"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

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Come era da aspettarsi, dopo le farneticazioni del Dipartimento di Stato circa un possibile nuovo “attacco chimico” in preparazione da parte dell’Esercito siriano, seccamente smentito dalla Russia e dal Governo di Damasco, adesso la propaganda dei media istigata dalle stesse centrali di Washington diffonde la notizia di una fantomatica fabbrica di missili di lunga gittata individuata nella parte occidentale della Siria, nella zona di Banias, a nord di Tartus.

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di Thierry Meyssan

Mentre il presidente Trump sembra aver più o meno risolto i suoi problemi di autorità interna, il conflitto ormai si manifesta in seno alla NATO. Washington sta parlando attualmente contro la manipolazione del terrorismo, mentre Londra non ha intenzione di rinunciare a uno strumento così utile per estendere la propria influenza. Il gruppo Bilderberg, inizialmente organizzato come una cassa di risonanza dell’Alleanza, è appena stato teatro di un difficile dibattito tra i partigiani e gli avversari dell’imperialismo in Medio Oriente.

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Come vengono fabbricate le notizie delle “fake news” dai grandi mega  mondiali? La manipolazione e la falsificazione sono ormai una costante per i “megamedia” del sistema atlantista e ogni tanto le falsificazioni più grossolane vengono a galla. 

I dubbi su molte delle ricostruzioni fatte dalla CNN nei suoi reportage sono frequenti e la manipolazione si intuisce.
Avviene a volte poi che un semplice passante, con il suo cellulare, per caso  riprenda nel momento in cui macchina della propaganda entra in azione. Ed ecco qui che la fabbricazione di una notizia della CNN viene svelata.

Vedi: Youtube.com/Watch

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I combattenti Houthi dello yemen hanno sparato un missile balistico di medio raggio, denominato Qaher-M2, nel territorio al sud dell’Arabia Saudita. Il missile ha centrato una riunione di truppe saudite e dei loro mercenari alleati nel centro della città di al-Mousem nella provincia di Jizan.
In questo momento non si conosce ancora il bilancio delle perdite subite dalle forze terrestri dirette dall’Arabia Saudita.
L’utilizzo di questo missile e di altri dello stesso tipo (il missile Tochka) dimostra la portata strategica raggiunta dalle forze degli Houthi e della Guardia Repubblicana Yemenita che operano attacchi di rappresaglia per i bombardamenti costanti che subisce lo Yemen ad opera dell’aviaziaone saudita ed i suoi alleati (fra cui USA e GB) che hanno prodotto migliaia di vittime civili e molte distruzioni del paese, il più povero della regione.

Gli USA sorpresi dalle capacità militari degli yemeniti

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Uno scambio di colpi di fucile agli Champs-Élysées,  a Parigi, ha lasciato sul terreno un poliziotto morto ed un altro ferito.

Fonti della polizia francese riferiscono che uno degli attaccanti è stato neutralizzato, secondo la AFP. Altre fonti indicano che gli attaccanti erano almento due persone armate di armi automatiche, tipo kalashnikov, che hanno attaccato all’improvviso gli agenti di polizia francese.

Un gran numero di agenti di polizia ed addetti alla  sicurezza ha immediatamente circondato la zona ed ai residenti è stato chiesto di allontanarsi e non transitare da tutto il quartiere.

La stazione della metropolitana Franklin Roosevelt è stata immediatamente chiusa, tutta la zona è stata totalmente messa in stato di assedio e viene sorvolata da elicotteri.

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In occasione delle vacanze di Pasqua la Redazione di Controinformazione.info è lieta di porgere i suoi migliori  auguri a tutti i lettori, ai quali  augura buone vacanze.

Diamo appuntamento a martedì 18 aprile 2017 –

L’inchiostro usato per firmare il divorzio dall’UE deve ancora asciugarsi ma già l’Europa è scossa dalle dichiarazioni dell’ex leader conservatore Michael Howard: la May sarebbe pronta a far guerra per proteggere Gibilterra, un po’ come la Thatcher lo era per le Falkland. Il Guardian lo ha già bollato come “provocatore”.

Howard ha detto domenica a Sky News che: “Non c’è alcun dubbio che il nostro governo starà al fianco di Gibilterra … 35 anni fa di questo periodo un’altra donna Primo Ministro inviò una task force dall’altra metà del mondo per difendere la libertà di un piccolo gruppo di britannici contro un altro paese di lingua spagnola …. sono assolutamente certo che il nostro attuale Presidente del Consiglio mostrerà la stessa determinazione nel difendere gli abitanti di Gibilterra”.

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L’ultimo attentato che ha colpito cittadini innocenti della Federazione russa intenti alle normali faccende della vita quotidiana ha posto in risalto la russofobia del nostro apparato mediatico, in particolare di quello italiano, che trasuda livore e astio nei confronti della dirigenza russa e del popolo russo. Quali sono le radici, politiche e culturali, di questo pregiudizio antirusso diffuso dalle “nostre” classi dirigenti e dai loro addetti alla propaganda?

Russofobia -Le origini del pregiudizio russofobico sono ataviche e vengono descritte nel bel libro di Guy Mettan, Russofobia. Mille anni di diffidenza (prefazione di Franco Cardini, Sandro Teti Editore, 2016). In questo testo l’autore, che tra l’altro è un giornalista svizzero di cultura cristiano-democratica e per cui in nessun modo etichettabile come avversario ideologico preconcetto dell’Occidente, esamina nel dettaglio tutte le componenti sociali, politiche ed economiche dell’odio nutrito dalle élite europee prima e americane poi nei confronti della Russia come erede geopolitico e spirituale dell’Impero romano d’Oriente e, certamente, anche del khanato mongolo dell’Orda d’Oro. La russofobia è infatti una vera e propria guerra di religione, un conflitto tra culture, mossa dai ceti possidenti europei nei confronti dei popoli slavi cristiano-ortodossi, considerati tout court “barbari” e potenziali “invasori” di una “civiltà europea” in realtà fortemente debitrice nei confronti della tradizione greco-bizantina e slava.

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Alcuni deputati del Parlamento francese che facevano parte di una delegazione arrivata in Russia per una visita ufficiale, il giorno 15 Marzo, nel corso di una intervista hanno ammesso che le azioni dell’Occidente contro la Siria non hanno avuto risultato e che al contrario, la Francia e gli altri paesi avrebbero dovuto unire gli sforzi con la Russia e con il presidente siriano Bashar al-Assad.

In precedenza il capo della delegazione francese, Thierry Mariani, aveva elogiato gli sforzi russi nella lotta contro il terrorismo in Siria e si era riunito con Vyacheslav Volodin, Presidente della Duma dello Stato ruso. “Voglio augurare il successo della lotta della Russia in Siria”, ha dichiarato alla Tass.

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Venerdì l’Iraq ha realizzato per la prima volta attacchi aerei sugli obiettivi del Daesh in Siria in cooperazione con Damasco, Teheran e Mosca.
Tali attacchi aerei, come indica un articolo pubblicato il sabato nel portale web israeliano Debka file, sono stati coordinati con l’Iran, con la Russia e con la Siria ma non si sa con sicurezza se siano stati coordinati o meno con le autorità statunitensi ed i rappresentanti della coalizione che dirigono gli USA contro il gruppo terrorista ISIS (Daesh in arabo).
Il testo ricorda che il portavoce del Ministero della Difesa irachena, il generale di Brigata Tahseen Ibrahim, ha confermato che gli attacchi sono stati coordinati con Mosca, Teheran e Damasco e che le parti menzionati hanno condiviso informazioni sugli obiettivi attaccati, nonostante questo non ha fatto però menzione alcuna di un coinvolgimento degli Stati Uniti.

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