"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Continuano le provocazioni degli USA e della NATO per stringere un cerchio intorno alla Russia

di Luciano Lago

Non è chiaro dove vogliano andare a parare ma la strategia della provocazione continua contro la Russia di Putin si manifesta con tutta evidenza proprio in queste prime settimane del 2016.
L’ultima provocazione è stata quella di David Cameron , premier della Gran Bretagna il quale, sulla base di una dubbia delibera di un giudice britannico, ha accusato Putin di essere il mandante dell’asssassinio avvenuto 10 anni fa dell’ex agente sovietico Alksandr Litvinenko, riparato in Gran Bretagna. Una accusa basata su una giurisdizione celebrata a porte chiuse sulla base di indizi ed illazioni.

Una chiara provocazione da utilizzare in modo strumentale contro la Russia di Putin. Il paradosso è quello che l’accusa è stata lanciata dallo stesso premier Cameron il quale potrebbe essere trascinato davanti ad una Corte di Giustizia internazionale per crimini contro l’umanità, essendo lui stesso corresponsabile di strage e genocidi commessi in Libia, in Siria ed attualmente anche nello Yemen dove ha ordinato all’aviazione britannica di affiancare le forze saudite nei bombardamenti effettuati sulla popolazione civile dello Yemen che hanno colpito scuole, ospedali ed abitazioni causando migliaia di vittime civili.

Altra nuova provocazione avviene negli Stati Uniti dove il governo Federale ha decretato la chiusura dei consolati della Federazione Russa:
Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha preso la decisione di chiudere cinque dei sei consolati onorari di Russia, che operano sul territorio. Risulta revocato l’accreditamento ai consoli onorari in California, Utah, Minnesota, Florida e Puerto Rico. Washington ha spiegato le sue azioni «russi, con l’intervento» americano per la legalizzazione attività nella federazione Russa e, in particolare, la chiusura di un centro Americano a Mosca. Il Ministero degli Esteri della federazione Russa, a sua volta, ha espresso indignazione per la decisione degli Stati Umiti ed ha accusato l’amministrazione del presidente Barack Obama di «riduzione al minimo dei legami con il nostro paese».
«Sono sgomento per la decisione di Washington di revocare l’accreditamento di cinque dei sei consoli onorari della Federazione Russa negli Stati Uniti… per di Più, su di loro incombe anche la minaccia di una accusa penale. I tentativi di giustificazione per tali inspiegabili azioni nel dare la colpa a noi per una escalation dei casi di tensioni bilaterali non regge più», — queste le parole di un rappresentante diplomatico ufficiale russo, sr.a Maria Zaharova del servizio stampa del Ministero.

La Zaharova ha aggiunto, che sono stati gli Stati Uniti « che hanno scatenato una aggressione contro la Russia e hanno lanciato una massiccia propaganda in tutto il mondo, cercando di allontanare da sé la responsabilità per il sostegno armato ad un colpo di stato effettuato in Ucraina e la sanguinosa guerra nel Donbass».

Questo lo stato di massima tensione delle relazioni diplomatiche tra le due potenze ma avviene qualche cosa di peggio sul terreno di confronto in Siria dove le forze aeree russe, dal 30 Settembre scorso, sono intervenute a sostegno e su legittima richiesta del governo siriano, per fornire aiuto militare al paese arabo aggredito da un esercito di mercenari jihadisti inviato dall’estero.
La NATO sta fornendo appoggio alla Turchia, paese membro della NATO che fornisce aiuti e complicità notoriamente all’ISIS ed ai gruppi di miliziani terroristi che combattono in Siria per rovesciare il governo di Bashar al-Assad. La Turchia acquista il petrolio di contrabbando dall’ISIS e fonisce aiuti ed appoggio logistico a questa organizzazione. La NATO collabora con le forze turche che ultimamente hanno sconfinato nelle zone settentrionali della Siria e dell’Iraq. Sembra chiaro che la Turchia, che in Novembre ha abbattuto un aereo militare russo sulla frontiera con la Siria, stia cercando la provocazione definitiva  contro la Russia per coinvolgere la NATO in un intervento a sua difesa. La NATO di fatto, ha inviato sul campo alcuni reparti speciali d’elite per mantenere i collegamenti e fornire appoggio logistico ai gruppi terroristi, attraverso la Turchia, fornisce armi e sostegno anche all’ISIS, come da numerose prove, per alimentare il conflitto diretto a contrastare l’avanzata dell’Esercito siriano e le forze aereo terrestri russe, presenti nel paese arabo.

La propaganda della “lotta all’ISIS fatta dai comunicati dei governi degli USA e della NATO è solo fumo per coprire la sostanziale complicità delle forze NATO con l’ISIS e con gli Stati che appoggiano questa organizzazione: Arabia Saudita, Qatar e Turchia.
L’Amministrazione USA non è disposta a rinunciare al suo piano di smembramento della Siria, così come prosegue nella sua strategia del caos, fornendo enormi quantitativi di armi all’Arabia Saudita che continua a far affluire in Siria mercenari e rifornimenti ai gruppi terroristi. L’obiettivo degli USA è quello di creare un’altro Afghanistan dove far impantanare la Russia in una guerra di logoramento. Inoltre si sta preparando un intervento di terra dell’alleato turco, il gangster internazionale Recepit Erdogan, il quale verrà utilizzato come “testa d’ariete” per sfondare le linee di difesa russe.

A tale scopo esiste un piano, neanche tanto segreto, di infiltrare gruppi terroristi turcomanni e ceceni in Crimea e nel Caucaso, attraverso l’Ucraina, per effettuare attentati e sabotaggi nella speranza di far sollevare le popolazioni mussulmane del Caucaso contro il governo centrale di Mosca. Si tratta del classico tentativo di sobillazione di “rivoluzione colorata” attuato dalla CIA nei paesi dell’est Europa con la collaborazione degli organismi di Soros ed altri sodali dei neo cons statunitensi.

Vedi: Il “cane pazzo” della NATO, il turco Erdogan, trama per annettere la Crimea nel “nuovo Impero Ottomano”
Si esegue alla lettera il piano di Zbigniew Brzezinski, consigliere e stratega della Casa Bianca , il quale aveva esposto nella sua dottrina B. la necessità di logorare la Russia con una duplice azione dall’esterno e dall’interno. Lo strumento utilizzato sono ancora una volta i gruppi jihadisti, quelli dell’ISIS come lo furono a suo tempo quelli di Al Qaeda, nel caso dell’Afghanistan negli anni ’80. Una alleanza di lunga data quella degli USA con i gruppi integralisti salafiti, considerati l'”arma strategica”di Washington per destabilizzare i paesi dell’orbita russo iraniana.
Vedi: Gli Jihadisti: lo strumento geostrategico del Pentagono per la nuova cartografia del Medio Oriente
Un altro teatro di operazioni è quello del Golfo Persico dove Israele non si rassegna alla possibilità di una rinnovata crescita dell’Iran, grazie all’accordo sul nucleare ed i gruppi neocons, contrari all’accordo fin dall’inizio, in stretto collegamento con il governo Netanyahu, stanno cercando un pretesto per far revocare l’accordo sul nucleare e giustificare una azione bellica contro l’Iran che dovrebbe attuare Israele con l’appoggio USA. Un piano diabolico, probabilmente elaborato attraverso i settori della CIA e della DIA (Defence Intelligence Agency) alle spalle di Obama, considerato ormai fuori gioco (l’anatra zoppa) per le strategie di medio e lungo periodo delle centrali di USA ed Israele.

A questo proposito bisogno capire il significato dello strano “incidente” avvenuto nel Golfo Persico per effetto dello sconfinamento in acque iraniane dei due motovedette  da pattugliamento della marina USA, episodio terminato con l’arresto dei marinai USA, successivamente rilasciati da Teheran. Secondo alcune fonti, in realtà si trattava di una azione di provocazione per simulare l’affondamento di due unità nord americane da parte degli iraniani ed avere quindi il pretesto per scatenere una reazione militare. Ci informa su tale episodio The Saker, un corrispondente russo di solito molto ben informato, ci fornisce la sua versione ufficiale (tradotto ad opera del sito di Maurizio Blondet :

“Certa gente sostiene che due navigli erano in una missione suicida, volenti o nolenti. Ci sono credibili rapporti di un sottomarino israeliano posizionato lì vicino, e pronto a affondare le barche mentre in acque iraniane, precondizione essenziale per innescare (in Usa) la rabbia politica” necessaria a fare di nuovo applicare le sanzioni a Teheran che Obama aveva appena levato: contro la chiara volontà israeliana e neocon. La ‘nuova Pearl Harbor’ è stata sventata – fa’ sapere il Saker – perché l‘aviazione russa, “che per caso era in zona, ha fatto uso della sua misteriosa tecnica di rendere inoperanti i sistemi elettrici, elettronici d altri delle vedette Usa, e apparentemente, ha fatto lo stesso servizio al sottomarino israeliano”.
Le navi occidentali “sono divenute sorde, cieche e immobili. Esattamente come era capitato nel novembre 2014 nel Mar Nero, quando il Sukhoi Su-24 fornito del noto apparato ha paralizzato completamente la fregata USS Donald Cook sorvolandola, e neutralizzando il modernissimo sistema di gestione del combattimento Aegis lì montato”. Gli ufficiali americani, si raccontò allora, passarono minuti di terrore: disarmati, accecati, in panne mentre il caccia russo simulava un attacco. Le guardie costiere iraniane, sulle loro semplici motovedette , quando hanno preso i Marines (figli di mamma ventenni) che si arrendevano, hanno detto che stavano piangendo. Forse hanno capito che stavano per essere sacrificati? Sulla stranezza che questi due battelli (catorci assetati di carburante) fatti per acque basse, siano invece stati usati in una parte del Golfo Persico profondo 500 metri, si è già espresso da tecnico (è progettista navale) il blogger “Nuke the Whales”: “Sento una fortissima puzza di “false flag” qualcuno aveva probabilmente mandato allo sbaraglio due barchini inutili con un equipaggio minimo sperando che gli iraniani li facessero saltare in aria”.

Oltre a tutto questo consideramo l’ingresso recentissimo di una forza navale della NATO nel Mar Nero, a ridosso delle coste russe, come ulteriore atto di provocazione e l’invio di mezzi corazzati, batterie di missili ed artiglieria nei paesi baltici, a ridosso dei confini russi, uno spiegamanto di forze mai visto nei precedenti 27 anni dalla caduta del Muro di Berlino.

In pratica troppi fattori che si manifestano tutti assieme non ci permettono di stabilire che siano casuali ma piuttosto diventa d’obbligo stimare che ci troviamo alla vigilia di un qualche cosa di molto grosso che dovrà accadere nel breve periodo: non sappiamo esattamente dove, come e quando, tuttavia possiamo immaginare che il teatro delle operazioni sia allargato tra Medio Oriente, Golfo Persico ed Europa (Ucraina e paesi Baltici).

In definitiva, lo schieramento di ingenti forze militari NATO a ridosso dei confini della Federazione Russa, le azioni di propaganda e di disturbo attuate dall’apparato mediatico occidentale, le manovre economiche per far deprezzare il rublo e mettere in crisi l’economia russa (con il crollo del prezzo del greggio), oltre alle “provocazioni” più o meno dirette, sono tutti fattori di una guerra di accerchiamento in corso, attuata dall’Impero anglo- USA -sionista nei confronti della Russia di Putin.

I neocons di Washington hanno deciso di procedere nell’operazione di bloccare l’orso russo e stanno preparando la prossima trappola. L’orso è deciso a non farsi prendere nella  trappola e si prepara ad una contromossa. L’eco dei tamburi di guerra si inizia a sentire  sempre più da  vicino.

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  1. Alessandro 2 anni fa

    http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=14079

    Eppure strano che in questo contesto codesto signore rilancia l’amicizia con la Russia, Mr. Soros, leggete l’articolo
    Anche se, credo, sono falsi pentimenti

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  2. nessuno 2 anni fa

    Ci siamo, le carote sono quasi cotte,e,saranno molto grosse e saporite, c`é ne sarà per tutti e in
    quantità sufficiente per questi cerebrolesi che sono a Bruxelles e dintorni.
    Mi dispiace che ci andremo di mezzo anche noi che delle loro pazzie di conquista e provocazioni
    non centriamo niente. Il tempo delle analisi e proiezioni sull’evolversi della situazione è arrivato
    al termine, godiamoci questo bel Pianeta finché ancora potremo…….

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    1. Alessandro 2 anni fa

      Ciao Nessuno, dici che noi non c’entriamo niente.
      Permettimi di dissentire ampiamente: c’entriamo eccome. Dal momento che la gente ha la testa sul campionato di calcio e sui gossip non solo c’entriamo, ma ce lo meritiamo

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