"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Terrorismo

Un gruppo di uomini armati che indossavano tute mimetiche ha fatto irruzione nel ristorante Fadak, nel distretto di Dhi Qar, dopo aver colpito un posto di blocco della polizia nel distretto di Batha con un’autobomba

dalla redazione

Roma, 15 settembre 2017, Nena News – Mentre l’attenzione è rivolta al nuovo attentato con più di 20 feriti, con ogni probabilità ancora dell’Isis, che ha colpito oggi Londra, passa inosservato l’ultimo duplice attacco suicida compiuto ieri dallo Stato islamico sull’autostrada Dhi Qar-Bassora e in un ristorante di Nassiriya, in Iraq. Si tratta di un’altra gravissima strage. I morti sono 84 morti e i feriti 93 feriti, quasi tutti musulmani sciiti. Le vittime si stavano dirigendo verso la città santa sciita di Kerbala e tra i morti ci sono anche cittadini iraniani in pellegrinaggio. Il Califfato ha rivendicato l’attentato attraverso un messaggio diffuso dalla sua agenzia di stampa “Amaq”.

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di Lupo Glori

La propaganda ISIS sulla rete non conosce soste e alza il tiro, ogni giorno di più. Continuano infatti a circolare sul web i messaggi di invito, rivolti ai milioni di fedeli musulmani presenti nel Dar al–Ḥarb, ovvero sul “territorio di guerra” europeo, a colpire i miscredenti kafir con ogni mezzo.

Dopo gli appelli ad attaccare gli infedeli con assalti all’arma bianca, raffiche di kalashnikov e camion lanciati a tutta velocità sulla folla, che hanno ispirato i sanguinosi e drammatici attacchi terroristici degli ultimi tempi nel Regno Unito, Spagna, Francia ed altri paesi europei, lo Stato islamico esorta ora i suoi seguaci a specializzarsi nell’utilizzo di una originale e potentissima nuova arma, capace di compiere stragi di migliaia di vittime senza spargimenti di sangue: il veleno, con cui contaminare i prodotti alimentari presenti nelle grandi catene di distribuzione occidentali.

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Oltre un migliaio di terroristi dell’ISIS sono rientrati in Marocco ed in Tunisia dopo essere fuggiti dai campi di battaglia di Siria ed Iraq, dove la banda terrorista si trova sul punto di subire un collasso totale, schiacciata dall’offensiva delel forze siriane, russe ed Hezbollah.
Si ritiene che circa 300 terroristi (“foreign fighters”) siano rientrati in Marocco, da dove si crede che erano partiti sei dei 12 terroristi che hanno realizzato gli attentati di Barcelona, come ha informato il giornale britannico ” The Guardian”.

Nella fase culminante del potere dell’ISIS, si stima che circa 1600 marocchini abbiano viaggiato in Iraq e Siria, trasformandosi in uno dei gruppi nazionali più numerosi dei terroristi, dopo quelli sauditi ed egiziani.

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DI FULVIO GRIMALDI
Mondo cane

ISIS/SITE: tocca a voi!
A proposito dell’annuncio post-Barcellona di un imminente attentato in Italia, ce ne sono stati altri che minacciavano sfracelli in Vaticano, al Colosseo, la conquista di Roma.

Ma stavolta potrebbe essere diverso. Intanto la notizia proviene da fonte autorevole e credibile: il sito SITE di Rita Katz, portavoce e diffusore da anni del jihadismo più efferato, in particolare dell’ISIS, con il quale la collaborazione nella promozione di quel panico che si sa funzionale alle aggressioni belliche e all’instaurazione di regimi di polizia, è stretta e, come provano i risultati, efficacissima.

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Non possiamo non manifestare il nostro cordoglio per le vittime dell’azione terroristica effettuata a Barcelona ma rifiutiamo di aggregarci al coro degli ipocriti che manifestano sdegno e condanna ma evitano di parlare chiaro e spiegare chi siano i mandanti, i complici e finanziatori del terrorismo islamista in Europa.

Il terrorismo che colpisce, ormai a cadenza precisa, i paesi europei con stragi ed attentati non scende dalla luna ma è un fenomeno che ha precisi mandanti ed ispiratori. Non è la religione islamica intesa genericamente quella che spinge i terroristi a compiere le loro azioni criminali ma è una specifica ideologia travestita da religione, che si chiama wahabismo/salafismo, una deviazione malata della religione mussulmana che viene ispirata e diffusa dalle centrali dell’Arabia Saudita e dal Qatar.

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di  Luciano Lago

I fatti di Barcelona erano stati preannunciati già da circa un anno quando un sito collegato ad una delle nostre fonti aveva postato un articolo chiedendosi se si stava preparando un prossimo attentato false flag in Barcelona.
Puntualmente è accaduto ieri e, ancora una volta, possiamo supporre a ragion veduta che una elite oscura ha ordinato di colpire Barcelona e la variopinta popolazione turistica che anima le “ramblas” in questo periodo. L’attentato si è svolto nel modo divenuto abituale per colpire tra la folla: un furgone nolleggiato che investe la la massa dei pedoni seminando morte e sangue.

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La Spagna si trova nel mirino dello Stato islamico: “Ci riprenderemo la terra dei nostri avi con la forza di Allah”.
BARCELLONA – “La Spagna è la terra dei nostri avi e noi la riprenderemo con la forza di Allah”. Lo Stato islamico dei gruppi terroristi di Abu Bakr al Baghdadi ha messo da tempo il Paese nel mirino. E oggi gli adepti dell’Isis si sono affrettati a celebrare “l’attacco di Barcellona”, con perfetto stile islamista, rivendicando la paternità della strage e facendo appello per nuovi attentati.

Soltanto due settimane addietro, come hanno riportato alcuni siti di monitoraggio dell’estremismo islamico sul web, “i sostenitori dell’Isis avevano sostenuto la necessità di combattere per la riconquista dell’al Andalus (questa la denomionazione dalla propaganda islamica per indicare la Spagna, ndr) e si era prospettato un “attacco imminente”.

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L’ambasciatrice degli USA presso l’ONU, Nikki Haley, conosciuta per i suoi atteggiamenti anti arabi ed anti-iraniani, oltre che per il suo estremismo pro Israele, si è riunita il mercoledì scorso, 19 di Luglio, con la coordinatrice speciale dell’ONU per il Libano, Sigrid Kaag, con la quale ha discusso dei metodi per l’applicazione della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza che richiama al disarmo di tutti i gruppi nel Libano ed in particolare dei movimento Hezbollah.

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Una informativa elaborata da un gruppo di lavoro formato da analisti britannici ha rivelato che l’Arabia Saudita si trova fra i paesi del mondo che maggiormente “appoggiano e promuovono il radicalismo islamico” ed ha invitato il Governo britannico ad iniziare una inchiesta ufficiale per determinare dove va a finire l’enorme quntità di denaro proveniente dall’Arabia Saudita.
“L’Arabia Saudita, fin dagli anni sessanta, si è sforzata di patrocinare ed esportare l’ideologia islamista wahabita nel mondo islamico con finanziamenti di milioni di dollari, incluso alle comunità mussulmane in Occidente”, si sostiene nell’informativa elaborata dall’organismo di investigazione Henry Jackson Society.

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di Pepe Escobar

Ogni volta che Daesh aggiunge una perla alla sua tragica collana degli attacchi dei “lupi solitari “ o della “rete” – come a Manchester, Parigi, Londra, Nizza, Berlino – l’Occidente si infuria contro quei “perdenti malvagi” (copyright Donald Trump).

Ogni volta che la formidabile macchina militare dell’Occidente aggiunge una perla alla sua tragica collana dei “danni collaterali” – in Libia, Yemen,Somalia o nelle aree tribali del Pakistan – regna il silenzio. Nessun nome musulmano completo nelle prime pagine.

Ogni volta che i burattini della NATO/GCC aggiungono una perla alla loro stessa tragica collana di massacri premeditati – in Siria, in Iraq – gli autori sono scusati perché sono “dei nostri”, ribelli “moderati” e combattenti per la libertà.

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