"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

spionaggio e servizi segreti

di  Héctor G. Barnés

A prima vista, pochi mondi collidono più di quello dell’intelligence globale e quello dell’università, presumibilmente isolati nella loro bolla. È un’idea sbagliata, dal momento che il mondo accademico continua ad avere una grande importanza geopolitica, strategica, scientifica e discorsiva.

Tanto vero che, secondo un nuovo libro presentato su questo argomento, la CIA e l’FBI hanno speso enormi risorse investendo milioni di dollari per controllare, reclutare e finanziare professori universitari in tutto il mondo, sia all’interno delle proprie frontiere negli Stati Uniti  come al di fuori, in paesi esterni.

Il libro è chiamato “Spy Schools: come la CIA, l’FBI e l’intelligenza straniera infiltrano  le università americane” ed è stato scritto dal giornalista Daniel Golden, editore di ProPublica e Premio Pulitzer nel 2004. Come spiega nel prologo l’idea emerse mentre Daniel pranzava con un ex ufficiale governativo.

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di  Alice Salles

Se tu sei uno degli innumerevoli americani sconvolti dalle rivelazioni apprese dall’ex contractor della National Security Agency (NSA) Edward Snowden, la sola idea che là fuori ci possa essere ancora un’altra agenzia – forse altrettanto potente e molto più intrusiva – dovrebbe far venire la pelle d’oca.

Foreign Policy (1) riporta come la National Geospatial-Intelligence Agency, o NGA, sia un’oscura agenzia di spionagggio su cui l’ex presidente Barack Obama si è arrovellato sin dal 2009. Ma siccome il presidente ha aumentato la sua passione per la guerra coi droni, cercando un modo per poterne iniziare qualcuna senza dover ottenere la debita autorizzazione del congresso (2), anche la NGA è diventata sempre più importante. Attualmente ci si aspetta che il presidente Trump esplori ulteriormente le opportunità offerte da questa rete di sorveglianza da miliardi di dollari.

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DI PEPE ESCOBAR

L’attacco contro la Smart TV Samsung è stato lanciato in collaborazione con i britannici MI5 e BTSS.

Si mette la TV bersaglio in una modalità ‘falso-spento’, cosicché il proprietario crede che la tv sia spenta quando in realtà è accesa. Nella modalità ‘fake-off’, la tv opera come un bug, registrando conversazioni in camera ed inviandole, via internet, ad un server segreto della CIA.

Nell’ottobre 2014, la CIA voleva anche infiltrare i sistemi di controllo dei moderni auto e camion. Lo scopo di tale controllo non è chiaro, ma permetterebbe di commettere omicidi praticamente non rilevabili.

Il ramo dispositivi mobili (MDB) della CIA ha fatto numerosi test per controllare smartphone da remoto. Si possono infatti infettare e riprogrammare telefonini, in modo che la CIA riceva geolocalizzazione, audio e sms degli utenti, così come si possono attivare di nascosto fotocamera e microfono.

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