"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Cisgiordania: scontri con soldati israeliani, vittime e feriti

Giovani donne si affrontano in Palestina

Per il secondo giorno consecutivo la Cisgiordania è teatro di violenti scontri e tensioni tra popolazione locale e soldati israeliani nei quali due palestinesi sono morti e altri cinque sono stati feriti a colpi d’arma da fuoco. Lo riferisce l’agenzia di stampa palestinese Ma’an, precisando che ci sono stati più episodi contemporaneamente in diverse zone del territorio.

Nel primo caso Fidaa Magidba, dall’età non meglio precisata, ha perso la vita nei pressi di Tulkarem (nord) in un inseguimento del suo veicolo da parte di soldati israeliani che hanno aperto il fuoco. Questa è la ricostruzione dei fatti diffusa da fonti di sicurezza locale, precisando che la macchina si è capovolta sul ciglio della strada e che il suo occupante è morto sul colpo.

In un altro caso, cinque palestinesi sono rimasti feriti da colpi d’arma da fuoco esplosi da militari di Tel Aviv, in scontri che si sono verificati durante un raid nel campo sfollati di al Jalazun, a nord di Ramallah. I ragazzi, tutti giovani, sono stati raggiunti da proiettili all’addome. Fonti dell’esercito israeliano hanno confermato i disordini al campo di al Jalazun, precisando che “i giovani hanno lanciato pietre, ma c’è stato alcun ricorso ad armi da fuoco”. Per l’agenzia Ma’an l’intervento delle truppe israeliane è stata una “rappresaglia” all’attacco messo a segno da alcuni palestinesi contro un edificio residenziale dell’insediamento “illegale” di Beit El. Ieri sera il 18enne Saji Darwish è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco lungo una strada a nord-est di Ramallah; i militari israeliani lo hanno accusato di “aver colpito un convoglio con pietre”.

cisgiordania arrsto palestinese

Poche ore prima a perdere la vita è stato Raed Zueter, 38 anni, giudice giordano di origine palestinese colpito mortalmente dall’esercito di Tel Aviv nei pressi del confine fra la Giordania e la Cisgiordania. Stando alla ricostruzione delle forze di difesa israeliane, un soldato avrebbe aperto il fuoco contro l’uomo all’Allenby/King Hussein Bridge dopo che questi avrebbe tentato di rubargli il fucile.

Ma in queste ore, sempre secondo Ma’an, forze aeree israeliane starebbero bombardando il sud della Striscia di Gaza, causando almeno tre vittime.

Il mese scorso l’organizzazione Amnesty International ha accusato Israele di “disprezzo per la vita umana” per l’uccisione negli ultimi tre anni di 45 civili palestinesi, che “non sembravano costituire una minaccia diretta o indiretta per i soldati israeliani”.

Abusi israeliani sui civili

Ma al di là delle rinnovate violenze tra le due parti, nelle ultime ore sono le dichiarazioni del presidente Mahmoud Abbas, approvate all’unanimità dal suo movimento del Consiglio rivoluzionario del Fatah, che potrebbero segnare una svolta negativa nel tentativo tutto in salita degli Stati Uniti di riallacciare il dialogo tra Israele e dirigenti palestinesi per arrivare alla firma di un accordo di pace in Medio Oriente. “Non cederò alcun diritto del mio popolo e non tradirò mai la sua causa” ha detto Abbas, atteso la prossima settimana dal presidente Barack Obama, ribadendo che “mi rifiuto di riconoscere Israele come Stato del popolo ebraico”.

Nella foto  in alto: donna palestinese si oppone allo sgombero

Foto successive: immagine degli arresti fatti dai militari israeliani

Fonte: Misna.org

 

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