"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Turchia il nuovo sultanato

La Turchia ha declinato l’offerta di aiuto degli USA per fornire appoggio aereo alle sue truppe in Siria ed ha richiesto, in sostituzione, alla Russia di fornire questo tipo di aiuto, come riferito dai responsabili statunitensi.
Questo episodio costituisce un’altro esempio della sconfitta politica statunitense di fronte alla Russia, che ha guadagnato influenza in Medio Oriente nell’ultimo anno.

Due responsabili militari statunitensi hanno detto che Ankara, che ha sostenuto combattimenti contro miliziani curdi e dell’ISIS dentro il territorio siriano, aveva accettato l’appoggio aereo russo negli scorsi giorni, come segnalato anche dal canale TV USA della NBC il Mercoledì scorso.
I turchi dal canto loro hanno rifiutato l’aiuto della coalizione diretta dagli USA, hanno affermato i responsabili del comando statunitense.

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di Mike Whitney *

La Turchia sta lentamente lasciando il sistema dell’Alleanza Atlantica. Questo è il motivo alla base di questo colpo di stato. Questo è lo stesso motivo per cui la NATO si trova in preda al panico. Tale questione è molto più ampia e molto più grande di Erdogan. Si tratta di un movimento tettonico, un terremoto negli equilibri euroasiatici. Questo fattore influenzerà le relazioni turco-siriane, le relazioni turco-cinesi, le relazioni turco-russe e influirà nelle relazioni turco-iraniane. Questo avvenimento cambierà il mondo. ”
– Yunus Soner, Vice presidente del Partito patriottico turco

“Sta diventando chiaro che il tentativo di golpe non era solo il lavoro di una piccola cricca di ufficiali insoddisfatti all’interno delle forze armate; era piuttosto il prodotto di una vasta cospirazione per prendere in consegna lo stato turco che era da decenni nel processo decisionale e avrebbe potuto benissimo aver successo. ”

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di  Martin Berger

E ‘stato annunciato che il presidente della Turchia Tayyip Erdogan andrà a San Pietroburgo per tenere un incontro personale con  Vladimir Putin, il presidente della Russia, questo Martedì. Secondo il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, questo sarà il primo incontro personale dei due leader dal novembre 2015  e questo summit  si concentrerà sul ripristino delle relazioni bilaterali tra la Russia e la Turchia che si erano rapidamente deteriorate dopo l’abbattimento dell’aereo russo Su-24 sulla Siria. E ‘stato riferito che i due presidenti avranno colloqui con imprenditori e che potranno anche discutere sulla compensazione che la Turchia pagherà per la distruzione del velivolo militare russo.

L’ultima volta che Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan si erano incontrati, era stato nel novembre 2015, al vertice del G20, nella città turca di Antalya. Meno di due settimane dopo l’Air Force turco aveva abbattuto un bombardiere russo sulla Siria, avvenimento che ha portato i rapporti diplomatici ed economici tra i due paesi in una fase di congelamento e di ostilità manifesta.

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04.08.2016

Turchia
In Turchia le scosse di assestamento post-golpe non si arrestano: ora Erdogan ha deciso di sospendere la convenzione europea sui diritti umani. Nell’indifferenza di chi, per molto meno, ha preteso le sanzioni alla Russia.

Sul colpo di Stato emergono retroscena meritevoli di essere messi a fuoco. A partire dal riavvicinamento di Ankara verso Assad e anche verso Mosca. “Il golpe è stato tentato nella notte tra il 15 e il 16 luglio”, inizia da qui la ricostruzione dei fatti del giornalista Gianluca Savoini, “tre giorni prima, il 12, il primo ministro turco aveva annunciato l’intenzione di riallacciare i rapporti con Damasco, visto che in Siria, grazie alla Russia, si sta avvicinando la fine dell’Isis. Dichiarazioni che di certo hanno fatto imbestialire chi vede nel regime di Assad un male assoluto, peggio dell’Isis stesso. A partire dagli americani, per esempio”.

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di Ouday Ramadan

Sono molti, gli interrogativi che avanzano circa la spinta di Erdogan, il califfo mancato, a buttarsi tra le braccia di Putin.
Erdogan stesso apparteneva ad un sistema politico consolidato da circa un secolo, nello scenario politico turco.
Un sistema creato e consolidato dallo stesso Kemal Ataturk (fondatore della Turchia moderna).
Dopo la caduta dell’Impero ottomano, il sistema politico turco non ha mai trovato pace e stabilità, né all’interno della Turchia stessa, né tantomeno con i Paesi limitrofi.

La Turchia ha sempre rappresentato una potenza, nello scacchiere del Vicino Oriente.
Tanto è vero che oltre ad essere chiamata Turchia, essa è conosciuta anche con la sua denominazione di “Asia Minore”.

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La Turchia sta cambiando la direzione in cui si muove la sua politica estera. Invece di affacciarsi ad Ovest, verso la NATO e verso il sogno impossibile di un ingresso nell’Unione Europea, si è rivolta ad Est, verso una cooperazione più stretta con Russia, Cina ed Iran. E’ sua intenzione anche sviluppare le relazioni con gli stati dell’Asia Centrale: Turkmenistan, Kazhakistan, Uzbekistan e Azerbaijan.

Per coprire la mossa, che era incominciata prima del recente tentativo di colpo di stato, il governo turco ha bisogno di qualche scusa plausibile. La parte “colpevole”, che dovrebbe giustificare il cambiamento, non dovrebbe essere la stessa [al governo], ma piuttosto i suoi “partners occidentali”.

Che poi il golpe sia probabilmente correlato alle attività clandestine del Movimento Gulenista in Turchia è un regalo bene accetto. La Turchia è convinta che, in qualche modo, nel colpo di stato ci sia lo zampino degli Stati Uniti, o che, come minimo, essi ne fossero già a conoscenza, ma non abbiano avvisato Ankara.

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di Mike Whitney

Un fallito colpo di stato in Turchia ha cambiato da un giorno all’altro il panorama geopolitico, riallineando Ankara con Mosca e mandando in frantumi il piano di Washington per ridisegnare la mappa del Medio Oriente. Se poi l’uomo forte turco Recep Tayyip Erdogan abbia o no pianificato lui stesso il golpe è di scarsa importanza nello schema complessivo degli eventi. Il fatto è che l’incidente ha consolidato il suo potere all’interno e allo stesso tempo ha mandato all’aria i piani di Washington per il controllo delle risorse strategiche e dei corridoi per i gasdotti fra Qatar ed Europa.

L’indifferenza dell’amministrazione Obama per le aspettative di sicurezza nazionale dei propri alleati ha spinto il Presidente turco dalla parte di Mosca, facendo venire meno quell’importantissimo ponte fra Europa ed Asia di cui Washington ha un disperato bisogno per mantenere la sua egemonia globale per tutto il nuovo secolo. Il piano di Washington di far perno sull’Asia, circondare e smembrare la Russia, controllare la crescita della Cina e mantenere il controllo del mondo in una stretta ferrea, è ora ridotti in pezzi. Gli eventi degli ultimi giorni hanno cambiato tutto.

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di. Tony Cartalucci

Il colpo di Stato che ha scosso la Turchia è stato un particolarmente spettacolare sviluppo geopolitico. Teorie abbondano su chi vi sia dietro e le motivazioni per compiere ciò che poi si è rivelato un tentativo apparentemente fallito per rimuovere il governo del presidente Recep Tayyip Erdogan. Eppure è troppo presto per dirlo, mentre i fatti sono tutt’altro che chiari. Tuttavia, è possibile discernere le possibilità più plausibili in base alle azioni intraprese dai vari attori possibilmente coinvolti nel tentato colpo di Stato.

Gli USA davanti a gravi accuse

Le più significative di tali azioni sono le accuse del presidente Erdogan agli Stati Uniti di aver progettato il colpo di Stato in collaborazione con la figura politica turca auto-esiliatasi Fethullah Gülen. L’Independent nell’articolo, “Colpo di Stato in Turchia: le tensioni aumentano tra Stati Uniti e amministrazione Erdogan dopo il golpe fallito“, riferisce che: “Le tensioni tra Turchia e Stati Uniti sono aumentate dopo il tentato colpo di Stato contro l’amministrazione Erdogan, con il capo del Paese chiedere l’estradizione di un religioso statunitense accusato di aver orchestrato le violenze. Un altro alto funzionario ha direttamente accusato gli Stati Uniti”.

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Da una fonte siriana accreditata:
Il Golpe dei militari turchi e’ fallito grazie all’intervento dei servizi segreti israeliani, mobilitatisi dalla base militare israeliana a Konya, in Turchia.
Sembra che l’Amministrazione USA inizialmente abbia preso posizione a favore dei golpisti. Secondo questa fonte, l’intervento del Mossad, all’insaputa degli americani, ha permesso il sabotaggio del Golpe, mandandolo letteralmente in tilt.
Il “Califfo” ottomano risulta sempre più’ vicino ai rabbini e non sarà’ lui ad interrompere questo percorso di avvicinamento ad Israele ereditato dai suoi avi.
Andando a fondo delle questioni, trovi sempre lo zampino di Israele.
Questo spiega l’atteggiamento attendista dei governanti europei e della Casa Bianca durante la prima fase del Golpe.
Israele è’ sempre al di sopra di ogni legge e di ogni sovranità’ europea, americana, turca e ataturca.

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Questa è stata una settimana stupefacente, che ha visto il primo chiaro segno di collasso per l’Unione Europea e il Presidente turco Erdogan presentare le sue scuse alla Russia per l’abbattimento di un SU-24 russo in Siria sette mesi fa. Anche se il secondo evento è stato di gran lunga eclissato dal primo, potrebbe essere il segnale di qualcosa di molto più drammatico: il collasso della Turchia.

Vi sembra un’esagerazione?   Diamo un’altra occhiata.

La presidenza di Erdogan per la Turchia è stata praticamente un cataclisma, che ha avuto il risultato di scatenare una tempesta perfetta per varie crisi, tutte molto gravi:

1) Crisi in Siria: la politica turca di sostegno al Daesh, volta a rovesciare Assad, è fallita. Completamente. Non solo Assad è ancora al potere, ma l’ultimo attentato in Turchia sembra indicare che il Daesh si stia rivoltando contro la Turchia stessa (sempre che la versione ufficiale sia vera, il che potrebbe anche non essere, ma ne parleremo dopo). L’intera politica di Erdogan nei confronti della Siria è ora nel caos.

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