"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Terrorismo

I terroristi suicidi dello Stato Islamico (ISIS) che la scorsa Domenica hanno attaccato la Chiesa di San Jorge, nella città egiziana di Tanta e nalla Cattedrale di Alessandria, avevano combattuto in Siria dove avevano ricevuto addestramento, come “ribelli anti Assad”, da istruttori statunitensi e britannici negli appositi campi costituiti in Giordania. In seguito, con le armi e gli equipaggiamenti ricevuti, forniti dai servizi di intelligence USA e dell’Arabia Saudita, come molti altri di questi elementi, erano passati nelle file dell’ISIS.

Questo è quanto emerge dalle indagini svolte dalle autorità egiziane che hanno indentificato il primo terrorista come Abu al-Bara’a al-Masri, egiziano, che si era trasferito in Siria passando dal Libano per essere reclutato ed unirsi a uno dei gruppi “ribelli” che combattono contro l’Esercito siriano. Era rientrato successivamente in Egitto, nella penisola del Sinai, come ha informato il Ministero della Difesa egiziano.

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Le fonti riportano di una esplosione avvenuta all’interno di una Chiesa cristiana coopta, la Chiesa di San Jorge, nella località di Tanta, al nord del Cairo, che ha causato al momento almeno 21 vittime ma il bilancio è destinato a salire, ed altri 59 feriti, secondo quanto ha comunicato il governatore di Gharbiya, Ahmed Deif Saqr, al giornale egiziano Al Ahram.

L’esplosione si è verificata all’interno della Chiesa dove i fedeli erano riuniti per festeggiare la Domenica delle Palme, ed in attesa della prossima visita del Papa che si terrà in Egitto il prossimo 28 di Aprile.

I cristiani coopti rappresentano in Egitto circa il 10% della popolazione  (su un totale di circa 85 milioni di abitanti dell’Egitto) e le loro relazioni con la generalità della popolazione mussulmana erano considerate buone fino a quando sono comparsi nel paese i gruppi dei F.lli Mussulmani, di cui era un esponente il presidente deposto Mohamed  Morsi (appoggiato da USA e Gran Bretagna). Sotto la presidenza di Morsi si sono incrementati gli attacchi sanguinosi ai cristiani coopti da parte degli estremisti che sono sobillati e finanziati dall’Arabia Saudita, dal Qatar e dagli stessi servizi di intelligence USA.

La minoranza cristiana aspetta con impazienza la visita del Papa Bergoglio nel paese, con l’occasione  sembra che alcuni esponenti della Chiesa coopta si ripromettono  di  chiedere  chiarimenti e spiegazioni circa le recenti affermazioni fatte dal Papa: “….quella in corso non è una Guerra di Religione e tutte le religioni sono per la pace”.. aveva dichiarato il Papa Bergoglio a bordo dell’aereo che lo aveva portato a Cracovia. Vedi: Papa Francesco nega l’evidenza:” non c’è una guerrra di religione”

I fatti di questi ultimi mesi sembrano smentire la “solenne dichiarazione” del Papa Bergoglio.

Fonte: Al Ahram

Traduzione e sitesi: L.Lago

di Luciano Lago

“Terrorismo islamico”: è questa la pista principale seguita dagli inquirenti britannici, dopo l’attentato di ieri al Parlamento britannico, nel giorno del primo anniversario della strage di Bruxelles. Nella notte la polizia di Londra ha aggiornato il bilancio: cinque persone sono morte e almeno 40 sono rimaste ferite, tra cui un’italiana. L’attacco è stato compiuto da un uomo vestito di nero, che ha lanciato un suv contro la folla sul ponte di Westminster, di fronte al Big Ben, prima di pugnalare a morte un agente di polizia per poter fare irruzione in Parlamento. L’aggressore, armato di due coltelli, è stato ucciso da un altro poliziotto in borghese. (Aska News)

Dopo le prime incertezze e scambi di persona, è stata rivelata l’identità dell’attentatore: Khalid Masood, 52 anni, originario del Kent, era conosciuto dalle forze dell’ordine. Anche se non era mai stato collegato al terrorismo islamico, Masood era stato già arrestato per aggressione, possesso illegale di armi e altri reati.

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Alcuni paesi dell’Unione Europea finanziano il gruppo terrorista dell’ISIS (Daesh in arabo) che commette ogni tipo di crimini in Siria ed in Iraq contro la popolazione civile.
I governi di Danimarca, Belgio, Francia, Svezia e Regno Unito – tutti membri della UE – hanno pagato “accidentalmente” i componenti dell’ISIS che hanno utilizzato il denaro ricevuto per alimentare la violenza in Iraq e Siria, come ha rifrito il giornale USA Today.

Funzionari danesi hanno detto che questa settimana di aver pagato più di 100.000 euro a 29 extracomunitari per prestazioni sociali di assistenza pubblica perchè queste persone erano considerate incapaci di lavorare o invalide. Tuttavia i beneficiari di questi fondi, dopo aver ricevuto i denari, sono fuggiti in Siria per unirsi agli altri jihadisti del Daesh.

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L’Occidente è precipitato in una nuova epoca di terrore.

La strage di Charlie Hebdo e gli attacchi di Parigi hanno sprofondato l’Europa nella morsa della paura, spingendo le nazioni ad adottare misure estreme com’era successo agli USA all’indomani dell’11 Settembre. Gli attentati lasciano però una scia di anomalie e dubbi, di coincidenze inspiegabili e quanto meno ambigue, che riecheggiano drammaticamente la strategia del False Flag.

Cosa sono i False Flag? Per ottenere il consenso dell’opinione pubblica e l’accettazione di gravi sacrifici, l’unico modo è che si palesi una «minaccia estrema e globale». I False Flag sono operazioni belliche “sintetiche” ideate per fare credere che l’attacco sia stato effettuato da gruppi diversi rispetto ai reali esecutori, al fine di addossare loro la responsabilità di quanto accaduto, legittimando così eventuali rappresaglie.

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di  Grete Mautner *

Nel corso di tutto l’anno trascorso, l’Europa si è trovata a subire una serie di atacchi terroristici attuati da islamisti radicali. Quando sembrava in qualche momento che gli europei fossero preparati per fronteggiare nuovi possibili attacchi, i militanti dell’ISIS hanno realizzato altri dolorosi colpi che hanno prodotto altre vittime innocenti. A questo punto risulta abbastanza ovvio che l’ISIS ed il radicalismo islamico non si andranno a fermare, e ci sono prove che potrebbero utilizzare armi chimiche o biologiche alla prossima occasione.

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di Gianluca Savoini

Un altro attentato ha seminato morte nel cuore dell’Europa. E anche questa volta l’Europa ha dimostrato che cosa è: una entità guidata da governanti smidollati e popolata purtroppo anche da una grande fetta di illusi e di imbecilli, quelli che credono alle frottole dell’amore universale, all’utopia di un mondo senza frontiere e senza conflitti.

I primi sono i veri nemici dell’Europa, ancor più dell’Isis, nemici di un’Europa orgogliosa del proprio passato e della propria identità storica. I secondi sono il prodotto marcio di decenni di propaganda cattocomunista e globalista che ha condannato il richiamo a qualsiasi valore patriottico, identitario, tradizionale, nel nome dell’individualismo, dell’universalismo, del liberismo.

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Riepiloghiamo gli avvenimenti di questi ultimi giorni:
Un giovane poliziotto di 22 anni ha ucciso l’ambasciatore russo in Turchia, Andrey Karlov, sparando contro di lui durante una mostra fotografica ad Ankara. L’attentatore è stato poi ucciso in un blitz della polizia turca. “Noi moriamo ad Aleppo, tu muori qui”. È questa una delle frasi che l’attentatore avrebbe urlato prima di sparare all’ambasciatore russo. L’uomo è stato identificato come un diplomato dell’accademia di polizia di nome Mert Altintas, di 22 anni.

L’omicidio dell’ambasciatore russo è “chiaramente una provocazionemirata a minare i rapporti russo-turchi e “il processo di pace in Siria promosso dalla Russia, dalla Turchia, dall’Iran e da altri paesi”, ha detto Vladimir Putin.

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L’analista argentino Guadi Calvo, nell’analizzare l’assassinio dell’ambasciatore russo ad Ankara, Andrei Karlov, per mano  del criminale, Mevlüt Mert Altıntas, un poliziotto turco di 22 anni, si è posto varie domande interessanti.
Era l’assassino un lupo solitario? Formava parte di qualcuno dei molteplici gruppi terroristici che operano in Turchia, incluso lo Stato Islamico? Si è trattato di un carico di “fattura” al presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il quale da da vari mesi, nella sua corsa verso il “sultanato”, ha lasciato da parte centinaia di militari e uomini della sicurezza ?

L’analista argentino si chiede se questa sia stata una operazione di un qualche servizio segreto dell’Occidente per dinamitare la crescente alleanza tra Ankara e Mosca, di cui l’ambasciatore Andrei Kárlov, era uno dei più importanti artefici.

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Un rifugiato pakistano l’autore dell’attacco secondo la polizia tedesca.

Quando andrà a reagire lo Stato di diritto tedesco? Quando finirà questa maledetta ipocrisia? Le vittime di Berlino sono morti da mettere a carico della signora Merkel”, ha segnalato Marcus Pretzell.
L’eurodeputato della destra alternativa tedesca, Marcus Pretzell, leader di Alternativa per la Germania (AfD) nel Land della Renania del Nord-Westfalia, ha dato per scontato che l’attacco mortale attuato con il camion in un mercatino di Natale a Berlino sia stato un attacco terrorista e che le sue vittime sono “morti” per causa delle politiche della Merkel, ha sottolineato il politico, dalla sua pagina di Twitter, in relazione a quanto accaduto nel centro di Berlino, con i nove morti e più di 50 feriti (bilancio provvisorio).

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