"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Dichiarazione di un alto comandante iraniano: L’Iran ed Hezbollah hanno frustrato i piani di aggressione alla Siria

Missiles de Iran con foto jefes

di Luciano  Lago

Il capo della forza aerea delle forze Armate Iraniane, Amir Ali Hayzadeh, ha dichiarato che una coalizione di 86 paesi ha cercato di rovesciare il governo del presidente siriano Bashar al-Assad ma che l’Iran e gli Hezbollah libanesi hanno dato il decisivo contributo per respingere tale aggressione.
Si tratta di un riconoscimento ufficiale del forte contributo che l’Iran ha fornito nel sostegno alle forze armate ed al popolo siriano per respingere l’aggressione perpetuata contro il paese arabo mediante l’infiltrazione in territorio siriano di oltre centomila miliziani stranieri, takfiri , fortemente armati e finanziati dagli USA, dalla NATO e dalle potenze regionali come L’Arabia Saudita e la Turchia.


Nonostante le tonnellate di armi, anche le più sofisticate, fornite ai miliziani, nonostante il finanziamento erogato dalle casse di Ryad che, come da confessioni di alcuni terroristi, fornisce un salario di oltre 4.000 dollari ad ogni miliziano, l’addestramento fornito dagli americani della CIA nelle basi in Giordania e Turchia, la copertura aerea fornita ultimamente da Israele, i gruppi mercenari takfiri sono stati sbaragliati dalla controffensiva lanciata dall’Esercito nazionale siriano (un esercito di coscritti) e dalla resistenza popolare. Quest’ultima si è da tempo organizzata nei comitati di difesa in Siria che includono anche donne e ragazzi nella difesa delle popolazioni locali, delle abitazioni e dei quartieri dagli attacchi dei terroristi che ormai utilizzano attacchi con mortaio contro obiettivi civili ed autobomba per seminare il terrore.

Un contributo decisivo è stato dato anche dai reparti degli Hezbollah libanesi, addestrati nella guerra di resistenza alle forze israeliane che avevano invaso il Libano nel 2006, questi hanno difeso la parte meridionale della Siria intercettando anche le infiltrazioni dei gruppi takfiri verso il Libano che attentavano alla loro stessa sicurezza. Da considerare che sia gli Hezbollah che gli iraniani sono in maggioranza di fede islamica sciita, considerati quindi come eretici dai takfiri di fede sunnita e salafita ispirati dall’Arabia Saudita. Gli Hezbollah hanno sperimentato nuove tattiche militari negli attacchi contro i miliziani in Siria utilizzando attacchi improvvisi in profondità e successivamente ritirandosi in prossimità delle proprie basi dopo aver colpito e neutralizzato gli obiettivi nemici. Questo appoggio è stato determinante nella avvenuta riconquista e liberazione della città di al Qussair nel sud della Siria.
Le autorità militari iraniane hanno dichiarato che l’Iran resta fermamente deciso a sostenere la Siria, quale nazione alleata, con ogni mezzo fino alla fine ed altrettanto ha dichiarato il capo degli Hezbollah, Hassan Nasrallah, in un importante discorso tenuto la settimana passata ove ha sottolineato la “fratellanza di sangue” degli Hezbollah con il popolo siriano.
Molto importante la posizione dell’Iran che sa di essere il prossimo obiettivo di un probabile attacco preventivo israeliano con il pretesto della realizzazione delle centrali nucleari e dell’ arricchimento dell’uranio a cui l’Iran lavora da tempo.

Israele, durante questi mesi, ha fatto di tutto per sabotare i negoziati di Ginevra sul nucleare iraniano. Per prepararsi all’attacco, di cui a Teheran sono sicuri e che potrebbe essere solo questione di tempo, con o senza l’appoggio americano ad Israele, le autorità iraniane hanno provveduto a rinforzare il loro apparato di difesa missilistica e navale a scopo di dissuasione verso l’eventuale aggressione. L’Iran si è dotato di un arsenale missilistico di tutto rispetto di derivazione russa e coreana, in particolare l’Iran dispone di missili balistici denominati Shahab 1 e 2 , , che sono in grado di colpire obiettivi in un raggio di circa 2.000 Km., quindi all’interno del territorio israeliano ed anche in tutto il Golfo persico.
Inoltre l’Iran mantiene una stretta collaborazione con gli Hezbollah libanesi e grazie a questa collaborazione, anche gli Hezbollah si sono dotati di un discreto arsenale missilistico che entrerebbe sicuramente in azione nel caso di un attacco ai “cugini” iraniani. Da qui i molteplici tentativi ed il sostegno (ormai divenuto aperto e palese) fornito da Israele ai miliziani takfiri per abbattere il regime di Assad in Siria e per attaccare le basi degli Hezbollah in Libano.
Tuttavia la strategia di Israele e delle potenze occidentali, Stati Uniti e Francia in primis, nella loro alleanza con il regime saudita, fino a questo momento non ha dato i frutti sperati anzi si è rivelata un fallimento e si è scontrata contro un asse d’acciaio formato da Siria-Hezbollah-Iran. Se si attacca uno di questi paesi è come se si attaccasse l’intero asse.
Questo costringe Obama e Netanyahu a rivedere i loro piani.

Fonti:

Al Manar       Hispantv    Haaretz

 

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