"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

DRAGHI VARA LA FINE DELL’EURO: PERCHE’ RIMANERCI, SE L’ITALIA DEVE GARANTIRE DA SOLA L’ACQUISTO DEI PROPRI TITOLI?

RIUNIONE BCE

di Max Parisi

Francoforte – Il presidente della Bce ha annunciato ieri azioni specifiche della Bce per contrastare sia la deflazione che la crisi economica che si riassumono in due principali punti.

Il primo: la Bce varerà un programma di acquisto di titoli di stato delle nazioni dell’eurozona per l’importo di 60 miliardi di euro al mese fino al 2016 come minimo, ma anche dopo se non ci saranno miglioramenti. Il totale complessivo dell’operazione è di mille e cento miliardi di euro al minimo, di più in maniera indefinita se il quantitative easing dovesse continuare oltre il 2016.

Il secondo: il rischio sull’acquisto sarà solo marginalmente della Bce, cioè condiviso fra tutti gli stati che usano l’euro, il rischio principale è a carico delle singole banche centrali nazionali, con una percentuale dell’80% a carico di queste ultime e solo il 20% a carico della Bce. Questo significa che la “copertura” del valore dei titoli acquistati tramite questa colossale operazione di quantitative easing sarà per l’80% a carico delle nazioni i cui titoli di stato sono stati acquistati.

Bene, anzi. Malissimo.

E del tutto evidente che le decisioni della Bce sono state completamente assoggettate alla volontà della Germania, la quale non vuole per nessuna ragione condividere il rischio del QE con le altre nazioni che pur usano come lei l’euro.

In secondo luogo, che per quel che riguarda l’Italia è certamente primo e fondamentale, questa mossa della Bce scarica sul Tesoro italiano (dalle casse semi vuote) l’80% del rischio di utilizzare il QE, perchè per ogni acquisto di Btp o altri titoli al fine di monetizzarli, l’80% della “copertura” sarà a carico di Banca d’Italia, che dovrà attingere alle proprie riserve per garantirli. Una follia.

L’aspetto davvero drammatico della decisione della Bce consiste nella frammentazione dell’euro, non più valuta unica europea, ma valuta assoggettata alle singole banche nazionali, che si assumono in prima persona il rischio di rendere liquidi – proprio in euro! – i rispettivi titoli di stato.

L’euro con la mossa della Bce, diventa una valuta asimmetrica, ma prima ancora, c’è da domandarsi: per quale motivo l’Italia deve continuare ad usarlo, visto che quando si stratta di rispettare le regole – volute dalla Bce – del Fiscal Compact e della vigilanza sul sistema bancario nazionale passato a Francoforte, l’Italia deve obbligatoriamente seguire le regole anche con costi altissimi, quando invece si tratta di ottenere liquidità dai propri titoli di stato, la Bce si chiama fuori e l’Italia se vuole se li deve comprare – praticamente – con i propri soldi?

Draghi, e con lui la Germania che si staglia potente alle sue spalle e ha imposto questo QE capestro, hanno di fatto offerto un motivo formidabile all’Italia per uscire dall’euro e non solo all’Italia, a tutti gli stati che avrebbero dovuto – finalmente – trarre vantaggi da questa operazione e invece si sono trovati con in mano un pugno di mosche.

Inoltre, per capire ancora di più quanto causi frammentazione la decisione della Bce presa oggi, basta aggiungere quanto Draghi ha spiegato al riguardo della Grecia: il quantitative easing varato oggi la Grecia lo potrà usare solo se rispetterà il diktat della Troika. Pazzesco. Questa non è una banca, è una piovra politico finanziaria che vuole dominare l’Europa obbligando i popoli a fare quel che la Troika impone loro di fare. La fine dell’euro non è mai stata così vicina come oggi.

Da notare che:

L’11 gennaio scorso, il governatore della Banca d’Italia era stato molto chiaro al riguardo dell’allora già ventilata ipotesi che la Bce varasse un piano di acquisto di titoli di stato delle nazioni della zona euro. In caso di quantitative easing da parte della Bce, Ignazio Visco aveva dichiarato: ”i rischi devono essere condivisi dall’eurosistema”. Piu’ nel dettaglio Visco, intervistato da Die Welt, aveva respinto in toto la proposta del presidente della Bubam Weidmann perche’ ogni banca centrale si assuma il rischio dell’acquisto dei titoli del proprio paese. ”Se le banche centrali – spiegava – acquistassero titoli a carico del proprio bilancio la frammentazione finanziaria dell’area euro potrebbe tornare ad ampliarsi”. Per cui ”faremmo bene a mantenere le procedure che valgono per tutti i nostri interventi di politica monetaria e i rischi vanno condivisi dall’eurosistema nel suo insieme”. Ebbene, è accaduto quanto Visco non voleva accadesse. La ”frammentazione” della zona euro minacciata da Visco altro non è la fine della valuta unica europea, ed ora che Draghi ha fatto esattamente quello che il Governatore della Banca d’Italia segnalava essere un grave rischio, quella frammentazione diventerà realtà.

Fonte: Il Nord

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