"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

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Uno scambio di colpi di fucile agli Champs-Élysées,  a Parigi, ha lasciato sul terreno un poliziotto morto ed un altro ferito.

Fonti della polizia francese riferiscono che uno degli attaccanti è stato neutralizzato, secondo la AFP. Altre fonti indicano che gli attaccanti erano almento due persone armate di armi automatiche, tipo kalashnikov, che hanno attaccato all’improvviso gli agenti di polizia francese.

Un gran numero di agenti di polizia ed addetti alla  sicurezza ha immediatamente circondato la zona ed ai residenti è stato chiesto di allontanarsi e non transitare da tutto il quartiere.

La stazione della metropolitana Franklin Roosevelt è stata immediatamente chiusa, tutta la zona è stata totalmente messa in stato di assedio e viene sorvolata da elicotteri.

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In occasione delle vacanze di Pasqua la Redazione di Controinformazione.info è lieta di porgere i suoi migliori  auguri a tutti i lettori, ai quali  augura buone vacanze.

Diamo appuntamento a martedì 18 aprile 2017 –

L’inchiostro usato per firmare il divorzio dall’UE deve ancora asciugarsi ma già l’Europa è scossa dalle dichiarazioni dell’ex leader conservatore Michael Howard: la May sarebbe pronta a far guerra per proteggere Gibilterra, un po’ come la Thatcher lo era per le Falkland. Il Guardian lo ha già bollato come “provocatore”.

Howard ha detto domenica a Sky News che: “Non c’è alcun dubbio che il nostro governo starà al fianco di Gibilterra … 35 anni fa di questo periodo un’altra donna Primo Ministro inviò una task force dall’altra metà del mondo per difendere la libertà di un piccolo gruppo di britannici contro un altro paese di lingua spagnola …. sono assolutamente certo che il nostro attuale Presidente del Consiglio mostrerà la stessa determinazione nel difendere gli abitanti di Gibilterra”.

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L’ultimo attentato che ha colpito cittadini innocenti della Federazione russa intenti alle normali faccende della vita quotidiana ha posto in risalto la russofobia del nostro apparato mediatico, in particolare di quello italiano, che trasuda livore e astio nei confronti della dirigenza russa e del popolo russo. Quali sono le radici, politiche e culturali, di questo pregiudizio antirusso diffuso dalle “nostre” classi dirigenti e dai loro addetti alla propaganda?

Russofobia -Le origini del pregiudizio russofobico sono ataviche e vengono descritte nel bel libro di Guy Mettan, Russofobia. Mille anni di diffidenza (prefazione di Franco Cardini, Sandro Teti Editore, 2016). In questo testo l’autore, che tra l’altro è un giornalista svizzero di cultura cristiano-democratica e per cui in nessun modo etichettabile come avversario ideologico preconcetto dell’Occidente, esamina nel dettaglio tutte le componenti sociali, politiche ed economiche dell’odio nutrito dalle élite europee prima e americane poi nei confronti della Russia come erede geopolitico e spirituale dell’Impero romano d’Oriente e, certamente, anche del khanato mongolo dell’Orda d’Oro. La russofobia è infatti una vera e propria guerra di religione, un conflitto tra culture, mossa dai ceti possidenti europei nei confronti dei popoli slavi cristiano-ortodossi, considerati tout court “barbari” e potenziali “invasori” di una “civiltà europea” in realtà fortemente debitrice nei confronti della tradizione greco-bizantina e slava.

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Alcuni deputati del Parlamento francese che facevano parte di una delegazione arrivata in Russia per una visita ufficiale, il giorno 15 Marzo, nel corso di una intervista hanno ammesso che le azioni dell’Occidente contro la Siria non hanno avuto risultato e che al contrario, la Francia e gli altri paesi avrebbero dovuto unire gli sforzi con la Russia e con il presidente siriano Bashar al-Assad.

In precedenza il capo della delegazione francese, Thierry Mariani, aveva elogiato gli sforzi russi nella lotta contro il terrorismo in Siria e si era riunito con Vyacheslav Volodin, Presidente della Duma dello Stato ruso. “Voglio augurare il successo della lotta della Russia in Siria”, ha dichiarato alla Tass.

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Venerdì l’Iraq ha realizzato per la prima volta attacchi aerei sugli obiettivi del Daesh in Siria in cooperazione con Damasco, Teheran e Mosca.
Tali attacchi aerei, come indica un articolo pubblicato il sabato nel portale web israeliano Debka file, sono stati coordinati con l’Iran, con la Russia e con la Siria ma non si sa con sicurezza se siano stati coordinati o meno con le autorità statunitensi ed i rappresentanti della coalizione che dirigono gli USA contro il gruppo terrorista ISIS (Daesh in arabo).
Il testo ricorda che il portavoce del Ministero della Difesa irachena, il generale di Brigata Tahseen Ibrahim, ha confermato che gli attacchi sono stati coordinati con Mosca, Teheran e Damasco e che le parti menzionati hanno condiviso informazioni sugli obiettivi attaccati, nonostante questo non ha fatto però menzione alcuna di un coinvolgimento degli Stati Uniti.

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di  Ilaria Bifarini

Quando la rabbia sociale per una classe politica che ci ha condotto nel baratro diviene incontenibile -ieri i dati allarmanti della disoccupazione diffusi dall’Inps– e la gente comincia a scendere in piazza, stremata dai sacrifici imposti da una moneta unica sui cui effetti nefasti concordano tutti gli economisti degni di questo nome, ecco trovato un nuovo capro espiatorio: l’impiegato pubblico!

Non è nuovo in realtà, perché da sempre oggetto di disprezzo e scherno (esiste un filone cinematografico e una letteratura ad hoc), ma ora si è conquistato addirittura l’etichetta del “furbetto” e del truffatore di Stato. E’ assurto al rango di casta, come i politici e la classe alto-dirigenziale che si macchia delle peggiori ruberie, ma con una differenza: mentre i potenti sfiorano la condanna ma senza mai arrivarci, lui agli arresti ci va per direttissima.

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di  Luciano Lago

Non si può esaminare qualsiasi questione collegata al terrorismo islamico se non si chiarisce prima che cosa sia la Strategia del Terrore- chi la guida – a cosa è finalizzata – come si sviluppa.
Per comprendere da dove e quando abbia avuto origine questa strategia, bisogna andare indietro nel tempo e precisamente al 1997 quando un gruppo di pensatori e strateghi statunitensi (di tendenza “neocons”) stabilirono un centro di studi (un “think tank”) conosciuto come il “progetto per il nuovo secolo americano” (Project for the New American Century o PNAC). Il suo obiettivo dichiarato era quello del dominio mondiale da parte degli Stati Uniti d’America. i componenti di quel centro studi costituirono la retroguardia dell’Amministrazione Bush ed almeno 18 di loro furono collocati poi in posizione chiave all’interno di quella Amministrazione.

Nel Settembre dell’anno 2.000, dopo soltanto quattro mesi della nuova presidenza, la PNAC pubblicò una informativa dal titolo eloquente: “Rebuilding America’s Defenses: Strategy, Forces and Resources for a new Century”.

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Tanta acqua e tanto sangue sono passati sotto i ponti dal 1880, da quando John Swinton, ex redattore capo del New York Times, durante il suo discorso di commiato presso l’American Press Association, rivelò al colto e all’inclita che loro, i giornalisti, salvo rare eccezioni, erano prostitute intellettuali.

Ci sono poi voluti decenni di maturazione e la nascita di alcune discipline accademiche per far passare sulla pelle della cosiddetta “opinione pubblica” le indicazioni sottili di maestri delle tecniche di propaganda e della manipolazione quali Edward Bernays e Walter Lippmann.

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L’Occasione delle Sante Feste di Natale ci è grata per trasmettere gli auguri più sinceri  a tutti i nostri lettori ed a quanti in particolare hanno avuto la pazienza di leggere i nostri articoli e le nostre analisi…….

Un Augurio per Tutti Voi dalla nostra Redazione !!

Luciano Lago