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Clamoroso voltafaccia del governo francese: Laurent Fabius si rimangia le sue “invettive” contro Al-Assad

Clamoroso voltafaccia del governo francese: Laurent Fabius riconosce l’impossibilità di un processo di pace in Siria senza il presidente Bashar al-Assad.
La Francia oggi ha compiuto un clamoroso cambio di posizione sulla crisi siriana dichiarando, per bocca del suo ministro degli esteri Laurent Fabius che “se richiediamo, anche prima che i negoziati abbiano inizio, che Al Assad se ne vada, non andremo molto lontano”.

Con questa dichiarazione il governo francese si unisce al giro di walzer della diplomazia europea che, dopo il deciso intervento militare russo in Siria, ha riconosciuto la necessità di negoziare con il legittimo governo siriano, con l’Iran e con la Russia, per una soluzione diplomatica della crisi in Siria. Cadono così le “velleità” di intervento militare in Siria espresse dal presidente Francois Hollande, che vedono i francesi sempre i “primi della classe” (come in passato Sarkozy ) nel voler seguire le direttive di Washington ed inviare i propri aerei da guerra a bombardare le postazioni dell’ISIS in Siria, come prima era avvenuto in Libia.


La  posizione del governo francese  era stata espressa dal primo ministro Manuel Valls in dichiarazioni fatte davanti all’Assemblea Nazionale francese il 16 Settembre, nelle quali si escludeva  qualsiasi accordo con il governo siriano.

Nonostante le “bellicose” dichiarazioni, dopo che si è attuato l’intervento russo con l’invio di una imponente forza aereo navale ed un contingente di truppe da sbarco russe nei porti siriani (azione che ha segnalato la determinazione del governo russo nel voler difendere l’alleato siriano), tutto è cambiato e l’atteggiamento dei governi europei si è reso più “morbido”.

Da notare che la Francia era il paese europeo più ferocemente ostile alla Siria ed al suo governo, con il suo ministro degli esteri, Laurent Fabius che nel 2012, ad Ankara, aveva dichiarato che “il presidente siriano non meritava di essere sulla terra”, ed era anche uno dei paesi che più si erano adoperati ad inviare armi ed equipaggiamenti ai gruppi dei terroristi jihadisti che combattevano nel paese per rovesciare il regime di Al-Assad, di cui chiedeva la deposizione senza condizioni, arrogandosi il diritto di decidere (seguendo le disposizioni di Washington) chi dovesse governare il paese, nel più becero stile neo coloniale.

Lo stesso ministro Fabius aveva manifestato pubblicamente il suo appoggio ed il suo sostegno ai gruppi ribelli jihadisti ed in particolare al gruppo terrorista del “Fronte di Al-Nusra”, di cui ebbe a dire che questo gruppo in Siria “stava facendo un buon lavoro”. Dichiarazione che gli è costata la denuncia per complicità, davanti ad un tribunale francese, da parte di profughi siriani in Francia che avevano perso i propri congiunti per mano dei terroristi, amici di Fabius. L’udienza è prevista nei prossimi giorni.

Il voltafaccia di Parigi segue quello del blocco dei paesi comandati dagli Stati Uniti, dopo che la scorsa settimana, a seguito del ventilato intervento militare antiterrorista programmato dalle forze russe in Siria, il giornale statunitense “The Wall Street Journal” ha dato la notizia che Washington “andrà a fare grandi modifiche ” nella sua strategia in Siria.

Due giorni dopo il segretario di Stato John Kerry ha richiesto pubblicamente da Londra alla Russia ed all’Iran di “facilitare un processo negoziale di pace in cui partecipi anche il presidente siriano”.

Il Lunedì scorso è stato l’ambasciatore della UE a Mosca, Vygaudas Usackas, quello che ha riconosciuto la necessità di far partecipare il Governo siriano ai colloqui di pace.

Gli Stati Uniti hanno ammesso, per la prima volta già in Marzo, che per far terminare il conflitto in Siria si deve negoziare con Al-Assad. Fino ad allora si erano ostinati nel richiedere la sua uscita immediata dal potere.

Nota: La posizione intransigente della Russia espressa dal ministro degli esteri, Seguei Ladrov , di non accettare imposizioni dalle potenze occidentali e dai loro alleati regionali, unitamente all’invio delle forze miltari russe sul territorio siriano, ha obbligato Washington a rivedere i suoi piani ed ha spinto le capitali europee, in particolare la Francia, ad accettare la posizione russa ed iraniana di un negoziato a tutto campo con la presenza di Bashar al-Assad.

Lo stesso al-Assad (che veniva dato per “spacciato” dalla propaganda dei media occidentali) con il sostegno manifestato dal suo popolo, oltre che con l’appoggio militare di russi ed iraniani, si è notevolmente rafforzato e rimane il legittimo presidente del governo siriano, visto che ha saputo rimanere saldamente alla testa del suo esercito e del suo popolo nel resistere tenacemente all’aggressione dell’esercito mercenario di miliziani jihadisti, provenienti da molti paesi, che avevano l’obiettivo di rovesciare il suo governo e creare in Siria un califfato islamico con la complicità degli USA, della Turchia e dell’ Arabia Saudita, tutte potenze interessate a disarticolare la Siria in base ai propri fini geopolitici.

Fonti:      Hispan Tv         AL Manar

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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  1. Alessandro 1 anno fa

    Non fidatevi degli Stati Uniti: voglio negoziare con Assad, son disposti a trattare con la Russi.
    Sono solo ipocriti

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  2. giannetto 1 anno fa

    Chi darà una motivazione plausibile di sto “giro di valzer” dell’Occidente eurusraelosaudita? Che Putin li abbia per il momento inchiodati bombardando l’Isis come Usraele non fa? Che ci sia anche apprensione di fronte alla capacità militare russa? O che altro?

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