"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

È possibile un Front National per l’Italia?

Le Pen Salvini

di Francesco Boezi

Se ne parla da molto: un fronte nazionale in salsa italiana che tenti di eguagliare i risultati dei cugini francesi con evidenti migliorie in campo elettivo. Lega Nord, Fdi-An, Casapound, La Destra, rappresenterebbero già, nel loro insieme, una percentuale elettorale significativa. Ma per creare una forza politica meno partiticizzata sarebbe anche necessaria una forte apertura agli ambienti culturali slegati dal pensiero unico e dai partiti tradizionalmente in maggioranza.

Durante le passate elezioni europee, in Italia, scattò la Marie Le Pen-mania. Da “destra”, nello specifico, ci si affrettò a tentare di cavalcare la tigre che da oltralpe si apprestava a raggiungere un ennesimo risultato elettorale significativo e consolidante. La situazione storica-politica in Francia è diversa dalla nostra ma non meno complessa, la legge elettorale è ben più arginante (il doppio turno e la soglia di maggioranza altissima hanno da sempre penalizzato il Fn) e pur raggiungendo ormai stabilmente la doppia cifra, gli eletti del Fronte in Parlamento restano sempre molto pochi. Neppure due mesi fa, a riguardo, è stata salutata come una vittoria storica l’entrata in Senato di due parlamentari: “Non ci sono più assemblee in Francia a cui non abbiamo accesso , non resta più una sola assemblea in cui non ci sia un patriota” ha dichiarato la Le Pen a fine Settembre scorso.

Una formazione elettoralmente fortissima che ha profondamente segnato il dibattito politico in Europa, con un numero di eletti nelle istituzioni inferiore alla decina. E questo già potrebbe essere, in terra nostra, un elemento di riflessione. La differenza sostanziale del progredire elettorale del Fn e la discesa nei consensi di quelli che da noi dovrebbero essere le formazioni similari, è probabilmente da ricercare nel coraggio che Jean-Marie Le Pen, fondatore e padre di Marie, ebbe nell’affrontare la cosiddetta ” traversata nel deserto”, ossia la mancanza di rappresentanti nelle istituzioni per decenni, pur di non scendere mai a compromessi con l’ Ump e con l’universo liberale francese.

Questa scelta, nel tempo, sta pagando e molto.

Alleanza Nazionale e Lega Nord hanno perso la loro “verginità politica” nella partecipazione ai governi Berlusconi, ” macchia” che in un quadro caotico come quello attuale non aiuta le rispettive formazioni a ridarsi un aspetto di nuova fattura, per quanto sia la Meloni sia Salvini ci stiano parzialmente riuscendo.

In Francia, adesso, si sta viaggiando di corsa verso le prossime presidenziali con Hollande e i socialisti che sembrano totalmente allo sbaraglio, l’ Ump è in crisi ma paradossalmente favorito anche grazie all’azione della Le Pen sull’elettorato popolare francese ( parecchi voti solitamente socialisti pare si stiano spostando) e appunto il Front National, sfavorito su carta a causa della legge elettorale ma comunque primo partito in termini nazionali ( 24,85% ).

Le previsioni degli esperti dicono che il prossimo Presidente francese sarà Alain Juppé, sindaco di Bordeaux, neogollista e non infognato in vicissitudini di carattere giudiziario come Sarkozy, il cui ritorno non è però da escludere aprioristicamente. In ogni caso, la Le Pen, si troverà a giocare una partita storica: probabilmente per la prima volta nella storia di Francia il Fn avrà la possibilità concreta di essere protagonista nelle praticamente contemporanee elezioni legislative e presidenziali.

Venendo alla situazione di casa nostra, verrebbe da chiedersi come sia possibile una frammentazione siffatta, dato l’esempio francese e data una legge elettorale che, patto del Nazareno o non patto del Nazareno, consentirebbe un numero di eletti veramente significativo e potenzialmente più innovativo dell’infornata dei 5 Stelle di qualche anno fa. Se ne parla da molto: un fronte nazionale in salsa italiana che tenti di eguagliare i risultati dei cugini francesi con evidenti migliorie in campo elettivo. Lega Nord, Fdi-An, Casapound, La Destra, rappresenterebbero già, nel loro insieme, una percentuale elettorale significativa. Ma per creare una forza politica meno partiticizzata sarebbe anche necessaria una forte apertura agli ambienti culturali slegati dal pensiero unico e dai partiti tradizionalmente in maggioranza.

Il progetto più in auge è quello di Salvini con la ” Lega dei Popoli”, una sorta di lungo braccio che permetterebbe ai movimenti autonomisti e non del centro-sud di essere rappresentati da Salvini stesso in coalizione, però, con la Lega Nord che in questo modo non si snaturerebbe e non perderebbe, secondo la strategia salviniana, il suo attaccamento territoriale e la sua base militante. Tralasciando per un attimo il futuro assetto partitico e la sua evoluzione,sembra di poter dire che sarà necessario ,in caso di proposizione di una formazione del genere, fare alcuni passi in campo valoriale e programmatico non da poco.

Anzitutto andrebbe abbandonata la dicotomia destra/ sinistra. La Le Pen è stata maestra nel saper abbandonare l’immagine austera da partito estremista-populista e a fondare la sua azione sulle più attuali e logiche contrapposizioni politico-economiche : élites/popolo, dominati/dominanti, alto/basso.

I regionalismi, poi, padani o meno, sarebbero tendenzialmente poco giustificabili in un emisfero geopolitico che sta subendo, per prima cosa, la perdita di sovranità nazionale. Uno dei punti forti del Fn è il dialogo interreligioso. Da noi, gli argomenti sugli immigrati, su Mare Nostrum e sulle politiche migratorie in genere anche riguardanti persone e popoli di fede diversa da quella cristiana, assumono ,a volte, toni eccessivamente beceri che andrebbero un po’ limati dalle forze in questione: un sano clima di sicurezza sociale non può essere promosso con la riproposizione mediatica della paura del diverso in qualsiasi sua forma. Servirebbe, poi, freschezza negli uomini e nelle idee e una ferma opposizione al neoliberismo imperante oltre che all’Ue, alla Bce e al meccanismo eurocratico.

Non solo sovranità nazionale, quindi, ma anche progettazione e propaganda di forti interventi statali tesi al ripristino di una sana economia sociale di mercato. Spazio elettorale per una formazione di questo genere ce n’è, Grillo e i 5 Stelle, con cui un ipotetico Fronte Nazionale italiano avrebbe solo interesse a dialogare, hanno dimostrato che i terremoti sono possibili. Un altro fattore determinante per la credibilità del tutto dovrebbe essere, infine, un reale svecchiamento della classe dirigente che liberi la scena dai residui degli anni 90′, in questo Meloni, Salvini e gli altri dovrebbero avere molto coraggio ma che alcuni elementi rappresentino più zavorre che valori aggiunti è palese a tutti. Un quadro di questo tipo è, ad oggi, abbastanza difficile da immaginare.

Ma se, ragionando per ipotesi, si prospettasse la formazione di un partito del genere, tanti sarebbero i passi da fare per liberarsi dai personalismi, dalle scorie ideologiche e programmatiche del 900′ e dal passato governativo più o meno recente delle forze in questione per una rivalutazione non tanto delle politiche apportate quanto del sistemico appoggio incondizionato a Berlusconi, al neoliberismo e allo pseudo bipolarismo contemporaneo che mai come in questi giorni si sta rivelando costruito ad hoc per far sì che nessun cambiamento concreto avvenga nella politica italiana.

Fonte: L’Intellettuale Dissidente

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  1. Antonio 2 anni fa

    Tutto possibile. Mi sa che siamo un po’ in ritardo. Mentre in Franci sono quasi al 30%, da noi si deve ancora iniziare, e intanto il mondialismo e la distruzione della societa’ continua a passi da gigante.

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  2. Hadrianum 2 anni fa

    E’ bene precisare che ci sono altri schieramenti, seppure extraparlamentari che hanno superato già da tempo la vecchia dicotomia destra/sinistra e che sulla carta sono sicuramente e storicamente più coerenti con quei movimenti che lei ha citato e che, a differenza delle “DESTRE” che lei ha citato nell’articolo le quali strizzano l’occhio troppo spesso all’Occidente, questa formazione NAZIONALE, NO!… non è LIBERALE peraltro… è: UNIONE PER IL SOCIALISMO NAZIONALE che MERITANO ad ampio spettro maggiore ATTENZIONE! …Grazie!!!

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    1. Redazione 2 anni fa

      Sicuramente esistono altre organizzazioni già molto più avanti nella contrapposizione al mondialismo ed all’ideologia neo liberista che prevale in Occidente. L’autore dell’articolo che abbiamo riportato, Francesco Boezi, mette in evidenza il processo di trasformazione che sta attraversando la nuova Lega di Salvini ed alcune formazioni della destra extra parlamentare. Permangono di sicuro molte posizioni contraddittorie all’interno di questi gruppi che andrebbero chiarite prima d poter costituire un “fronte unico”, per essere credibili. Si sa che la vecchia destra in Italia è fortemente inquinata da filo atlantisti e massoni.

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