"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Come Atene ha perso la sua carta

di Rafael Poch

Il collaborazionismo è una operazione indegna che lascia in Francia l’amaro in bocca sia a sinistra che a destra.
Il prezzo politico che l’eurocrazia deve pagare per la sconfitta e l’umiliazione della Grecia di Domenica scorsa, una vendetta politica davanti al primo tentativo di sfida alla politica di austerità, è enorme.
In Germania l’immagine benevolente della Repubblica Federale della Post guerra, se ne andata direttamente allla deriva ed oggi vi sono tensioni nella coalizione di governo. In Atene ci sono forti tensioni interne e la sicurezza che la vendetta politica subita non porta ad una qualsiasi soluzione ma aggrava la situazione economica inclusa la possibilità di un “Grexit” e nuovi aiuti a breve termine.

All’interno della UE ci sono tensioni dovunque; nel Consiglio europeo in molti vanno ad aggiungersi alla posizione negativa britannica nel non voler partecipare a nuovi aiuti.
Nella parte Est dell’Europa, di recente affrancatasi dalla “sovranità limitata” per il dominio di Mosca,si scopre che esiste una “sovranità limitata” per causa dell’euro. Tensioni anche nella BCE che respinge la responsabilità del pasticcio. Tensioni anche nel FMI che è propenso ad una ristrutturazione del debito greco. Che accade con la Francia in questo contesto?

Il presidente Hollande si affretta ad appuntarsi la medaglia dell’accordo con la Grecia. “Non c’è stata umiliazione della Grecia, si è evitato il peggio (il Grexit) ed il merito va alla Francia”.
In effetti soltanto grazie alla Francia si è imposto un accordo indegno, carente di ogni legittimità, visto che si è ottenuto con metodi facinorosi con la saga del ricatto a mezzo le banche chiuse che violano qualsiasi sovranità. Atene dovrà consultare tutto nella sua Assemblea nazionale.

A Berlino, dalla riunificazione, da quando è iniziata la quinta Germania, l’Europa ed il progetto europeo sono pseudonimi di Germania e di strategia nazionale. In Francia questo non è allo stesso modo, al contrario questo progetto dell’Europa tedesca divora l’essenza della democrazia francese: la sovranità nazionale. Questo si percepisce in forma trasversale e sempre di più tanto a destra che a sinistra. Dopo lo spettacolo greco questa preoccupazione è salita di un gradino. Il governo risponde argomentando che sta facendo un lavoro di zappa: “La Francia vuole un’altra linea in Europa dal 2012 e questo proposito guadagna terreno, dice il portavoce socialista alla Camera, Bruno Le Roux.

Un progresso vergognoso se bisogna credere all’unico testimone sul comportamento del ministro delle Finanze francese, Michel Sapin nell’Eurogruppo,il quale emette un tono di voce diverso ma, quando Shauble detta la linea, sempre si piega ed accetta”. Lo dice l’ex ministro Varoufakis nella sua intervista con El New Statesman. E, nonostante questo collaborazionismo fondamentale in nome della stabilità, Hollande non impedisce che si aprano brecce nell’asse franco tedesco e che Berlino avanzi il concetto della “Kerne Europa”, l’Europa Matrix in cui il posto della Francia solo può essere subalterno.

“Tsipras ha perso il suo polso ma non è l’unico responsabile”, lo dice l’analista Romaric Godin. Gli stati europei comne Francia ed Italia hanno preparato la loro strategia di concessioni a Berlino ingannandosi reciprocamente sulla loro possibilità di flessibilizzare la posizione tedesca nel futuro, afferma.

“L’euro non è soltanto una moneta ma anche una particolare politica economica tedesca basata sull’austerità”,spiega Romaric Gosin nel seminario publicato su la Tribune. La minaccia greca di uscire dall’euro , le cui conseguenze non erano chiare, era l’unica carta di Atene per seminare il dubbio nell’avversario. La Domenica gli eurocrati si sono però resi conto che la Grecia aveva più il timore di uscire dall’euro che non l’abbandono del suo programma. Da quel momento si è scoperto il bluff di Atene e questa è rimasta senza alcuno strumento di pressione, spiega questo osservatore che conosce bene il metodo greco ed è stato corrispondente a Francoforte davanti alla BCE.
” Questo l’errore strategico di Tsipras”

Fonte: La Vanguardia

Traduzione Luciano Lago

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  1. Idea3online 2 anni fa

    La Russia sicuramente ha preso una lezione dalla Grecia, rischio di rimetterci soldi, perchè la Grecia ha fatto l’occhialino alla Russia, la stessa vedendo le carezze greche stava finendo per eccitarsi, e fare un regalo al partner che si prostrò sino ad andare in Russia, ma il referendum ha giocato a favore dell’URSS….perchè?

    Abbiamo due possibilità:

    1) Avidità= Denaro
    2) Potere= Geopolitica

    La Grecia in tutta questa storia probabilmente si è servita della Russia, se ci troviamo nel primo caso, se così è stato, punteggio pieno all cupola greca che è riuscita ad aspirare miliardi di euro bleffando con la Russia. Nella cupola mettiamoci tutti, tutti questi miliardi li faranno moltiplicare in svariati traffici, la cupola parassitaria ha vinto, l’Avidità è stato il propulsore delle famiglie greche che hanno indicato a Tsipras cosa fare e dire. Certamente avere giocato con la Russia ad un livello tale che cercavano di aspirare alla Russia miliardi di dollari da sventolare alla fine della tragedia, in quanto le famiglie del potere greco sapevano cosa fare e cosa ottenere, sono stati molto abili ad allestire un teatro e la Russia volevano solo assaggiarla in dollari per alleggerire le sue casse proprio adesso che subisce sanzioni. L’Avidità è stato sempre il carburante di tante strategie globali sin dall’inizio della contesa dell’umanità.

    Al contrario se la Grecia dovesse esssere stata animata dalla voglia di Potere(2) della cupola occidentale, la situazione è più tragica, in questo caso gli attori in gioco sono molti di più, ed in gioco è tutto l’Occidente che ha cercato di indebolire la Russia attrvaerso la Grecia. Essere stati in Russia e sedersi con il vertice del potere orientale significa che la Grecia ha fatto promesse particolari dettate da un burattinaio. La Russia ha dato molta attendibilità alle trattative in corso, al punto da invitare Tsipras tra i grandi d’Oriente, sicuramente la Russia pensava che il presidente o il potere greco erano in una fase decisiva sincera riguardo alla scelta o in Occidente o in Oriente, la Russia aveva messo in campo che l’unico ostacolo era l’Europa se avesse o no ascoltato le richieste della Grecia, la Russia aveva creduto alla voglia di combattere della Grecia, aveva visto nella Grecia una nazione che cercava un risultato rimanendo integra e leale al programma del governo in carica in Grecia, altrimenti che senso avevano tutte le dichiarazioni bene documentate tra Russia e Grecia?

    Se al referendum avesse vonto il sì, o il no con uno scarto minimo quasi alla parità, la partita truccata della Grecia non sarebbbe stata scoperta da nessuno all’infuori di quei pochi che orchestravano le mosse, un pareggio al referendum non avrebbe permesso alla Russia di fare qualche mossa per conoscere il potenziale alleato. Probabilmente alla vittoria del NO con il 62%, la Russia ha avuto in un piatto d’argento una leva per poter forzare la trattativa con la Grecia e poter capire se la stessa era veramente interessata alla collaborazione con l’Oriente. La Russia avrà detto, bene il popolo è con te, l’Europa non vuole accettare le tue richieste, io posso aiutare la tua nazione però tu adesso devi dimostrare e fare qualcosa per annunziare al mondo il nostro fidanzamento, se il referendum fosse stato alla parità la Russia non mi sarebbe permessa a forzare la collaborazione, ma a questo punto la Russia avrà detto alla Grecia di fare una scelta. Probabilmente la Grecia ha fatto tutte le giravolte che abbiamo visto, perchè la Russia ha scoperto il doppio gioco, avrà capito che la Grecia non aveva nessuna intenzione di collaborare con l’Oriente, e cone l’Ucraina, la Siria, e l’Iran era una strategia mirata a indebolire l’URSS. Infatti possiamo cercare in rete tutti gli inviti che la Russia ha fatto esplicitamente dopo la vittoria del NO, sino al punto di dire che l’avrebbero inclusa tra i BRICS, non gli hanno proposto un finanziamento ma di sedersi con i BRICS che è molto più onorevole. Che la Grecia si sia gettata tra le breccia dell’Europa quasi con tutta questa fretta, perchè il referendum aveva fatto uscire allo scoperto la vera strategia. Alla fine della storia, la Grecia ha perso a tutti i livelli, perchè se prima con l’Oriente avrebbe avuto un posto d’onore al tavolo dei grandi, adesso la Russia non sarà più disposta a stimolare la crescita produttiva di un nuovo partner, se la Grecia prima poteva alzare il prezzo in una trattativa adesso non più, alla fine se in futuro volesse fare un accordo con la Russia lo farà rimanendo una colonia povera dell’oriente. Ormai in Grecia l’Azione dell’Occidente, e la Reazione dell’Oriente sono finite, è stato raggiunto un nuovo equilibrio, la Russia probabilmente farà le mosse solo su richiesta della Grecia, ma dovrà mendicare un accordo con l’oriente.
    L’Occidente per adesso ha protetto la flotta della NATO in Grecia ma la zona del Mediterraneo è aperta ha tante novità geopolitiche a favore dell’Oriente per i prossimi anni, subito dopo avre chiuso il dossier Grecia l’Occidente cerca di chiudere un altro in Iran, probabilmente tornerà a riscaldare l’Ucraina.

    Per concludere con il referendum al 62% di NO, il vero vincitore è stato la Russia che avrà più dati reali per fondare e costruire una vera trattativa sul Gas con la Grecia ed evitare errori e perdite di capitali, al contrario il perdente è stato la Grecia, che adesso si trova a non contare niente sia in Occidente che in Oriente.

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