"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Storia e falsificazioni

di  Enzo Pennetta

Giacomo Gabellini è un giovane autore di grandissime capacità, un nome da prendere come riferimento per tutti coloro che vogliono conoscere la verità supportata dalla forza dei fatti riguardo la storia contemporanea e non le narrazioni di propaganda.

Dalla sua penna sono usciti “Eurocrack. Il disastro politico, economico e strategico dell’Europa“, “Caos – Economia, strategia e geopolitica nel Mondo globalizzato” – 2014, “Ucraina. Una guerra per procura” – 2016, “Israele. Geopolitica di una piccola, grande potenza” – 2017.

I suoi libri sono uno straordinario studio documentato sui temi trattati che, riportando fedelmente quello che è accaduto, consente di andare oltre le diverse opinioni, basate sempre su una conoscenza parziale, e di giungere ad una visione integrale.

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Le strutture ideologiche che provvedono a dare e sostenere la legittimazione per un più aperto e dichiarato esercizio del potere politico ed economico sono manifestate attraverso la retorica dell’interventismo umanitario.

di Petar Djolic*

U”L’inferno è colmo di buone speranze
e desideri” (S. Bernardo di Clairvaux).

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DI MICHEL CHOSSUDOVSKY

I pericoli della guerra nucleare non sono oggetto di dibattiti e di analisi da parte dei principali media.

L’opinione pubblica viene volutamente ingannata. “Tutte le opzioni sul tavolo”. Le armi nucleari sono presentate come bombe di pace.

Lo sapevate che le armi nucleari tattiche o le cosiddette mininuke, con una capacità esplosiva tra un terzo e sei volte la bomba di Hiroshima, al Pentagono vengono convenzionalmente considerate, secondo il parere scientifico, come “innocue per la popolazione civile circostante perché l’esplosione avviene sotto terra“? È una falsità.

Gli Stati Uniti hanno un enorme arsenale nucleare in grado di colpire diverse volte il pianeta.

Il mondo commemora il 72° anniversario di Hiroshima e Nagasaki (6 agosto 1945).

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La Costituzione, un vero e proprio dogma custodito dai sacerdoti del Politicamente Corretto, un tabù che non può essere soggetto a critiche e valutazioni. Davvero la nostra carta costituzionale è, come alcuni sostengono, “la più bella del mondo”? Davvero è garanzia di indipendenza e sovranità? Ne abbiamo parlato con Alessio Mannino, direttore del quotidiano online Vvox.it e autore del libro “Contro la Costituzione. Attacco ai filistei della Carta ’48” (Circolo Proudhon Edizioni).

1) Partiamo dal titolo, inequivocabile: “Contro la Costituzione”. Un attacco alla retorica della “Costituzione più bella del mondo”?

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di   Giuseppe Barcellona

Nel 1942 la guerra pendeva dalla parte dei nazifascisti, il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt non dormiva sogni tranquilli; i sottomarini di Hitler erano appostati poco fuori la baia di Hudson pronti a silurare qualunque convoglio che dall’America partisse a sostegno degli alleati d’oltreoceano, i cittadini della grande mela osservavano preoccupati l’ammasso di ferraglia e residui oleosi che si estendeva lungo tutta la baia, testimonianza dell’efficacia militare dei nazisti probabilmente supportati da un’efficace rete di spionaggio di immigrati tedeschi e soprattutto italiani, specie quelli di origine siciliana che avevano in mano la flottiglia di pescatori del porto.

Quando venne appiccato un incendio all’interno della baia al transatlantico Normandie (foto), il presidente andò su tutte le furie, convocò il comandante della Marina Militare Haffenden e fu categorico: “A qualunque costo dobbiamo cambiare il corso della guerra”.

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di Paul Craig Roberts

In un articolo del 13 aprile avevo usato la cosiddetta Guerra Civile, e i miti che gli storici cortigiani vi hanno ricamato sopra, per mostrare come la storia venga falsificata per supportare delle agende di interessi. Avevo fatto notare che si trattò di una guerra di secessione, non di una guerra civile, in quanto il Sud non stava combattendo il Nord per conquistare il governo a Washington. Per quanto concerne la schiavitù, tutte le dichiarazioni di Lincoln dimostrano che egli non era né per i neri né contro la schiavitù. Tuttavia lo si è fatto diventare un eroe dei diritti civili, e la guerra di aggressione da parte del Nord, il cui scopo, come affermato ripetutamente da Lincoln, era di “preservare l’unione” (ovvero l’impero), è stata trasformata in una guerra per liberare gli schiavi.

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