"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

strategia ed armamenti

di Inessa Sinchougova (*)

Alcuni dettagli sono venuti alla luce in relazione alla riunione tra Vladimir Putin ed il presidente Trump che non si è  tenuta al vertice APEC, svoltosi in Vietnam, nel novembre dello scorso anno.
Un promemoria del fatto che non si sono potuti svolgere i colloqui a pieno titolo tra Vladimir Putin e Donald Trump, a causa di alcune “richieste atipiche avanzate dalla delegazione nordamericana”, come ha affermato il segretario stampa presidenziale Dmitry Peskov.

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La Russia ha rinforzato la sua presenza militare alle sue frontiere occidentali, tuttavia non è questa l’unica mossa. Secondo quanto riferito da Boris Rozhin, un esperto del Centro di Ricerca Geopolitica di Mosca, ci sono misure adeguate che sono state prese dalla Russia come risposta logica all’avanzata delle truppe degli USA e della NATO ai confini della Russia e nell’Europa dell’Est.

“Stiamo parlando dei paesi baltici, della Polonia, della Romania, della Bulgaria e della Repubblica Ceca. In questi paesi si stanno stabilendo truppe e basi militari, dove si installano sistemi antimissile e centri di guerra informativa e di guerra elettronica e si osserva una intensificazione della tensione militare” spiega Rozhin.

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Le autorità militari della NATO ed alcuni paesi che aderiscono al Patto Atlantico sono in questo momento particolarmente nervosi per dover assistere alle esercitazioni militari russo-cinesi nel Mar Baltico, pianificate da tempo e denominate ” Cooperazione Marittima 2017″.
La prima fase di queste esercitazioni è iniziata in questo mese ma le esercitazioni si prolungheranno anche a Settembre e sono previste manovre aeronavali  congiunte russo-cinesi anche nel Mar del Giappone e nel mare di Ojotsk.

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Una rete di traffici d’armi che coinvolge almeno 17 Stati

di Thierry Meyssan

Negli ultimi sette anni, in Siria sono stati illegalmente introdotti armamenti per diversi miliardi di dollari, un fatto che in sé è sufficiente a smentire la narrazione secondo cui questa guerra sarebbe una rivoluzione democratica. Numerosi documenti attestano che il traffico è stato organizzato dal generale David Petraeus, dapprima in veste pubblica, tramite la CIA, di cui è stato direttore, poi in veste privata, tramite la società finanziaria KKR con l’aiuto di alcuni funzionari di alto livello statunitensi e internazionali, fra cui il segretario generale aggiunto dell’Onu.

Così il conflitto, che era inizialmente un’operazione imperialista degli Stati Uniti e del Regno Unito, è diventato un’operazione capitalistica privata, mentre a Washington l’autorità della Casa Bianca veniva contestata dallo Stato profondo. Nuovi elementi mostrano ora il ruolo segreto dell’Azerbaigian nell’evoluzione di questa guerra.

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Nel corso  del Foro Economico di San Pietroburgo, il presidente russo, Vladímir Putin, ha affermato davanti i media internazionali che Mosca non resterà con le braccia incrociate e che reagirà “in modo adeguato” all’accerchiamento delle basi Nato lungo le sue frontiere occidentali e all’aumento dei contingenti mobilitati  dall’Alleanza atlantica.

Il presidente russo si è mostrato “molto preoccupato” per il dispiegamento del sistema di difesa antimissili degli Stati Uniti, che “rompe l’equilibrio strategico nel mondo”.

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di   Dr. Lajos Szaszdi Leon-Borja

E’ stato riportato da fonti militari che la flotta russa del Mediterraneo, nelle scorse settimane, ha neutralizzato obiettivi dei terroristi in Siria mediante i missili da crociera di attacco a terra Kalibr 3- m14, e SS-N-30, secondo la classificazione NATO, che sono stati lanciati sia dalla portaerei Almirante Kuznetsovde, sia dalla fregata Almirante Grigorovich, che stazionano entrambe davanti alle coste della Siria.

Nelle operazioni d’attacco svolte dalle forze navali ed aeree russe contro obiettivi dell’ISIS e del Fronte Al Nusra, nelle province di Idlib e di Homs, la novità è rappresentata dall’utilizzo per la prima volta del missile da crocera supersonico P-800 Onix, contro obiettivi terrestri. Questi missili sono stati sparati da unità mobili della difesa costiera el sistema Bastion delle forze russe, situate come sembra nella base navale russa situata nel porto di Tartus.

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di Alberto Bellotto

Più di qualche analista politico era pronto a scommettere che la fine del regime sovietico avrebbe rappresentato la fine della Nato. Ormai i Paesi europei, protetti dalla potenza americana, non avevano più niente da temere. Il socialismo reale era crollato e aveva portato con sé le paure che per lunghi decenni avevano turbato il sonno del Vecchio continente. Lo scudo dell’Alleanza perdeva quindi il suo scopo principale, quello di difendere i suoi membri da Mosca. Mai valutazione fu più sbagliata.

Al momento del crollo del Muro i Paesi sotto l’ala protettiva della Nato erano 16 e comprendevano gran parte dell’Europa occidentale. Ma nel giro di un decennio il loro numero è salito prima a 19 poi a 26 nel 2004. In poco meno di vent’anni l’Alleanza atlantica ha di fatto raccolto quasi tutta l’Europa allargandosi verso Est. Ultimi arrivati alcuni Stati della dissolta Yugoslavia come Slovenia e Croazia, insieme all’Albania.

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di  Philippe Grasset,

Dai primi anni ’70, il Backfire è stato tra le principali cronache sulla “minaccia” che NATO e Pentagono affrontavano, nel gergo atlantista per potenza militare sovietica. Backfire era (e rimane) il nome in codice dato dalla NATO al Tupolev Tu-22M apparso in quel momento, di cui ci si chiedeva se l’autonomia non lo classificasse entro i limiti strategici fissati da SALT e START. Da allora, il Tu-22M si è evoluto in nuove versioni, cambiandolo notevolmente e rimanendo oggi, con il vecchio Tu-95 e il Tu-160, uno degli aerei dell’aviazione strategica russa.

Si tratta quindi di un velivolo aureolato da una lunga controversia strategica quello che viene stanziato nella base aerea di Hamadan, nell’ovest dell’Iran, da cui compiva i primi attacchi contro SIIL e al-Nusra (o ex al-Nusra…) Il vantaggio è che il Tu-22 vola per 700 chilometri da Hamadan per compiere la missione in Siria, invece di 2000 km dalle basi nel sud della Russia.

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Tony Cartalucci -ricercatore geopolitica con sede a Bangkok – ha commentando l’attuale crisi dei rifugiati oramai fuori controllo in Europa :
“I peggiori nemici della civiltà europea sono quelli al potere a Washington, Londra e Bruxelles”
Dal 2007 Washington è stata occupata nella scientifica pianificazione per il rovesciamento e la distruzione dei regimi politici istituiti in tutta la regione del Medio Oriente e Nord Africa (MENA), aggiungendo che i rifugiati indigenti che oggi si riversano sulle coste europee sono diventati “pedine di guerra.”
– il “Peggiore e più pericoloso nemico della civiltà europea sono quelli attualmente al potere a Washington, Londra e Bruxelles.

Questi con interessi particolari hanno intenzionalmente creato il caos in tutta la regione del MENA, ben sapendo qule catastrofe sarebbe accaduta, non solo per l’Africa e il Medio est, ma per l’Europa e l’Eurasia”.

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Un complesso di missili tattici con capacità nucleare Iskander-M si è potuto vedere in un video del canale TV russo Star che ha trasmesso un servizio sulla base aerea russsa di Hmeymin in Siria.
Nelle immagini si può vedere il sistema di lancio del missile 9P78-1. Il video dava la notizia di come un aereo da trasporto pesante provvedeva a rimpatriare in Russia tre elicotteri da trasporto che si trovavano in tale base. ll sistema si può osservare nel minuto 5 del reportage che si vede nel video sotto al fondo, in una laterale della pista dove va a decollare l’aereo da trasporto militare An-124 Ruslan.

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