"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

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di  Luciano Lago

Due notizie di questi giorni devono far riflettere.

Prima notizia: Gli USA dichiarano la guerra dei dazi contro l’Europa. Gli Stati Uniti imporranno le tariffe doganali su acciaio e alluminio, rispettivamente del 25% e del 10%, anche a Canada, Messico e Unione europea. A dare l’annuncio è stato il segretario al commercio Wilbur Ross. Le tariffe saranno applicate a partire da domani. Una scelta che ha scatenato la reazione dell’Europa che si ripromettere a sua volta con misure restrittive sull’export USA e si preannuncia quindi una guerra commerciale che rischia di avere gravi effetti sullo sviluppo dell’economia mondiale.

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di  Ilaria Bifarini

“AllʼItalia serve lavorare di più e meno corruzione”: ci risiamo, le solite indecenti sparate del presidente della Commissione europea, che fanno leva su uno stereotipo tanto abusato quanto infondato, quello della corruzione. Ma qual’è l’impatto economico del fenomeno corruttivo?

“Secondo le istituzioni di Bretton Woods e i fautori delle politiche neoliberiste in generale, la corruzione locale rappresenterebbe il principale ostacolo allo sviluppo economico. (…) In realtà si tratta di una strumentalizzazione per giustificare i fallimenti delle proprie politiche, prive di alcun fondamento dal punto di vista sia teorico che empirico.

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di Sebastiano Caputo

L’establishment aveva solo una carta per controllare il sentimento di rivolta che in questi giorni è cresciuto vertiginosamente in Italia dopo le decisioni discutibili del capo dello Stato: difendere le istituzioni ad oltranza in un Paese che storicamente non ci ha mai creduto, e spaccare l’asse Lega-Movimento 5 Stelle.
È evidente come i giornalisti, uniti intorno alla figura del presidente Mattarella (perché i partiti dell’establishment sono finiti), hanno cercato in tutti i modi di mettere Matteo Salvini e Luigi Di Maio l’uno contro l’altro, ma non ci sono riusciti: governeranno insieme seguendo il contratto tracciato all’indomani del voto elettorale e approvato in larga parte dai loro rispettivi elettorati. C’è di più, tra i due, contro ogni aspettativa, c’è un’intesa straordinaria.

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Lo statunitense Paul Krugman, Nobel per l’economia, sceglie Twitter per lanciare delle dure critiche alla decisione del presidente Mattarella di far naufragare il governo M5S-Lega. «E’ veramente orribile: non c’è bisogno di essere populisti per essere inorriditi dal fatto che i partiti che avevano vinto un chiaro mandato elettorale sono stati esclusi perché volevano un ministro dell’economia euroscettico.

La fiducia nella moneta unica batte la democrazia? Davvero? Le istituzioni europee soffrivano già di mancanza di legittimità a causa di carenze democratiche. Questo non farà che peggiorare le cose»……

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Gli aerei della coalizione guidata dagli Stati Uniti hanno effettuato un nuovo attacco contro le forze governative siriane nella zona desertica di Homs-Deir Ezzor la scorsa notte, hanno riferito i media statali siriani e l’agenzia media di Hezbollah in Siria.

Secondo i rapporti, i bombardamenti hanno preso di mira le posizioni delle forze filogovernative nei pressi di al-Bukamal, al-Mayadin e la stazione di pompaggio del T2.

I media statali siriani hanno sottolineato che i bombardamenti si sono verificati nel corso dei continui attacchi dell’ISIS contro le posizioni governative nei pressi dell’area desertica. I bombardamenti miravano chiaramente a favorire l’offensiva dell’ISIS contro l’Esercito siriano.

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Venerdì, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Bahram Qasemi, ha criticato la comunità internazionale per la sua posizione sugli attacchi di Israele alla Siria, affermando che Damasco ha il diritto all’autodifesa. Questo appare anche come un messaggio obliquo alla stessa Russia, che fa parte della comunità internazionale.

La Siria ha tutto il diritto di difendersi”, ha detto Qasemi alla televisione del governo iraniano. “L’Iran condanna fermamente gli attacchi di Israele alla Siria, e il silenzio della comunità internazionale incoraggia l’aggressione di Israele.

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BEIRUT, LIBANO (17:20) – La Russia ha onorato il famoso comandante siriano delle Forze tigre durante la parata del V-Day all’aeroporto militare di Hmaymim ieri.

Il generale generale Suheil Al-Hassan ha ricevuto una medaglia dall’esercito russo durante una cerimonia onoraria che ha evidenziato il suo successo come comandante di una delle migliori forze siriane, la Forza Tigre.

Il generale siriano era stato precedentemente nel nord di Homs a sorvegliare la resa delle forze ribelli prima di dirigersi verso l’aeroporto di Hmaymim mercoledì mattina.

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I militari siriani scoprono una grande quantità di armi prodotte dalla NATO a Douma (video)

BEIRUT, LIBANO (4:30 PM) – Un’operazione di sminamento ha visto il ritrovamento di centinaia di esplosivi a Douma, a seguito della liberazione della città dai militanti di Jaysh al-Islam.

Secondo il Centro di riconciliazione russo per la Siria, gli sminatori siriani hanno finora individuato e disinnescato un totale di 1,2 mila mine, 1,5 tonnellate di materiale esplosivo e quattromila ordigni esplosivi fatti in casa.

Il centro ha anche riferito che un arsenale lasciato dai militanti includeva mine terrestri con i marchi dei produttori dei paesi membri della NATO. Video Al Masdar

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di Luciano Lago

Come abbiamo puntualizzato da tempo nelle nostre precedenti analisi, la strategia dell’attuale Amministrazione USA in Medio Oriente (e non soltanto in quella regione) punta consolidare la nuova “Santa Alleanza” che include Israele e l’Arabia Saudita e questa triade sarà sempre più importante per la realizzazione dei piani egemonici dell’Imperialismo e del sionismo.

In particolare sarà sempre più essenziale il ruolo affidato all’Arabia Saudita in Medio Oriente dagli strateghi USA. Il “lavoro sporco”, quello del sostegno reclutamento e finanziamento dei gruppi terroristi, era stato già da tempo (dall’Amministrazione Obama) affidato ai monarchi della casa dei Saud per quanto riguardava il contesto di paesi come la Siria, il Libano e l’Iraq.

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di Grete Mautner

Va da sé che di recente il termine “fake news” è diventato una delle parole più cercate nei motori di ricerca del web. Inoltre, i rappresentati del Collins English Dictionary sono arrivati a nominarla ufficialmente Parola dell’Anno 2017: ci sono infatti ottime ragioni del perché tale termine riscuota tanta popolarità. Per esempio, è stata utilizzata dal presidente americano Donald Trump quando accusò le principali fonti occidentali di diffondere notizie false, definendole appunto “fake news”.

L’incontrastata prevalenza di queste notizie si è potuta osservare durante tutte le più importanti campagne politiche degli ultimi anni: l’elezione presidenziale in USA e in Francia, le elezioni parlamentari in Germania, i referendum sulla Brexit e in Catalogna… forse non esiste alcun paese in questo mondo che sia scampato alle fake news per come sono fabbricate e diffuse su scala globale attraverso i social media, e visto che ci sono intere “fabbriche di troll” e addirittura ogni sorta di enti governativi che motivano la loro esistenza dichiarando che sono impegnati nella “lotta contro la disinformazione”.

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