"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

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di Ilaria Bifarini

Il caso della Embraco, l’azienda del gruppo Whirlpool che ha licenzato 500 dipendenti nello stabilimento italiano per trasferire la produzione in Slovacchia – è emblematico del funzionamento dell’attuale sistema neoliberista, di cui l’UE è garante nel Vecchio Continente, come il FMI lo è per il resto del mondo.

Un sistema che tutti noi conosciamo – tranne chi ci rappresenta – basato su una concorrenza sfrenata e spregiudicata, che non fa distinzioni tra merci e persone, tra il ciclo dei prodotti e la vita delle persone.

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di Luciano Lago

La decisone della Embraco, l’azienda brasiliana del gruppo Whirlpool che sta procedendo in questi giorni al licenziamento delle sue maestranza (500 persone) nel suo stabilimento a Riva di Chieri (Torino) per delocalizzare la produzione (compressori per frigoriferi ), trasferendo il tutto in Slovacchia, è soltanto l’ultimo caso di multinazionale che ha scelto di chiudere la produzione in Italia e trasferirsi nell’l’Est Europa, dove i costi di produzione e la mano d’opera sono nettamente più bassi.

Oltre alle più convenienti condizioni di base, il governo slovacco, da parte sua, approfitta della comune appartenenza alla UE per applicare una politica di incentivi fiscali verso le aziende che trasferiscono la produzione sul proprio territorio, offrendo condizioni di esenzione fiscale sugli investimenti per i primi anni e semplificazione burocratiche. In concreto la Slovacchia pratica quello che viene definito il “dumping fiscale”, una forma estrema di concorrenza applicata mediante imposte più basse, la stessa che da anni applicano paesi come l’Irlanda o il Lussemburgo.

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Un interessante convegno a Modena da non perdere:

Matteo Simonetti, l’autore della prima ed unica opera sul “Piano Kalergi” spiegherà di persona il risultato delle sue indagini circa le origini del famigerato piano che è la prima elaborazione pianificata della odierna struttura eurocratica e del suo successivo costituirsi in potere oligarchico dominante e le finalità che ad esso erano state assegnate.

Il libro di Simonetti costituisce anche un’accurata quanto spietata documentazione sulle cause dell’immigrazione selvaggia che sta letteralmente travolgendo e deturpando, per inconfessabili ragioni di logge e cosche, l’identità europea ed italiana, sulla rete di interessi che si dipana tra alta finanza, massoneria, vaticano, imperialismo anglosassone, materialismo capitalista e bolscevico, interessi oligarchici e settari.

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di  Luciano Lago

Quello che avviene in Medio Oriente in questi giorni possiamo considerarlo il sinistro presagio del disfacimento dell’Impero USA che sta rimanendo invischiato nelle sue stesse contraddizioni dovute alla politica del caos seguita fino ad oggi dalle amministrazioni di Washington.

Non era mai accaduto che due paesi della NATO di trovassero in una guerra contrapposta su uno stesso teatro e questo oggi si sta verificando sotto gli occhi di tutti: gli USA si sono impantanati nelle sabbie mobili della Siria e da un momento all’altro rischiano di entrare in conflitto con il loro principale alleato del fronte sud, la Turchia.

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L’Europa, per la sua inerzia davanti all’aumento delle attività propagandistiche wahabite-saudite, è responsabile dell’arruolamento di sempre più numerosi giovani nelle file dei terroristi, come ha denunciato il presidente della Commissione di Sicurezza Nazionale del Parlamento dell’Iran .

Nel corso di una riunione svoltasi il Giovedì con i rappresentanti della Commissione degli affari Esteri del Parlamento Europeo a Bruxelles, Boruyerdi ha messo in questione la politica europea rispetto all’influenza del wahabismo saudita nelle società europee, al tempo stesso Boruyerdi ha messo in rilievo il ruolo esercitato dal movimento Hezbollah nel Libano nella lotta che mantiene contro il flagello del terrorismo islamista nella regione.

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Erdogan avvisa di voler estendere l’operazione in Siria nonostante il rischio di uno scontro con gli USA
ANKARA / BEIRUTIl presidente Tayyip Erdogan ha avvertito mercoledì che la Turchia estenderà la sua operazione militare in Siria alla città di Manbij, una mossa che potrebbe potenzialmente portare le forze turche allo scontro con quelle dei loro alleati della NATO negli Stati Uniti.

L’operazione aerea e terrestre della Turchia, giunta alla quinta giornata, ha come bersaglio i combattenti YPG curdi sostenuti dagli Stati Uniti nella regione di Afrin e ha aperto un nuovo fronte nella guerra multilaterale che si svolge in Siria. Una avanzata dei turchi verso Manbij, città a circa 100 km a est da Afrin, potrebbe minacciare i piani statunitensi di installare una entità curda autonoma nella parte della Siria nord-orientale.

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di Alessandro Montanari –
…Confidiamo che il governo assumerà le azioni appropriate.
Mario Draghi, Jean-Claude Trichet

Non c’è schiavo più indifeso di chi non riesca a vedere le proprie catene. Ricchi, poveri, vincitori e vinti di quest’ordine darwiniano che, da noi, prende il nome di Unione Europea: guardate i vostri polsi. Che siano pesanti e vistose come bracciali d’oro o trasparenti e impalpabili come fili di nylon, le manette restano sempre manette. E una prigione, anche se fornita di celle di prima e seconda classe, resta sempre una prigione.

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di  Firas Samuri

Lo stato islamico si è effettivamente schiantato in Siria e le sue forze sconfitte sono state gradualmente distrutte dall’esercito arabo siriano (SAA). Nello stesso tempo, gli Stati Uniti hanno rifiutato di ritirare le proprie truppe dal territorio di uno stato sovrano e il Presidente Trump ha tentato di giustificare la presenza di forze USA  nel paese con il pretesto di combattere il terrorismo.

Inoltre, secondo le fonti del Washington Post, la Casa Bianca intende dividere la Siria istituendo un nuovo governo nel nord del paese al di fuori del controllo di Bashar Assad al fine di creare un esercito nord-siriano (antigovernativo) .
Per attuare questo piano, Washington continua ad usare i metodi collaudati di corruzione, ricatto, ogni tipo di pressione e propaganda fatta di informazioni falsificate.

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I tentativi del  Daesh (ISIS)  per ottenere un punto d’appoggio nella Striscia di Gaza sollevano la prospettiva che piccole cellule Daesh possano  prendere di mira e infiltrarsi nell’enclave governata da Hamas ed operare con attentati e omicidi, secondo quanto informa un rapporto della società di intelligence privata Soufan Group, il mercoledì.

Anche se Daesh è in fase di eclissi in Siria e in Iraq, la stessa organizzazione sta prosperando in una provincia autoproclamata nella vicina penisola del Sinai, afferma il rapporto.

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Il re Abdullah di Giordania, il 31 dicembre, si è proclamato solennemente ” Servo della Prima Qibla” e della Terza Santa Moschea, lanciando il guanto di una sfida religiosa per i governanti sauditi.
Alcune fonti riferiscono che il re di Giordania con questo gesto ha voluto sfidare il re saudita Salman e il principe ereditario Muhammad per aver abbandonato Gerusalemme, sito della Terza Moschea, sacra per i mussulmani, di fronte al riconoscimento del presidente Trump della città santa come capitale di Israele.

Il Re Abdullah ha enfatizzato questo punto, assestando una grande staffilata che evidenzia il suo ruolo, in cui ogni funzionario governativo, legislatore e ufficiale militare giordano lo ha visto esibirsi domenica. Il Re di Giordania esercitava il ruolo di custode dei luoghi sacri della Gerusalemme araba.

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