"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Ci troviamo in una nuova fase dell’offensiva imperialista nel mondo

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Intervista con James Petras

Realizzata da Hector Vincente

-HV: Il primo argomento sul quale vogliamo consultarla è la situazione che si sta vivendo in Ucraina, con l’ordine di arresto che si è emanato contro il destituito presidente Viktor Fedorovich Yanukovich; ci sono dichiarazioni del primo ministro russo Medvedev con le quali si è messa in dubbio la legittimità delle nuove autorità ucraine: Cosa ci può dire su tale questione?

JP: Risulta evidente che gli USA e l’Unione europea hanno ottenuto un un governo che sarà conforme alla loro politica. Adesso sta già iniziando una purga di tutta la giunta ufficiale del regime democratico per mettere al loro posto i rappresentanti dei diversi settori dell’opposizione.


A partire dalla presa del potere dei golpisti, inizierà la seconda battaglia tra i collaboratori per vedere chi ottiene quale posto e cosa possa ottenere dal governo a partire dai negoziati con l’Unione Europea.
Quello che bisogna comprendere è che l’Ucraina, a partire da questa ondata di violenza, è un paese in bancarotta, non ha più alcun accesso ai fondi che la Russia aveva in un primo tempo accordato e neppure riceve finanziamento dal mondo occidentale. In questa situazione gli europei ed il Fondo Monetario Internazionale (FMI), al vertice delle trattative, esigono quelle che loro chiamano “riforme”. Questo significa che il FMI va a dettare la politica economica e gli andrà ad ordinare che devono mettere fine alle sovvenzioni per il riscaldamento, al gas, ecc. Che dovranno eliminare buona parte delle spese sociali, che dovranno imporre un piano di austerità; a breve andranno ad ordinare un piano di austerità; andranno ad imporre una serie di misure per privatizzare con conseguente aumento della disoccupazione.
Questo a sua volta andrà a creare altri conflitti tra i golpisti perché un settore golpista è disponibile ad accettare le direttive del FMI ed un altro settore andrà a sostenere “perché abbiamo lottato per stare peggio che non durante l’epoca di Yanukovich. Inoltre hanno anche come candidata alla presidenza la Yulia detta la “ladrona” Timoshenko che è stata incarcerata per aver rubato circa 400 milioni ed adesso la presentano come “candidata”.
Adesso più in là della situazione precaria dei golpisti e delle nuove aspettative da parte del FMI, ci sono altri problemi. Ieri i golpisti hanno deciso di eliminare il bilinguismo, hanno annullato la lingua russa nella parte orientale del paese, dove la grande maggioranza della popolazione parla  il russo, questo potrebbe provocare la divisione tra la parte est del paese che parla il russo e l’altra parte del paese.
Esiste anche un settore neo nazista che sta abbattendo i monumenti che avevano eretto per celebrare la vittoria sui nazisti e di quelli che vorrebbero tornare ad imporre le dottrine che appoggiarono durante la seconda guerra mondiale quando molti ucraini collaborarono con i nazisti.
Il pericolo sta nel fatto che potrebbero voler espellere la flotta russa dal Mar Nero, in particolare da Sebastopoli, cercando di eliminare i diritti dei cittadini russi. Allora è molto probabile che, se cercheranno di espellere la flotta russa, sarà inevitabile che la Russia intervenga ed appoggi la separazione della Crimea e dell’est ucraino, cosa che farà aumentare le tensioni tra i paesi occidentali e quelli che appoggiano la posizione russa.
In ogni caso il colpo di stato non ha portato alla soluzione di alcun problema economico ed ha provocato nuove divisioni e lotte tra i golpisti.
-HV: Se si provoca maggiore instabilità nella regione, questo potrebbe provocare una reazione russa?

James-Petras

JP: bene per il momento la risposta è cauta. Si sta studiando quale politica andranno ad adottare i golpisti, quale settore andrà a schierarsi con il nuovo potere e quale politica imporranno.
In ogni caso la Russia non sarà più disponibile a prestare i 15 miliardi di dollari ed in questo momento non c’è una minima frazione di questo denaro. I paesi occidentali, con in testa gli USA e l’FMI, hanno già anticipato che non andranno a prestare neanche un centesimo se non si comincia ad applicare un piano di austerità e vanno a porre fine alla politica nazionalista. Devono entrare nel sistema della politica neoliberista come lo hanno fatto la Spagna, l’Irlanda e la Grecia dove si sono verificati grandi tagli alla spesa pubblica
e si sono attuate le privatizzazioni di tutti i beni pubblici.
Quindi dicono prima riformate e poi avrete i prestiti. Prima le ricette neoliberiste e poi il finanziamento. Questo senza dubbio andrà a creare condizioni molto gravi per la maggior parte della popolazione in Ucraina, non sanno quello che li aspetta poiché la dittatura del FMI è la peggior forma di governare un paese.

-HV: Si dimise il primo ministro della transizione egiziana, Hazem al Beblawi; quello che stava al fronte del governo dal colpo di stato militare contro Mohamed Mursi nel 2013.
JP: in Egitto si tratta di un consolidamento della dittatura militare, questo governo di transizione era solo un governo di facciata, il generale Sissi è quello che comanda nel paese ed adesso, dietro la  facciata, si va a imporre come un regime militare senza il pretesto dio coalizione con civili o altro. Prima c’è stata la purga contro i f.lli Mussulmani, poi ci sarà la purga contro i liberali ed il potere sarà sempre più repressivo. Il processo che si sta celebrando contro Mursi e le misure prese contro gli oppositori sono nello stile Pinochet e non hanno nulla a vedere con il ritorno della democrazia.
-HV: Le propongo di venire alle cose del nostro continente e viene in primo piano la situazione che si sta vivendo in Venezuela che qui, nel C36 (emissora radio) abbiamo seguito anche con testimonianze in diretta dal campo. Adesso il presidente Maduro ha convocato una conferenza nazionale di pace con i leaders dell’opposizione.
JP: Risulta possibile convocarle le opposizioni per entrare in discussione e dialogo. Bisogna vedere che prevede l’agenda: quali siano i punti di concidenza, quali propositi abbia l’opposizione perché il governo possa mantenere i cambiamenti sociali, popolari, e contemporaneamente accettare un ordinamento democratico. Questo perché fino ad ora l’opposizione ha funzionato con una doppia agenda: parlano di democrazia però praticano l’illegalità e la violenza ed operano come quinta colonna per conto degli Stati Uniti.
Risulta difficile immaginare che siano disponibili a rinunciare all’attuale politica. Spero che si abbia un cambio di atteggiamento ma la tattica attuale di Washington e dei suoi rappresentanti (Enrique Capriles e Leopoldo Lopez) era una politica di tensione, di ostilità costante per provocare un logoramento. Non soltanto questo ma nel Tachira – provincia interna del paese- cercano di prendere controllo del territorio e di costituire una base per lanciare una opposizione violenta.
Bisogna prendere con molta precauzione questa convocazione perché i mezzi di comunicazione perseguono l’intento di fomentare la violenza. Washington rifiuta il dialogo quando i suoi oppositori sono deboli e cerca di ripetere il lavoro svolto in Ucraina, ossia imporre condizioni inaccettabili per scalzare il governo, frustrare la base sociale e poco a poco debilitare la stabilità di Maduro.
Non bisogna prendere seriamente l’idea di una riconciliazione, è una politica di logoramento. Negoziare e mobilitarsi. Logorare vuol dire mantenere alta la tensione in modo che l’economia non funzioni e e la gente non possa recarsi al lavoro, perché ci sia mancanza di  merci nei negozi. Si tratta di un sistema di guerra.
-HV: lei ha menzionato il Tachira, laggiù si è provata anche la partecipazione di paramilitari colombiani ed inoltre da lì si realizza il contrabbando verso la Colombia.
JP: Il peggiore è il governatore del Tachira, appartiene all’opposizione e sta fomentando il terrorismo ed il transito dei colombiani e di tutta la mafia, che si trova mischiata con l’opposizione. Il governo dovrebbe intervenire laggiù destituendo il governatore, perché sta operando contro la costituzione ed imporre un governo che possa rispecchiarsi ed attuare secondo la costituzione. Tuttavia in questo momento dispongono soltanto della Guardia Nazionale e stanno cercando di vedere in che grado si possa stabilire la tranquillità per la gente che non appoggia l’opposizione in modo che si possa proseguire la vita normale.
HV: Il presidente Maduro ha denunciato la CNN ed ha espulso i suoi corrispondenti in Venezuela.
JO. Risulta che stanno apertamente attuando in forma mascherata, mostrando la violenza come forma accettabile, facendo evidente propaganda per la destabilizzazione,. Nessun governo può tollerare media che sono strumenti del terrorismo. La CNN è il primo responsabile di questa condotta, per questo deve essere immediatamente chiusa per non essere imitata da altri media dell’opposizione che no facciano questo tipo di istigazione del terrorismo.
-JP. In che altro sta lavorando attualmente?
HV. Dobbiamo analizzare l’insieme di quello che sta accadendo.
Abbiamo visto una ondata di golpe e di invasioni, se semplicemente ci concentriamo su Ucraina e Venezuela, perdiamo il quadro generale.

Questo forma parte di una offensiva imperialista, con l’invasione della Libia: il golpe in Egitto, l’invasione della Siria, i golpisti in Ucraina ed adesso i terroristi in Venezuela, questo fa parte di una nuova offensiva imperialista che cerca di omologare il mondo sotto la bandiera del neoliberismo con governi autoritari. Già non confidano più nella democrazia e nel libero mercato come negli anni 90. Adesso l’unica forma di imporre il neoliberismo è a partire dalla violenza e dalla dittatura, così quelli che pensano che l’imperialismo sia in declino, sono in errore.
Dobbiamo tenere in conto non soltanto la violenza ed i golpisti; la radicalizzazione a destra di Francois Hollande in Francia, invadendo l’Africa e facendo concessioni ai grandi affaristi; il nuovo governo in Italia con Matteo Renzi il quale promette di privatizzare l’economia e di licenziare alcuni centomila dipendenti pubblici; con Mariano Rajoy in Spagna che vuole rovesciare tutte le leggi sociali; ecc.. Assistiamo ad una ondata di destra liberista che ci sta passando davanti e dobbiamo pensare ad una controffensiva poiché non si può fermare tutto questo soltanto criticando i governanti.
-HV: ci sarebbero strumenti, sistemi a livello internazionale affinchè i popoli possano almeno provare un coordinamento di fronte a questo?
JP: Si ci sono varie organizzazioni ma sono più di carattere sociale che politica: ci sono organizzazioni di contadini, sindacati, ecologisti, ecc. Tuttavia manca una prospettiva di partito politico. Penso che l’a-partitismo, l’opposizione ai partiti politici è un errore. Bisognerebbe coordinare forme di lotta politica elettorale e di azione diretta ma fino ad oggi si trovano divisi.
HV: Questo debilita molto i settori popolari?
JP. Si perché stanno lottando con una mano mentre l’altra frena.
HV. Le siamo molto grati per questa analisi.

James Petras (Boston, Estados Unidos, 17 de enero de 1937) es un sociólogo estadounidense conocido por sus estudios sobre el imperialismo, la lucha de clases y los conflictos latinoamericanos. Ha sido profesor de la Binghamton University de Nueva York, la Universidad de Pensilvania, y profesor adjunto en Saint Mary’s University, de Halifax (Canadá).
Petras es autor de más de 62 libros publicados en 29 idiomas, y más de 600 artículos en revistas profesionales, incluyendo la American Sociological Review, British Journal of Sociology, Social Research, y Journal of Peasant Studies. Ha publicado más de 2000 artículos en publicaciones como el New York Times, The Guardian, The Nation, Christian Science Monitor, Foreign Policy, New Left Review, Partisan Review y Le Monde Diplomatique. Actualmente escribe una columna mensual para el diario mexicano, La Jornada, y previamente, para el diario español, El Mundo.
Petras es actualmente miembro del colectivo editorial de Canadian Dimension y colabora en Counterpunch.

 

Traduzione di Luciano Lago

Fonte: Contrainjerencia

 

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