"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Conflitto nello Yemen. Il negoziato è collassato: Riyadh minaccia di marciare su Sana’à

L’Arabia Saudita punta alla capitale e promette di rompere il cessate il fuoco se il dialogo fallirà. Ma la tregua è uno specchietto per le allodole: in pochi giorni quasi 100 vittime –
della redazione

Roma, 1 giugno 2016, Nena News – Il fragile negoziato in corso in Kuwait è collassato. Mai realmente partito, se si fa eccezione per l’accordo per la liberazione reciproca di prigionieri, questo è ad un punto morto tra minacce di invasione della capitale e scontri continui nonostante la tregua.

Ieri le forze progovernative hanno smentito le voci che parlavano di un accordo vicino: nessuna pace con i ribelli Houthi è all’orizzonte, dice Mohammed al-Ameri, membro della delegazione del governo in Kuwait. Al contrario la coalizione sunnita a guida saudita parla di controffensiva su Sana’a: il ministro dell’Informazione Qabbati ha avvertito dell’intenzione di riprendere la capitale nel caso di fallimento del dialogo. “Le forze della coalizione – ha detto – sono pronte ad entrare a Sana’a, ora si trovano a 40 km di distanza”.

Alle minacce di azioni militari si aggiungono scontri continui: nelle ultime 24 ore sono 38 le vittime da entrambe le parti, durante battaglie a Bayhan, tra la provincia meridionale di Shabwa e quella orientale di Marib. Domenica ben 69 combattenti sono morti. Inoltre, dopo il lancio di un missile verso il territorio saudita, Riyadh ha detto di voler riconsiderare la tregua in corso: “Potremmo riconsiderare la fattibilità politica del comportamento che abbiamo tenuto dall’inizio della tregua il mese scorso e prenderemo le misure necessarie a difendere l’Arabia Saudita”, si legge nel comunicato stampa pubblicato ieri.

Chi, nonostante tutto, mantiene un aplomb surreale è l’Onu: ieri l’inviato delle Nazioni Unite Ismail Ould Cheikh Ahmed continua con gli incontri bilaterali e chiede a tutte le delegazioni di fare concessioni, necessarie ad arrivare ad un compromesso. Gli esperti Onu hanno presentato un piano concreto per il ritiro degli Houthi dalle zone occupate e l’abbandono delle armi.

Ad un anno e due mesi di distanza dall’inizio dell’operazione saudita “Tempesta decisiva” la pace è lontanissima perché Riyadh non ha ottenuto quanto voleva, frenata dalla resistenza Houthi. Quasi 9mila morti e un paese, il più povero del Golfo, ridotto letteralmente alla fame con la complicità degli alleati occidentali e dei media che della guerra in Yemen non parlano. Al contrario i governi occidentali (inclusa l’Italia) non cessano nella vendita di armi, pur sapendo per cosa vengono utilizzati. Nena News

Nota: Nonostante tutti i crimini di cui è responsabile l’Arabia Saudita, sono gli stati dell’Unione Europea i principali fornitori di armi all’Arabia Saudita. I bombardamenti dei caccia sauditi hanno un impatto estremamente grave sulla popolazione civile, sugli ospedali, sulle scuole e sull’accesso all’acqua potabile.
Di fronte a questa situazione, denunciata anche dall’Onu, si è registrata l’iniziativa di 11 organizzazioni europee per la pace ed il disarmo, aderenti all “’European Network Against Arms Trade “(Enaat:) queste avevano da tempo deciso di condurre una serie di azioni verso le istituzioni europee per far cessare il sostegno militare all’Arabia Saudita. Era stata scritta ed inviata una lettera ai membri del parlamento europeo (che avrebbero dovuto votare su una risoluzione in tema, poi rinviata) ed agli organismi di Enaat, Rete Italiana, si erano anche rivolti ai ministri degli esteri, quando questi erano riuniti ad Amsterdam.
Nessun risultato è venuto da questi appelli e da questa mobilitazione per rompere il velo di silenzio vergognoso dei media europei su questo conflitto che ha mietuto migliaia di vittime civili nello Yemen ed ha creato una situazione definita da vari osservatori di “disastro umanitario”.

Al contrario, la Gran Bretagna in particolare (oltre agli USA), ha intensificato il suo sostegno militare e logistico all’Arabia Saudita nella sua campagna di bombardamenti sullo Yemen.
La Federica Mogherini, alto rappresentante agli Esteri della UE, non ha risposto agli appelli e risulta totalmte assente su questo problema, la stessa Mogherini ha fatto rinnovare le sanzioni alla Siria mentre intrattiene rapporti “amichevoli e di ampia collaborazione” con la Monarchia dell’Arabia Saudita, lo Stato più totalitario oscurantista e repressivo essistente al mondo.

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