"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Delirio neo Ottomano di Erdogan : “Aleppo e Mosul appartengono alla Turchia”

Erdogan il neo sultano

Nel corso di una cerimonia per l’inaugurazione di una nuova istituzione educativa a Busra (Turchia),  il Sabato scorso, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha vouto paragonare il modo in cui i siriani e gli iracheni sono stati espulsi dalle loro case dall’ISIS, alla vicenda storica con cui i turchi furono obbligati ad andarsene da entrambe queste città ed ha aggiunto che le città di Mosul e di Aleppo appartengono al popolo turco.
Il discorso di Erdogan è stato trasmesso anche per TV la Domenica mattina tramite la rete Ruptly.

Questa non è la prima volta che Erdogan fa delle affermazioni di questo tipo. La scorsa settimana, il presidente turco aveva detto al primo ministro iracheno,  Haider al Abadi, che lui doveva riconoscere il suo posto e che loro (Erdogan e Abadi) non erano uguali. Abadi si era azzardato a richiedere la ritirata dell’Esercito turco dall’Iraq, dove quest’ultimo era entrato in forma illegale.


Abadi aveva dichiarato il Sabato che “la Turchia ha inviato nell’Iraq le sue truppe con il pretesto di combatterel’ISIS quando realmente l’obiettivo di Erdogan è quello di estendere la sua influenza sul paese arabo, lo ha affermato Abadi nel corso di un foro islamico a Baghdad, con dichiarazioni raccolte dall’agenzia Rudaw.

Di recente i media turchi hanno pubblicato una mappa della regione dove la Turchia appare ingrandita comprendendo anche parti dell’iraq e della Siria, dell’Armenia e della Bulgaria, dove venivano incluse Aleppo, Mosul, Irbil, Idleb e Kirkuk (le zone petrolifere) all’interno del territorio turco, affermando che furono le potenze coloniali di Francia e Regno Unito quelle  che “stabilirono questi territori” come Siria ed Iraq. I circoli dell’AKP, il partito di Erdogan, hanno parlato anche quelli di restaurazione delle “glorie” dell’Impero Ottomano e stanno difendendo una politica apertamente espansionista proclamata dal loro Presidente.

La Resistenza Nazionale Siriana annuncia operazioni militari contro l’occupazione turca.

Mentre si svolgono le battaglie di Aleppo in Siria e di Mosul in Iraq, con la presenza in entrambi i territori di truppe turche, appoggiate dagli USA; in Siria si svolgono riunioni di formazioni politiche armate che hanno proclamato la costituzione di un movimento di “Resistenza Nazionale per la Siria”, di cui fanno parte esponenti come Rizan Hadu, il quale ha rivelato che la Resistenza si sta preparando per iniziare le operazioni militari contro l’ingerenza turca in Siria, in collaborazione con personalità arabe e curde, che unificheranno i loro sforzi militari sotto il nome di “Resistenza Nazionale contro l’occupazione turca”.

Hadu ha dichiarato che il movimento annovera personalità politiche e combattenti siriani e curdi uniti nel medesimo obiettivo di cacciare i turchi dalla zona del paese dove si sono insediati.
“Altre alleanze si uniranno a noi per iniziare le operazioni nelle zone occupate dalla Turchia”, ha indicato, con riferimento al nord della provincia di Aleppo, dove l’Esercito turco, che appoggia certi gruppi armati, ha sostituito il Daesh nel controllo di varie località, alcune delle quali a maggioranza curda.

Inoltre Hadu ha dichiarato che “la Resistenza lavorerà con tutte le forze nazionali per liberare ogni palmo di suolo siriano occupato e mantenere l’unità e l’integrità della Siria. La regione ha sofferto in passato l’invasione otomana e quello che sta accadendo nell’attualità è il tentativo di una nuova espansione della dominazione turca contro cui combatteremo con ogni mezzo”.

Nota: La situazione determinatasi tra Siria ed Iraq con lo sfacciato tentativo di espansione attuato da Erdogan a spese dei paesi vicini (con l’assenso tacito di Washington) getta nuova luce sui conflitti in corso in Siria ed in Iraq e chiarisce, per chi non lo avesse ancora compreso, la vera funzione dell’ISIS ed a quali interessi sia servito e su quali complicità abbia potuto contare.

Non poteva esserci un migliore pretesto ed uno “specchietto per le allodole” per consentire al turco Erdogan di lanciarsi in una campagna di espansione del neo Impero Ottomano, come anche per fornire l’occasione agli Stati Uniti ed ai loro alleati di intervenire con proprie forze militari (in coalizione con altri paesi) per perseguire i loro obiettivi geopolitici sulla regione: abbattere il Governo di Damasco e smembrare in più stati sia la Siria che l’Iraq.
Questo spiega perchè tante tonnellate di armi USA sono finite fra le mani dei miliziani del califfato e come sia stato facile per loro contare sulla complicità turca per infiltrarsi in Siria ed in Iraq  per svolgere la loro insostituibile funzione (pilotata dalle grandi potenze) di creazione del terrore e della devastazione.

I veri mandanti e creatori dello Stato Islamico adesso reclamano la loro ricompensa di territori e di influenza per fingere di combatterlo. Tutto il mosaico mediorientale rientra nella sua logica: elementare Watson!

Fonti: Al Manar

Al Ahed News

Traduzione e nota: Luciano Lago

Vedi anche: Il “corteggiamento” del Turco Erdogan rende la Merkel complice del “neo Sultano Ottomano”

 

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  1. Umberto 1 mese fa

    Certo che si sono fatti enormi passi indietro nella civiltà umana: credo si possa tranquillamente affermare che se non fosse per i satelliti e gli smartphone, siamo in pieno XVI secolo, con la differenza che sugli scenari eurasiatici incombe l’ ombra della morte del Nuovo Mondo. Siamo nella cacca fino al collo, altro che gay e lesbiche.

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  2. nessuno 1 mese fa

    Salve, come altre volte scritto: finché il “cane pazzo” non sarà messo
    in condizione di non nuocere non ci sarà la pace.
    Comunque inevitabilmente i nodi si avvicinano al pettine, i sotterfugi
    e inghippi piano piano vengono alla luce, ma non è sicuro che le previsioni
    e le attese di chi ha puntato sulla disgregazione della Siria si avverino,
    Non ci è dato sapere il contenuto degli accordi intercorsi tra Putin e il “mad dog”
    la torta(Siria) è troppo piccola e i commensali troppi…..

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    1. Umberto 1 mese fa

      Gli accordi ufficiali tra Putin e le controparti sono saltati, tutti sistematicamente per esclusiva colpa, anzi dolo, delle stesse. A osservare i fatti finora accaduti, si suppone che la Russia sia in buonafede ed io, personalmente, ci credo. Certo, la mano sul fuoco non ce la metto, ma possiamo star certi che, qualora esistano patti segreti diversi su quella regione – momentaneamente quella – non ci sveglieremo di notte ancora per un bel po’. In quel malaugurato e remoto ipotetico caso, purtuttavia, la gravità e il pericolo per l’ umanità sarebbero ancor più gravi di quanto non si pensi.

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