"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Contro il disastro provocato della Scuola Italiana

Scuola proteste

Riceviamo e pubblichiamo:

Lettera aperta a quanti si occupano di scuola,
Come annunciato da mesi la riforma della scuola è ormai diventata realtà con il varo del disegno di legge che sarà a breve presentato in Parlamento.
Il DDL ha superato ogni più fervida immaginazione rivelandosi peggiore della brochure presentata dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi  nel mese di Settembre.

L’unico aspetto positivo della millantata riforma, ovvero la stabilizzazione di tutto il personale precario, si è drasticamente ridimensionato e reso incerto da alcuni commi presenti nel DDL.

Lo spettro della chiamata diretta da parte dei Dirigenti Scolastici, dapprima velatamente accennato, è ora diventato una fortissima realtà con il varo degli albi regionali, dai quali il Dirigente potrà attingere a suo insindacabile giudizio.
L’ultima stangata alla libertà dei docenti e della scuola tutta è rappresentata dal “Piano dell’offerta formativa triennale” che sarà a totale carico del Dirigente Scolastico e verrà redatto senza nessun coinvolgimento da parte del Collegio dei Docenti, definitivamente svilito e snaturato di ogni suo precedente e legittimo potere decisionale.
Per queste e altre “novità” presenti in questo DDL, i lavoratori della scuola statale ritengono che sia necessaria e urgente una grande mobilitazione, che costringa il Governo a recedere sui propri passi e annulli definitivamente la sua presentazione.

I lavoratori della scuola chiedono con forza che:
• le sopraelencate organizzazioni sindacali destinatarie decidano congiuntamente mettendo da parte le antiche divisioni;
sospendano le iniziative prese in modo autonomo;
indicano celermente uno sciopero generale unitario di tutto il settore scuola contro questo Disegno di Legge.
I lavoratori della scuola sono stanchi di:
subire “riforme e controriforme” calate dall’alto,
essere chiamati in causa per aderire ad iniziative mai negoziate, mai discusse unitariamente,
essere convocati all’occorrenza e strumentalizzati per contrastare azioni mai condivise.
Questa è l’ultima occasione che i lavoratori hanno di far capire a chi governa che vogliono essere soggetto promotore della riforma della scuola e non oggetto di atti unilaterali da parte dei vari Governi.
Se le organizzazioni sindacali non daranno seguito a questa richiesta, i lavoratori della scuola autorganizzati saranno costretti a cercare da soli di contrastare il DDL, non potendo e non volendo più dividersi infruttuosamente in tante iniziative separate.
27 Marzo 2015
Primi firmatari:
PROFESSIONE INSEGNANTE (33.500 utenti)
LA SCUOLA PUBBLICA NON DEVE FINIRE (13.100 utenti)
DOCENTI IMMOBILIZZATI (2470 utenti)
DOCENTI UNITI: NO AL DDL SCUOLA (2400 utenti)
Adesioni:
ASSOCIAZIONE INSEGNANTI IN MOVIMENTO

Segue testo del volantino predisposto dai comitati

Il piano della buona scuola del governo Renzi colpisce e mortifica profondamente la scuola pubblica. In continuità con le riforme precedenti, l’attuale riforma renderà la scuola sempre più povera e priva di democrazia, tende a penalizzare i docenti, che vivranno il dramma del precariato a vita e verranno umiliati e schiavizzati dallo strapotere del dirigente scolastico, non considera minimamente il personale ATA che è fondamentale per il buon funzionamento della scuola e che continuerà a subire tagli di organico. Gli effetti della buona scuola saranno estremamente dannose per gli studenti, che saranno privati della continuità didattica.

Diciamo NO a:
1. Eccessivo potere dei dirigenti scolastici.
2. Chiamata diretta dei docenti e abolizione delle graduatorie
3. Albi territoriali per il personale neo assunto e il personale di ruolo in mobilità
4. Aumento dei finanziamenti alle scuole private
5. Apprendistato o, meglio, lavoro non retribuito degli studenti

La bozza della riforma prevede che i dirigenti scolastici potranno sindacare sulle scelte didattiche e formative dei docenti e valuteranno l’operato di questi ultimi: ciò vuol dire che verrà meno la libertà di insegnamento sancita dall’art. 33 della nostra Costituzione, poiché i docenti subiranno forti condizionamenti.

I dirigenti scolastici diventeranno manager dell’azienda scuola e potranno scegliere chi assumere nel loro team, non più in base ai titoli e all’anzianità di servizio, come avveniva con le graduatorie, ma in base ad un discutibile e non adeguatamente specificato metodo di selezione e, dopo tre anni di servizio, potranno decidere di licenziare il docente che hanno valutato negativamente, in nome di un poco chiaro criterio meritocratico.
Potranno inoltre licenziare senza preavviso qualora ritengano che il docente neo immesso in ruolo non sia idoneo all’attività di insegnamento. Tutto ciò creerà ed Le conseguenze della riforma saranno, dunque, gravissime e segneranno la definitiva rovina della scuola pubblica.

Mobilitiamoci per far valere i nostri diritti e non accettare tutto questo passivamente.

*

code

  1. Piero61 2 anni fa

    salve
    non sono certo un estimatore di Renzi (tutt’altro) ma, se come ho letto nell’articolo, vuol ripristinare la meritocrazia (quella vera mi e vi auguro), ben venga.
    Di parassiti ne abbiamo fin sopra i capelli e non solo nella scuola…PA, Sanità, Esercito, Aviazione, Marina, CC, Polizia, Magistratura…
    saluti
    Piero e famiglia

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. John Doe 2 anni fa

    Chi crede che la meritocrazia sarà in qualche modo applicata è un povero illuso, non avverrà mai, il potere premia solo e comunque gli imbecilli proni alle direttive di chi comanda mentre l’intelligenza del capace verrà sempre e comunque svilita e ghettizzata in quanto dannosa per il sistema. Sfido chiunque a smentire questa affermazione. Il Sistema vuole solo pupazzi vuoti da manovrare a “loro” piacimento e non menti sveglie e capaci

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Piero61 2 anni fa

      salve
      piu che illuso, nutro sempre una piccola fiammella di speranza ma, non posso darle torto, visti gli “esempi” che ci portiamo dietro dal 25 aprile 1945 in poi…
      saluti e buon fine settimana
      Piero e famiglia

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. John Doe 2 anni fa

        Caro Piero, la capisco ed è anche un bene mantenere questa, seppur lieve, fiammella. Mi permetto di aggungere che è dal 1860, anno della nascita di questa pseudo-nazione, che ci portiamo dietro il peggio del peggio. Non dobbiamo dimenticare come è nata questa nazione, sul sangue di popoli annessi con la forza, una guerra di conquista e rapina vera e propria e il tutto con il beneplacito degli anglo-sionisti che da sempre regnano sovrani indisturbati agendo dietro le quinte e manipolando tutti gli eventi mondiali per il loro tornaconto: lo sfruttamento di ogni aspetto materiale ed economico in spregio dello stesso equilibrio del pianeta che li ospita. Mi chiedo per quanto ancora possiamo permettere tutto questo, per quanto tempo ancora ci faremo abbindolare dalle falsità messe in campo da questi, da me definiti, “oscuri” manipolatori privi di coscienza e di una qualsivoglia empatia.
        Questo ritengo è il nocciolo della questione relativa ai mali di questo mondo.
        La saluto cordialmente e una buona domenica anche a lei e alla sua famiglia

        Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. debora 2 anni fa

    Perché il governo di questo paese decide sempre a favore dell’ involuzione? è un decreto inaccettabile! E coloro che sono iscritti alle graduatorie e non sono ancora abilitati: che futuro si prospetta a questa categoria costituita in gran parte da trentenni???

    Rispondi Mi piace Non mi piace