"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Corridoi umanitari e bandi riservati solo agli immigrati: ecco la Grande Sostituzione 2.0

di Emmanuel Raffaele

Roma, 13 gen – E’ stata siglato ieri al Viminale un protocollo d’intesa per l’apertura di un corridoio umanitario finalizzato all’arrivo in Italia di cinquecento immigrati eritrei, somali e sud-sudanesi nei mesi a seguire. A sottoscrivere l’accordo per conto del governo, Domenico Manzione, sottosegretario all’Interno, ed il direttore delle Politiche migratorie del Ministero degli Esteri Cristina Ravaglia.

Dall’altra parte, invece, sedeva un rappresentante della Chiesa, nella persona di monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, ed il presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo, entrambi soggetti promotori dell’iniziativa, che contano di portare avanti attraverso la collaborazione con la Caritas e la Fondazione Migrantes.

Ed è proprio Galantino a mettere nero su bianco le finalità e gli strumenti del protocollo: “Troppo spesso ci troviamo a piangere le vittime dei naufragi in mare, senza avere il coraggio poi di provare a cambiare le cose: questo Protocollo consentirà un ingresso legale e sicuro a donne, uomini e bambini che vivono da anni nei campi profughi etiopi in condizioni di grande precarietà materiale ed esistenziale. La Chiesa italiana si impegna nella realizzazione del progetto facendosene interamente carico – grazie ai fondi 8 per mille – senza quindi alcun onere per lo Stato italiano. Si tratta di un progetto che offre a chi fugge dalle guerre non solo la dovuta accoglienza ma anche un programma di integrazione“, ha aggiunto il fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi.

L’accoglienza, infatti, non basta più. E non è soltanto la Chiesa a rendersi complice di questa invasione ormai programmata. La Region Sardegna, infatti, ha annunciato, proprio a fine dicembre, una nuova iniziativa economica dell’Assessorato regionale al Lavoro che, dal 6 marzo al 17 marzo, accoglierà le domande relative al progetto “Diamante Impresa”. Di cosa si tratta? Di finanziare, all’interno di un programma denominato IMPR.INT.ING., la nascita di imprese formate esclusivamente da immigrati al fine di accrescerne l’occupazione, come recita del resto il titolo dell’avviso. “L’obiettivo dell’avviso”, viene poi spiegato, “è quello di selezionare i soggetti attuatori, con significativi livelli di esperienze e competenze, per garantire ai cittadini di Paesi Terzi, motivati a mettersi in proprio, un supporto qualificato e personalizzato di assistenza e consulenza per la creazione di nuove iniziative d’impresa.

Destinatari dell’intervento sono i cittadini di Paesi Terzi che abbiano compiuto la maggiore età, senza distinzione di genere, compresi coloro che hanno ottenuto la cittadinanza italiana. Sono ammessi i richiedenti asilo e i rifugiati. I destinatari devono essere disoccupati e residenti o domiciliati in Sardegna da almeno sei mesi e almeno il 49% degli immigrati selezionati dovranno essere donne”. Due milioni di euro pare sia lo stanziamento che riceveranno gli immigrati. Alla faccia delle pari opportunità e del razzismo.

Ma quella per la sostituzione è una gara continua in cui i popoli indigeni, anzi quelli “che abitano qui da più tempo“, come ormai usa dire la Merkel – sono un po’ i guastafeste. Mentre lo status del migrante si è trasformato nel simbolo più alto in assoluto: “Esprimo la mia solidarietà ai migranti del mondo e ringrazio coloro che li aiutano: accogliere l’altro è come accogliere Dio in persona!“, aveva twittato papa Francesco a metà dicembre scorso. E, a partire da ieri, 12 gennaio, fino a domenica 15 gennaio, Giornata mondiale del migrante del rifugiato (la cui istituzione, insieme a tutte le sue consorelle, immaginiamo utilissima), concentrerà i suoi tweet sul tema “Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce“. “I migranti minorenni, specialmente soli, sono particolarmente indifesi. Diamo loro tutti una mano”, ha twittato, ad esempio, ieri. “Campagna mediatica per i migranti“, titolava lo scorso 11 gennaio l’Osservatore romano, sottolineando l’iniziativa del neonato dicastero per il “Servizio dello sviluppo umano integrale” voluto da papa Francesco e che si occupa specificamente di migranti e profughi.

Intanto dalla Sardegna passiamo al Lazio, per un’altra notizia forse meno sensazionale ma allo stesso modo ‘curiosa’ e significativa: proprio nei giorni scorsi, infatti, è scaduto il termine per la domanda di partecipazione al progetto “Acquisizione di competenze in social media marketing” presentato da Alfor Pontina in collaborazione con Service Lazio 2000 insieme, ovviamente, al cofinanziamento dell’Unione Europea e all’immancabile patrocinio della Regione Lazio. Di cosa si tratta stavolta? Sicuramente avrete già indovinato. Perché, anche in questo caso, si tratta di un corso di formazione con una particolarità: metà dei destinatari saranno immigrati e sarà prevista un’indennità di frequenza. In breve, un unico progetto, soggetto ad un duplice bando: l’Azione A si rivolge ad un pubblico potenziale di 18 disoccupati e/o inoccupati laureati o diplomati, l’Azione B, invece, è esplicitamente riservata agli immigrati, senza nessun requisito dal punto di vista del titolo di studio. In breve, un capitolo a parte creato ad hoc per farli rientrare in graduatoria. Un’operazione di certo un po’ più fine ma non meno subdola dal momento che, dopo tutto, a finanziare in tutto o in parte sono, anche in questo caso, le nostre tasse.

Buona integrazione a tutti.

Fonte: Il Primato Nazionale

Vedi anche: Migrazioni di massa come arma geopolitica

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  1. the Roman 9 mesi fa

    Esiste un potere in questo mondo che ha infiltrato in profondita’ le nazioni dell ‘ occidente . Come un virus evolvendosi apprende a superare le difese dell’ organismo che infetta , il nemico che e’ entrato nei popoli d’ Europa ha ingannato a tal punto le capacita’ cognitive degli ospitanti, da essere percepito non piu’ come una minaccia, ma come portatore di progresso . La litania incessantemente emessa dagli elementi di spicco di questo potere, oscillante tra tonalita’ acute e rimbombi da oltretomba , raggiunge ogni spettro della gamma emozionale, incanta e instupidisce quasi la totalita’ dei componenti di ogni popolo che colonizza. E’ un invasore intelligente che si diffonde capilarmente in tutti i centri di controllo e soggioga i popoli avvilupandoli in un mirabile coacervo ideologico moralistico . E’ mimetico e mutevole , simula convinzioni e comportamenti al solo fine di accrescere il suo potere. Il suo nemico e’ il maschio alfa, il capobranco. La sua ultima strategia per scongiurare la possibile ribellione dei popoli, e’ quella di scomporli, di dissolverli. Il piano Kalergi e’ in fase d’ attuazione e prevede l’ eliminazione degli europei . 109 volte in 2 millenni questo malvagio potere e’ stato rigettato ed espulso dalle nazioni europee, ora vuole che il suo dominio sia irreversibile. Hanno educato le masse a vederli come dei martiri, hanno distrutto la fede dei popoli, hanno infangato la loro storia, hanno diffamato i loro uomini migliori. Hanno svuotato le nazioni di ogni dignita’. Solo nella storia troveremo la forza . Solo svelando l’ inganno saremo liberi.

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    1. nessuno 9 mesi fa

      Salve, magari questo può portare una spiegazione…..

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  2. Giorgio 9 mesi fa

    Una volta realizzato il meticciato universale si troveranno disoccupati?
    Quale altro sarà il loro futuro scopo?

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  3. Eugenio Orso 9 mesi fa

    Chi si concentra sugli aspetti economici della dominazione elitista denuncia (peraltro giustamente) gli incessanti tagli alla spesa che devastano la sanità pubblica (direttamente inerente all’esistenza in vita dei cittadini), il pareggio di bilancio recepito in costituzione (articolo 81), la continua compressione del costo del lavoro (che si realizza bene diffondendo i voucher) e tanti altri misfatti neoliberisti.
    Tuttavia, dominano gli aspetti antropologici e culturali e l’emergenza immigrati, alla quale si risponde con l’accoglienza illimitata, ne è la riprova.
    Il commento di The Roman, a tale proposito, è illuminante, quindi consiglio di leggerlo con attenzione.

    Non si punta soltanto a sostituire la “vecchia” popolazione europea, ma anche a distruggerne le tradizioni e a fare tabula rasa di aspetti culturali percepiti dai Mercati & Investitori come ostacoli al loro dominio e alla riproduzione sistemica.
    Durante la prima rivoluzione industriale capitalista a cavallo fra il settecento e l’ottocento – volendo fare un parallelo – ci si preoccupò di distruggere la figura dell’artigiano, capace di coprire tutto il processo produttivo, ma anche di smantellare il mondo culturale e gli stili di vita del vecchio popolo medioevale.
    L’isis, in Siria e in Iraq, dalla piana di Niniveh a Palmyra, si è accanito contro gli aspetti monumentali e artistici che rammentavano a quei popoli la loro storia, in perfetto accordo con i desiderata delle élite neocapitaliste, che seguendo altre vie (apparentemente meno cruente) stanno facendo la stessa cosa nel vecchio continente e in Italia.
    L’isis, inoltre, come se avesse ricevuto un preciso input dai suoi manovratori elitisti, ha provveduto nelle città e nelle zone occupate a sostituire con brutalità le popolazioni, mentre qui, in Europa, lo si fa “accogliendo” senza limiti e con privilegi le masse di immigrati.

    Cari saluti

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    1. Citodacal 9 mesi fa

      Esatto. Faccio notare come concettualmente e fattivamente, nell’ambito della biologia, questo comportamento equivalga allo stesso di un virus, il quale per replicarsi sfrutta i meccanismi biochimici e fisiologici delle cellule ospiti, non essendo in grado di farlo in maniera autonoma; ed è significativo che le particelle virali usino proprio il DNA e l’RNA dell’ospite, potendo entrare direttamente nel nucleo cellulare, per replicare il proprio e dunque sé medesimi. Significativo è il fatto che i virus vengano considerati organismi vitali e non viventi, poiché senza un ospite da cui attingere i meccanismi per la propria replicazione, restano latenti ed inattivi nell’ambiente. In termini mitologico-culturali possono essere considerati analoghi alla figura del vampiro, il quale com’è noto abbisogna del sangue altrui per sostentarsi, trasformando oltremodo i malcapitati in sue repliche. Insomma, quello che sta accadendo in ambito mondiale non si risolve con la stessa logica con cui si placa una rissa da cortile, o una divergenza d’ogni ambito. Come ha stigmatizzato Orso, è una questione che implica elementi d’ordine ampiamente culturale, nel senso più profondo ed esteso; si può giungere infatti in estremo, reciproco e belligerante disaccordo, ma senza voler annientare la cultura dell’antagonista (i Romani tendevano a tollerare le culture autoctone – fatta eccezione almeno per il druidismo – come elemento di sostegno alla convivenza ed appartenenza all’impero: era una strategia comunque funzionale alla sottomissione, ma almeno esisteva); qui ora si parla di una sostituzione culturale, e nemmeno formale, (la stessa cultura potrebbe essere significata con altra parvenza esteriore, ma restare inalterata nel nucleo significante) attraverso la leva economica e demografica: è il rischio di annientamento del senso interiore, della radice, dell’origine e tradizione locale, la quale nella sua genuinità incorrotta ha sempre una relazione con l’universale (ma non in senso globalista).

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      1. Eugenio Orso 9 mesi fa

        Mi sembra che siamo in sintonia. Le tue considerazioni sono precise e corrette, colgono la sostanza della manovra elitista in atto, in Europa e nel mondo.
        Ho l’impressione che stiano preparando una sorta di “soluzione finale al problema antropologico-culturale”, colo che quello che per loro rappresenta un problema, per noi è il nostro modo di essere, le nostre tradizioni, la nostra storia …

        Cari saluti

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        1. Citodacal 9 mesi fa

          In altra sede, una lettrice segnalava come Alessandro Baricco abbia espunto, in una sua versione dell’Iliade, ogni riferimento alle divinità classiche, giustificandosi col sostenere che siano ormai lontane dalla nostra sensibilità (ma allora, cosa ci teniamo a fare l’antica cultura egizia che altro non sapeva fare se non costruire in piramidale e dipingere in bidimensionale? anche lo scrivere è bidimensionale, perciò se i geroglifici intendevano esprimere un linguaggio sacrale, del tridimensionale non se ne facevano granché… e tuttavia esso compare egualmente in raffinati manufatti scultorei, spesso ricavati da materiale alquanto ostico a lavorarsi).
          Oltre che odioso, il procedimento testé stigmatizzato è anche insidioso; invece di sostenere eventuali inadeguatezze o contraddizioni entro il testo originale, ma soprattutto in riferimento alla cultura originaria, opta invece per la modifica e lo stravolgimento arbitrario del medesimo, e senza nemmeno aver provato a penetrare, davvero intellettualmente, quella cultura stessa, col tronfio pretesto che non coincida più con quella attuale. Formalmente, nemmeno un anziano di ottant’anni coincide più col bimbo ch’è stato a dieci: dovrebbe dunque disconoscere il proprio nucleo interiore solo perché le rughe o le vicende esistenziali ne hanno modificato i tratti psicologico-epidermici?
          Personalmente sono favorevole alla preservazione e conoscenza perfino del “Mein kampf”; a prescindere dalla posizione individuale al merito, si tratta pur sempre d’una testimonianza storica ed antropologica della parabola umana, che nei fatti non si è perduta nel dimenticatoio d’una biblioteca, o nel retrobottega d’una libreria.
          Se per Baricco quindi è solo questione di sensibilità, occorrerebbe rammentare che anche in guerra la stessa sia soggetta ad un estremo e pericoloso indurimento, tale da poter portare a rompere certi equilibri psicologico-cognitivi (l’esempio attuale di molti reduci americani è significativo): se in prima linea risulta tragicamente necessario ispessire la cotenna, anche morale ed interiore, non riterrei auspicabile l’adottarlo come una conseguenza inevitabile per un possibile ritorno alla vita civile.

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      2. Walter 9 mesi fa

        Il paragone che fai con la Biologia è interessante. Una definizione più corretta dei virus potrebbe essere “entità biologiche prive di un proprio metabolismo”, ma questa è solo una sottigliezza. La parte interessante, che condivido e mi fa riflettere, è che un parassita di successo non uccide il suo ospite, lo sfrutta ma lasciandolo vivere. In genere, infatti, l’evoluzione dei parassiti (molto più veloce della nostra, dati i tempi più rapidi di replicazione) porta alla loro attenuazione. I parassiti più “giovani”, ovvero quelli comparsi in tempi più recenti, tendono invece ad essere più virulenti ma non conosco alcun esempio di un parassita che abbia portato all’estinzione la specie ospite (anche se, concettualmente, non sarebbe impossibile). Seguendo la linea del tuo ragionamento, è possibile che la società come noi la conosciamo non si estingua ma rimanga retaggio di una minoranza che sopravviverà al cambiamento. Una minoranza, a mio avviso, molto esigua.

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        1. Citodacal 9 mesi fa

          Nel senso sociale più brutale è la strategia del boia che tortura il prigioniero per piegarne la coscienza, ma senza ucciderlo; anzi, quando rasenta il punto critico, sospende il trattamento e fa intervenire il medico. Un meccanismo psicologico ordinario fa sì che il sollievo provato dalla vittima venga confuso dalla stessa con una possibile “pietà” che il torturatore provi nei suoi confronti, cosicché la vittima stessa inizia a nutrire accondiscendenza per il proprio carnefice, perché il fatto che il medesimo sospenda la sofferenza e si prenda cura (solo apparentemente) di lui lo induce a credere, nella situazione psicologicamente turbata della sevizia, che dal boia dipenda il suo bene. Si è creata una vera e aberrante dipendenza psicologica, per cui la vittima finisce col baciare la mano del carnefice.
          In merito all’esiguità della possibile umanità superstite (il che potrebbe intendere sia alla quantità “fisica” quanto a quella “cognitiva”, ovvero non solo i superstiti ma anche coloro che tra i medesimi hanno davvero compreso), tenderebbe a confermare quanto la teoria evoluzionista rimanga semplice teoria, mai avvallata realmente dai fatti; in questo caso il termine “umanità” risulta esser alquanto vago, poiché non è affatto assodato che i sopravvissuti, siano essi fisici o cognitivi, racchiudano interamente l’eredità complessiva di tutta l’umanità che li ha preceduti, quanto piuttosto quella che riescono ad attualizzare o comprendere, sia per volontà propria che per necessità contingente; e non è detto che, di volta in volta, sopravvivano i più intenzionati, o adeguati, a perpetuare l’interezza delle esperienze umane (già il pensare di concepirle esaurientemente diventa un serio problema). Ma questo è valido anche per ogni periodo o era storica.

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          1. Citodacal 9 mesi fa

            Refuso: ho erroneamente scritto “avvallata”, invece che “avallata”. Mi correggo, perché i termini esprimono significati del tutto differenti (essendo l’avvallare uno scendere a valle, o un generico abbassare).

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    2. PieroValleregia 9 mesi fa

      salve
      A Genova, come in molte altre città della penisola, hanno chiuso, stanno chiudendo e cesseranno la loro attività (divorati da tasse e mille assurdi balzelli), moltissimi negozi storici, negozi di diverse attività, che hanno segnato epoche con la loro competenza, cortesia e merci sempre ottime.
      Da quando è diventato sindaco, per SEL (sostenuto dal PD) il Principe Doria (rampollo della famiglia dei Dogi genovesi), uno dei primi provvedimenti della sua giunta è stato questo:
      qualsiasi straniero che apra un’attività commerciale nell’area cittadina, delegazioni e adesso città metropolitana compresi, non paga, per i primi due anni, nessun tipo di tassa.
      Morale, ogni due anni, il negozio degli stranieri cambia gestore (amici, parenti, conoscenti) non pagando mai le tasse…siamo invasi da cinesi con merci varie, sudamericani e magrebini con frutta e verdura, polacchi e est in generale con attività edilizie…
      fate voi
      saluti
      Piero e famiglia

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      1. Citodacal 9 mesi fa

        Parlando con alcuni commercianti, parrebbe così anche qui a Milano. Chi ha il negozio storico in Galleria dovrebbe risentire meno della situazione, avendo anche un certo tipo di clientela, e forse diverse disponibilità economico-sociali; altre situazioni meno privilegiate, ma legate alla città da una presenza specifica e di lunga data, sono a rischio.

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    3. Walter 9 mesi fa

      Ho letto il commento di The Roman e sono d’accordo con te.
      Vorrei solo fare un inciso sul tuo commento, in particolare dove dici che “L’isis, inoltre, come se avesse ricevuto un preciso input dai suoi manovratori elitisti…”: a mio avviso non è “come se avesse ricevuto un preciso input”, secondo me è probabile o, quanto meno, plausibile che lo abbiano ricevuto.

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  4. Marco 9 mesi fa

    Chi se non Satana ed i suoi fedeli servitori che hanno ucciso nostri Signore Gesù Cristo può ideare ed implementare ciò.

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  5. Paolo 9 mesi fa

    A mio avviso l’aspetto più allarmante della questione è quello sociologico: la gente ha paura, la quale è governata dall’istinto di sopravvivenza dell’individuo e nello specifico della comunità.Questo meccanismo che dovrebbe generare naturali reazioni è però paralizzato. I popolo hanno sempre combattuto perchè la loro libertà anche in situazioni disperate. Qualcosa ha incaprettato le menti portandole a reprimere le più elementari e profonde esigenze, cioè 70 anni di martellamento continuo sull’esecrabile fascismo,razzismo,intolleranza etc..che se in linea di principio era legittimo, introiettato col lavaggio del cervello ad un certo punto è stato usato ritorcendocelo contro. Insomma tutto è motivato dai più nobili elevati ed evoluti principi che celano il sovvertimento di qualsiasi valore umano.

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    1. Citodacal 9 mesi fa

      “Insomma tutto è motivato dai più nobili elevati ed evoluti principi che celano il sovvertimento di qualsiasi valore umano”.

      Questo è un punto assolutamente topico. E’ la conclusione a cui giunse, ad esempio, Vasilij Grossman e che fruttò la stesura del monumentale “Vita e destino”, in merito allo stalinismo: all’inizio di Stalingrado egli credeva ancora nella correttezza dei principi del regime sovietico, poi si rese conto di come erano un pretesto, camuffato in maniera per molti versi magistrale, per imporre un regime oppressivo facendo leva su elevati valori. Analogamente per Terzani, soprattutto in riferimento alla Cina. Ma i modelli sono molteplici e riscontrabili pressoché ovunque. La sconsolata e desolante conclusione che si potrebbe dedurre è che i valori, formalmente e moralmente corretti, propugnati da quei regimi siano rimasti soltanto teorici, ma tali da impregnare acriticamente le masse per forza di suggestione della propaganda, e non per assimilazione diretta di coscienza (per certi versi, il “grillismo” sembra esserne l’ennesima edizione, seppur con le possibili e dovute eccezioni di chi inizia ad essere dubbioso e lascia il movimento). Mi par che a Roma esista un modo di dire simile: “ …e se tte dico de buttarte a fiume…?” – basta che il propugnatore conosca come funzionano le regole della persuasione psicologica, e ci si butta a fiume convinti di difendere la libertà!
      La sola variante di questo sistema sembra ora esser quella per cui l’applicazione del modello sia matura per essere applicata all’intero sistema globale: non più dunque riconducibile allo stalinismo o al fascismo di turno, ma gradualmente all’intera comunità umana. E chi, pur nella diversità individuale, politica e di pensiero, converge come in questo blog nella constatazione di questo gioco sporco e aberrante sulla nostra pelle, viene per questo bollato, secondo stereotipo, d’appartenere all’una o all’altra “fazione” storica del secolo trascorso, secondo il retaggio dell’ormai luogo comune che lo stesso ci ha lasciato: ed ovviamente viene anche osteggiato non in quanto latore d’una visione dialetticamente e civilmente diversa, bensì perché contrario a una “unificazione” e un “egualitarismo” del tutto formali nonché coatti. Il tutto sembrerebbe quindi una versione più raffinata dell’antico “divide et impera”, con la sola invarianza del guadagno di chi tira le fila del gioco. Ma non è detto che il cosiddetto potere sia così coeso come potrebbe voler far credere, o come si crede per semplice inerzia; però anche in questo caso le guerre per divergenze tra opposte volontà di quello stesso potere le paghiamo alla fine noialtri.

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    2. nessuno 9 mesi fa

      Salve, il suo post è quello che si avvicina di più all’ inquietudine e alla domanda
      che mi sono posto, a cui ho trovato forse una spiegazione all’eccessivo e devastante
      buonismo delle masse Italiane, nell’ esperimento delle “Cento scimmie” e il
      raggiungimento della “massa critica”, come lei giustamente scrive: “di martellamento
      continuo” ha portato al risultato di una “cognizione di massa generalizzata” per
      fortuna molti di noi non so’ per quale motivo sembrano immuni a questo pensiero
      auto-imposto di colpevolezza, commiserazione e di altruismo spinto al limite
      scandaloso di preferire uno sconosciuto straniero allo stesso cittadino Italiano.
      In una intercettazione fatta a un Africano che dialogava con altre persone rimaste
      in altri luoghi, diceva: qui sono matti, hanno talmente paura di essere trattati di “razzisti”
      che preferiscono darti la moglie e la figlia, se ascoltando frasi simili, non c’è un
      benché minimo segno di presa di coscienza è che c’è un problema da qualche parte,
      queste persone meritano di affogare nel melting pot da loro stessi voluto e creato
      di amalgamarsi e sparire in esso, portandosi con loro le loro paure e aberrazioni….
      Quale futuro, quale domani, spero solo che non rispecchi l’esito del famoso esperimento
      “Universo 25″ma continuando su questa strada ci stiamo inevitabilmente avvicinando.
      Non scrivo l’indirizzo web per non occupare spazio, ma fate una ricerca, ne vale la pena…
      molta gente ne dovrebbe conoscere l’esistenza e la conclusione….
      Grazie a tutti per aver dedicato un po’ del vostro tempo a leggermi….

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      1. Paolo 9 mesi fa

        L’incremento demografico diventa un pericolo ( se lo diventa) quando i popoli non progrediscono e dove le condizioni di vita sono particolarmente precarie e difficili. Una sorta di compensazione inversamente proporzionale al comportamento dei topi, vivaddio!

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        1. nessuno 9 mesi fa

          Salve, ha lei effettuato un qualsiasi esperimento atto a dimostrare quanto
          afferma?
          Grazie di informami nei dettagli in caso affermativo dei risultati del suo lavoro…

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  6. Paolo 9 mesi fa

    Nella considerazione che ho fatto volevo semplicemente dire che e’ ampiamente dimostrato dai fatti che i popoli con maggior benessere sono in denatalita’ e’ solo una constatazione

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  7. maboba 9 mesi fa

    Come definire tutte queste alte personalità tutte prese ed esaltate nell’impegno per i poveri migranti e nel contempo del tutto menefreghiste della mancanza di lavoro dei nostri giovani? come penano che si possa dare degna accoglienza ad altre bocche da sfamare quando non si riesce a creare lavoro per gli stessi “indigeni”? Con quali soldi pensano che si possano pagare le spese per l’accoglienza (fra l’altro pessima ed indegna di un paese civile) se continuano a chiudere aziende e i cittadini italiani sempre più devono ricorrere ai risparmi accumulati per andare avanti? Se aumentano continuamente le famiglie povere? Galantino, il papa e tutti i sinistri buonisti quanti migranti accolgono pagandoli con le loro finanze? Mi dispiace dover ricorrere a parole spiacevoli, ma è inevitabile: ipocriti, falsi e pericolosi mestatori.

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    1. Citodacal 9 mesi fa

      Esatto, l’accoglienza è oltremodo (cito) “pessima ed indegna di un paese civile”, il che è indicativo di quanto sia un’accoglienza fittizia, ipocrita, ordinata su commissione, che risulta funzionale a tutt’altri scopi. Il risultato distruttivo è almeno triplice: creare asservimento, ridurre e deprezzare la dignità degli italiani, e screditare la possibilità di una seria solidarietà sociale (il tutto finché non rischi di esplodere la tensione violenta).

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