"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Congressista USA: è arrivata l’ora di bombardare l’Iran

Il Congressista repubblicano, Louie Gohmert, ha dichiarato  Domenica scorsa che il governo degli Stati Uniti dovrebbe “eliminare le capacità nucleari dell’Iran” bombardando  quel paese, piuttosto che continuare i colloqui sulla questione nucleare.

“È giunto il momento di bombardare”, ha dichiarato  parlando con l’emittente radio  Washington Watch, con sede nella capitale degli Stati Uniti, Washington DC

Gohmert ha inoltre  manifestato la speranza  che,  “invece di  maltrattare  Israele come se fosse un ospite inopportuno,” Barack Obama inizi a “trattarlo come un amico” (si riferiva a Netanyahu, il leader israeliano).

«E quando lo farà, allora  forse si renderà conto che abbiamo necessità  di bombardare gli impianti nucleari iraniani per i quali disponiamo di  informazioni, e se cercano di aggiustarli nuovamente dovremo tornare  a distruggerli”, ha aggiunto.

Il rappresentante repubblicano ha riferito di aver tenuto una conversazione privata con Benjamin Netanyahu, in cui ha espresso al primo ministro israeliano il rammarico che gli Stati Uniti abbiano   messo Israele “in una situazione in cui non solo deve  difendere se stessa, ma anche difendere gli USA, perché quella gente (riferendosi a Iran) è anche una minaccia  per noi  statunitensi. ”

Atteggiamento guerrafondaio

Le recenti dichiarazioni Gohmert si aggiungono a quelle fatte in gennaio durante un’intervista con i media locali, quando aveva  sostenuto che “gli Stati Uniti dovrebbero essere pronti a intraprendere un’azione militare contro la Repubblica Islamica dell’Iran”.

Il Contesto

I colloqui tra l’Iran e gli Stati Uniti sulla questione nucleare sono  ripresi lo scorso 23 gennaio a Zurigo, in Svizzera, dove i delegati dei due paesi hanno discusso in due giorni i punti mancanti per raggiungere un accordo.Gli Stati Uniti accusano Teheran, senza evidenza di prove certe,  di presunte intenzioni di sviluppare armi nucleari con la scusa di un programma  nucleare di pace. L’Iran nega che questo sia  vero e difende la natura civile e pacifica del suo programma, mentre sta anche chiedendo la revoca delle sanzioni internazionali che colpiscono la sua economia.

L’Iran ha più volte sottolineato che il raggiungimento di un accordo globale dipende dalla volontà politica dell’Occidente e, infatti, il Gruppo 5 + 1 è quello che deve  prendere le decisioni difficili in merito.

Sabato scorso, il presidente iraniano Hassan Rouhani, ha detto che “è possibile” un accordo definitivo con le maggiori potenze del 5 + 1 sul programma nucleare per scopi pacifici che sta  sviluppando  il loro paese e che  è stato contestato dagli Stati Uniti  senza alcun argomento  .”Credo che un accordo è possibile. Non c’è nulla che non possa essere risolto e l’altra parte deve prendere  la sua decisione  finale per questo “,  ha detto il mandatario iraniano che  è stato citato dall’agenzia Irna.

Evidente che Israele dispone di una grande influenza sul Congresso USA ed attraverso la sua potente Lobby è in grado di condizionare anche la rielezione di una buona parte dei congressisti statunitensi.  Questo spiega perchè la maggioranza dei senatori repubblicani eserciti pressioni sull’Amministrazione Obama per interrompere i negoziati con l’Iran ed adottare una risoluzione di forza. Conviene ad Israele che vuole liberarsi della minaccia del suo principale nemico nella regione, conviene alla lobby dell’apparato militare industriale, interessato ad una nuova guerra, conviene ad una buona parte dei senatori USA che vogliono essere rieletti grazie all’appoggio finanziario  della nota lobby.

Le prospettive per il Medio Oriente non sono molto pacifiche e, oltre alla situazione di caos e di guerra già esistente tra Siria, Iraq,  presto si potrebbe aggiungere un nuovo cataclisma dovuto agli interessi prevalenti di USA ed Israele sulla regione.

Traduzione e nota: Luciano Lago

La Info.es

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  1. Ares 2 anni fa

    Non è tanto lontana un’invasione delle stato USA, fino ad ora le guerre si sono combattute lontane ma i tempi cambiano e sanno che è possibile, hanno il fiato sul collo.

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