"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Centro Italo Arabo scrive al ministro degli esteri italiano Mogherini

Profughi in fuga Siria con cavallo

Roma, li 24 marzo 2014 – Il Segretario Generale di Assadakah Centro Italo Arabo e del Mediterraneo, Raimondo Schiavone, ha scritto al ministro degli Affari Esteri, Federica Mogherini, per denunciare l’aggressione da parte della Turchia nei confronti della Siria. Assadakah chiede al governo italiano di condannare le azioni militari di Ankara e di intraprendere ogni azione possibile per far cessare gli atti ostili ordinati dal premier turco nei confronti della Repubblica Araba Siriana.
La missiva è stata inviata anche al viceministro degli Affari Esteri Lapo Pistelli e ai presidenti delle Commissioni Esteri di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Pierferdinando Casini. Del problema sono stati investiti anche i gruppi parlamentari del Partito Democratico e di Forza Italia.


Di seguito pubblichiamo il testo integrale della lettera:
Egregio Signor Ministro degli Esteri,
è con profonda preoccupazione che Le scriviamo questa lettera. Con la presente intendiamo infatti denunciare la gravissima interferenza della Turchia nella politica interna della Repubblica Araba di Siria, una nazione che da oltre tre anni è teatro di un conflitto che ha causato centinaia di migliaia di morti, un numero imprecisato di feriti e milioni di profughi. Un’interferenza che nelle ultime settimane è sfociata in una vera e propria aggressione a uno Stato sovrano, determinando una grave violazione delle norme internazionali. Una parte considerevole della società e del mondo politico turco ha criticato duramente la decisione del premier Recep Tayyip Erdoğan di interferire nella vita interna di un altro Stato.
Come Centro Italo Arabo e del Mediterraneo siamo presenti in quello scenario con numerosi osservatori, molti dei quali sono giornalisti accreditati presso importanti testate giornalistiche. Il Governo Turco fin dall’inizio del conflitto ha sostenuto i gruppi terroristi che si ispirano alla Jihad islamica, in particolare le sigle di Jabat al Nusra e dello Stato dell’Iraq e del Levante affiliate ad Al Qaeda. Dal confine, come è noto, sono passati miliziani, armamenti e finanziamenti che hanno alimentato un conflitto nel quale sono evidente le ingerenze dall’esterno.
Il sostegno del Governo Turco alle sigle del terrore si è intensificato negli ultimi mesi con il riconoscimento politico e militare del cosiddetto Fronte Islamico. Da circa una settimana, la Turchia ha intrapreso un’azione militare senza precedenti contro la Repubblica Araba Siriana, un’aggressione diretta a permettere l’ingresso di migliaia di miliziani armati e ad aprire un nuovo fronte di guerra nella Regione di Kassab.
Si tratta di una palese violazione della sovranità della Siria.
I corrispondenti presenti sul posto testimoniano che l’esercito turco, con carri armati e obici di artiglieria, bombarda costantemente il territorio siriano vicino alla città di confine di Kassab, fornendo in questo modo fuoco di copertura ai gruppi vicini ad al Qaeda. La popolazione, a maggioranza armena, è stata costretta a rifugiarsi fuori dalla regione. Tutto ciò avviene nel silenzio generale dei media e con l’assenza delle Istituzioni internazionali, a partire dalle Nazioni Unite.
È delle ultime ore la notizia dell’abbattimento di un jet militare siriano da parte dell’aviazione turca. Quell’aereo è stato abbattuto nello spazio aereo della Siria. I giornalisti presenti sul posto, testimoni oculari di quella che possiamo definire una vera e propria aggressione a un altro Stato, hanno smentito la tesi fornita dal governo turco e dal premier Erdogan. Come hanno evidenziato molti analisti internazionali, il premier Erdogan ha utilizzato l’abbattimento dell’aereo siriano a fini puramente elettorali e propagandistici. È di tutta evidenza la gravità di questa azione che rischia di innescare un’escalation del conflitto con conseguenze davvero inimmaginabili per la fragile stabilità della regione e di tutto il Medio Oriente.
Questa provocazione, con un’eventuale risposta del governo di Damasco, rischia di aprire un nuovo fronte di guerra, con l’intervento di altri soggetti in un conflitto che può essere fermato solo attraverso l’intensificarsi dell’azione diplomatica.
Signor Ministro, come Centro Italo Arabo siamo impegnati da tempo in Siria e siamo ben consapevoli della gravità di queste azioni. Per questa ragione, chiediamo al Governo italiano di condannare fermamente l’ingerenza della Turchia in Siria e di intraprendere ogni azione possibile per far cessare questa aggressione militare.
Signor Ministro, Le chiediamo altresì di attivarsi presso le Istituzioni Europee affinché manifestino la propria protesta nei confronti del Governo Turco, riservandosi di intraprendere ogni provvedimento utile, anche a carattere sanzionatorio, a tutela della sovranità della Repubblica Araba Siriana e del rispetto del diritto internazionali.
Ringraziandola per l’attenzione che Ella potrà rivolgere alle nostre richieste e sollecitazioni, Le porgo

Cordiali Saluti

Dott. Raimondo Schiavone
Segretario Generale di Assadakah
Centro Italo Arabo e del Mediterraneo

Fonte: Eurasia

Nella foto in alto: profughi in fuga dalla Siria

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