"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

“Dobbiamo far esplodere il sistema liberale”, l’intervista al politologo russo Dugin

Aggiunto da Redazione

Mosca, 6 giu – Alexandr Gel’evič Dugin (1962) è un politologo e filosofo russo, la cui fama – ad onor del vero – è più diffusa fuori dai confini nazionali che al loro interno, dove invece rimane circoscritta negli ambienti politici e militari. Ciò ha contribuito a distorcere, nel bene e nel male, la sua immagine, soprattutto da parte dei media occidentali che lo hanno elevato a “ideologo di Putin” ovvero a “Rasputin di Putin”, al di là di ogni effettiva influenza sulle scelte del presidente russo, tra l’altro mai accennata dal diretto interessato.

Dugin figura altresì nell’elenco delle personalità russe sanzionate dal governo statunitense alla stregua di un nemico pubblico. Studioso della Tradizione (tra i suoi riferimenti spiccano Guénon ed Evola, del quale ha curato la traduzione russa di diversi volumi) e della Konservative Revolution, è l’ideologo dell’euroasiatismo – ossia l’idea di una integrazione politica, economica e culturale tra i paesi dello spazio post-sovietico e di un ordine mondiale multipolare, non omologato culturalmente al liberalismo occidentale – e della “Quarta Teoria Politica”, con la quale propone il superamento degli schemi politici classici per stare al passo con le sfide imposte dalla post-modernità, ossia del totalitarismo del XIX secolo.

Spinti dal desiderio di approfondire questi argomenti senza il filtro del “tifo” favorevole o contrario degli organi di informazione terzi, abbiamo voluto confrontarci con Dugin in persona, il quale qualche giorno fa ci ha accolto nel suo ufficio moscovita salutandoci in un ottimo italiano.

-Prof. Dugin, la Quarta teoria politica da Lei enunciata si propone oggi come l’argine alla post-modernità di cui sono intrisi il pensiero e la prassi politica occidentali, in un’epoca in cui il modello liberale è imposto su scala mondiale sulle macerie delle dottrine marxista e fascista. In questo contesto, come la Quarta teoria politica si propone come alternativa alle teorie politiche già sperimentate?

La Quarta Teoria Politica si considera come anti-liberalismo perché individua in esso l’essenza della modernità. La modernità non era politicamente definita prima della vittoria totale del liberalismo (prima teoria politica) sulle altre versioni della politica moderna. Anche il comunismo (seconda teoria politica) e il fascismo (terza teoria politica) erano ideologie politiche moderne basate sul concetto filosofico del “soggetto” cartesiano. Tutte le applicazioni di questo “soggetto” hanno creato le tre forme generali della filosofia politica: il soggetto, come individuo, è il centro ideologico del liberalismo; il soggetto, come classe, quello del marxismo e del socialismo; infine il soggetto, come Stato o come Nazione, era l’essenza del fascismo.

Il liberalismo, alla fine dello scorso secolo, si è imposto come l’ideologia che meglio rappresenta tutta la modernità. Il secolo passato è stato totalmente idealistico, perché era lo scontro tra le tre ideologie politiche; abbiamo assistito prima a due guerre mondiali per definire quale ideologia rappresentasse l’essenza politica e filosofica della modernità, e qui il fascismo, perdendo la guerra, ha perso la possibilità di esserlo. Poi venne il contesto della Guerra Fredda che era lo scontro tra liberalismo e socialismo. Dopo il 1991 il liberalismo ha vinto totalmente e si è affermato come la sola possibile ideologia politica su scala mondiale: oggi abbiamo un sistema politico ed economico liberale ed un sistema culturale e filosofico fondato sull’individualismo.

Alexander Dugin

Come ha detto Fukuyama, “la storia del mondo è finita”, perché il liberalismo ha vinto, non ha più alternative e può quindi mostrare la sua natura totalitaria: questa è post-modernità. Il liberalismo si afferma quindi, entro un “sistema chiuso”, come l’emancipazione dell’individuo da tutti i legami con l’identità e con la collettività: è un processo che è iniziato con la “liberazione” dalle religioni, è proseguito con la “liberazione” dalla Nazione e poi dal genere sessuale ed, infine, verrà l’emancipazione dall’umanità stessa (transumanesimo post-moderno). Il liberalismo non è soltanto ideologia, ma è anche l’essenza degli “oggetti”, il centro della realità, l’assenza di ogni trascendenza.

Questo è il punto di partenza della Quarta Teoria Politica, che non accetta il liberalismo come destino inevitabile, vuole negare l’individualità, ma senza ritornare alle ideologie del passato che erano moderne e, in quanto tali, rappresentante allo stato più puro dal liberalismo. Riconosciamo questo risultato della storia ideologica della modernità, riconosciamo che il liberalismo ha vinto ed i motivi. Vogliamo allora opporre al liberalismo vincitore qualcosa che vada oltre alla modernità, auspicando il ritorno alla pre-modernità, al mondo tradizionale.

Dobbiamo però comprendere che non deve essere un “ritorno al tempo passato”, ma ai principi eterni della Tradizione che appartengono ad ogni epoca. Quando parliamo di “tradizione” abbiamo l’idea del passato, del vecchio, della reazione; la Quarta Teoria Politica però non è conservatorismo, ma è un appello all’eternità, nel cui contesto possiamo trovare la dimensione dell’uomo presente e futuro. Questa eternità è proprio ciò che viene negato dalla modernità e dal liberalismo. In questo ritorno alla pre-modernità ci può essere d’aiuto Heidegger con la sua critica del logos occidentale, moderno e pre-moderno; la pre-modernità di per sé non basta, perché quando viene concepita soltanto formalmente – e la Tradizione perde il suo senso eterno – è destinata a farsi superare dalla modernità, come già avvenuto quando ha perso il suo carattere esistenziale, vivente, ridotta ad una pura forma vuota senza contenuto sacro. Il ritorno al sacro deve essere concepito nel contesto heideggeriano come un nuovo inizio, da costruirsi intorno al concetto di Dasein: questo è la distruzione del concetto individuale in favore del fatto umano, concreto, pensante.

A proposito di Tradizione, Lei non ha mai fatto mistero di essere stato influenzato nel suo percorso teorico dall’opera di due grandi europei, René Guénon e Julius Evola. Qual è il contributo che il mondo russo può apportare per il recupero di una visione tradizionale della vita?

Ritengo che dobbiamo fare “esplodere” il sistema liberale per arrivare all’alternativa, perché nulla del presente corrisponde all’esempio che dobbiamo costruire; forse è questa è la ragione per cui per alcuni mass media occidentali sono “l’uomo più pericoloso del mondo”. Questa è la potenzialità rivoluzionaria del tradizionalismo di Evola e di Guénon, che erano i veri rivoluzionari; marxisti e socialisti sono “bambini” in rapporto alla grande rivoluzione spirituale, sociale, politica ed economica che dobbiamo realizzare noi rappresentanti della Quarta Teoria Politica.

Dugin – La quarta teoria politica

La validità del pensiero di Guénon e di Evola consiste nella formalità dell’opposizione tra la Modernità e la Tradizione. La loro intuizione più grandiosa è quella di concepirle come due forme, non come due fasi; due forme coesistenti, che possono essere scelte come modello di società e di vita. Per la Russia questa possibilità di scelta è importante, perché come russi conserviamo molti aspetti della società tradizionale: religione, famiglia, collettivismo organico. La Tradizione è la forma che possiamo scegliere oggi per difendere questi nostri valori.

Possiamo applicare questi principi alla politica, alla cultura, alla storia, conciliandoli con il tradizionalismo russo. Nella lotta per la difesa della nostra tradizione siamo solidali con altri popoli che lottano per la loro tradizione, perché abbiamo lo stesso nemico e lo stesso oppressore: la Modernità, che distrugge ogni società, la nostra come quella occidentale, quella islamica, quella indiana o quella cinese. È una lotta comune pur con valori diversi.

È sempre possibile opporre la Tradizione, come forma, contro la Modernità. Questa scelta si traduce anche nella realtà politica, e Putin gioca precisamente su questo. Quando c’è possibilità di scelta, la maggioranza del popolo russo, ma credo anche del popolo europeo, sceglie la Tradizione. I liberali però, con la loro maniera totalitaria di agire, impongono la Modernità non come una scelta ma come un destino: non si può non essere moderni.

L’insoddisfazione crescente verso le varie declinazioni della post-modernità si traduce, a livello politico, nell’emersione di movimenti cosiddetti “populisti” contro le élites che dettano l’agenda politica liberale (da lei definite “palude”). Da quanto Lei può osservare, questi “populismi” esprimono effettivamente una critica radicale al sistema liberale, per cui ci si può aspettare un effettivo cambio di paradigma, ovvero sono comunque immerse in esso e si risolvono semplicemente come istanze di correzione marginale, senza tuttavia una messa in discussione tout court?

Il populismo, come fenomeno post-moderno, è il rifiuto del liberalismo, ma si tratta di una reazione viscerale, “di pancia”, non intellettuale. Come un organo vivente reagisce a ciò che attenta alla sua vita, il populismo è la reazione immediata della società ancora vivente contro l’imposizione del liberalismo che uccide tutta la vita. Anche in questo fenomeno possiamo trovare una dimostrazione del Dasein: Heidegger scriveva « Dasein existiert völkisch ». L’uomo non può esistere senza il popolo: senza la lingua, senza la cultura e senza la tradizione, perché l’uomo è elemento del popolo ed il popolo è la natura dell’uomo. Tutto il contenuto dell’uomo è popolare. Dobbiamo comprendere allora il populismo come il risveglio del popolo che esiste e che si oppone alla metafisica della modernità, contro i concetti liberali dell’individuo e della società civile.

L’opposizione al liberalismo spiega anche perché il populismo declina facilmente verso “populismo di sinistra”, quasi-socialismo (Syriza in Grecia, Podemos in Spagna, Movimento 5 Stelle in Italia) o “populismo di destra”, quasi-fascismo (come Le Pen in Francia, AfD in Germania, Lega Nord in Italia). Ritengo però che il populismo non debba essere interpretato né dalla sinistra né dalla destra, perché altrimenti si cade nella trappola della modernità e si ripristina il circolo vizioso della storia: un’altra volta si creerebbe una società “chiusa” con il socialismo o il fascismo ed il liberalismo diventerebbe un’alternativa attraente. Questo occorre evitare, quindi il populismo deve essere inteso in senso puro, senza intromissioni “di destra” o “di sinistra”, come se fosse una reazione organica che deve essere coltivata intellettualmente. Il populismo è la forma grezza, primitiva, della creazione della cultura della Quarta Teoria Politica, di cui rappresenta l’argomento più importante della sua validità; esso deve essere letto nel senso del superamento del liberalismo e delle sue altre forme critiche moderne, e solo in questo senso può essere considerato uno strumento per affermare una totale alternativa al liberalismo ed alla globalizzazione. In questa lotta, i nemici del populismo sono le idee manipolate dallo stesso liberalismo: il neofascismo (come nel caso ucraino) ed il neosocialismo (come i movimenti finanziati da Soros); il populismo deve quindi opporsi a queste interpretazioni distorte “di destra” o “di sinistra”, perché da qui passa la differenza tra essere ostacolo al liberalismo oppure essere uno strumento del liberalismo stesso. Non basta dunque la raccolta del dissenso o il “voto di protesta”: bisogna che sia ben chiara, nella visione dei leader politici, la funzione storica del populismo.

Con Macron vediamo la situazione molto più chiara della post-modernità: lui rappresenta il liberalismo puro, globalista, oltre la destra e la sinistra, è l’Anticristo politico. Chi gli si oppone è di destra (Le Pen) o di sinistra (Mélenchon); ma il polo del populismo puro, che è il centro della Quarta Teoria Politica, sta tra Le Pen e Mélenchon. Anche in Italia bisogna trovare una “Quarta posizione”; personalmente credo che Salvini vada in questa direzione, anche se per ragioni di convenienza di propaganda politica, per non perdere il sostegno dei liberali “di destra” del Nord Italia, questo aspetto non sia accentuato.

A proposito di “populismi”, non si può non fare menzione del caso Trump. Benché la sua elezione sia stata contraddistinta da chiari proclami contro i dogmi liberali e mondialisti, i più recenti sviluppi del suo mandato sembrano invece suggerire una “normalizzazione” politica in atto. Ci troviamo di fronte alla consumazione di un tradimento delle aspettative, oppure è un prezzo che Trump deve necessariamente pagare nel breve periodo per poter lavorare “in profondità” nell’indirizzo da lui indicato sin dalla sua candidatura?

Trump, pur comportandosi talvolta in modo irrazionale, non può essere interpretato né come un perfetto liberale, né come comunista né come fascista. La sua visione sincretica e caotica del mondo denota del populismo; ma il “trumpismo” è più importante di Trump, perché è ciò che il popolo americano aspira ed ha voluto il Trump “trumpista”, non il Trump manipolato dal deep state, dalle strutture liberali e globaliste.

Trump ha dichiarato in campagna elettorale di voler cambiare il sistema, ma senza una volontà rivoluzionaria è impensabile vincere contro la palude liberale. Il sistema esistente non può essere migliorato cambiando le procedure o le élites, ma deve essere distrutto nei suoi principi. Questo è possibile soltanto attraverso la revisione totale della modernità, imponendo un’altra filosofia della politica, della scienza e della società. La via è comunque molto lunga e non evidente. Forse Trump sottostima la sfida di questa rivoluzione totale ed è per questo che occorre lavorare affinché altri leader abbiano i mezzi che a lui mancano.

In ambito europeo, il destino tracciato all’indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale è segnato dalla subalternità, politica e ideologica, e dall’incapacità (se non proprio dalla rinuncia) ad esprimere una propria dimensione. Un lungo “tramonto” che sembra ancora in pieno divenire. Quali sono gli imperativi che gli europei devono porsi, a livello politico e pre-politico, per riappropriarsi della Storia anziché subirla? Da dove passa, in altri termini, una nuova alba europea?

Bisogna concentrarsi sul concetto di logos europeo, come ho scritto in Noomakhia. C’è un logos dell’Europa che è apollineo e dionisiaco allo stesso tempo; è patriarcale e solare nell’insieme ed è l’asse della civiltà europea tradizionale, presente nella cultura della civiltà greco-romana e indoeuropea. Oggi questo asse è dominato dal logos di Cibele, del matriarcato e della forma ctonica. La madre si scatena contro il padre, il principio apollineo, e contro il figlio, il principio dionisiaco; questo logos liberista titanico esprime la modernità europea che è anti-europea. Questa lotta per il logos europeo è questione di vita o di morte; non è possibile la pace il diavolo e il Cristo, tra il cielo e la terra, come diceva Heidegger. È necessaria una rivoluzione apollinea totale, politica, culturale ed economica contro le strutture liberali.

Credo che verrà un momento in cui il sistema globalista produrrà delle trasformazioni tanto brutali fino ad implodere. In questo momento il nucleo del logos europeo dovrà tornare ad emergere, pena il nichilismo più totale, il mondo delle macchine. Occorre quindi tenersi pronti in vista di questo momento, che segnerà la possibilità di un nuovo inizio: bisogna conservare la propria identità contro tutte le forze distruttrici. L’educazione alternativa è la via da seguire: si pensi agli scritti dell’autore essenzialmente europeo Dumézil, ma anche a quelli della Nuova Destra francese, senza dimenticare il patrimonio letterario italiano. La romanità deve essere salvata contro tutte le forze che non le consentono di manifestarsi.

Stefano Beccardi

Fonte: Il Primato Nazionale

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  1. Woland 4 mesi fa

    Chissà perché qualcuno più di un secolo fa aveva scritto “aboliremo i classici e la storia antica”

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    1. Giorgio 4 mesi fa

      Non a caso è stato girato il film “Fahrenheit 451”.
      Dopo aver letto quest’articolo mi sento come aver mangiato un passato di verdura che conteneva tutto ma non ho distinto nulla.
      Salvini di destra? Ah ah ah ah, ah ah ah ah.

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  2. Silvia 4 mesi fa

    Non so se Dugin lo sappia, ma il “liberalismo’ attuale non ha nulla di veramente liberale, in senso classico ed europeo; e’ collegato solo ai “liberal” americani.

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    1. Woland 4 mesi fa

      I liberal americani sono figli del liberalismo ottocentesco. Il liberalismo classico europeo era una corruzione parziale dell’ordine tradizionale, quello americano odierno è la stessa corruzione più progredita.

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  3. Werner 4 mesi fa

    E’ proprio il sistema liberale di cui Dugin invoca la fine, ad aver causato il declino morale, civile e spirituale dell’Europa odierna, delle sue nazioni e dei suoi popoli. Non so quanto il liberalismo ottocentesco fosse migliore di quello attuale, di sicuro era cristianofobico alla stessa maniera: basti pensare alle leggi eversive del 1855 del Regno di Sardegna e quelle del 1866 del nuovo Stato unitario italiano, dove col pretesto della separazione (giusta) fra Stato e Chiesa, fu attuata una vera e propria persecuzione ai danni della Chiesa e della dottrina cattolica, la cui brutalità fu inferiore solo a quella attuata da Stalin nell’URSS.

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    1. PieroValleregia 4 mesi fa

      … ecco il liberalismo in salsa british di Cromwell e affini
      http://caffzibaldonespazioliberopertutti.forumfree.it/?t=70733299
      saluti
      Piero e famiglia

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  4. Vittoriano 4 mesi fa

    . . .

    Sull’ ideale della «democrazia organica» teorizzato da Dugin, …
    notevole è l’articolo di Paolo Bergognone pubblicato da Blondet sul proprio sito
    La democrazia organica nel pensiero conservatore/rivoluzionario russo ed europeo ….

    . . .
    . . .

    Voglio, però,
    spostare la nostra attenzione
    sulle affermazioni di Dugin
    per il quale
    nel corso intero della storia
    agiscono due soggetti, due poli (opposti)
    due realtà ultime, due forze
    tra le quali si disputerà la battaglia finale. Endkampf … :

    Primo soggetto: Capitale = Mare (Occidente) = Anglosassoni
    (in senso più ampio “Romano-Germanici”) = confessioni cristiano-occidentali
    ( cioè la cristianità mondana, dal C a t t o l i c e s i m o al fondamentalismo protestante)

    Secondo soggetto: Lavoro = Terra (Oriente) = Russi
    (in senso più ampio “Eurasiatici”) = Cristianità Ortodossa
    cioè la cristianità mistica, spirituale

    Cfr. : [PDF]Il Paradigma della fine (Alexander Dughin)

    . . .

    Ora l’ Eurasia ricomprende l’Iran
    e, secondo Dugin,
    tra la Russia e l’Iran
    deve svilupparsi una alleanza strategica
    la cui direttiva spirituale è
    … riconducibile all’attesa del Mahdi, il Salvatore del mondo,
    che metterà fine all’oppressione, al capitalismo,
    al dominio dell’Occidente e riempirà il mondo di giustizia.
    ( gli sciiti ortodossi sono in attesa del tempo della Seconda Venuta,
    e secondo le tradizioni del Profeta,
    nella battaglia finale,
    i musulmani e i cristiani
    sono dalla stessa parte contro le orde dell’Anticristo
    (atlantismo, Stati Uniti, globalizzazione) .

    Domandiamoci :

    Ma
    di quali cristiani si tratta
    e
    di quale Messia . . . ?

    ( ricomprendendo nel discorso
    anche
    il messianismo Lubavitch
    del Capo Rabbino della Russia
    nonché
    Presidente della Federation of Jewish Communities of Russia
    Rav Berel Lazar )

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  5. Tania 4 mesi fa

    Il liberalismo che gli EBRI USA/UK ci impongono è Far West, è sistema mafioso, è islamismo economico, una religione, è anarchia del tipo che non esci nemmeno dalla tua casa tutta protetta da cancellate di acciaio…
    Ieri sul Resto del Carlino ho letto questo : il governatore della banca d’ItaGlia Visco avverte i partiti, non conta tanto la legge elettorale quanto “evitare situazioni che innervosiscano i mercati” ecc ecc ecc
    I mercati del pesce? Quelli dell’usato?
    Un mercato eletto DIO.
    Una religione basata sulla menzogna, il vuoto di ogni ideale spirituale, un gioco osceno per adepti che non hanno voglia di lavorare, di impegnarsi, il sogno del paese della bazza, disperati, mafiosi, egoisti, fondata dall’ideatore del Far WEST il governatore Visco ci dice che dobbiamo adorarla. Inaudito.
    Visco è un essere osceno. Mi fa schifo questo quaquaraquà. E’ un nostro nemico pericolosissimo!

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  6. Eugenio Orso 4 mesi fa

    Condivido il giudizio “tranchant” di Dugin sul liberalismo.
    Il discorso del filosofo russo si articola, com’è logico aspettarsi, su un piano eminentemente filosofico.
    Scendendo su un piano prettamente politico e sociale, il totalitarismo liberale – il peggiore e il più invasivo nella storia dell’umanità, dal preliterate a oggi – non consente alternative di programmi economico-politici. L’unico programma applicabile alla società è frutto dell’esercizio del totalitarismo liberale sul piano politico.
    La distinzione destra e sinistra non ha più senso, sul piano politico, ma il sistema totalitario la tiene in vita per ingannare le masse, consentendo tifoserie di tipo calcistico (Costanzo Preve) non pericolose per la stabilità del sistema stesso. Così, Salvini è “di destra” e Mélenchon di sinistra neutralizzando gli ancora pallidi spettri del Populismo.
    La costruzione della Quarta Teoria Politica, totalmente alternativa al liberalismo oggi trionfante, sarà un processo lungo e difficoltoso, costellato di sconfitte e repressioni, ma potrà subire un accelerazione quando le trasformazioni del sistema globalista diverranno intollerabili per le classi dominate.

    Cari saluti

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  7. Idea3online 4 mesi fa

    Uomo e Macchina, dalla Rivoluzione Industriale che svuotò la terra degli uomini, è in corso la Rivoluzione Tecnologica che sta svuotando la mente. Tutto è connessione. Con la rivoluzione industriale il lavoro diventò noioso ogni operaio in una catena di montaggio ripetitiva, con la rivoluzione della “Connessione” ogni essere umano è connesso con il mondo virtuale, ecco la vera rivoluzione, il Mondo Virtuale. E’ proprio questo il vero trionfo dell’Elite, avere creato un mondo virtuale ad immagine e somiglianza del Mondo Reale. In Occidente i super liberisti eccitano i popoli ad essere AVATAR o piccoli Demoni. Il Mondo Virtuale è Magia. Il super liberismo ha costruito per esistere la connessione, però l’Occidente ha distrutto gli agricoltori, l’Elite con tante norme ha proibito a contadini, allevatori e gente comune di poter disporre per creare reddito delle risorse naturali, tutto è sotto controllo. Il Mondo Reale è super controllato per impedire alle masse di essere libere, ma allora perchè chiamarlo super liberismo se alla fine tutto è impedito tutto è controllato da norme? Il Super Liberismo necessita del Mondo Virtuale, è in questo mondo che tutto è permesso, il denaro si sposta alla velocità della luce ma anche una email, una foto, un pensiero, tutti come piccoli angeli del bene o del male. Tutto è permesso nel Mondo Virtuale tutti connessi, siamo in autobus ci sentiamo liberi e connessi, siamo in auto liberi e connessi, ovunque siamo siamo liberi in un mondo virtuale super liberista. Adesso pensiamo di essere disconnessi, entriamo nel mondo Reale, cerchiamo di dare concretezza alle nostre idee, cerchiamo di volere fare diventare realtà un sogno, ci accorgeremo che tutto è chiuso, controllato, filtrato, pressione fiscale, pressione tramite multe e sanzioni, costi alti per il trasporto, veramente costi altissimi per il trasporto nel mondo reale se confrontati a quelli del mondo virtuale. L’Elite non permette ai cittadini di godere e di essere liberi nel mondo reale, la libertà è irraggiungibile, ma non dobbiamo essere tristi c’è il super liberismo del mondo virtuale, perciò riconnettiamoci ed ecco che ogni controllo finirà, viaggeremo alla velocità della luce come piccoli demoni. Il mondo virtuale è ad immagine e somiglianza di quello reale, il mondo virtuale è della Satana S.p.A. quello reale è di Dio. Dissero che Putin si è messo dalla parte sbagliata della Storia, la Russia è uno strumento della Profezia contro Babilonia.

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  8. Daniele Simonazzi 4 mesi fa

    Invece di ascoltare questo falsone di Dugin su pseudorivoluzioni filosofiche fatela voi in Italia digitate”l’ex generale dei carabinieri pappalardo ” Adrenalina pura!!!

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    1. Idea3online 4 mesi fa

      Di solito le rivoluzioni filosofiche e non hanno obiettivi specifici, il forcone, il martello….tutti simboli della classe operaia, ma chi finanzia le rivoluzioni?
      Certo ci possono essere anche quelle finanziate da chi desidera il benessere dell’Italia, ma non si muove foglia se l’Impero non lo desideri, siamo colonia ed in una colonia tutto è possibile se qualcuno permette che accada.
      Alla fine nessuna speranza? Una bellissima passeggiata in spiaggia in collina o in montagna, oppure circondati da un cielo stellato. Nel bene e nel male dentro di noi esiste la vera libertà, non sarà una rivoluzione a donarci la dignità, ma la nostra riflessione ed il tempo impiegato per stare a contatto con la natura, questa è la vera rivoluzione, ritornare alla natura, e perchè no, con un forcone in mano ed fieno da dare agli animali.

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      1. Mardunolbo 4 mesi fa

        Idea3online, mi fa ricordare gli scritti di Solgenytsyn, in cui racconta che l’unico modo di sopravvivere al gulag era di fermarsi a contemplare quello che la natura sapeva offrire nonostante la devastante oppressione del gulag.
        Rinchiudersi in un mondo proprio, quando si riusciva, dove poter pregare o ricordare i morti.
        Gli appunti che sono serviti a Solgenytsyn per scrivere i suoi libri sull’Arcipelago Gulag, furono scritti su foglietti minutissimi e piegati più volte e nascosti ove possibile. Lì sopra si scrivevano i morti della giornata, i nomi ed i perchè della reclusione.
        In questo modo, dopo anni, sono usciti i due volumi giganti sulla tragedia comunista dei gulag.
        E noi fummo informati per bene della schifezza e disumanità che non dovevamo conoscere.
        Va bene che Dugin è un filosofo, ma le sue categorie esageratamente analizzate, mi sembrano fumose e poco reali sulle trame che dirigono i soliti noti

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