"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Storia e falsificazioni

di   Giuseppe Barcellona

Nel 1942 la guerra pendeva dalla parte dei nazifascisti, il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt non dormiva sogni tranquilli; i sottomarini di Hitler erano appostati poco fuori la baia di Hudson pronti a silurare qualunque convoglio che dall’America partisse a sostegno degli alleati d’oltreoceano, i cittadini della grande mela osservavano preoccupati l’ammasso di ferraglia e residui oleosi che si estendeva lungo tutta la baia, testimonianza dell’efficacia militare dei nazisti probabilmente supportati da un’efficace rete di spionaggio di immigrati tedeschi e soprattutto italiani, specie quelli di origine siciliana che avevano in mano la flottiglia di pescatori del porto.

Quando venne appiccato un incendio all’interno della baia al transatlantico Normandie (foto), il presidente andò su tutte le furie, convocò il comandante della Marina Militare Haffenden e fu categorico: “A qualunque costo dobbiamo cambiare il corso della guerra”.

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di Paul Craig Roberts

In un articolo del 13 aprile avevo usato la cosiddetta Guerra Civile, e i miti che gli storici cortigiani vi hanno ricamato sopra, per mostrare come la storia venga falsificata per supportare delle agende di interessi. Avevo fatto notare che si trattò di una guerra di secessione, non di una guerra civile, in quanto il Sud non stava combattendo il Nord per conquistare il governo a Washington. Per quanto concerne la schiavitù, tutte le dichiarazioni di Lincoln dimostrano che egli non era né per i neri né contro la schiavitù. Tuttavia lo si è fatto diventare un eroe dei diritti civili, e la guerra di aggressione da parte del Nord, il cui scopo, come affermato ripetutamente da Lincoln, era di “preservare l’unione” (ovvero l’impero), è stata trasformata in una guerra per liberare gli schiavi.

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