è l’unica che ha senso. Gli Stati Uniti si accodano non si sa bene perché:

Due anni fa è stato pubblicato un comunicato stampa sul sito web del Consiglio per la Sicurezza Nazionale: la mattina dopo, al generale Lloyd J. Austin, comandante del Comando Centrale statunitense, è stato chiesto il perché del sostegno americano. La sua risposta lo descrive perfettamente: “Attualmente non ne so gli obiettivi specifici, per stimare le probabilità di successo dovrei prima conoscerli”. A parte sganciare armi indiscriminatamente, ancora oggi gli obiettivi non sono chiari.

I sauditi sostengono che la loro coalizione ha finora sganciato 90.000 bombe: fa 123 bombe al giorno, 5 ogni ora, tutte senza alcuna ragione. Peraltro non hanno avuto molti effetti: l’alleanza Houthi-Saleh, che i sauditi combattono, dice di aver distrutto 176 mezzi corazzati, 643 MRAP, 147 carri armati da combattimento, 12 elicotteri apache, 20 droni e 4 aeromobili. Sono stati anche lanciati 109 missili balistici tattici. Molti di questi (certamente esagerati) successi sono avvenuti su suolo saudita: il suo deserto del sud, infatti, non protegge l’Arabia Saudita, ma ne scopre il fianco ad attacchi.

Gli Stati Uniti forniscono pianificazione, intelligence, spazio aereo e munizioni ai bombardamenti sauditi. Senza il sostegno americano questa guerra non ci sarebbe affatto.

Le Nazioni Unite dicono che le vittime sono solo 5.000. Altri parlano di 7-8.000. Numeri risibili: un attacco saudita, su una sala funebre a Sanaa, da solo ne ha fatti fuori più di 800. Ormai i morti reali sono forse più di 100.000. Soprattutto nel nord-ovest dello Yemen, lungo il confine saudita, ogni singola città è stata bombardata. Dove sono le persone che un tempo vivevano lì?

I sauditi hanno semplicemente minacciato l’ONU di bloccare i fondi se uno qualsiasi dei suoi sforzi di soccorso, dovesse  fare clamore: le Nazioni Unite si sono piegate al ricatto.

Effetti bombardamenti nello Yemen

Lo Yemen sta morendo di fame. Anche prima della guerra, il 90% degli alimenti di base era importato. Da allora, i sauditi hanno bombardato ogni impianto di produzione alimentare e tutti i ponti più grandi sono stati tagliati. Non c’è più alcun modo di importare cibo a Sanaa ed in altre aree assediate. Nel porto di Hodeida , sulla costa ovest, ci sono alcuni sforzi ufficiali di soccorso, ma troppo piccoli. Il porto stesso, controllato dall’alleanza Houthi-Saleh che i sauditi vogliono sciogliere, è bloccato sul lato marittimo. La marina e l’aviazione saudite distruggono tutte le navi che cercano di transitarcu in entrata e in uscita . Alcune navi di soccorso ufficiali sono autorizzate a passare, ma hanno difficoltà a scaricare. Tutte le grandi gru nel porto sono state distrutte da attacchi aerei.

Per far morire di fame tutti i 17 milioni di yemeniti, il porto deve essere chiuso del tutto. Per questo E.A.U. e sauditi vogliono occuparlo. I combattimenti in zona portuale sono una buona scusa per chiuderlo per sempre, fino a che non ci saranno più superstiti a Sanaa.

Il Pentagono sta ora chiedendo carta bianca per aiutare ad occupare il porto di Hodeida. Perché gli Stati Uniti dovrebbero farlo? Il motivo è quello di due anni fa:

Se non vengono prese decisioni in fretta, ha detto un alto funzionario dell’amministrazione, “abbiamo paura della situazione” che può montare in Yemen, “ed i nostri partner potrebbero agire comunque. Non saremo in grado di comprendere le conseguenze sulle nostre operazioni antiterrorismo“.

Quindi, se gli Stati Uniti non “aiutano” (leggi “organizzano”) a chiudere l’ultima fonte di cibo per milioni di yemeniti assediati dai sauditi, allora potrebbe non essere in grado di capire che cosa questo comporti.

“Se non lo facciamo, non sappiamo le conseguenze”: proprio una buona regione per intervenire…

Fonte: Moonofalabama.org

Traduzione:  Manuel De Silva

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  1. Mardunolbo 5 mesi fa

    Mi vergogno di non poter aiutare la popolazione dello Yemen che sta soffrendo, come la siriana,l’attacco delle plutocrazie finanziarie mondiali !
    Possa lo Yemen, come la Siria, resistere fino al rovesciamento completo dei suoi persecutori, cui auguro una tempesta di fuoco che devasti le loro nazioni.
    I sauditi arrivano dal deserto, nati cammellieri, devono tornare ad essere cammellieri senza più un soldo derivato dallo sfruttamento del petrolio con la tecnologia importata dalle nazioni cristiane!

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  2. Giorgio 5 mesi fa

    Gli yankee sono a corto di fantasia?

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