"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Domande semplici, quasi naif, di economia … domestica

multinacionales grandes

di Roberta Clerici

Potrei essere ripetitiva, ma quando sento i politici in TV ripetere a tamburo  battente le solite frasi, ad ogni ora del giorno e della sera, mi chiedo perché nessuno dei giornalisti presenti abbia la voglia – o anche solo la curiosità – di fare delle domande che a me vengono spontanee.

Non parlo di domande colte o complesse, ma semplici e quasi banali.
Ad esempio:
1) quando i vari politici dicono che per far ripartire le produzioni bisogna far ripartire i consumi (frase onnipresente in ogni dibattito) a me viene spontaneo chiedere: a che pro, visto che oramai la merce che si vende in Italia è quasi tutta cinese o comunque importata? (vestiti, scarpe, accessori, mobilio).
2) Oppure quando i politici dicono che bisogna attrarre investimenti esteri, a me non è chiaro il beneficio che ne potremmo avere, visto che quando una nostra ditta storica finisce in mano straniera, tutti siamo consapevoli che si tratta di un altro passo nella svendita del paese.

Ora non dico che tutti i giornalisti debbano essere degli “outsider” professionisti d’inchiesta (anche perché nessun editore è disposto a pagare delle inchieste costose), ma le due domande sopra sono semplici ed intuitive e certamente i cittadini si meriterebbero una risposta o qualche spiegazione.

Per me è scontato che se un tizio straniero investe in Italia, il capitale ed il profitto poi se lo riporta a casa sua. Non vedo perché dovrebbe lasciarlo a noi. Elementare, mi sbaglio?

Per quanto riguarda la proliferazione di catene straniere di ogni genere, di proprietà di americani, tedeschi, francesi, svedesi e via dicendo (vestiti, arredamento, alberghi, ristoranti, supermercati, bar, bricolage etc), senza entrare nel dibattito relativo alla globalizzazione, è certo che molte di queste multinazionali assumono si personale, ma in genere lo cercano poco qualificato (e quindi poco remunerato) e per contro hanno l’effetto collaterale di spazzare via tutte le nostre piccole imprese, le nostre botteghe e con esse le nostre eccellenze ed i nostri mestieri.

Questo porta ad una desolazione anche di tipo geografico. Per capirlo basta vedere cosa è successo in pochi anni in zone specifiche, che oggi sono piene di aziende chiuse. Ad esempio: Como e Prato erano famose per il tessile, Cantù per i mobilieri, Parabiago per le scarpe, Sassuolo  per le ceramiche ed andando avanti ed indietro lungo tutto lo stivale, l’elenco diventa impietoso.

La domanda che sorge spontanea è: perché mai dovremmo agevolare questo processo e non al contrario contrastarlo? Perché vogliamo uniformarci a modelli Americani o Australiani, invece che puntare ad un modello diverso che tenga conto del nostro territorio e della nostra storia?

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Fino poco tempo fa il nostro paese viveva di piccola impresa ed era ricco di mestieri e professionalità che, distribuite per tutta la penisola, garantivano una sorta di benessere generalizzato, mentre oggi ci sono interi settori produttivi che hanno chiuso o che sono passati in mano straniera. Lasciando campo libero a tutte le multinazionali estere o nostrane, si distruggono i mestieri, i nostri sapori, le nostre eccellenze e si concentrano le ricchezze nelle mani di pochi, col risultato che agli Italiani restano giusto dei lavori da semplici commessi o al più di servizi. E perché mai dovremmo fare tutto questo?

La risposta più scontata è che la gente compra le cose dove costano meno, ma – analizzato tutto quanto sopra – io mi chiedo in soldoni: se un pantalone cinese costa 10 euro ed uno Italiano costa 40, alla fin della fiera- dopo che avremo pagato tutti i costi sociali della disoccupazione, dei fallimenti, delle casse integrazioni etc. – quanto realmente avremo pagato quel pantalone cinese?

Qualcuno ha mai fatto questi conti?
Mi chiedo perché in Tv, nei noiosi talk show, nessuno faccia  mai queste semplici domande?

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  1. Ares 2 anni fa

    Gran bella analisi…lei si chiede come mai in tv queste semplici domande non vengono fatte…chi gestisce e foraggia la tv pubblica ? Chi è il padrone delle reti merdaset ? Di chi è la7 ? La carta stampata con quali soldi tira la carretta visto che il crollo delle vendite è stato epocale ? Credo che la risposta sia evidente.

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