"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Dittatori illegittimi e l’asse saudita -statunitense-sionista attaccano assieme lo Yemen

di Kevin Barret *

In tutto il mondo arabo, i dittatori illegittimi di sono uniti per appoggiare il peggiore di tutti loro- il condannato e disperato regime dei Al-Saud. Il loro obiettivo: mantenere lo Yemen ed il resto del mondo arabo sotto la dominazione saudita-statunitense-sionista.

Uno spettacolo vergognoso

Mentre sto scrivendo questo articolo, i sauditi stanno bombardando lo Yemen e preparano una invasione terrestre. Hanno chiamato la loro guerra contro lo Yemen “Operazione Tormenta Decisiva” in omaggio all’attacco fatto dagli USA all’Iraq nel 1991, che portava il nome di “Operazione Tormenta nel Deserto” e che nella loro corsa, le truppe statunitensi, nel percorso verso quello che fu un tiro al piccione sull’Autostrada della morte che unisce il Kuwait all’Iraq, passarono attraverso l’Arabia Saudita.

Dopo il “Tiro al Piccione”- uno dei peggiori crimini di guerra del secolo XX degli Stati Uniti, dominato dai sionisti,- hanno assassinato un milione di iracheni, la metà dei quali erano bambini, imponendo sanzioni draconiane contro l’Iraq che impedivano la ricostruzione e l’attivazione di infrastrutture di assistenza sanitaria nel paese.
La allora segretaria di Stato statunitense, Madeleine Albright, si vantò, in una intervista presso una TV nazionale, che “era valsa la pena” di assassinare mezzo milione di bambini iracheni.

La Abright attualmente è socia di una impresa e partecipa all’investimento del valore di 350 milioni di dollari per l’installazione di antenne per la telefonia mobile in Africa. (Tenendo in conto che le questioni impostate circa, non solo gli effetti negativi che hanno le antenne di telefonia mobile sulla salute, ma anche il loro ruolo nelle tecnologie di controllo mentale nascosto, uno si domanda a che scopo vengano installate esattamente queste antenne di Rothschild-Soros-Albright per gli africani, che tradizionalmente sono serviti come conigli cavie per gli esperimenti segreti sugli esseri umani).

Tuttavia l’attacco che è stato lanciato dal regime fantoccio dei sionisti di Riyad contro lo Yemen, gli andrà a costare caro. Nonostante la differenza di dimensioni e di ricchezza che esiste fra le due nazioni, gli yemeniti sono esperti guerriglieri e difendono la loro patria. Le truppe dell’Arabia Saudita, al contrario, non hanno niente per cui combattere a parte il continuo saccheggio della loro regione da parte di depravati e decadenti padroni reali e dai gangsters banchieri e sionisti che si trovano dietro di loro.

Presidente Yemen con Saud

L’invasione sionista-saudita sullo Yemen potrebbe finire nello stesso modo in cui finì l’invasione israeliana dl 2006 sul Libano. In quella occasione , nonostante l’enorme vantaggio di cui disponevano gli israeliani sui combattenti Hezbollah per questioni finanziarie e di tecnologia militare, patirono una umiliante sconfitta. Perchè? Perchè Hezbollah stava conducendo una guerra difensiva sul suo stesso territorio. Conosceva bene il terreno; sapeva per che cosa stava combattendo; i loro combattenti erano disposti a rischiare la propria vita per una causa giusta.

Il Rappresentante dell’Impero dei banchieri gangsters nel Nuovo Ordine Mondiale

Allo stesso modo che i libanesi nel 2006 e i vietnamiti degli anni 1950 e 1960, gli Huthi yemeniti e i loro sostenitori sono disposti a mettere a rischio la loro vita per difendere il paese contro gli invasori stranieri che rappresentano l’Impero dei banchieri gangsters del Nuovo Ordine Mondiale. Gli invasori sauditi, come gli statunitensi nel Vietnam e gli israeliani nel Libano, non hanno un sostegno morale, pertanto non avranno alcuna ragione per combattere con determinazione e per correre grandi rischi. Il terreno montagnoso dello Yemen inoltre potrà favorire i difensori.

Tenendo in conto questo pronostico, la decisione dei dittatori arabi di appoggiare i sauditi ,non è solamente orribile ma potenzialmente un atto di suicidio. La coalizione dei putridi monarchi del Golfo capeggiata dall’Arabia Saudita include tutti gli emirati del Golfo Persico che sono parte delle proprietà dei corrotti banchieri gangsters sionisti Bahrein -Qatar- Kuwait e gli Emitrati Arabi Uniti (un paese che si professa mussulmano ed è il più grande importatore di alcolici), inoltre include la Giordania che si controlla dagli uffici della CIA in Amman, l’Egitto il cui dittatore Al-Sisi, della casta dei giudei del Marocco, è un agente sionista coperto da una vita, il Marocco il cui re è un presunto omosessuale ed uno dei principali trafficanti di droga del mondo, che ha venduto il Marocco agli europei e lo ha trasformato in un bordello di grande dimensioni.

I media controllati dai sionisti, inclusi i falsi canali “arabi” come Al-Jazeera, stanno cercando di utilizzare il conflitto nello Yemen per gettare legna al fuoco che loro stessi hanno acceso: la farsa del conflitto tra sunniti e sciiti. In realtà tale conflitto non esite. L’unico conflitto significtivo che esiste è sempre quello tra i banchieri gangsters sionisti e la Resistenza. Se i sionisti potranno ingannare i sunniti perchè vedano gli sciiti come un nemico e viceversa, avranno successo nella distruzione della regione e nel mantenere la loro egemonia.

Risulta facile vedere quali forze in Medio Oriente sono schiave dell’Impero anglo -sionista del Nuovo Ordine Mondiale e quali si identificano con la Resistenza. Semplicemente dobbiamo farci questa domanda: chi sta realmente combattendo contro il sionismo e per liberare la Palestina, e chi no?
La risposta è chiara. L’ISIS per esempio, mai attacca il regime di Israele. Al contrario, aiutando nel progetto di balcanizzare il Medio Oriente, contribuisce al piani di Oded Yinon e attaccando le forze che il regime di Israele considera come una minaccia, difende il regime usurpatore. Si vede molto chiaro che l’ISIS non in assoluto un gruppo mussulmani estremista, ma piuttosto un ” false flag” creato dai sionisti. Netanyahu visita apertamente i combattenti feriti che vengono curati negli ospedali israeliani.

Allo stesso modo, il generale Al-Sisi in Egitto finge di essere un arabo mussulmano, mentre non lo è. Durante la lunga storia di collaborazione esistente tra gli eserciti del regime israeliano e l’Egitto, il lavoro di Al-Sisi era quello di ricevere gli ordini da Israele e trasmetterli ai suoi subordinati egiziani. E’ quello che continua a fare oggi dal suo palazzo presidenziale. Non deve esserci nessuna sorpresa che suo zio, Uri Sibagh, che servì nella Lega di Difesa Giudea nel 1948.50, poi era emigrato nelle terre della Palestina occupata e aveva iniziato a lavorare per David Ben-Gurion.

Una immagine del foglio distribuito il 26 di Mazo del 2015 dall’Agenzia di Stampa Saudita (SPA) presenta il ministro della Difesa saudita, il príncipe Mohamad bin Salman bin Abdul Aziz Al Saud ricevendo il fuggitivo ex presidente yemenita Abd Rabu Mansur Hadi, nel suo arrivo a una base aerea saudita a Riyad.
Al Saud potrebbe anche appartenere ad una famiglia di cripto giudei – una teoria che, se fosse sicura potrebbe spiegare la sua politica estera ed il suo stile di vita. (L’Arabia Saudita avrebbe potuto lasciare il regime di Israele fuori gioco mediante l’imposizione di un vero boicottaggio del petrolio, non uno falso come quello orchestrato nel 1973 da Henry Kissinger, ma per qualche motivo rifiuta di farlo).

In accordo con il giornalista di indagine statunitense Wayne Madsen, che fu nominato di recente dal presidente francese Hollande come uno dei cinque più notevoli “intellettuali cospirazionisti” del mondo (e mi sento orgoglioso di essere stato anche io incluso nella lista), la famiglia Al Saud e i suoi sostenitori wahabiti appartengono alla setta Donmeh: uno dei “satanici eretici giudei”.

Se è così, la Mecca e Medina sono nelle mani di una famiglia che i dedica ad orge rituali ed al sollevare un falso messia. Il giornalista di indagine israeliano, Barry Chamish, si trova d’accordo con questa teoria e aggiunge che la famiglia dei Rothschild sono parte dello stesso gruppo eretico. Questa ipotesi spiegherebbe l’alleanza tra i Saud e i padroni della famiglia Rothschild, che controllando l’Arabia Saudita controllano i banchieri gangsters dei petroldollari.
La ragione di lavorare per conto dei banchieri gangsters è una dimostrazione di lealtà verso l’altro membro di Donmeh o semplicemnte una dimostrazione di difetti del carattere, il risultato di quello che fa Saud è lo stesso : Sta vendendo la favolosa ricchezza petrolifera del suo paese per una frazione del suo valore reale con il fine di consolidare l’Impero del Nuovo Ordine Mondiale basato sull’usura, e fare in modo che la diga sionista si sprofondi sempre di più nel cuore del Medio Oriente.

Forse che l’Impero e la sua sempre più sofoisticata tecnologia di controllo mentale toglierà agli arabi mussulmani la capacità di riconoscere la loro situazione reale e difendere i loro reali interessi? O sarà la resistenza quella che finirà per trionfare? Quello che sta accadendo nello Yemen potrà darci la risposta.

Senza alcun dubbio, come dice un proverbio cinese: “ci tocca vivere in tempo interessanti”.

*Kevin Barret, un dottorato di ricerca Arabista-islamologo, è uno dei critici più noti dell’America della Guerra al Terrore, apparso più volte su Fox, CNN, PBS e altri punti di trasmissione ha ispirato le storie di funzionalità  del New York Times, il Christian Science Monitor, il Chicago Tribune, e altre pubblicazioni importanti. Il dottor Barrett ha insegnato presso scuole e università di San Francisco, Parigi, e Wisconsin, dove ha diretto per il Congresso nel 2008 ed è il co-fondatore del Muslim-Christian-Jewish Alliance e autore del libro Verità Jihad in “My Epic Struggle Against the 9/11” e “ Big Lie” e mettendo in discussione la guerra del terrore con “A Primer for Obama Voters. In diversi articoli non si è omologato al pensiero comune che vuole vedere brutti e cattivi espressamente solo i terroristi islamici.

Fonte: www.truthjihad.com

Traduzione: Luciano Lago

Nella foto in alto: forze corazzate saudite appostate lungo la frontiere con lo Yemen

Nella foto al centro: l’ex presidente yemenita ricevuto dai Saud

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