"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Clamorosa protesta a Berlino contro l’Ambasciata Saudita

Il gruppo attivista “Pixel helper” ha proiettato sulla facciata dell’ambasciata Saudita a Berlino la scritta a caratteri cubitali: “Daesh Bank” (Banca del Daesh) per richiamare l’attenzione sulla detenzione attuale in Arabia Saudita del blogger Raif Badawi e per l’appoggio che il governo della Monarchia Saudita fornisce al gruppo terrorista dell’ISIS (Daesh in arabo).
Nella serata di Venerdì 13 gli attivisti hanno realizzato un blitz denominato “guerrilla light project” che era stato organizzato dall’artista Oliver Bienkowski che dirige il gruppo Pixel helper che si è specializzato in queste manifestazioni.

Il gruppo ha annunciato che effettuerà altre proteste per denunciare la situazione di detenzione in cui si trova Badawi. Il blogger Raif Badawi si trova detenuto nelle carceri saudite dal 2012 per aver criticato il Governo saudita.

Badawi ha ricevuto 50 frustrate su una piazza pubblica a Jeddah, come anticipo di una condanna a 1.000 frustrate.
Vi sono state altre proteste a Berlino, al di fuori della sede diplomatica saudita ed in altre parti del mondo per protesta contro la carcerazione del blogger di 31 anni.

Manifestri di solidarietà con il blogger
Manifestri di solidarietà con il blogger

Il 29 di Ottobre anche il Parlamento Europeo ha reso omaggio a Badawi come simbolo della libertà di espressione. Varie organizzazioni umanitarie hanno censurato la storia di continue violazioni dei diritti effettuata in Arabia Saudita ma queste proteste sono sempre riamste senza risposta per le “protezioni” di cui gode la Monarchia Saudita, stretta alleata degli USA, della Gran Bretagna e di altri paesi europei.

Hezbollah dell’Iraq: daremo una dolorosa risposta all’Arabia Saudita

Nel frattempo il movimento di resistenza in Iraq, Hezbolá al-Noyaba, ha avvisato che risponderà in forma “dolorosa” per l’Arabia Saudita per le sue politiche di ingerenza in Iraq.
“Il regime saudita è responsabile per lo spargimento di sangue del popolo iracheno, ragione per cui, in un futuro prossimo, Hezbolá al-Noyaba darà una risposta dolorosa e senza precedenti”, ha dichiarato Seyed Hashem Musavi, portavoce della resistenza irachena (sciita).
Nello stesso tempo Hashem ha affermato che questi vili attentati non potranno mai debilitare la lotta delle forze popolari irachene e di Hezbolá al-Noyaba che combattono per liberare le zone del territorio nord dell’Iraq ancora occupate da questi gruppi terroristi.

Hashem si riferiva alle responsabilità accertate dell’Arabia Saudita nella realizzazione degli ultimi sanguinosi attentati avvenuti nelle ultime settimane, contro una moschea nel quartiere sciita (80 morti) ed in una raffineria a nord di Baghdad (11 morti). Gli attentati sono stati effettuati da elementi dell’ISIS armati ed addestrati dai sauditi. Nella provincia di Bassora sono stati trovati dall’Esercito iracheno una fabbrica di bombe, placche metalliche, documenti e manifesti realizzati dai sauditi e forniti al gruppo terrorista che opera in Iraq.

L’Arabia Saudita ha ricevuto ultimamente ingenti forniture di armi dagli USA e dalla Gran Bretagna ed è opinione diffusa che queste armi sono state destinate ai gruppi terroristi che operano in Iraq ed in Siria.

Fonte: Press Tv

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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  1. Brasile domenico 8 mesi fa

    La soluzione è radere al suolo i pozzi di petrolio dei sauditi. Portare li la distruzione per fargli capire che la miseria è molto brutta.

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