"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Come i Clintoniani si stanno preparando per la guerra in Siria

I neo-conservatori e i clintoniani hanno lanciato un’importante campagna di comunicazione allo scopo di promuovere l’intervento diretto e l’aggressione della Siria da parte delle forze armate USA, cosa che potrebbe potenzialmente condurre ad una guerra con Iran e Russia, come si può evincere da un indizio emerso non appena è stato chiaro che Hillary Clinton sarebbe stata la candidata del Partito Democratico alle presidenziali. A seguito delle primarie in California, il New York Times ha reso noto [in inglese] che diplomatici del Dipartimento di Stato avrebbero rilasciato un memorandum per uso interno “che esorta gli Stati Uniti a condurre operazione militari contro il governo del Presidente Bashar al Assad.”

Agli inizi di agosto, Dennis Ross e Andrew Tabler hanno pubblicato un editoriale sul New York Times intitolato “The Case for (Finally) Bombing Assad” [Gli argomenti per (alla fine) bombardare Assad, in inglese]. Dennis Ross è uno dei preferiti dei clintoniani: nel suo libro “Scelte Difficili”, la Clinton descrive come abbia chiesto a Dennis Ross di raggiungerla al Dipartimento di Stato per “lavorare sull’Iran e su altri problemi nella regione”.

Un altro frequente editorialista del NY Times Nicholas Kristof ha perorato [in inglese] la causa della guerra contro la Siria. Secondo il sedicente esperto di diritti umani, ci servono “zone sicure” come proposto dai clintoniani Madeline Albright e James Cartwright, un generale in pensione; è rischioso ma “è ancora più rischioso non fare nulla in Siria”.

La PBS ha trasmesso un servizio intitolato “Repeatedly targeted by airstrikes, Syrian doctors feel abandoned.” [I medici siriani, ripetutamente bombardati da attacchi aerei, si sentono abbandonati, in inglese]. Il servizio è stato montato usando video dei “Caschi Bianchi” e foto del bombardamento ad aprile dell’ospedale di Al Quds.

Al momento è in corso una enorme campagna mediatica riguardante la situazione ad Aleppo. Il medico siro-americano Zaher Sahloul, della Syrian American Medical Society, è stato intervistato varie volte nei media mainstream, in DemocracyNow, ed ha avuto ampio spazio su Truthout e su altri siti.

Si è fatto un gran parlare di una lettera [in inglese] al Presidente Obama che sarebbe stata scritta dai 15 medici di Aleppo Est, che finisce con “abbiamo bisogno che lei agisca”. Lo stile e la terminologia della lettera fanno pensare che possa essere stata preparata da un’agenzia di marketing e non è stata fatta nessuna verifica riguardo ai medici che l’avrebbero firmata.

Una petizione [in inglese] sul sito web Change.org, richiede alla Cancelliera Merkel e al Presidente Obama di “salvare la gente di Aleppo”.

L’Holocaust Memorial Museum, finanziato dallo stato, ha diffuso [in inglese] il video #SaveSyria. Uno dei soggetti produttori del video è la Syria Campaign, cioè l’agenzia di marketing creatrice del pervasivo marchio dei “Caschi Bianchi” come documentato in “Seven Steps of Highly Effective Manipulators” [I Sette Passi dei Manipolatori Molto Efficaci, in inglese].

In parallelo a questa campagna mediatica, lo House Foreign Affairs Committee ha emanato la risoluzione HR5732 [in inglese], il “Caesar Syrian Civilian Protection Act del 2016”. Questa risoluzione richiede l’aumento delle pressioni economico/finanziarie sulla Siria e la “Verifica dell’efficacia potenziale e dei requisiti per l’istituzione di zone sicure e zone di non sorvolo in Siria”.

Il Dott. Sahloul, portavoce della Syrian American Medical Society, afferma che il lascito di Obama sarà definito sulla base della scelta che farà riguardo all’attacco e all’imposizione di una “zona di non-volo” in Siria. Sembra poco probabile che Obama, alla fine del proprio mandato, prenda una simile decisione; l’obiettivo in realtà è quello di preparare il pubblico alla nuova guerra che inizierà non appena Hillary Clinton diverrà presidente.

Falsità e omissioni

Nel suo recente articolo “I media stanno ingannando il pubblico sulla Siria”, l’autore Stephen Kinzer ha scritto:

La copertura della guerra in Siria sarà ricordata come uno degli episodi più vergognosi nella storia della stampa americana, e le cronache sulla carneficina nell’antica città di Aleppo sono solo l’ultimo motivo.

Ecco alcuni fatti su Aleppo che contraddicono la narrazione fatta dai media ufficiali:

Almeno l’85% della popolazione di Aleppo si trova nell’area controllata dal governo.
La stima di 300.000 civili nell’Aleppo orientale controllata dai ribelli/terroristi è probabilmente una grossolana esagerazione, perché nella primavera del 2015 Martin Chulov del Guardian visitò l’area e stimò [in inglese] che ce ne fossero 40.000.
Anche se ci sono pochissimi dottori che operano nella Aleppo controllata dall’opposizione, ci sono migliaia di dottori che lavorano nell’area controllata dal governo.
Il gruppo ribelle terrorista più diffuso ad Aleppo è la versione siriana di Al-Qaeda.
I gruppo armati che hanno invaso Aleppo sono stati impopolari fin dal principio. Nell’autunno del 2012 James Foley scrisse [in inglese]:

Aleppo, una città di circa 3 milioni di persone, era una volta il cuore finanziario della Siria. Mentre continua a degradarsi, molti civili stanno perdendo la pazienza con la sempre più violenta e irriconoscibile opposizione — opposizione che è gravata da conflitti interni e mancanza di struttura, e infiltrata in profondità sia da combattenti stranieri che da gruppi terroristici.

I ribelli terroristi lanciano dozzine e a volte centinaia di colpi di mortaio al giorno nelle aree controllate dal governo causando gravi danni, e i media occidentali ignorano questa distruzione e perdita di vite umane.
Il racconto del tanto pubblicizzato bombardamento dell’Ospedale al-Quds di Aleppo in aprile, in teoria gestito da MSF, era pieno di contraddizioni e discrepanze, che sono state evidenziate in una lettera aperta a MSF [in inglese]. Fino ad ora, MSF non ha ancora fornito alcuna informazione.
La maggior parte dei video che pretendono di mostrare gli effetti dei bombardamenti ad Aleppo hanno il logo dei “Caschi Bianchi”, i quali sono una creazione di USA e Regno Unito, e sono principalmente uno strumento di propaganda [in inglese]. Le affermazioni che siano Siriani, indipendenti e apartitici sono tutte false.
La maggior parte delle informazioni sulla Siria viene da “attivisti” addestrati e pagati dagli USA. Nel suo libro “Scelte Difficili”, il Segretario di Stato Clinton dice che gli USA hanno “addestrato più di un migliaio di attivisti, studenti e giornalisti indipendenti (siriani)” (pag. 464 della versione con copertina rigida). Ovviamente non sono indipendenti e i loro reportage dovrebbero essere attentamente controllati.

Per fare un paragone con l’ambigua situazione dell’Ospedale al-Quds, considerate cos’è successo all’Ospedale al-Kindi di Aleppo. Prendetevi tre minuti per guardare l’attentato suicida

all’Ospedale al-Kindi, e poi prendetevi due minuti per guardare cosa hanno fatto i “ribelli”

ai soldati siriani che erano a guardia dell’ospedale.

Come il falso rapimento di Richard Engels e gli artificiosi reportage della CNN da parte di “Siria Danny”, anche l’attacco chimico a Ghūṭa del 21 agosto si è effettivamente dimostrato essere un evento costruito, organizzato per spingere gli USA ad attaccare a causa della teoricamente oltrepassata linea rossa.

La lettera al Presidente Obama è stata probabilmente scritta da un propagandista prezzolato della Guerra in Siria o da una lobby di Washington. Leggete la lettera qui [in inglese] e giudicate voi stessi; poi, per contrasto, guardate questa intervista

con un vero dottore siriano che non declama la propaganda proveniente dalla K Street di Washington DC.

L’ultimo strumento di propaganda utilizzato per promuovere l’aggressione americana contro la Siria è la fotografia del piccolo Omran sul seggiolino arancione dell’ambulanza, fotogramma di un video che proviene dall’Aleppo Media Center “AMC”. Come i Caschi Bianchi, AMC è una creazione americana [in inglese]. La foto di Omran è stata ampiamente accettata senza un esame minuzioso, ma lo scrupoloso Moon of Alabama [in inglese], ha sollevato seri interrogativi riguardo a questa sensazione mediatica. Brad Hoff ha documentato [in inglese] che il fotografo principale, Mahmoud Raslan, è un alleato dei terroristi ribelli Harakat Nour al-Din al-Zenki che hanno decapitato un giovane palestinese siriano alcune settimane fa. Questo viene confermato passo per passo in questo breve video (audio in arabo e in inglese, scritte in sovrimpressione in inglese, contenuto esplicito). Un altro ottimo breve video che fa venire alla luce la propaganda attorno al bambino siriano è questo (audio in inglese e arabo, sottotitoli in inglese).

Perché c’è un improvviso aumento della propaganda e di richieste di un attacco americano?

La crisi siriana è in un punto critico, e c’è la prospettiva del crollo dei ribelli terroristi. Se vengono distrutti o espulsi, questo permetterà a centinaia di migliaia di aleppini sfollati di tornare a casa appena verranno ripristinati i servizi basilari, e permetterà anche all’esercito siriano e ai suoi alleati di concentrarsi nell’attaccare l’ISIS ad est e i gruppi terroristici rimasti ad Idlib, a Hama, nei dintorni di Damasco e a sud.

La corrente sta cambiando contro le fazioni ribelli terroriste e coloro che le appoggiano. Fino all’anno scorso, fanatici e mercenari stavano affluendo da tutte le parti del mondo in Siria e Turchia, e decine di migliaia [in inglese] erano arrivati in Siria dal Sud-Est asiatico, dalla Cina, dalla Russia, dal Nord Africa, dall’Europa e dal Nord America.

Gli era stata data carta bianca per partire dai loro paesi di provenienza, arrivare in Turchia ed essere condotti in Siria. Per esempio, giovani Canadesi come Damien Clairmont [in inglese] partirono per la Siria e lì morirono. Sua madre rese coraggiosamente pubblico [in inglese] il fatto che i Canadian Security Intelligence Services (CSIS) sapevano dei suoi piani ma non fecero niente per fermarlo. I leader musulmani progressisti [in inglese] chiesero che il governo identificasse e cominciasse ad affrontare i reclutatori radicali. Evidentemente “guardare dall’altra parte” mentre i loro concittadini subivano il lavaggio del cervello e poi venivano reclutati per diventare terroristi che attaccavano la Siria, era la politica dei cinicamente chiamati “Amici della Siria”.

Ora, con la ritirata dei terroristi, questi stessi “Amici” stanno subendo alcune delle conseguenze delle loro politiche: gli attacchi terroristici in Inghilterra, Francia, Belgio e USA hanno posto fine alla politica di collusione con i terroristi Wahhabiti; lo scorso anno i servizi di sicurezza hanno iniziato ad arrestare reclutatori e nuove reclute; in Inghilterra, un sostenitore di lunga data dell’ISIS è stato condannato [in inglese]; in Belgio, il tribunale ha approvato l’estradizione [in inglese] di un sospetto terrorista francese. In precedenza il Belgio era il paese occidentale col più alto numero di cittadini pro capite unitisi ai terroristi in Siria, e ora la Turchia ha iniziato ad arrestare [in inglese] le persone in viaggio per unirsi all’ISIS in Siria.

Da quando i terroristi ribelli hanno invaso Aleppo nel 2012, hanno ricevuto un costante afflusso di armi, combattenti e rifornimenti verso la città, ma nei mesi passati l’Esercito siriano è stato sul punto di accerchiare e bloccare le vie d’accesso alle sezioni orientali di Aleppo in mano ai terroristi. I media e i governi occidentali che sostengono i terroristi ribelli stanno facendo tutto quello che possono per ritardare o impedire questo accerchiamento, infatti stanno cercando di mandare in stallo o impedire una vittoria siriana fino a quando alla Casa Bianca non arriverà qualcuno che sostenga una linea più dura di quella di Barack Obama.

Chi sta conducendo il conflitto?

Le forze regionali che sostengono la guerra alla Siria includono Israele, Arabia Saudita, Qatar e Turchia. Israele è sempre stata profondamente coinvolta, contrariamente alle fallaci analisi di alcuni osservatori, considerato che ha fornito supporto medico e militare [in inglese] al Fronte Al-Nusra/Al-Qaida e ad altri gruppi terroristici che operano nei pressi delle Alture del Golan. L’ex Ambasciatore israeliano Michel Oren è stato esplicito [in inglese]: “Israele voleva soppiantare Assad fin da quando è cominciata la guerra in Siria ”.

Anche gli USA e le potenze occidentali sono profondamente coinvolte: lavorando con l’Arabia Saudita e attraverso la Turchia, gli USA hanno fornito grandi quantità di armi ai terroristi ribelli. Lo scorso inverno sono stati consegnati sofisticati armamentari per un totale di 994 tonnellate, come documentato qui [in inglese].

Invece l’Iran e Hezbollah si sono impegnati a difendere il governo siriano legittimo, perché sanno che se il governo siriano cade, loro saranno i prossimi ad essere attaccati. Anche la Russia vede questo come un conflitto cruciale, dato che gli USA hanno fatto espandere la NATO fino al confine orientale della Russia, promosso il colpo di Stato in Ucraina del 2014, e posto sanzioni economiche contro la Russia. La Siria è l’unico alleato arabo della Russia, e ospita l’unica base navale all’estero della Russia. Probabilmente la Russia vede questo conflitto come cruciale per il proprio futuro e inoltre, come altro segno di resistenza all’egemonia globale americana, la Cina ha fatto intendere [in inglese] di voler espandere la cooperazione militare con la Siria.

Seguendo le direttive americane, Canada, Australia e i paesi dell’Europa occidentale hanno sostenuto gli sforzi per il cambio di regime nonostante fossero una chiara violazione dello Statuto delle Nazioni Unite e del Diritto Internazionale.

Cosa c’è in gioco?

Nonostante cinque anni di tragedie e distruzione, gli USA continuano a cercare di rovesciare o distruggere il governo siriano. Questo non è un nuovo obiettivo americano, infatti, nel 2005, Christiane Amanpour della CNN intervistò il Presidente siriano Assad e gli chiese [in inglese]:

Signor Presidente, lei sa che dagli Stati Uniti viene diretta verso di lei la retorica del cambio di regime… Parlano di isolarla diplomaticamente e, forse, di un colpo di Stato o del crollo del suo regime, cosa ne pensa al riguardo?

La Amanpour non è solo una presentatrice della CNN, è anche la moglie del neo-conservatore clintoniano James Rubin [in inglese].

Nel 2010 il Segretario di Stato Hillary Clinton ha fatto pressioni sulla Siria [in inglese] affinché smettesse di sostenere il movimento di resistenza libanese Hezbollah, “allentasse” la sua alleanza con l’Iran e firmasse un trattato con Israele. Cosa importante, queste richieste sono di Israele e sono molto più importanti per lo stato sionista che per gli USA.

La guerra in Siria sta facendo emergere diversi conflitti: Wahhabismo settario contro Islam laico; il “nuovo secolo americano” con un’unica superpotenza contro un mondo multilaterale; il dominio e l’occupazione sionista contro la resistenza libanese e palestinese.

Hillary Clinton è stata registrata nell’autunno 2013 mentre criticava la decisione di non bombardare la Siria. Ha continuato a promuovere l’idea di una “zona interdetta al volo”, ed è una sionista dichiarata che ha detto di voler far passare le relazioni Israelo-Americane al “livello successivo”.

L’Israele sionista è profondamente preoccupato dalla prospettiva di una rinforzata resistenza siriana e libanese, e inoltre ci sono molti rifugiati palestinesi e discendenti di essi in Siria e Libano, che mantengono il loro desiderio di tornare a casa in accordo col Diritto Internazionale. Proprio come gli interessi sionisti israeliani sono stati un fattore importante nell’invasione dell’Iraq, così lo sono adesso nella continuazione del conflitto in Siria; inoltre i neo-conservatori non hanno abbandonato il loro obiettivo di un “nuovo secolo americano”.

Qual’è stato il ruolo della sinistra occidentale?

La sinistra è stata debole nel rispondere e nell’opporsi alla aggressione contro la Siria e, fra le principali ragioni di ciò, possiamo includere:

I Sauditi e il Dipartimento di Stato hanno finanziato i gruppi musulmani, come il recentemente famoso Dott. Zaher Sahloul e la Syrian American Medical Society, che sostengono l’aggressione contro la Siria. Sia la SAMS che Zahloul sono allineati [in inglese] con l’Arabia Saudita e ricevono fondi sostanziali dal Dipartimento di Stato.
l’illusione nei gruppi di sinistra che sostengono una “rivoluzione” di fantasia in Siria proprio come fecero in Libia.
l’inondazione di internet e dei social media da parte dei gruppi degli “attivisti” e della “società civile” siriana, in realtà, agenti pagati e istruiti dall’Occidente, come ha confermato la stessa Clinton nel suo libro “Scelte Difficili”.
accettazione acritica delle principali ONG, finanziate sopratutto da miliardari, quando queste andrebbero considerate con un po’ di scetticismo. Per esempio, nel 1990, Amnesty International confermò [in inglese] erroneamente le false affermazioni sui soldati iracheni che rubavano incubatrici dal Kuwait e lasciavano i neonati a morire sui pavimenti freddi. Nella rincorsa all’invasione dell’Iraq del 2003, Human Right Watch non si oppose all’invasione, ma l’accettò implicitamente criticandone solo la mancanza di preparazione. Physicians for Human Rights, un altro progetto di Soros, ha rilasciato [in inglese] rapporti grossolanamente fuorvianti sulla Siria.
i media alternativi, progressisti su molti argomenti ma allineati ai media ufficiali sulle questioni di politica estera incluso il conflitto siriano.

Alcuni gruppi hanno sfidato attivamente la disinformazione, ma i loro budget e la loro influenza sono piccoli a confronto delle grandi organizzazioni pesantemente finanziate che spingono per il cambio di regime. Fra essi, gli Arab Americans for Syria, il Syrian American Forum, il Black Agenda Report, il Syria Solidarity Movement, la Answer e il Workers World Party.

I Veterans for Peace, una delle più rispettate e influenti organizzazioni pacifiste, ha affinato recentemente la sua comprensione e la sua posizione. A seguito di una sua recente visita in Siria Jerry Condon, il Vice Presidente di Veterans for Peace, ha detto [in inglese]:

Tutto quello che leggiamo nei media sulla Siria è sbagliato. La realtà è che il governo degli Stati Uniti sta sostenendo gruppi armati estremistici, i quali stanno terrorizzando la popolazione della Siria e stanno cercando di distruggerne lo stato laico. Allo scopo di nascondere questa spiacevole realtà e di spingere per un cambio di regime violento, gli Stati Uniti stanno conducendo una campagna di guerra psicologica per demonizzare il Presidente della Siria Bashar Assad. Questa è una tattica che i veterani hanno visto più volte all’opera, ma è scioccante rendersi conto della buona volontà con cui i media ripetono questa propaganda e di quanta gente ci creda.

Cosa c’è bisogno che accada.

I neo-conservatori, clintoniani inclusi, stanno spingendo con decisione per un attacco diretto alla Siria onde impedire il collasso del loro progetto per un cambio di regime. Affermare che USA e NATO possono creare una “zona sicura” e “proteggere i civili” è una falsità grottesca, perché, se gli USA provano ad imporre una “zona interdetta al volo”, ciò porterà a molte più morti e ad un rischio di escalation, fino ad arrivare a un conflitto diretto tra Siria, Russia, Iran e Israele.

L’ex Direttore della CIA ad interim Mike Morell ha suggerito

l’uccisione di russi e iraniani in Siria per “fargliela pagare” [in inglese], e ha dato il suo appoggio a Hillary Clinton come Presidente. Ecco quanto è diventata pericolosa, ignorante ed arrogante Washington.

C’è una soluzione chiara alla tragedia siriana: i paesi che stanno fornendo tonnellate di armi e pagando decine di migliaia di terroristi mercenari dovrebbero fermarsi: il conflitto così si arresterebbe presto, gli stranieri se ne andrebbero con molto meno fanatismo di quanto avevano all’inizio, e molti terroristi ribelli siriani accetterebbero la riconciliazione.

Ci sarebbe bisogno di una campagna globale, ma gli USA hanno molta più responsabilità degli altri, dato che il nostro governo è la più grande minaccia per la pace. Qui di seguito sono elencate alcune idee realistiche che potrebbero aiutare in modo significativo.

Bernie Sanders ha creato delle aspettative quando ha parlato della necessità del fermare la politica estera dei “cambi di regime”, ma ora deve essere chiaro ed inequivocabile: l’aggressione militare americana contro la Siria non migliorerà le cose, le peggiorerà, e non deve avvenire. Sanders ha dimostrato che una politica progressista è popolare, perciò se Sanders abbandona la sua posizione cruciale sulla politica estera, e non parla con forza contro la corsa verso l’aggressione, sarà una grossa delusione e un fallimento. Non gli deve essere permesso di tradire il proprio messaggio e finire per diventare un servo di Hillary Clinton e della macchina bellica.

Democracy Now! e gli altri principali media alternativi devono cominciare ad includere analisi diverse. Triste dirlo, ma la loro copertura mediatica della Siria sta ricalcando quella della National Public Radio e della CNN. Se Democracy Now! è davvero una “Eccezione ai Governanti”, deve iniziare ad includere analisi più critiche: i produttori di Democracy Now! dovrebbero studiare pubblicazioni come ConsortiumNews, Global Research, Antiwar, Moon of Alabama, Al-Masdar News, Al Mayadeen, Counterpunch, The Duran, Dissident Voice, American Herald Tribune, 21st Century Wire, Black Agenda Report, The Canary, Russia Today, PressTV e TruePublica (non la corporativa ProPublica), dovrebbero ospitare le analisi e le osservazioni di giornalisti come Sharmine Narwani, il Dott. Tim Anderson, Edward Dark, Eva Bartlett, Brad Hoff, Vanessa Beeley, Stephen Sahiounie e Ken Stone, solo per nominarne alcuni, e dovrebbero poter essere intervistati accademici siriani come Issa Chaer (dal Regno Unito) e Nour al Kadri (dal Canada). Quelli che seguono Democracy Now! hanno sentito il Segretario di Stato Hillary Clinton e altri politici americani parlare della Siria un numero infinito di volte: perché Amy e Juan non hanno intervistato l’Ambasciatore siriano presso le Nazioni Unite?

Questa è un’opportunità e una sfida per Jill Stein e Ajamu Baraka del Partito Verde. Loro sono chiari su questo argomento, se riuscissero a fare in modo che un pubblico di massa senta il loro messaggio, sarebbe cruciale per ottenere sostegno e per stimolare il dibattito nazionale. Al momento non c’è quasi alcun dibattito sull’importantissima questione della guerra in Medio Oriente. Al contrario, i media sono pieni di propaganda che usa la foto di un bambino per promuovere altra guerra. Il Partito Verde potrebbe giocare un ruolo importantissimo facendo venire alla luce la doppiezza della Clinton e di Trump, e potrebbe avere un ruolo chiave nel bloccare la marcia dei clintoniani verso una nuova guerra.
Si spera che Veterans for Peace abbia un ruolo guida nel far cambiare la percezione e nel porre fine alla smobilitazione del movimento pacifista americano. La posta in gioco è alta.

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Articolo di Rick Sterling apparso su The Duran il 23 agosto 2016
Traduzione in italiano di Fabio_San, Raffaele Ucci, Mario B. per Saker Italia

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