"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Storia

di Elena Quidello

Una sciocca quanto inutile legge (quella proposta da Emanuele Fiano) che potrà solo favorire un revival nostalgico per quella parte di popolazione italiana di cui nonni o bisnonni ne avevano sperimentato gli aspetti positivi. Si, perché, che piaccia o no, il fascismo di cose positive ne aveva fatte tante al punto che il confronto con la decadenza sociale, economica e industriale di oggi , non regge.

Abbiamo tutti sperimentato come l’economia italiana, con l’entrata nell’euro, sia scesa a livelli da terzo mondo e come, al contrario di quanto venne fatto durante il Governo di Mussolini, l’Italia abbia intrapreso una deindustrializzazione programmata privatizzando le più grandi e floride industrie che sono poi passate nelle mani di altri acquirenti europei o addirittura extraeuropei. Mentre Mussolini cercava, sia pure nella sua mania di grandezza, di fare dell’Italia una potenza europea di rispetto, l’Italia di oggi ha solo eseguito ordini impartiti da un altra mascherata dittatura.

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di  Luciano Lago

Se un paragone storico è possibile azzardare, l’epoca in cui viviamo sembra presentare molte similitudini con gli ultimi giorni di Costantinopoli.
Mentre l’Italia subisce l’invasione africana alimentata da organizzazioni straniere con la complicità dei potentati finanziari internazionali (da G. Soros al FMI e soci), il dileggio di tutta l’Europa che chiude i suoi porti e le frontiere per sottrarsi all’ondata migratoria che invade la penisola, la classe politica italiana, dominata da mondialisti e massoni di vario livello, riesce ad occuparsi del “sesso degli angeli” discettando sullo Ius soli, sulla necessità di un nuovo “antifascismo” e sulle alleanze pre elettorali.

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Storia 23 giugno 2017

di Tomaso Giaretti

Il mantra del politicamente corretto e del multiculturalismo senza identità oramai è avvinghiato con le unghie e con i denti alle sue scellerate visioni, non risparmiando nemmeno Roma e il suo Ius Civile. È ormai una costante, infatti, leggere articoli o assistere a dibattiti relativi allo Ius Soli nei quali viene tirata in ballo Roma come patria natia del multiculturalismo e della società multirazziale.

Ovviamente si tratta di una delle più grandi menzogne della Storia; perché, pur essendo stata senz’altro Roma più aperta di altre precedenti esperienze politiche e sociali, come per esempio Atene, la cittadinanza romana, rappresentata da Cicerone con la frase “Civis Romanus sum” non era automatica, ne tanto meno un diritto, ma un privilegio che comportava onori ed oneri.

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In collaborazione con Gabriele Oliviero, siamo orgogliosi di poter offrire al pubblico italiano un’intervista al dott. Jose Javier Esparza, giornalista televisivo e scrittore; autore di una trilogia sulla Reconquista e di una “Storia del Jihad” [RS]

Gent. dott. Esparza,

voglio ringraziarla sentitamente per aver accettato di rilasciare questa intervista a Storia di al-Andalus che è ancora una realtà giovane ma in rapida crescita nel panorama dei blog italiani che si occupano di storia.
L’obiettivo è quello di far conoscere meglio al pubblico italiano vicende e personaggi appartenenti ad un periodo storico da noi poco compreso e conosciuto come quello della Spagna sotto la dominazione musulmana.
La sua trilogia sulla “Reconquista” è un’opera monumentale, ricca di approfondimenti e nella quale si nota una grande passione per gli argomenti trattati oltre ad una ammirabile capacità scrittoria. Volevo farle i miei complimenti.

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Riceviamo e pubblichiamo:

Per chiarire un po’ meglio le idee
I problemi umani hanno spesso delle radici profonde che non conviene sottovalutare. Sembra dunque giunto il momento di analizzare accuratamente la strana e confusa struttura giuridico-politica della estinta URSS.
di ROMANO CRISTIANO (Giurista)

È ormai trascorso un bel po’ di tempo da quando gli abitanti della Crimea, in base ad una votazione quasi unanime, hanno dichiarato la loro indipendenza dall’Ucraina, proponendo in seguito l’annessione alla Russia, che l’ha subito accettata. Le critiche non sono mancate. È avvenuto di più: diversi governi hanno fatto sapere che non avrebbero riconosciuto l’annessione perché conseguenza d’una decisione popolare non autorizzata previamente dalle autorità centrali di Kiev; in altri termini, l’annessione era invalida. Siccome questa tesi viene ancora sostenuta, ritengo opportuno far conoscere, nei riguardi di essa, una mia idea, che ho da anni e che cercherò di spiegare sinteticamente (e senza estenuanti ricerche), per facilitare ed arricchire la discussione.

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di Luciano Lago

Come avviene ormai da molti anni, la data del 25 Aprile viene segnata da una abituale valanga di retorica, di celebrazioni e rievocazioni ufficiali, altisonanti moniti dei responsabili delle istituzioni, dal neo presidente Mattarella ( successore di Napolitano) alla “impagabile” presidente della Camera Laura Boldrini, al presidente del Senato, Pietro Grasso.
Questa volta però il regime repubblicano non riesce a nascondere, sotto la coperta della retorica dei suoi anniversari, il suo lascito disastroso per aver ridotto l’Italia, pur senza una guerra persa, come era avvenuto nel 1945, in una nazione in bancarotta, impoverita  e affossata in  una profonda crisi economica, un paese privo di qualsiasi sovranità, di fatto divenuto una colonia subordinata alle grandi centrali finanziarie ed alla egemonia di Washington.

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La Storia non si celebra, si studia

di Gianfredo Ruggiero

Ogni anno, con l’approssimarsi del 25 aprile, si susseguono a ritmo incalzante le rievocazioni della guerra di liberazione. E’ un crescendo di manifestazioni, convegni e interventi per celebrare degnamente il sacrificio dei partigiani e di quanti si immolarono per riportare in Italia libertà e democrazia. Le piazze si tingono di rosso e i ricordi della barbarie nazifascista riaffiorano alla mente.
Tutto bene tranne che…

Dei crimini fascisti oramai sappiamo tutto o quasi, ma cosa sappiamo del lato oscuro della resistenza, quello fatto di processi sommari, fucilazioni, fosse comuni e soldati uccisi sui letti di ospedale o prelevati dalle prigioni e freddati con un colpo alla nuca, di violenze e stupri ai danni delle ausiliarie e delle donne fasciste? Poco, molto poco.

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Riceviamo e pubblichiamo

di Roberto Tollini

QUALCHE COMMILITONE HA CHIESTO A ZARATHUSTRA LA PROVENIENZA DEL FONDAMENTALISMO E COME NASCE… IL FONDAMENTALISMO, UNA LUNGA ALLEANZA CON GLI AMERICANI… ALLEANZA CHE INIZIO’ IL 14 FEBBRAIO DEL ’45… IL PRESIDENTE ROOSEVELT INCONTRO’ IL RE DELL’ARABIA SAUDITA IBN SAUD SU UNA NAVE STATUNITENSE E DISCUSSERO MOLTO… L’ACCORDO FU STIPULATO PETROLIO SAUDITA IN CAMBIO DI AIUTI MILITARI E CHIUSURA DI AMBEDUE OCCHI SUL REGIME PIU’ DISPOTICO E INTOLLERANTE DEL MONDO… IL PEGGIOR ISLAM EBBE LA BENEDIZIONE DEGLI AMERICANI… FU ANCHE PER QUESTO CHE, MALGRADO I PRESUNTI DIROTTATORI DEGLI AEREI NELL’ATTENTATO PRESUNTO DELL’11 SETTEMBRE FOSSERO QUASI TUTTI SAUDITI, GLI AMERICANI INVECE DI ATTACCARE L’ARABIA SAUDITA E FARLA FINITA PER SEMPRE CON L’INTEGRALISMO WAHABBITA ATTACCARONO L’AFGHANISTAN…

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di Emilio Borelli

Quello che Vi propongo oggi è un post che Vi farà perdere un pò di tempo, ma ne varrà la pena, sono sicuro che non resisterete alla curiosità di aprire i filmati, alla fin fine non sono lunghissimi, ed è la Storia che viene raccontata, la Storia contemporanea, quella dei nostri giorni, vissuta sulla pelle, non “raccontata” dai portavoce di un potere sempre meno onesto e sempre meno credibile. Si parla di Libia e di altre lontane missioni di Pace.

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Riproponiamo un articolo pubblicato per la prima volta il 17 ottobre 2013. La repressione penale delle opinioni ha conseguenze esplosive. L’approvazione in prima lettura da parte del Senato del reato di negazionismo apre molti più problemi di quelli che vorrebbe risolvere. Gli storici la rigettano, da sempre.

di Pino Cabras

Il recente voto parlamentare sul “negazionismo”, in pieno revival di una potente campagna sui reati d’opinione, fa fare un salto deleterio alla nostra Repubblica. Per sommo e aberrante paradosso, una legge presuntamente antifascista è il nido in cui farà l’uovo lo Stato Etico, la tipica base liberticida e totalitaria del fascismo. Un fascismo di tipo nuovo, politically correct.

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