"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Diego Fusaro e il coraggio di Pensare altrimenti

Il dissidente per eccellenza, o meglio l’uomo in rivolta, Diego Fusaro, si dimostra concettualizzandolo in “Pensare altrimenti”, un saggio appena pubblicato da Einaudi, e già in ristampa.

“Pensare altrimenti” è un’invocazione urlata, affinché il pensiero dissidente si espanda. Fusaro avverte la necessità di una cultura rinnovata che si ribelli alla mercificazione e all’omologazione sociale. Compie un’accurata analisi fenomenologica sulle figure del pensare altrimenti, sulle declinazioni del dissenso, soffermandosi, ad un certo punto del saggio, sulle due ali del potere: “Destra del denaro, sinistra del costume”.

Qui, punta il dito contro ideologie, non più ritenute tali, che in questi ultimi anni hanno incalzato per affermare un relativismo fuorviante, un narcisismo alienante sottesi da quella che Simmel definiva la “Filosofia del denaro”; le relazioni sociali, la vita, l’individuo disumanizzato esistono in un perdurante gioco di interessi.

E allora, per fermare queste dicotomie, o sterili dualismi come li definiva Umberto Eco, facenti parte di una cultura manichea, Diego Fusaro induce a riflettere sulla situazione attuale e sul passato, esortando a pronunciare il “No” dell’“Uomo in rivolta”, di Camus, che non è solo semplicemente dissenso, rifiuto, ma un invito a maturare ciascuno come soggetto, “ossia come portatore di una visione critica e personale, scelta liberamente e non accettata passivamente perché imposta dall’ordine simbolico dominante” (p. 15). Aleggiano, dunque, gli spiriti di Camus, Spengler, Gramsci. In tal senso, Fusaro sostiene che anche la “filosofia debba dissentire col suo ragionamento rispetto al «si dice» omologato e all’inerziale accettazione consensuale dell’ordine delle cose; o anche, in termini gramsciani, con il momento della purificazione, per via dialogica, del «senso comune», di modo che esso diventi consapevole di sé e acquisti uno statuto critico” (p. 34).

È un pensiero militante, quello di Diego Fusaro. È una nuova politica. Evoca in questo scritto, un’accorata umanità davanti all’attuale menzognera pluralità, o multiculturalità, e svuotati di contenuto questi termini non hanno nulla da raccontare. Per l’appunto, accogliere e vivere in un mondo multiculturale, non significa abbattere le differenze, annullare l’identità di ogni popolazione, come d’altronde si è spesso fatto in passato, per abbarbicarsi ad unico idolo che è quello del mercato e del consumismo. E da qui, è necessario ripartire per ribellarsi ad un “consenso di massa” omologato e per difendere le proprie idee e in particolare, la dignità di essere umano.

A tal proposito, incisivo è l’incipit di “Pensare altrimenti” di Diego Fusaro: «A chi ha ancora il coraggio di camminare con la schiena dritta e di difendere fino alla fine le proprie idee». E di coraggio si tratta per l’appunto, di avere la forza e la consapevolezza di pensare liberamente e ribellarsi, certi da soli di non cambiare il mondo; tuttavia, sicuri che “mai il mondo potrà cambiare i veri ribelli”. E dunque, Diego Fusaro, con “Pensare altrimenti” pensa fuori dal gregge, e critica ciò che è, auspicando un futuro diverso dall’oggi. Un pensiero unico politicamente corretto non partorisce genialità, né esseri autonomi e pensanti, “abbi il coraggio di pensare, di uscire dallo stato di minorità”, il manifesto illuminista kantiano, al quale forse si dovrebbe rivolgere nuovamente lo sguardo per svegliarsi dal sonno dogmatico della ragione.

Dissentire, ecco, sì, opporsi al consenso imperante, al pluralismo del villaggio imperante, si può, si deve.

* Alessandra Peluso

Conferenza Fusaro

 

DIEGO FUSARO, “Pensare altrimenti. Filosofia del dissenso” (Einaudi, Torino 2017).

VENERDÌ 8 SETTEMBRE ALLE 21 IL CIRCOLO LA TERRA DEI PADRI A MODENA RIAPRIRA’ LA SEDE CON LA CONFERENZA DI DIEGO FUSARO SUL TEMA “FILOSOFIA DISSIDENTE”

Modena, via Nicolò Biondo, 297

*

code

  1. Giorgio 2 settimane fa

    Diego Fusaro mi è simpatico perché ci mette la faccia e non alza fumose barriere ideologiche, inoltre usa la filosofia pragmaticamente.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Eugenio Orso 2 settimane fa

    Diego Fusaro deve moltissimo al pensiero di Costanzo Preve.
    Il discorso sulla destra del denaro e la sinistra del costume è stato, ripreso e sviluppato, anni fa , dal povero Costanzo. Lui stesso mi disse, all’epoca, che non era entusiasta della definizione “sinistra del costume”, ma che si trattava di discernere fra una sinistra buona e una cattiva e una destra buona e una cattiva.
    Con questo capitalismo si sono affermate la destra e la sinistra cattive, a scapito delle altre.
    Siamo dominati, ormai, da decenni dalle due forze al servizio del neocapitalismo imperante e la genesi della sinistra del costume deve essere ricondotta al cosiddetto fallimento del Sessantotto, in cui la “rivoluzione” c’è stata, ma in senso nuovo capitalista e globalizzante.
    Partendo dal pensiero filosofico di Costanzo Preve, Fusaro non può sbagliare.

    Cari saluti

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Jane doe 2 settimane fa

      E bravo Eugenio! Giusto.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
    2. Ireneo Corbacci 2 settimane fa

      Non la vedo in modo così semplice come Orso: Fusaro, che dissidente nelle categorie fondative non è (basta per tutte ricordare la sua lettura gentilianamente spianata di Hegel, per non dire della sua ricerca da spot promozionale del Marx che lui voleva “bentornato”), non può dirsi veramente allievo di Preve. Saccheggiare pro domo propria (per fondare non una propria teoria, bensì una propria “carriera”) non lo fa allievo di nessuno.
      E’, semmai, un notevole esponente culturale auto-intraprendente che sta tutto dentro la generazione Erasmus: e lo posso dire per diretta esperienza, avendolo “frequentato” sin da quando, sul finire degli anni ’90, aveva cominciato a mettere materiali sul proprio primitivo sito di filosofia (filosofico.net)…
      Non so se a Modena ci daranno la possibilità di parlare (presumo di no). Tuttavia, se ci danno 10 minuti siamo in grado di argomentare adeguatamente quanto sopra, rispondendo così anche ad Eugenio Orso e a tutti quanti stanno in qualche modo “pompando” l’immagine di questo filosofo sedicente dissidente e “ribelle”, molto mediatico e, a suo modo, pericolosamente avviato verso la costituzione di una novella forma di fake opposition…
      Saluti e arrivederci a Modena.
      Ireneo e amici

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. Ennio 2 settimane fa

    Fusaro fa ottime diagnosi. Ma nelle terapie non è dissidente, ma ripropone a livello più piccolo lo stesso schema oligarchico che combatte a livello transnazionale.
    Spero solo che non sia sotto i riflettori per garantirsi un futuro vitalizio da parlamentare.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. Werner 2 settimane fa

    Il PD rappresenta senz’altro “la destra del denaro e la sinistra del costume” a cui fa cenno uno dei commenti che mi precede. Esso inoltre rappresenta più di tutti gli altri ciò di cui teorizzò il filosofo Del Noce alla fine degli anni settanta, ovvero la nascita del “Partito Radicale di Massa”, in quanto ultraliberista in economia e progressista sul piano politico-ideologico.

    E’ incredibile come un partito come quello dei Radicali, che ha sempre ottenuto percentuali da prefisso telefonico, ha sempre ottenuto tutto ciò che chiedeva e abbia influenzato tutta la politica italiana.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Aldus 2 settimane fa

      Se pensi che il Pannella chiedeva e proponeva che l’Italia divenisse uno degli Stati Uniti tipo le Hawhai, che la sua discepola Bonino è la serva più serva di ogni servo degli USA, avrai già capito tutto, circa la nostra colonia Italia.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
    2. Anglotedesco 2 settimane fa

      IL PARTITO RADICALE? Un partito mondialista,pericoloso e troppo sottovalutato

      http://anglotedesco.blogspot.it/2017/05/il-partito-radicaleun-partito.html

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. Werner 2 settimane fa

        In uno stato normale sarebbe stato messo al bando, perché è chiaro che si tratta di una forza politica eversiva il cui obiettivo è demolire l’ordine naturale delle cose. Purtroppo invece gli è stata assicurata la sopravvivenza, e la sua emittente radiofonica riceve annualmente sostanziosi finanziamenti pubblici.

        Rispondi Mi piace Non mi piace
  5. Citodacal 2 settimane fa

    A ben vedere, ogni pensare autentico è sempre un altrimenti, anche quando condivide un pensare già proposto e articolato, poiché lo deve assimilare piuttosto che ossequiarlo o farlo semplicemente proprio per mera coincidenza d’opinione: lo deve ripercorrere e ricreare comunque; il pensiero dunque riconosce il pensare da dentro, l’opinione osserva superficialmente da fuori e sceglie sulla base della sensazione (quanti “pensatori” siano invero semplici opinionisti diviene più facile da intendere secondo queste premesse). Ragion per cui Jules Renard poteva scrivere: “Libero pensatore: basterebbe dire pensatore”.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  6. Aldus 2 settimane fa

    Sarà un bel giorno quando nelle scuole medie ed elementari si farà studiare la storia reale contemporanea.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  7. gino 2 settimane fa

    sinistra del costume? bah! io direi che lo sdoganamento di malattie mentali e perversioni sessuali, anzi la loro elezione a “migliore”, hanno poco a che vedere con la sinistra vera.
    sono problemi nati quando la sinistra smise di essere di classe, quando divenne di moda fra le classi borghesi e aristocratiche (specie in america) che erano colme di gente malata e perversa.
    ad esempio la sessualità… una battaglia per un RITORNO a una sessualità libera, sana, esuberante, arcaica era certamente di sinistra. e a mio avviso buona e auspicabile. ma questa era la sessualità tribale della polinesia, o delle popolazioni mediterranee pelasgiche, PRE indoeuropee.
    e non contemplava lgbt o coprofili o sadomaso o zoofili. nè tantomeno contemplava i tabù terroristi giudeo-cristiani.
    ma una sessualità Naturale del genere si addiceva ai malati mentali e finocchioni dei college inglesi o vaccari californiani?
    NO!
    ecco che in california negli anni 30 nacque il “politicamente corretto”, non come lessico ma come PROGETTO POLITICO-CULTURALE con cui infestare il mondo.
    ma la soluzione sarebbe il ritorno, da voi de destra auspicato, impossibile (per fortuna), agli altrettanto malati tabù religiosi tradizionali? torniamo alla verginità prematrimoniale alla blondet? a lapidare gli adulteri?
    no, occorre una SINISTRA POLITICAMENTE SCORRETTA, occorre tornare a stigmatizzare cosa è sano e cosa è malato e ostacolare culturalmente l’espansione del malato, ed eventualmente curarlo.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Tania 2 settimane fa

      Gino, mi piace moltissimo quello che hai detto, queste sono le ragioni per cui lottavo, in cui credevo ai tempi della contestazione, non volevo la DEPRAVAZIONE ma la LIBERTA’ di fare cose sane che ci rendessero felici. In mezzo si misero gli opportunisti da te citati, che ogni occasione è buona….

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. gino 2 settimane fa

        come vedi dominano i “non mi piace” al mio commento. malati di ideologia, di dx e di sx, ci porteranno alla rovina.

        Rispondi Mi piace Non mi piace
        1. Walter 2 settimane fa

          I “non mi piace” dimostrano solo che sei una persona che ragiona con la propria testa, piuttosto che conformarti alla demenza altrui.

          Rispondi Mi piace Non mi piace
          1. gino 2 settimane fa

            non mi disturba, ci sono abituato fin da quando dissi ai kompagni, all’età di 14 anni, “il femminismo degenererà in una nuova religione”.
            come profeta sono sempre stato bravino… però mi erano scappati i gay :))

            Mi piace Non mi piace
          2. Giorgio 2 settimane fa

            Le sue parole mi fanno dubitare di E. Orso, qualsiasi cosa scriva i “Mi piace” fioccano, tutta invidia.

            Mi piace Non mi piace
  8. mardunolbo 2 settimane fa

    Il circolo “la terra dei padri” ha avuto un incendio doloso ad opera della sinistra, prevalente in Modena come in altre zone dell’Emilia, appunto per considerare bene quel che e´, da sempre, la “sinistra” politica. ..

    Rispondi Mi piace Non mi piace